Erotici Racconti

Una nuova vita 3

Scritto da , il 2016-11-30, genere trans

Finalmente, vedo un po' di partecipazione al mio racconto. Grazie!

Arriva il lunedì e devo tornare a lavorare. Temo che i colleghi si accorgano dei peli mancanti sulle braccia e sulle mani e, probabilmente, anche all'interno del colletto... Per fortuna, non sono molto attenti o sono discreti e nessuno mi domanda niente. Primo ostacolo superato. Come richiesto, indosso sempre intimo femminile sotto i vestiti da uomo, ma so di non correre molti rischi. La giornata lavorativa trascorre tranquilla e torno a casa sperando di trovare il mio amico online. Mi connetto e... è lì ad aspettarmi! Ci salutiamo e ci immergiamo in una delle nostre solite chat che scorre tranquilla e interessante come sempre. Ad un certo punto, gli chiedo se vuole che ci vediamo anche il prossimo finesettimana e mi risponde di sì. Gli domando cosa gli andrebbe di fare e mi risponde che farà un programma. Ci sarebbe anche il martedì di festa e, prendendo il lunedì di ferie, potremmo stare insieme 4 giorni. L'idea mi piace e mi spaventa allo stesso tempo, ma gli rispondo che domani vedrò se posso mancare il lunedì dal lavoro e gli farò sapere.
Il giorno successivo, prendo le ferie per il lunedì e gli invio subito un messaggio al quale risponde con una faccina che sorride. Quando arrivo a casa la sera e mi connetto al sito di chat, lo trovo di nuovo online. Appena mi contatta, mi chiede se mi andrebbe una modifica delle nostre abitudini e se mi piacerebbe andare da lui per i nostri 4 giorni. Rimango piuttosto spiazzato dalla sua proposta perché so che non vuole essere visto con un uomo nel luogo dove abita e gli chiedo spiegazioni ma quel che mi dice mi lascia ancora più perplesso. Mi dice che ha una carissima amica che fa la truccatrice e alla quale ha parlato di me. Ovviamente, non le ha detto che rapporti intercorrono tra noi realmente, ma le ha raccontato che sono un suo vecchio amico, che ho intrapreso la trasformazione in donna e che gli ho chiesto se conosca qualcuno che mi possa aiutare. Ovviamente, non le ha detto che abito lontano e la sua amica si è dichiarata molto contenta di insegnarmi a truccarmi. Non so cosa rispondere; sono senza parole, ma lui insiste e, alla fine, cedo e accetto la proposta. Come richiesto, prendo il treno venerdì dopo il lavoro e arrivo nella sua città il venerdì notte. Andiamo subito a casa sua, dove mi ha preparato la camera degli ospiti. Faccio una rapida doccia, indosso la mia camicia da notte e vado a dormire. Ai piedi del letto, trovo due bellissime ciabattine con il tacco e, felice per la bella sorpresa, vado a dormire.
Quando mi alzo sabato mattina, lo raggiungo per la colazione e mi dà il buongiorno con un bacio. Mi offre un caffè e mi chiede di non indossare niente di femminile oggi. Appena sono pronto, usciamo per andare dalla sua amica. Mi dice cosa raccontarle per non cadere in contraddizione con quello che le ha detto lui e ci avviamo. Appena arrivati a casa della donna, lui mi presenta e, dopo quattro convenevoli, si congeda, dicendo che ci lascia sole. Passo quasi tutta la giornata con la sua amica che mi fa vedere diversi tipi di makeup e poi, dopo avermi ripulito, mi esorta a truccarmi da solo. Le prime volte, faccio una gran fatica ma, ripetendo le prove molte volte, alla fine, ottengo risultati accettabili. Quando arriva il mio amico a riprendermi, sono ancora truccato e vedo l'eccitazione nei suoi occhi ma appena la sua amica lo guarda, lui ritorna impassibile. Mi chiede di pulirmi e, dopo aver ringraziato la sua amica, mi propone di riportarmi a casa. Anch'io ringrazio la donna e usciamo. Appena usciti gli chiedo cosa abbia in programma di fare e mi risponde che, per prima cosa, andremo a casa sua a prepararci e dove troverò una sorpresa. Rientriamo a casa e mi accompagna nella mia stanza dove non vedo niente di insolito. Mi dice di aprire l'armadio nel quale vedo un completissimo guardaroba femminile. Gonne, camicie, soprabiti, scarpe, ecc. Deve aver speso una fortuna e io non so cosa dire, ma lui mi spiazza nuovamente aprendo un armadietto nel quale c'è la testa di un manichino con una bellissima parrucca di capelli lunghissimi. Io sono sempre più a bocca aperta e lui anticipa ogni mia domanda, dicendomi che il suo programma è quello di andare in un agriturismo non molto distante dalla sua città, nel quale dovrò comportarmi come la sua fidanzata. Mi dice che fino ad oggi, l'unico che ha dovuto sostenere situazioni imbarazzanti sono stato io e lui, per dimostrarmi il suo interesse e la sua serietà, si metterà in gioco quanto me. Io provo a ribattere che non potrò mai passare per una vera donna: la voce non è femminile, il portamento neppure e, anche se ho imparato a truccarmi, il viso non sarà mai tanto femminile. Mi risponde che è sicuro che farò del mio meglio e questo gli basterà. Avrò due ore per prepararmi e poi partiremo. Sono nervosissimo e molto dubbioso, ma voglio provare. Quindi comincio a scegliere l'abbigliamento e a indossarlo: calze, reggicalze, intimo, minigonna, stivali, camicetta... Passo poi al trucco e cerco di fare del mio meglio. Utilizzo il look più sobrio che mi è stato insegnato e, quando ho finito, indosso la parrucca. Devo ammettere che guardarmi nello specchio mi eccita incredibilmente. Nessuno potrebbe riconoscermi e, anche se si vede che non sono una donna, l'effetto non è male. Quando lo raggiungo, è seduto sul divano; sgrana gli occhi e mi tira in braccio a sé e mi dà un lunghissimo bacio che mi eccita molto. Mette una mano sotto la mia gonna e sale subito fino all'intimo e mi tocca proprio lì. Appena sente che mi sto eccitando, si alza e mi dice che è ora di andare. Io sono eccitatissimo e glielo dico. Lui mi risponde che è ora che cominci ad abituarmi a parlare al femminile, altrimenti non mi verrà mai naturale quando non saremo soli. Prendiamo le nostre valigie, raggiungiamo l'auto e partiamo. Vedo che tira un sospiro di sollievo quando partiamo. Per sua fortuna, non abbiamo incrociato nessuno dei suoi vicini, nella breve camminata verso l'auto. Nel viaggio, chiacchieriamo e io cerco di abituarmi a parlare al femminile e di rendere la mia tonalità più alta ed aggraziata possibile. In un paio d'ore raggiungiamo la meta e io mi sento mancare il coraggio ma ormai ci sono e devo continuare il gioco. Entriamo nell'agriturismo e io faccio del mio meglio per sembrare il più femminile possibile e per parlare il meno possibile. La prima prova, bene o male, viene superata e siamo in camera. Questa volta, ovviamente, abbiamo una sola camera matrimoniale. Io sono eccitatissima e faccio fatica a nascondere l'erezione: gli getto le braccia al collo e lo bacio con passione. Lui risponde al bacio, ma mi dice che non è ancora il momento e vuole uscire a fare una passeggiata. Io però non posso e, mentendogli, gli dico che devo andare in bagno, dove ho in programma di masturbarmi per far scendere questa imbarazzante erezione. Entro in bagno, mi siedo sul water, abbasso gli slip e comincio a masturbarmi ma, proprio mentre sto venendo, lui apre la porta e vede quel che sto facendo. Mi chiede spiegazioni e gli rispondo che non potevo più nascondere l'erezione. Vedo che si arrabbia, soprattutto perché non ne ho parlato con lui, e mi dice che ha un'altra soluzione. Torna dopo poco con una gabbietta per il pene e, dopo avermi fatto un bidet, mi imprigiona il pene in quella gabbietta che poi blocca con un piccolo lucchetto. In queste strane condizioni, usciamo dalla stanza e andiamo a fare la passeggiata che però mi stanca subito, a causa dei tacchi cui non sono abituata. Gli chiedo quindi di poterci sedere su una panchina dove mi siedo in braccio a lui, sentendomi come una quindicenne eccitata. Comincio subito a baciarlo e lui risponde al bacio, portando la mano sotto la mia gonna. Mi sento davvero donna in questo momento e mi sembra di essere rinata in un nuovo ruolo.
Dopo la nostra breve passeggiata che però, per i miei piedi è stata fin troppo lunga, rientriamo per cena. Sono molto imbarazzata e questo imbarazzo mi eccita incredibilmente... Ceniamo chiacchierando amabilmente e il discorso cade sulla mia cintura di castità. Gli domando per quanto la dovrò portare e lui mi risponde che non sa ancora quando me la toglierà ma io ribatto che non posso tenerla quando sono lontana... Anche perché io sono abituata a masturbarmi tutti i giorni. Per questo, dice, ha già una soluzione e me ne parlerà al momento opportuno, ma sostiene che è ora che cominci a sentirmi donna e che la gabbietta potrebbe aiutarmi. Queste sue idee mi eccitano ma mi preoccupano anche un po', ma le sensazioni che sto vivendo, vestita da donna, in mezzo a tanta gente, stanno diventando una droga per me.
La cena si protrae a lungo e, quando torniamo in camera, è quasi mezza notte. Ci spogliamo e indosso un babydoll molto sexy. Devo ammettere che stasera ho proprio voglia e spero che lui prenda l'iniziativa e me la tolga. Invece ci diamo la buona notte con un lungo bacio e l'unica cosa che fa prima di dormire è abbracciarmi da dietro, facendomi sentire la sua erezione tra le mie chiappe. Ci addormentiamo così e ci risvegliamo solo in tarda mattinata. Dopo una veloce colazione, mi dice di avere un programma nuovo. Torniamo in camera, dove mi fa indossare un costume da bagno in due pezzi sotto ai vestiti. Gli chiedo cosa abbia intenzione di fare e mi risponde che vorrebbe andare in spiaggia. Conosce un posto molto isolato dove possiamo goderci il mare. Prima di andare in spiaggia, però, vuole che ci fermiamo in un centro per abbronzatura artificiale per non essere così bianchi, in spiaggia. Ci fermiamo ad un solarium dove entriamo in due lettini vicini, entrambi in costume. Quando ne esco sono tutta rossa e il mio amico mi cosparge di una crema che mi toglie il fastidio alla pelle. Torniamo in auto e in pochi minuti siamo in spiaggia che è deserta come aveva promesso il mio accompagnatore e, dopo aver messo gli asciugamani sulla sabbia, ci stendiamo al sole. La parte inferiore del bikini fatica a contenere la mia virilità ingabbiata, ma non c'è nessuno che possa accorgersene e quindi posso rilassarmi, tanto che mi addormento abbastanza profondamente. Quando mi sveglio è quasi ora di rientrare per la cena. Per fortuna, abbiamo fatto colazione tardi e il salto del pranzo non è stato un gran sacrificio, ma adesso ho fame e il mio amico dorme. Visto che non c'è nessuno in giro, voglio fare una pazzia: mentre dorme, piano piano, gli abbasso il costume e guardo il suo pene. E' il primo che vedo da così vicino che non sia il mio e mi viene voglia di toccarlo. E' bello, tutto depilato e piuttosto grosso, anche se ancora a riposo. Lo prendo in mano e mi viene naturale cominciare lentamente e delicatamente a muovere la pelle su e giù. Gradatamente, prende consistenza e diventa sempre più grosso. Io sono molto ben dotata, ma lui lo ha ancora più grosso ed è proprio una soddisfazione tenerlo in mano. Quando sembra al massimo della erezione, il mio amico si sveglia e mi sussurra di non fermarmi e, poco dopo, schizza una grande quantità di sperma. Ho la mano piena della sua sborra e lui ne ha il petto ricoperto. Mi dice che ha gradito molto la mia iniziativa e mi bacia con passione. Quando ci separiamo, ci puliamo e ci rivestiamo per andare a cena. Mi porta in un ristorante sulla spiaggia dove, per la prima volta, mi tiene la mano. E' una bellissima sensazione e mi sento in paradiso. Finita la cena a lume di candela, rientriamo all'agriturismo e, appena sono in camera, mi lancio sotto la doccia per rinfrescare il corpo arrossato dal sole. Sono molto eccitanti i segni bianchi del costume sul mio corpo e comincio ad apprezzare anche la vista della gabbietta sul mio pene. Avrei tanta voglia di masturbarmi e ci provo, ma la cintura di castità rende l'operazione del tutto impossibile. Torno in camera con molta voglia, ma anche questa notte, ci addormentiamo abbracciati e basta.

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