Marika W. Hostess di terra. Aeroporto di Linate, sequestro di persona.

Scritto da , il 2020-11-17, genere etero

Premessa: Io uso ER anche come archivio dei miei racconti e mi sono accorto che manca un racconto scritto molto tempo fa e facente parte di una serie dedicata a una donna immaginata, talmente libera nel sesso da essere aliena al nostro modo di vivere e allora la ripropongo ora... i due racconti che precedono questo li trovate su Er (se vi interessa), basta cercare Marika...



Che schifo di giornata.
Oggi se mordo qualcuno lo avveleno. Sono una vipera.
Ho scoperto perché quello stronzo del mio uomo è così tiepido.
Questo bastardo non si fa la figlia dei vicini?
Mentre io lavoro?
Lui é un creativo dice... sta in casa e lavora solo quando ha voglia.
Come no!
Intanto si scopa 'sta ragazzina mezzo anoressica!!
Una puttanella di appena 17/18 anni?
Bellina... si... ma con due tettine e un culetto da adolescente, ma che ci trova?
Vuoi mettere le mie di tette? E... il mio di culo?
Cazzo! Quando cammino io... si ferma il traffico e i tamponamenti diventano normalità.
Uomini!
Incomprensibili!
Insomma... rientro e non li trovo nel MIO LETTO... che scopano?
Lui con un cazzo duro che non vi dico! Gli era diventato enorme a 'sto infame! E pensare che a volte avevo i crampi alla bocca cercando di farglielo diventare così! Che rabbia!
Guardate... voi mi conoscete, se mi avessero fatto partecipe dei loro giochini... tutto bene! La piccola l'avrei svezzata anch'io, le avrei insegnato i mille trucchetti che conosco.
Ma... così? Di nascosto?
E poi non si é' messa a ridere?
Alle mie rimostranze... gli stavo dicendo quanto é patetico visto che si scopa una bambina, lei non ha avuto il coraggio di dirmi che ormai sono vecchia???!!!
A me?
Non ci ho più visto e le sono saltata addosso, l'ho presa per i capelli e l'ho trascinata per terra mentre quell'emerito e grandissimo figlio di puttana si è messo appoggiato allo schienale del letto a godersi la scena, si toccava persino... menava pigramente il grosso cazzo che ha.
Fortuna per lei che mi ero appena ricostruite le unghie e il lavoro mi era costato una cifra, altrimenti l'avrei segnata a righe come la pelliccia di una tigre.
Ho iniziato a darle una bella battuta, viso e tette, schiaffi forti, tanto forti da colorarle la pelle, io seduta sul suo busto a gambe divaricate, ma sta piccola pervertita non si mette a gemere dal piacere? Mi sta pregando di continuare, di farle male, mi supplica, mi chiama Padrona!
Padrona?
Farti male?
Tu non sai cosa e chi provochi, stai risvegliando il mostro di Alien!!!!
Quello che è sopito dentro me!
Ho preso una cinghia, quella che gli ho regalato in Messico, ha una fibbia in argento raffigurante un'aquila e ho iniziato a colpirla forte e ad ogni colpo 'sta piccola troia si rigira, si agita tutta, gode.
Le ho fatto aprire le cosce e l'ho colpita direttamente sul suo solco e lei? Con le mani si è aperta la fica e così i colpi la prendevano direttamente sul clito.
Nel frattempo mi ero eccitata, mi sentivo la fica gonfia, bagnata, calda, mi sono alzata la gonna e solo spostando il fondo degli slip mi sono seduta sulla sua faccia ordinandole di leccarmi, di mordermi, di farmi godere!
Come è continuata?
Il bastardo ci urla se abbiamo finito, che ha voglia di godere anche lui. E mentre si alza e si avvicina menandosi il cazzo, io che sono sotto la ragazzina, le apro le natiche.
E lui la incula.
Forte, violento, entra fino ai coglioni con un colpo, lei urla dal dolore e dal piacere due minuti secondi ed è squassata da un orgasmo formidabile.
A lei, capite?
Ma non poteva essere più sensibile e capire che doveva farlo a... ME?
Metterlo nel mio di culo?
Sfondarmelo mentre leccavo e mordevo quella fichetta arrogante?
Ma pretendere la sensibilità in un uomo come lui è come cercare di cavar sangue dalle rape.
Impossibile!
Lo odio!
Questo è successo ieri.
Oggi?
Stamattina mentre sono sulla porta per andare al lavoro, proprio in quel momento, lei, la troia in divenire esce da casa sua e mi chiede con voce sottile e sottomessa se può fargli compagnia.
A lui!!! Cazzooo!!!!!
Se glielo permetto!!
Io?
E ancora...
Se può aspettarmi stasera in casa mia, così potrà essere punita di nuovo.
Cose da pazzi.
Mi chiedo se a 'sto mondo esiste qualcosa come la decenza.
Queste ragazzine sono senza morale, io alla sua età, diciassette anni?
Vediamo... veramente non so quanti ne avevo già presi.
Boh... forse qualche decina?
Ma che centra?
Lei è peggio... molto peggio! Una bambina ed già é puttana.
Stasera al mio ritorno la sistemo per le feste, mi sa che le faccio bere il mio piscio caldo a quella piccola puttana, la devo umiliare. Le faccio fare la cavallina storna che tira il mio carrettino. La faccio trottare per casa con una carota nel culo, la frusto fino a farle il culo come quello delle scimmie del parco zoologico.
Rosso scarlatto.
Ora devo andare.
Sono già tanto in ritardo che se aspetto ancora un po' rientro direttamente dalla pausa pranzo.

A più tardi e vi racconto dell'aeroporto.
Quando arrivo in aeroporto sono ancora più incazzata. Il bastardo non mi ha svuotato il borsellino?
Ma lavorare no?
Cazzo! Stai lì tutto il giorno a scrivere porcate? Ma chi vuoi che ti legga!
(ehehe..!)
Poi... all'ingresso l'addetto alla sorveglianza, una bauscia grande e grosso non vuole fare lo spiritoso?
Mi dice il pirlocco ridendo, ma che ti ridi?
"Bella signorina, perquisizione, ispezione anale.".
Guarda porco, che hai sbagliato giornata, magari in un altro giorno ti avrei schiantato il cazzo con il mio culo, ma oggi?
Ti capita male!!
E mentre si avvicina per mettermi le mani sulle tette gli allungo un calcio diretto sui coglioni e lo lascio a terra urlando e gemendo come uno colpito da un attacco di meningite fulminante.
In ufficio mi conoscono.
Quando mi girano così, nessuno fiata.
Quelle tre ex suore le ho messe sulla strada giusta. Prima vestivano casti abiti interi e scarpe con il mezzo tacco.
Ora?
Minigonne e tacco vertiginoso e biancheria sexy, ogni giorno le passo in rivista. Mi avvicino e loro si rigirano su se stesse e poi alzano la gonnellina.
Va bene!
Poi magari vi combino un incontro con qualcuno, voglio vedervi scopare.
Il vecchio rimbambito ora vestito da Elvis the Pelvis con un completo di pelle di daino "nature" ornato di relative frange e tanto di parrucca nera e chitarra mi dice...
"Capa... ti aspettano in direzione, da due ore...".
E allora?
Aspettare fa parte di quello che ti riserva la vita, no?
Accettalo... e aspetta.
Ma per evitare storie raggiungo l'ultimo piano, il piano VIP.
Prima passo un attimo nel bagno, mi tolgo le mutandine. Non si sa mai.
Esce che mi cerca il vice, entro a sentire che vuole il beccaccione.
E' quello con quel grosso cazzo, ricordate?
Grosso come una lattina di birra vi assicuro, proprio così grosso.
E' incazzoso oggi.
E come inizia a chiedermi dove sono stata e via discorrendo, io seduta davanti a lui mi tiro un attimo la gonna sulle cosce e apro le gambe.
Tombola!
Smette di parlare il vecchio porco, mi si precipita addosso, mi alza, mi fa chinare in avanti appoggiata con i gomiti sul sedile della poltroncina e mi penetra... duro!
Mi fotte come un bufalo africano... e mi riempie.
Ah... come li so calmare io questi maschi, ho sempre la medicina giusta, li faccio diventare agnellini, bambolotti teneri teneri.
Mi dice che al reparto smistamento bagagli c'é fermento. Gli addetti non vogliono essere ispezionati, vogliono essere liberi di poter aprire le valigie a loro discrezione e arraffare tutto l'arraffabile.
Dove é il problema dico, lo hanno sempre fatto.
Non dico che da loro ho comperato anche l'ultima borsetta di Fendi, l'accendino d'oro di Cartier e qualche altra miseria. Tutto pagato pochi eurini.
E se vogliamo? Dove ha preso il fermacravatta di platino con diamante che porta... 'sto beccaccione?
Ci scommetto una scopata che l'ha presa da loro e magari omaggio.
Mi chiede di andare a fare da paciere. Insomma ungere le ruote, tenerli buoni.
Tenerli buoni? Quei nerboruti energumeni?
Cazzo! Neanche con un vagone di bromuro ci riesci.
Va bè... dovere é dovere.
Mi porto nel reparto smistamento, dove i tipi si sono barricati. Hanno montagne di bagagli nel completo casino. Nei locali del terminal i viaggiatori inferociti sembrano invasati. Aspettano i bagagli da ore, alcuni da ieri.
Urlano, gesticolano! Dicono porco qui e porco là. Giustamente se la prendono con Roma Caput Mundi, antro di ogni scelleratezza.
Beh... qualcuno da darci la colpa ci deve essere, é una regola universale.
Mi faccio vedere e li chiamo, deve ancora nascere l'uomo che può intimidirmi. E affronto la situazione. Hanno sequestrato e tengono in ostaggio un ispettore che li ha sorpresi mentre saccheggiavano le valigie in arrivo del volo XL 456... ma andiamo!
Anche questo ispettore?
Ma non può farsi i cazzacci suoi in santa pace come tutti i 60 milioni di italiani? Ma che trovi anche lui qualcosa da rubare, no? Che ne so? La carta igienica dai cessi, i ricambi delle penne biro, insomma che si arrangi!
I quattordici addetti sono fuori da ogni grazia di dio. Io cerco di calmarli ma loro parlano di castrare il povero ispettore. No, questo non lo posso permettere, possono impiccarlo, fargli ingoiare del vetriolo, segnarlo con la fiamma ossidrica, ma castrarlo... no!
Non lo permetto.
Un cazzo è sempre un cazzo e non si sa mai che potrebbe tornarmi utile. E poi lo faccio per principio.
Che devo fare?
Mentre loro sbraitano apro con noncuranza il giacchetto dell'uniforme e così sbocciano i fiori del giardino dell'Eden, due grosse tette spinte in su da un reggiseno a balconcino.
Cade il silenzio e la libidine riempie l'aria, gli sguardi si calamitano su queste due bocce di carne soda, sugli aloni scuri delle areole appena visibili.
Manca poco che esca fumo dal loro naso come ai tori nell'arena. Mi si mettono in cerchio mentre io apro la zip della gonna e sculettando la faccio scendere.
Sotto non ho rimesso le mutandine, in verità sono ancora piena della sborra del beccaccione.
Vedeste che calore emanano! Lo si vede riempire lo stanzone come l'incenso riempie il naos della chiesa greca di santa Domenica durante la liturgia.
Insomma vedere un culo come il mio, valorizzato da reggicalze e calze velate, due gambe che non per vantarmi ma sono quanto di meglio potete vedere nell'emisfero settentrionale e il sottile baffo di pelo che fa intuire dove sta la fica non é uno spettacolo che merita?
Insomma... ebbene si!
Mi sacrifico per salvare il povero ispettore.
Mi immolo con lo spirito di una eroina di altri tempi!
Di una martire.
Di una santa!
Li prendo tutti!
Quattordici çazzi frementi e duri... eccome sono duri! Eccome sono grossi.
Mi riempiono ogni buco!
Pensate che in un certo momento del pomeriggio, uno é sotto di me e mi incula con un attrezzo di carne niente male, un altro fra le mie ginocchia mi f0tte la fica, poi uno in bocca, altri due nelle mani e per finire uno magretto magretto ma con un cazzo da sballo fa una spagnola con le mie tette.
Alla fine sono tutti dolci e rasserenati, disposti anche al doppio turno pur di rimettere in ordine le partenze e arrivi. Tacitamente possono saccheggiare i bagagli a loro discrezione.
Io sono piena di sborra, dai piedi ai capelli, devo anche rimettere in sesto il povero ispettore scioccato dall'esperienza.
Gli faccio un rapido bocchino.
Questa mia operazione verrà ricordata per molto tempo a venire.
Non merito di essere premiata?
Che ovazione quando torno fuori, manca poco che mi portano in trionfo, io sincera? Sono appena appena un attimo stanca.
Stanca ma non sazia.
Cazzo! Ora torno a casa e sistemo quei due ammalati di sesso!
Il bastardo del mio uomo e quella troietta di quella ragazzina! Li voglio morti.
Voglio vederli uno e l'altra stramazzare a terra dallo sfinimento!

Alla prossima!

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