Philippe Jarvis, Barone di Pontsurgrave.

Scritto da , il 2020-10-10, genere etero

-Buon giorno, Barone. Si alzi... è una magnifica giornata...-
-Ma che ore sono? Lo sai che non devi svegliarmi prima delle undici! Sei la solita bestia, Firmino! Ricordami di licenziarti uno di questi giorni!-
-Certamente Barone e così finalmente mi darà i mesi di stipendio arretrati che mi deve, le ferie non godute e tutte le altre indennità...-
-Ah... che bei tempi il medioevo! Potevo farti impiccare, lo sai? Allora bastava una sola parola, dovresti essermi riconoscente se ti tengo al mio servizio! E' qualcosa che ti sopravvaluta!-
-Forse non ricorda le mie altre mansioni... Barone! Segretario? Maggiordomo? Cuoco? Autista? Stiro e lavo le sue camicie da trecento euro l'una, a proposito… ho preparato il completo grigio per oggi, allora la vuole la colazione o no?-
-Cosa proponi?-
-Crepes con marmellata d'arancia inglese, uno yogurt bavarese e la solita teiera di tè Da Hong Pao. Riguardo queste prelibatezze... signore, i nostri fornitori esigono di essere pagati, minacciano una sommossa con assalto al castello. Io consiglierei, Vostra Grazia, di accettare un incarico, possibilmente molto ben remunerato, prima di essere bastonato da costoro come un volgarissimo villano!-
-Lavoro? Incarico? Ma che dici? I nobili non lavorano...-
-Barone… lei ha la fortuna di essere il maggior esperto di vini pregiati antichi che esista, ha delle qualità uniche conferite direttamente da madre natura ed ha solo quarantaquattro anni! E’ assurdo che sprechi questa fortuna nell'ozio più assoluto!-
-L'ozio non è mai sprecato! Mette lo spirito in comunicazione con esseri superiori, invisibili e silenziosi, gli spiriti non ciarlano a vanvera come te, Firmino...-
-Barone… C'è una lettera per lei, lì sul vassoio. Guardi i fregi e l'intestazione... potrebbero essere buone notizie... La missiva viene dalla Principessa Mathilde de Boschvillers! La miliardaria!-
-Ah... ho conosciuto suo padre tempo fa… ricordo che aveva una figlia, una bambina all’epoca, brutta come un debito! Ma lui? Grande uomo! Ci incontrammo per un incarico… e sai? Abbiamo diviso un vino divino, proprio! Oh... oltre mezz'ora per levare quel tappo quasi centenario, ma poi? Una vera delizia. Era... uno Château Mouton Rothschild del 1945, ne possedeva una ventina di bottiglie che poi vendette al solito milionario americano che probabilmente lo mescolò con la Coca Cola! Mi sembra che gli consigliai di chiedere 80.000 dollari a bottiglia, si... si! E che vuole la nobildonna? Lo sai?-
-No, Barone, le mie mansioni mi permettono di aprire la posta ordinaria, ma di una donna? Non mi permetterei mai… Potrebbero essere affari di cuore...-
-Ma che cuore... te l’ho detto era brutta da piccola, figuriamoci ora! Sarà diventata ancora più brutta, piena di boria e con difetti di carattere. Fammi leggere!-
-Perché quella faccia Signore? Che dice la lettera?-
-Accidenti Firmino! E' un incarico! Un lavoro! No... no e no! Facciamo come non l'avessimo ricevuta!-
-Non possiamo Barone, glielo dico veramente! Siamo assediati dai creditori e in banca? Mi spingono con la schiena contro la parete e chiedono quando salderà il dovuto. Siamo davvero in condizioni disperate! E poi... di cosa si potrà mai trattare di così terribile?-
-Qui dice che durante dei lavori al sotterraneo del castello, hanno buttato giù  una parete e al di là... sono stati rinvenuti scaffali di vino, vino sicuramente del secolo scorso se non ancora più antichi... la Principessa vuole una perizia, vuole sapere cosa sono e il valore! Un incarico... accidenti! E quanto durerà? Dio... che giornata disgraziata! Ecco... ho deciso, le chiederò un compenso talmente alto da apparire assurdo e così rinuncerà! Io sono un genio!
-Sbaglia! Nessuno contesterà quanto chiederà, Lei... è il maggior esperto in assoluto, l'ha nel sangue questa sua capacità, risponda! E chieda subito un anticipo... consistente! Così saldiamo questi villici e si ricordi anche di dire che Lei viaggia con maggiordomo a seguito, che necessita di alloggio e attenzioni. Maggiordomo di grandi pretese insomma! Chieda un appartamento intero del castello quindi, se lo ricordi! Questo vogliamo! E che io possa andare in cucina a controllare cosa mangerà il Barone!-
-Despota! Ma guarda... lui dispone! Ma devo darti ragione… non viaggio mai da solo, va bene... mi arrendo, poi... le risponderò! Chiederò una cifra assolutamente assurda! Vedrai!-
-Bravo Barone! Dica alla nobildonna che è pressato da molte richieste ma se le farà pervenire un lauto anticipo subito, prima di partire, sarà lieto di darle la precedenza, anche per via del rispetto del titolo nobiliare certo. E... non si dimentichi, ho bisogno di dieci giorni per fare i bauli dei suoi vestiti e chiudere casa... ora si alzi, faccia la doccia, la barba e le scriva subito!-
-Ah... io Philippe Jarvis!  Ultimo rappresentante di una famiglia che ha contribuito a costituire la Francia costretto a lavorare come un plebeo qualsiasi! Va bene… così potrò ridare anche i tremila euro a Mirelle la mia... ehm... massaggiatrice, per il prestito personale che mi ha fatto tempo fa.-
Presto passano i dieci giorni, il bagaglio era davvero consistente, vari bauli in cuoio antico più alcune casse di strumenti professionali, partirono, naturalmente Firmino si mise alla guida dell’auto con la tenuta da autista e dietro prese posto il Barone. I bagagli? Un furgone apposta con conducente al seguito.
La dimora dei Principi Boschvillers era maestosa, circondata da un ampio parco protetto da mura, all'arrivo vennero ricevuti dalla servitù e mentre Firmino sistemò con loro i bauli e il necessario, Philippe venne accolto dalla padrona di casa, la Principessa.
Ma perché aveva avuto l'impressione che fosse rimasta brutta come da piccola?
No, anzi! Era diventata proprio un cigno! Una splendida creatura! Sui venticinque anni, e in aggiunta alla bellezza si mostrò anche simpatica e cordiale.
-Barone! Che fortuna averla al castello! Non le nego che temevo di non poter usufruire del suo tempo, so quanto è impegnato... i suoi servigi sono altamente richiesti in tutto il mondo che si interessa di vino! Sono davvero contenta... Spero che i miei servitori stiano già mostrato i Vostri alloggi al suo maggiordomo, intanto si segga qui, accanto a me… che le racconto...-
Philippe rimase davvero incantato da cotanta bellezza, ma non solo quella lo colpì, aveva anche una particolarità che lo stregò subito… il suo profumo! Cioè quello che usava, l'aveva riconosciuto... era il Frèdèric Malle Portrait of Lady, che legava perfettamente con quello della sua epidermide e costituiva insieme un qualcosa di estremamente eccitante. Insomma Philippe si ritrovò, suo malgrado, tanto preso da lei da essere assurdamente eccitato. Sperava che lei non si accorgesse di questo, ma il suo cazzo sporgeva già in una maniera oscena sul lato destro del pantalone.
-Insomma Barone, le dico. Avevo intenzione di rimodernare l'impianto d'illuminazione della cantina... quando...-
La Principessa si interruppe nel discorso, i suoi occhi stavano fissando proprio quello che Philippe non voleva guardasse, si, proprio là, erano rapiti dalla protuberanza assurda che era diventata il suo cazzo duro, ma poi si riprese.
-… Quando... sotto i colpi degli operai crollò una parte di parete e al di là si aprì un vano a me sconosciuto… Da non crederci... un’altra cantina, questa volta nascosta, con altri scaffali carichi di bottiglie polverose...-
-Spero che abbia subito vietato l'ingresso a chiunque! Neppure la polvere che ricopre le bottiglie va rimossa! E quante saranno?-
-Oh no! Neanche la luce le ha toccate… Quante saranno? Non le ho contate, ma ritengo siano centinaia...-
La Principessa Mathilde riportò lo sguardo all’inguine del Barone, incollata a quel bastone di carne che immaginava duro come ferro e inconsciamente, iniziò a strofinarsi le cosce, si stava bagnando eccome! Neanche lei poteva immaginare lo scatenarsi di una reazione così evidente in loro! Dieci minuti di colloquio e si trovavano già assurdamente eccitati! Se solo lui avesse osato, lei si sarebbe fatta prendere lì, subito! Immaginò di essere spinta contro la scrivania, con la gonna sollevata alla vita, ed essere presa così! Fottuta spostando appena lo slip di lato, dando sollievo alla fica infiammata dalla voglia di quel bastone! Immaginò quell'orgasmo che sarebbe arrivato senza attendere neanche il tempo di essere penetrata a fondo.
Philippe, stava immaginando la stessa cosa, dovette trattenersi dal saltarle addosso subito! Capì che non poteva giocarsi tutte le carte in un azzardo. Sarebbe stato bello, divino scoparla e fotterla così, in quel momento, ma... se fosse stato un passo falso? No... decise che era meglio aspettare e riportò il discorso sul suo lavoro al Castello.
-Dovremo organizzarci... Principessa. Prima vorrei avere una visione d'insieme, poi passerò ad esami più specifici. Immagino che vorrà essere con me... quando opererò...-
-Si certo! Se Lei permette, anzi vista la situazione, possiamo partire dal chiamarci per nome? Io sono Mathilde...-
-E io Philippe...-
Quando le loro mani si toccarono scoccò come una scintilla, sentirono una scossa percorrere tutto il corpo, insomma... fecero proprio fatica a lasciare la presa!
-Quando vuoi iniziare, Philippe...?-
-A... fare cosa...?-
La mente di Philippe ovviamente era tutta presa da altro! La guardava e la vedeva nuda, la riguarda e la vedeva a cosce aperte che aspettava di prenderlo dentro! Ma poi... tornò immediatamente al presente e trovò la ragazza sorridente… aveva capito perfettamente a cosa si riferisse lui.
-Iniziare con il primo esame generale della cantina... perché… tu cosa pensavi?-
-Io? Forse pensavo a quello che pensavi tu? Meglio iniziare adesso...-
- Va bene, seguimi allora...-
Il percorso per arrivarci fu lungo, il castello era davvero enorme, ma alla fine arrivarono alle cantine che erano completamente scavate nel tufo, il miglior contenitore naturale esistente per vini d'invecchiamento. In una delle galleria c'era un varco sbarrato da una rete metallica ma facilmente rimovibile. Philippe impugnò una delle lampade che trovò lungo i corridoi ed entrò seguito a breve distanza dalla Principessa.
Quello che gli si parò davanti agli occhi, fu un lungo scaffale in quercia, sopra il quale erano accuratamente sistemate bottiglie e bottiglie impolverate. Una quantità enorme!
Philippe pensò di essere in paradiso!
Si avvicinò con la lampada ad illuminare la primissima della lunga serie...e a momenti ebbe davvero un orgasmo… ma mentale! Mai e poi mai avrebbe pensato di vedere davvero l’etichetta che aveva davanti agli occhi!
Uno Chateau d’Yquem Sauternes del 1811! Un vino bianco che si riteneva non più esistente, ricavato da uve Sauvignon Blanc e Sémillon! Se il resto della cantina era simile a questo… valeva davvero un tesoro.
Mathilde si mostrò meno interessata al vino! Gli si accostava come per vedere meglio ma in realtà cercava il contatto con quella verga dura! Lo sfiorava con il suo culetto tornito e glielo strofinava contro! Sentì la potenza e la voglia! Voleva essere presa, lì... in quell'istante e desiderava goderla quella grossa asta che immaginava dura e piena di vene che sembravano scoppiare.
Philippe ovviamente era attratto dal ritrovamento dei vini, ma in quel momento? L'eccitazione di sentire quella carne morbida contro il ventre? Non gli fece capire più nulla!
Abbracciò Mathilde spingendola contro la parete di tufo, la sollevò ponendole le braccia sotto le cosce e nel frattempo aprì la cintura lasciando cadere a terra il pantalone e l’intimo. Le cercò la fica con la punta dura del suo cazzo spostando lo slip e la trovò! Spinse la cappella con l’intento di entrarle dentro e fotterla così! Da animale! Da selvaggio!
Vinse la prima resistenza e fu dentro! Lei iniziò a mugulare e andare incontro alle sue spinte con il bacino, lo cercava, lo voleva dentro tutto! Dentro a fondo fino a riempirla di carne dura! Lui... nelle sue spinte l'alzava ripetutamente e lei strisciò con la schiena lungo la parete! Si baciarono, si morsero le labbra mentre i colpi si facevano sempre più profondi!
Mathilde iniziò a godere, orgasmi prima rapidi e vicini... poi più forti! Lei era proprio una donna calda e Philippe aveva innescato in lei qualcosa che non aveva mai provato prima. L'orgasmo a catena!
Ognuno ne richiamò un altro che sembrava più forte e lungo del precedente! Il suo mugolare divenne presto un gemito continuo, quasi lamentoso, mentre lui continuava a lavorarla come se il suo cazzo fosse il demolitore di un minatore! Poi il suo orgasmo! Lui... che gridò nel cunicolo della cantina e l'urlo diventò eco! Un ruggito da leone! E continuò... a martellarle la fica ormai bagnata tanto da lasciare rivoli d'umore fino alle cosce! La scopò fino a non poterne più. Sentì il suo cazzo perdere rigidità, lo levò e ambedue crollarono a terra, sfiniti, il fiato corto e spezzato dai gemiti e dai sospiri.
Passarono attimi e poi fu Mathilde a sussurrare...
-Dio! Mai e poi mai... ho goduto così! Oh... ti sentivo sai? Il tuo cazzo, la tua cappella mi arrivava al cuore da tanto eri dentro! Ho goduto... cento... mille orgasmi! E avrei continuato! Oh si... per sempre!-
Philippe era ancora a terra ad ansimare come una vaporiera! Fu lei a farlo alzare...
-Dai svelto! Andiamo in camera mia... su veloce!-
Il percorso lo fecero davvero di corsa e appena in camera si spogliarono velocemente strappandosi quasi gli indumenti di dosso!
Lui incollò la bocca a quella fica calda e aperta e iniziò nuovamente a darle piacere! La loro fame era insaziabile davvero, poi la prese da dietro, lei con la testa posata sul lenzuolo e lui che affondò il suo cazzo duro nel suo ventre. Un vero momento di pazzia erotica il loro! Ma non finì certamente così, si presero ancora sotto il getto della doccia e sfiniti lì terminò, per il momento, il loro scoparsi.
Lui chiese pietà e volle andare nel suo alloggio, intendeva riposarsi fino all'ora di cena, si sentiva le ginocchia cedere, mentre lei in realtà… Non era poi così sfinita... chissà… se lui avesse voluto ancora…
Philippe nel suo appartamento trovò Firmino che lo accolse con uno dei suoi interminabili discorsi…
-Ah Barone! Finalmente! Sono ore che non si fa vedere, posso sapere cosa ha fatto?-
-Firmino! Basta! Ho fatto una prima visita alla cantina... e ora vorrei riposare fino a ora d cena!-
-Ah si? E senza dirmi come si vestirà?-
-Informale per stasera! Pantaloni scuri e camicia bianca, saremo solo la Principessa e io.-
-A proposito... sono stato in cucina! Sa che lo Chef, il capo è una donna? E sa  che oltre che bella e anche bravissima? Si chiama Cècile... pensi che abbiamo fatto rinascere la salsa demi-glace, una vecchia ricetta medievale, io la conoscevo ma poco. Cècile è proprio una grande esperta, una vera gran chef cuisinier, mi ha raccontato che fu il famoso Escoffier a inventarla, poi? Andrà d'accordissimo con la sella di cervo che cucineranno stasera, ah... che piacere trovare qualcuno che condivide i miei intendimenti...-
-Firmino! Se non la smetti… Se non chiudi quella boccaccia infame, giuro che ti strozzo! Vattene! Lasciami dormire!-
-Ecco cosa succede! Un esperto di vini, il migliore, che non si interessa della parte vivande! Che vergogna, Barone! Me ne vado, me ne vado!-
L'ultimo pensiero di Philippe prima di sprofondare nel sonno? Veramente furono tre!
Uno... davvero uccidere Firmino! Due... la passione che aveva scovato in Mathilde! Tre... i vini che riempivano gli scaffali di quella misteriosa galleria scavata nel tufo! Poi sprofondò nel sonno fino a quando fu sempre Firmino a svegliarlo.
La cena fu un interludio di sesso mascherato da discorsi apparentemente frivoli, la sella di cervo era davvero ottima... tanto che chiamarono Cècile per complimentarsi con lei, abbinarono alla carne un Domaine Gaubi del 2013, vino che comunque non ne bevvero più di un bicchiere ciascuno. L’intento vero loro  era scoparsi ancora e ancora! Ma prima Philippe voleva tornare nella cantina e percorrerla completamente, vedere dove arrivava e Mathilde acconsentì ad accompagnarlo.
Muniti della solita lampada si inoltrarono nella cantina, procedevano abbracciati. A volte la loro voglia di toccarsi, di baciarsi li faceva fermare a soddisfare questo bisogno. Nessuno dei due aveva mai provato questo tipo pazzesco d'attrazione. Per Philippe c'era un ulteriore motivo d'emozione! A volte si avvicinava allo scaffale e esaminava le bottiglie... e come sempre erano espressioni di vera meraviglia quelle che emetteva!
-Guarda Mathilde! Uno Chateau Cheval Blanc del 1947! Ma lo sai che l'hanno battuto in un'asta per ben 304.375 dollari? Ha una storia eccezionale! Lo Cheval Blanc è uno dei più rinomati vini francesi, prodotto nella regione di Bordeaux. Dal 1955 è classificato come Premier Grand Cru Classé nella super categoria A, insieme a soli altri 3 Chateau. Nel caso di questa bottiglia, un Merlot in purezza sofisticatissimo, a determinare il prezzo non è solo l’annata, ma anche il formato da sei litri, che viene denominato “Matusalem”, pari a 8 bottiglie normali.-
-Fantastico Philippe! Ma io ho voglia di farti un pompino altrettanto stupefacente! Ora tu ti appoggi allo scaffale e io giuro che ti mangio il cazzo! Te lo ingoio e ti bevo!-
Senza aspettare repliche, gli aprì il pantalone e li fece cadere a terra, trovò il cazzo non ancora completamente rigido e trasse soddisfazione nel sentirlo diventare partecipe...  fino a diventare un'asta talmente rigida da farle male alla bocca. Lo succhiò... lo morse, lo baciò, tutto mentre la luce della lampada tenuta da Philippe sciabolava lungo le pareti della galleria. Poi l'attimo dell'orgasmo e del potente getto di sperma che lui le riversò in bocca e che lei bevve emettendo versi gutturali mentre lui urlava di piacere.
Ripreso il fiato, continuarono l’esplorazione. Ma quanto era lunga poi questa cantina? Alla fine arrivarono al termine, dove... sembrava che i lavori fossero stati interrotti!
Fu qui che Philippe esaminò un’altra bottiglia che lo portò ad una ennesima esclamazione di stupore assoluto!
-Mathilde! Non posso crederci! Uno Château Lafite del 1869! Gli offerenti hanno dovuto combattere un'intensa battaglia per questo vino all’asta di Hong Kong nel 2010. La bottiglia d’annata rara è stata assegnata per l'incredibile cifra di 195.000 dollari. Si tratta di un prezzo che non è stato mai superato per quanto riguarda un vino così, con la bottiglia di dimensioni standard. Le bottiglie all'asta provenivano direttamente dalle cantine Lafite Rothschild.
Mentre Philippe incantato osservava quel tesoro, non potè fare a meno di chiedersi cosa significasse quel posto… Perché era stato realizzato? E soprattutto, perché tenerlo nascosto? Possibile che neanche coloro che abitavano il Castello lo sapevano? Era un mistero… così come anche il nome del grande cultore e ricchissimo curatore lo era. Ed infine, quando era stata realizzata? Il barone sentiva di poter escludere il padre di Mathilde, lo aveva conosciuto e senz'altro gliene avrebbe parlato. No, doveva essere stata creata in un periodo precedente al loro incontro, doveva chiedere della famiglia, a chi era appartenuta la tenuta prima che arrivasse lei. In parte il mistero venne chiarito successivamente, mentre loro due erano nella vasca idromassaggio, la Principessa raccontò a Philippe la storia recente della casata.
Lei non era ancora nata quando successe il fatto, allora era Principe di Boschvillers il fratello maggiore di suo padre, suo zio Bernard Gargantua de Boschvillers, già gran possidente e ricchissimo, uomo che non si era mai sposato e sembrava avesse una simpatia particolare... insomma una passione per i giovani efebi, in sostanza, era gay. Si raccontava fra la servitù, ma sottovoce, che egli era innamorato di un ragazzo del popolo e quando questi morì, lui straziato dal dolore si suicidò, alla morte dello zio succedette il padre di Mathilde, all’epoca ancora giovane, e poiché la madre della principessa scomparve prematuramente, alla morte del padre, fu Mathilde stessa a prenderne possesso.
Ma perché chiudere e dissimulare l'ingresso della galleria?
Fu Mathilde ad ipotizzare uno scenario!
-Forse era il posto in cui i due amanti si incontravano… in cui consumavano il loro rapporto e una volta morto il ragazzo…. Mio zio decise di sigillare tutto, come a rendere inaccessibile il luogo che li aveva visti felici affinché nessun altro potesse metterci piede! E' un pensiero da innamorato questo e poi? Lui si suicida, disperato! E da allora tutto è rimasto come cinquant’anni fa! Se così fosse… sarebbe davvero affascinante questa storia! Ma ora... che facciamo noi? Uhm... scopiamoci così, nella vasca dai! Prendimi da dietro... e domani so già che ti farò un regalo che ti piacerà tanto! Domani... mi sodomizzerai da quel bruto che sei! Mi entrerai e mi riempirai di te, non è vero... che mi violenterai il culo?-

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