Erotici Racconti

Il segreto della biblioteca. Anais e Miro.

Scritto da , il 2018-05-30, genere pulp

E’ Anais che parla, mi chiede se possono fermarsi, dice che le piace guardarmi lavorare e io capisco da come lo dice che mi hanno visto toccarmi.
Si siedono, chiedo loro se conoscono i libri che sto esaminando e lei risponde candidamente di si, che si sono masturbati e si masturbano ancora tantissimo a leggerli. 
Sarà l’atmosfera della biblioteca? 
Credo di sapere come evolverà la cosa ma ho timore di un passo falso. E lei mi sorprende ancora, mi dice che Rula, la sorella, sa che sono qui con me. Sono senza parole ed ho un vuoto significativo al basso ventre.
Chiedo se si masturbavano assieme.
Si… conferma… assieme e che il Maestro li guardava mentre lo facevano. 
Chi? Loro padre? 
Il pensiero mi infiamma. 
Ormai sono privo di volontà, non voglio certo eludere il loro offrirsi, sono disorientato ma ho una intuizione.
E’ una prova.
Si… mi stanno mettendo alla prova,controllare se sono adatto, se corrispondo alle loro esigenze e sono tutti d’accordo. 
Loro, Rula e la madre. 
Cosa davvero vogliono da me? 
Con voce roca… dico loro di farlo, di masturbarsi davanti a me. Di farlo come facevano con il Maestro. Loro si spogliano e nudi salgono sul grande tavolo, si stendono una a fianco all'altro.
Sono bellissimi… Lei? Un seno già pieno, due coppe perfette con dei capezzoli che sembrano piccole fragole, un corpo snello eppur seducente, le curve dei fianchi morbide ma decise e fra le cosce una vagina depilata, uno spacco gonfio. Splendida!
Lui? Un corpo di uomo non ancora completamente maturo ma un cazzo duro, teso. Lungo e curvo verso l’alto, coperto… 
E' sempre lei che prende l’iniziativa, si accarezza, prima il magnifico seno e poi fra le cosce. Passa le dita in lunghe carezze. Ora preme… cerca il suo clitoride e lo strofina. Si bagna di saliva ripetutamente le dita che sanno di lei, la sua conchiglia mostra i primi segni della sua eccitazione. Gocce di rugiada. Milo si masturba lentamente mentre il suo sguardo non mi abbandona un attimo.
Li guardo con bramosia, Anais mi chiede se sono eccitato, se voglio unirmi a loro. Mi spoglio… il mio cazzo è durissimo, il glande violaceo e lucido sembra un ariete pronto a sfondare un portone di castello.
Lei… sfrontata eppur candida, dice che Anita ha avuto ragione nel descrivermi, che lo aveva detto che avevo un gran cazzo!
Ne hanno parlato? Del mio cazzo? Loro?
Ora si stanno masturbando lentamente ma determinati e io mi meno altrettanto piano. Ci guardiamo… no, non è così che mi va di gestire 'sta cosa! 
E non è questo che loro si aspettano da me. 
Non mi basta, non so cosa vogliano ma la mia eccitazione vuole ben altro per essere soddisfatta!
Allontano la sua mano e incollo la bocca alla figa di Anais, la mangio! Passo ripetutamente la lingua lungo tutto lo spacco per cercare poi il suo piccolo clitoride turgido, lo spingo, lo succhio e lo stringo fra le labbra e lo tiro a me, lo mordo, uso due dita e poi tre per penetrarla, la strofino forte…
Con l’altra mano cerco il cazzo di Milo, stringo la mia mano sulla sua che si masturba. Li voglio tutti e due. Sento il piacere di Anais, gode presto. Si inarca mentre insisto con le dita e con la lingua. Seguo il suo orgasmo… lo curo, voglio farla godere più che posso. Poi… quando sento il suo ansito forte ridiventare respiro passo a Milo. Resto con le dita ferme e profondamente inserite dentro lei, sento che sta stringendo la vagina. Usa le mie dita per prolungare il piacere.
Ora sto leccando il cazzo di Milo. Passo la lingua forte sotto, lungo la nervatura, mi fermo sul frenulo e poi bagno bene la cappella per prenderlo in bocca. Lo ricevo tutto fino al pelo e ritorno sulla cappella. Ripeto e lo sento fremere... ma non voglio che venga. Non subito, deve soddisfare pienamente la mia libidine. Mi stacco. Ora l’afrore forte di Anais riempie il locale. E ho le dita grondanti del suo umore vaginale. Voglio vederli unirsi. Voglio vederli scopare.
 
Prendila… scopa tua sorella…! 
Gli ordino. 
Fallo… scopala forte… da animale, dai! 
Scopala fino a farla godere, sborrale dentro.

Sto gridando ora! Non chiedo nulla che non abbiano già fatto. L’hanno fatto una molteplicità di volte e ora lo faranno ancora per il mio piacere. Lui si pone fra le gambe della sorella, con la mano si tiene la verga, strofina brevemente il glande e la penetra. Ora il suo movimento è continuo e fluido, la sorella alza le gambe e lui spinge con maggior forza. 
Voglio di più… mi sento senza limiti, quasi incapace di soddisfare la mia libidine. 
Chiedo loro urlando se il Maestro, se loro padre, li scopava e rispondono di si… li scopava eccome! Tutti e due e tutta la notte.
 
Impazzisco. 
Li faccio scendere. 
La dispongo con il busto sul piano del tavolo, lei apre le gambe e il fratello la prende così, da dietro. Mi metto dietro di lui, il mio cazzo che spinge sulle sue natiche e incremento il suo movimento, la scopiamo assieme. Una frenesia folle mi ha preso. Loro due, la loro sensualità perversa e la strana atmosfera della biblioteca hanno contribuito a rendermi pazzo, pazzo di desiderio, ora sarei capace di fare qualsiasi cosa. 
Aspetto che godano… ambedue! Uno e l’altra raggiungono l’orgasmo. 
Allontano Milo e mi abbasso a baciare la figa della sorella. Con la lingua. Raccolgo l’abbondante sborra ma non la inghiotto. La tengo in bocca, tiro Miro a me e lo bacio mentre lo tengo forte per la nuca. Divido con lui il suo sperma condito con il miele della sorella. Lo costringo a deglutire.
Voglio il mio piacere. Voglio godere… voglio sborrare anche l’anima.
Stendo Milo sul tavolo e mentre Anais gli succhia il cazzo chinata in avanti, io le lecco il culo in ginocchio dietro lei. Lo bagno con la mia saliva. L'apro con le dita, la penetro in profondità. La penetro, forte, prima fra le cosce e nella sua figa bagnata, piena ancora dello sperma del fratello, è calda e stretta. Sento che raggiunge nuovamente l’orgasmo. Non voglio certo venire ora, mi ritraggo e cerco il suo fiore fra le natiche. Spingo e rilascio più volte fino a entrare in lei.
La inculo con forza.
Potenti colpi che l’alzano. La tengo forte per le anche mentre lo faccio e sento arrivare da lontano il mio orgasmo, esco… non ho ancora finito. Mi ritiro completamente e cambio obiettivo. Ora voglio il culo del ragazzo, di Milo. Non faccio alcuna fatica a penetrarlo. Lo monto con vigore, forti colpi mentre con la mano sento il suo cazzo diventare sempre più duro. Vengo con urlo poderoso nel suo culo, lo riempio.
Ma non mi sono placato! 
Seguono ore di pazzia erotica! 
Mi vedo disteso sul pavimento di legno, intrecciato con loro in un triangolo, io che lecco Anais, lei che sta ingoiando il cazzo del fratello e quest’ultimo che si dedica a me.
Non so quante volte prendo Anais, so che la mia eccitazione non scema, che la faccio ancora scopare da Miro, che la prendiamo assieme alternandoci nella sua figa e nel suo culo.
So di aver succhiato il cazzo di Miro fino a sentirmi la bocca piena di lui.
Poi… sfiniti lasciamo la biblioteca per andare a dormire, rifiuto la loro proposta di dormire assieme.

La mattina successiva scendo per un caffè, ma Anita insiste per farmi assaggiare la torta che ha cucinato dicendo che dopo la nottata che ho passato ne ho bisogno. 
Ma che ne sa lei? 
Mi fa apprezzare con una visione dalla sua scollatura la bellezza delle sue tette, due globi candidi e sodi. Più tardi Rula mi conferma che la madre è d’accordo con la mia proposta.
 
Io… credo invece che sia stato proprio il rapporto con i due gemelli a convincere la famiglia tutta. 
Come se fossi stato messo alla prova e poi accettato. 
Mi sento un po’ cavia. 
Cavia di un esperimento che non riesco a definire.

Mi immergo nell'esame dei volumi, prima dovrò catalogarli e contrassegnarli uno per uno, con razionalità mi chiedo se non esiste già un elenco, voglio chiederlo. 
Le voci che vengono dal giardino mi distraggono, guardo dalla finestra dalla quale si vede la piscina, ci sono i due ragazzi e c’è anche la sorella, Rula.
Nudi.
Mi notano.

-Scendi Victor…- 

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