Figlia, moglie, madre modello - 8° Cap.

Scritto da , il 2010-07-08, genere incesti

Figlia, moglie, madre modello



8° Cap. – Con mio padre e mio figlio



Il giorno dopo, mentre Mario era a lavoro, raccontai a mio figlio tutte le porcate che avevamo fatto io, suo padre e suo nonno la sera prima.

“Oh, mamma, davvero il nonno ti ha sborrato nella fica? Quanto mi eccita il solo pensiero… il padre che sborra dentro la fica della figlia… mi si sta già indurendo il cazzo…”

“Si, tesoro, ho ancora il suo sperma nella fregna… è gustoso sentirmi questo umido tra le gambe…”

“Mmmmmmmm… mamma me lo fai assaggiare? Fammi sentire il sapore dello sperma del nonno… ho conosciuto il sapore del mio e di quello di papà… manca solo quello del nonno…”

“Figlio mio, quanto sei porco… ma è anche per questo che mi piaci tanto… vieni, leccami la fica… puliscimela bene… il sapore della sborra del nonno sarà mischiato con quello della mia fica… per ora accontentati… poi te lo farò assaporare direttamente dalla sorgente… dal suo cazzo… sarà più gustoso… dai… questa mattina il bidè me lo farai tu con la tua lingua…”

Mi sdraia sul divano e spalancai le cosce! Franco si gettò sulla mia fica e cominciò a strofinarci il viso sopra, leccando e succhiando tutto il succo saporito.

“Slurp… slurp… che buon sapore… la tua fica sborrata dal nonno… slurp… mmmmmmmm… mamma, ti pulisco tutta la fica… aprila bene… slurp… slurp… è buona…”

Franco mi fece un bel servizietto, mi lavò completamente la fica con la sua lingua.

“Mamma, adesso ce l’ho io il sapore della sborra di nonno in bocca…”

“Bravo tesoro… però mi sembra giusto che anche io senta un po’ del suo sapore… vieni… baciami…”

Ci baciammo appassionatamente… Franco mi sputò in bocca la sua saliva dal sapore della sborra del nonno… mio padre…

“Mamma, mammina mia… ti amo da morire… voglio godere sempre insieme a te… mi farete partecipare ai vostri incontri con nonno?”

“Certo, amore, pensi che ti lascerei fuori? Anzi, prepariamo qualche eccitante sorpresina per sabato prossimo… dammi qualche idea…”

Arrivò la serata tanto attesa, la serata che sarebbe stata certamente la più sensuale, libidinosa, perversa della mia vita. Avevo organizzato tutto l’andamento della serata, i particolari li avrei creati all’istante a secondo della situazione.

Quando papà suonò andai ad aprire io, mentre Mario e mio figlio erano in salotto.

Appena mio padre mi vide con il solito abbigliamento da troia fatto di minigonna a mezza coscia, calze a rete autoreggenti ecc., mi abbracciò e mi diede un bacio appassionato con tutta la lingua in bocca mentre con la mano mi accarezzò la fica sopra la gonna.

“Olga, figlia mia, quanto ti ho desiderato in questi giorni, ho avuto sempre davanti agli occhi tutto quello che abbiamo fatto con tuo marito… è stato stupendo… non vedo l’ora di poterti scopare ancora… devo recuperare tanti anni persi…”

“Papà, ti prego… aspetta… mi stai facendo già eccitare, ma stasera c’è stata una piccola variazione… vieni…”

Lo portai in salotto e quando vide Franco, suo nipote, notai una profonda delusione sul suo viso: pensò che la presenza di suo nipote ci avrebbe ovviamente impedito di fare tutte le nostre porcate, ma non immaginava…

“Ciao nonno, quando ho saputo che venivi a cena ho disdetto i miei impegni perché avevo un grande desiderio di vederti, è da molto tempo che non stiamo un po’ insieme, sono certo che questa sera passeremo una bella serata, che ne dici mamma?”

“Certo figliolo, faremo in modo che tuo nonno si ricordi per tutta la vita di questa riunione familiare… ma adesso basta con le chiacchiere… tu e papà apparecchiate, mentre io e nonno ci diamo da fare in cucina… Mario, mi raccomando, tu sei un esperto, vinelli che si addicano alla serata…”

Appena entrammo in cucina lontano dagli occhi di Mario e Franco, papà mi abbracciò di nuovo accarezzandomi il seno.

“Figlia mia, sto impazzendo, avevo sognato una serata all’insegna del sesso, ma con mio nipote presente è saltato tutto…”

Gli poggiai una mano sul cazzo, sopra i pantaloni.

“Papà, abbi fede… mi dovresti conoscere… mi inventerò qualcosa… con Olga una sborrata è sempre possibile in qualunque occasione… abbi fede…”

“Grazie, sei un angelo…”

Ci mettemmo a tavola, la serata stava per partire. Io mi misi seduta vicino a papà, alla sua destra, di fronte Mario e Franco.

Iniziò la cena e mio marito e mio figlio cominciarono a fare battute piccanti su di me.

“Papà, non noti come la mamma questa sera sia particolarmente bella ed attraente?”

“Se mi permetti tua madre è sempre bella ed attraente…”

“Si, hai ragione, ma questa sera è più… più… come dire… non vorrei essere volgare…”

Il discorso cominciava ad incanalarsi sui binari giusti. Infilai la mano sinistra sotto la tovaglia e la poggiai sopra il cazzo di mio padre. Lo sentii irrigidirsi, sorpreso della mia audacia, ma nel contempo allargò le gambe per farsi accarezzare meglio.

“Franco, siamo tutti maggiorenni… non ci scandalizziamo per una battuta… cosa vuoi dire?”

“Ma no, scusa, a nonno potrebbe dare fastidio…”

Avevo cominciato a tirare giù lentamente la zip dei suoi pantaloni. Cominciò a parlare per distogliere l’attenzione di Mario e Franco dalla mia mano.

“Ma Franco, mi credi vecchio? La mia mentalità è moderna, se sapessi le battute che faccio io arrossiresti dalla vergogna”

“Se è così credo non ci siano problemi… volevo dire che la mamma questa sera è veramente arrapante… lo farebbe addrizzare ad un morto… non trovate?”

Infilai la mano dentro la patta: sentii il cazzo di papà vibrare…

“Ti ringrazio del complimento, forse per un diciottenne potrei risultare, come dici tu, arrapante, ma non so per gli altri… papà, anche tu ritrovi arrapante?”

Nel rivolgermi a lui feci una leggera mossa e gli tirai il cazzo fuori dai pantaloni… lui si accostò con la sedia di più verso il tavolo per nascondere il mio armeggiare sotto la tovaglia…

“Devo ammettere che sei una gran bella donna e certamente farai arrapare gli uomini, ma io sono tuo padre e non posso sentire certe sensazioni…”

Intervenne mio figlio.

“Ah, nonno, sei un porcello… se la mamma non fosse tua figlia una bottarella gliela daresti allora…” e scoppiò a ridere seguito da mio marito che esclamò:

“Paolo, fortuna che sei il padre, altrimenti, visto che siete seduti così vicini, dovrei ingelosirmi e temere che gli tocchi le cosce…”

Avevo cominciato a muovere la pelle del cazzo lentamente su e giù… papà spingeva sempre più il ventre sotto il tavolo per nascondere la mano, ma non si sottraeva alla sega che gli stavo facendo, anzi, aveva allargato al massimo le gambe… forse credeva che lo avrei voluto far sborrare… dovevo fare attenzione a dosare le forze… notai che anche mio marito e mio figlio avevano le mani sotto il tavolo… dovevo intervenire per impedire sborrate incontrollate prima del tempo.

“Franco, facciamo a nonno la sorpresa che gli abbiamo preparato… papà, è in tuo onore… tutti noi speriamo tu possa gradirla molto… ti aprirà nuovi orizzonti… chiudi gli occhi…”

Ripresi a segarlo sotto il tavolo e gli misi la mano libera sopra gli occhi per essere sicura che non vedesse. Come d’accordo Franco si alzò da tavola: aveva già il cazzo bello duro fuori dai pantaloni e si avvicinò al nonno. Mi accostai al viso di papà e gli sussurrai a bassa voce:

“Adesso apri bocca che c’è la sorpresa…”

Papà aprì la bocca, pensando forse ad un cucchiaino di torta di suo gradimento.

Gli strinsi il cazzo ed aumentai la sega per tenerlo eccitato e feci un cenno a mio figlio che infilò la cappella tra le labbra del nonno.

Sentendosi la cappella in bocca istintivamente papà aprì gli occhi e vide il nipote davanti a lui con il cazzo dritto… tentò di togliere la bocca, ma io gli bloccai la testa e presi a segarlo con violenza.

“Ti piace, papà, questa sorpresina… succhia il cazzo di tuo nipote… l’altra sera mi sono dimenticata di svelarti un piccolo segreto… mi scopo anche mio figlio… ovviamente con il consenso di mio marito… pensi sia eccessivo scoparsi padre, marito e figlio?... Perché devo pormi dei limiti quando ho la possibilità di godere con tre super cazzi? Dai, fammi vedere come lo succhi al nipotino… dopo lo succhia lui a te…”

“Si, nonno, spompinami… non avere remore… so che hai già spompinato papà che poi ti ha inculato mentre scopavi mamma… succhiami la cappella…”

Papà perse ogni vergogna e cominciò a succhiare… io tolsi la tovaglia e scoprii il suo splendido cazzo ancora con la mia mano intorno… la tolsi temendo sborrate improvvise.

Mario era vicino a me con il cazzo in mano… dopo un po’ ordinai il cambio…

“Franco, adesso spompina tu il nonno, senti che buon cazzo… mentre il nonno spompina un po’ tuo padre…”

Non volevano altro: Franco si inginocchiò e ingoiò completamente il cazzo del nonno facendogli emettere un lamento di godimento.

“Uhmmmm… che bocca nipotino… hai ripreso da tua madre… leccami anche le palle che mi piace… Mario, vieni… dammi il tuo cazzo in bocca…”

Mario si avvicinò a papà che gli prese il cazzo e cominciò a spompinarlo e segarlo contemporaneamente.

Mi gustavo la scena altamente libidinosa: il nipote che spompina il nonno, che a sua volta spompina il genero… sorrisi pensando che questo era solo l’inizio…

“Adesso basta… fate i bravi… aspettatemi in salotto che vi porto il dessert… e spogliatevi nudi che voglio vedere i vostri cazzi in tutto il loro splendore…”

Andai in cucina e preparai il “mio dessert”.

Mi presentai con un bel piatto di tozzetti, quei pasticcini lunghi circa 6-7 cm abbastanza duri da mangiare dopo averli inzuppati in un vino liquoroso; avevo portato anche tre bicchieri e tre diverse bottiglie di vino… misi tutto sopra un carrello.

Mi misi seduta sulla poltrona, con il carrello del dessert vicino, davanti ai miei tre amanti seduti sul divano con i cazzi dritti.

“So che vi piacciono molto i tozzetti, ma purtroppo mi sono accorta solo ora di aver terminato il Vin Santo, che si accoppia molto bene a questi pasticcini… comunque ho cercato di rimediare al meglio…”

Lentamente mi alzai la mini gonna fino alla vita, mi sdraiai leggermente all’indietro e allargai e alzai le cosce: apparve la mia fica coperta da un eccitante tanga rosso… già vedevo i loro visi colmi d’eccitazione.

“Vi piace guardarmi la fica… siete tre porconi… conosco ormai i vostri gusti… se volete favorire… prego…”

Infilai un dito sotto il tanga e scoprii lentamente, ma completamente, la fica: dalla vagina spuntavano tre tozzetti…”

“Ho pensato che in mancanza del Vin Santo avreste gradito i tozzetti al profumo di fica…”

I miei tre uomini fissavano la mia fica sbalorditi, con i loro cazzi al massimo dell’eccitazione.

“Mamma, sei una troia stupenda… piena di sorprese…”

Mi sfilai lentamente il tanga e mi scosciai più che potevo, poggiando le ginocchia sopra i braccioli della poltrona… offrivo loro il migliore dei dessert…

“Non volete assaggiare? Papà, comincia tu…”

Papà si avvicinò, si inginocchiò, accostò il viso alla mia fica e cominciò ad annusarla. Mi eccitava vedere mio padre che mi annusava la fica come un cane: la mia passera cominciava ad emettere copiosi umori di piacere… umori che impregnavano sempre di più i tozzetti.

Papà ne prese uno e lo sfilò lentamente dalla fica facendo attenzione a lasciare gli altri due dentro… lo portò al naso… lo odorò lungamente… poi lo mise tra le labbra succhiandolo un pochino.

“Non c’è niente di più gustoso della tua fica, figlia mia…” e così dicendo cominciò a dare piccoli morsi al tozzetto ed assaporarlo bene in bocca prima di ingoiarlo.”

“Visto che state gustando il sapore della mia fica mi sembra giusto che io brindi ai vostri cazzi…”

Riempii un bicchiere con del vino rosso.

“Papà, avvicinati…”

Gli presi il cazzo e lo immersi nel bicchiere.

“Brindo al cazzo di mio padre, il primo cazzo che mi abbia fatto godere in vita mia… con un vino rosso invecchiato, ma corposo e dalla forte gradazione… come il mio amato papà…”

Tolsi il cazzo dal bicchiere e me lo misi in bocca: il cazzo di mio padre al sapore del vino rosso mi inebriava il cervello… lo leccai e succhiai fino a togliere l’ultima goccia di vino.

Poi mi rivolsi a mio marito.

“Mario, amore… gusta il tuo tozzetto…”

Mario si inginocchiò davanti alla mia fica, la allargò bene e introdusse tra le sue labbra la punta del secondo tozzetto, la succhiò un pochino e poi la morse ingoiandola… poi scese con la lingua, la passò un pochino sulla rosellina e risalì mordicchiando un altro pezzo di tozzetto… poi salì sul clitoride, lo succhiò e leccò un pochino e infine afferrò con le labbra l’ultima parte del tozzetto, lentamente lo sfilò dalla fica, lo masticò e lo ingoiò gustandone ad occhi chiusi tutto il sapore.

Guardai Mario.

“Vieni, amore… adesso brindo a te, il migliore dei mariti, che con tutto il tuo amore e la tua complicità mi permetti di godere di tutti i piaceri della vita… anche i più perversi…”

Riempii un altro bicchiere con del vino bianco, secco e fresco, ci immersi il suo cazzo e anche per lui ci fu una splendida leccata fino ad asciugarlo tutto dal vino.

Adesso toccava al mio amato porcellino.

“Franco, pulcino mio… tocca a te… vieni dalla tua mamma…”

Franco avvicinò lentamente il suo viso al mio,passò la lingua lungo tutte le mie labbra e mi dette un leggero bacio, pieno di sentimento.

“Mamma… non immagini quanto ti amo…”

Afferrò con due dita il tozzetto che spuntava dalla fica e fissandomi dritto negli occhi con una espressione colma di libidine, cominciò a muovere lentamente il tozzetto nella fica, avanti e indietro…

“Ti scopo con il tozzetto… voglio che si impregni del tuo godimento… lo gusterò meglio…”

Chiusi gli occhi e con entrambe le mani mi allargai le labbra della fica.

“Oh, amore… bravo… fammi godere…”

Franco si avvicinò al mio viso e, sempre seguitando a muovere il tozzetto avanti e indietro nelle fica, mi baciò con passione, infilandomi tutta la lingua in bocca.

La accolsi con estremo piacere e cominciammo a succhiarci reciprocamente le lingue e a sbavarci in bocca come due maiali: per la stanza risuonavano solo i rumori dei risucchi delle nostre lingue e dello sciacquettio del tozzetto negli gli umori della mia fica.

Dopo qualche minuto di questo servizio, Franco tolse il tozzetto dalla fica e lo avvicinò alle nostre bocche.

“Voglio che anche tu assaggi il sapore della tua fica…”

Lo inserì tra le nostre labbra… cominciammo a succhiare entrambi il succo della mia fica di cui era impregnato il tozzetto… piano piano con piccoli morsi ingoiammo tutto il tozzetto… sempre con le labbra incollate uno con l’altra a scambiarci saliva, umori della fica, granuli del tozzetto…

L’eccitazione stava dandomi alla testa… non ce la facevo più… interruppi il bacio e mi rivolsi a mio figlio…

“Vieni, pulcino mio, adesso brindiamo e te… sono certa che tuo nonno e tuo padre non se la prenderanno se dico che questo brindisi è il più desiderato… vi amo e desidero tutti e tre, ma si sa che per la mamma il proprio figlio è un pezzo di cuore, ma per me sei molto di più… sei entrato per ultimo nei nostri giochi sessuali, ma sei il cazzo giovane desideroso di soddisfare i tuoi e i nostri desideri… sei il cazzo frizzante della giovinezza e brindo a te con vino frizzante…”

Riempii il terzo bicchiere di ottimo vino frizzantino… ci immersi il cazzo del mio porcellino e cominciai a girarlo dentro al vino come per mescolarlo… il vino cominciò ad emettere bollicine che ricoprirono la pelle del cazzo.

Lo tolsi e me lo infilai completamente in bocca: il frizzantino del vino sulla mia lingua si mischiava con il calore che emanava il cazzo.

Pompai con gusto il cazzo al vino frizzante: avrei voluto gustare il cazzo del mio bambino per ore, ma avevo ancora tanti desideri da esaudire.

“Adesso basta… tutto questo è stato solo un antipasto… è arrivato il momento di gustare dei piatti più prelibati… papà e tu, Franco, sdraiatevi supini al contrario… incrociate le gambe e unite i vostri cazzi…”

In questa posizione i due cazzi erano vicinissimi… li unii, ci sputai sopra e cominciai a masturbarli insieme con entrambe le mani… mi misi a cavallo del viso di mio figlio in posizione del 69 e gli poggiai la fica in bocca.

“Figliolo, leccami bene il grilletto mentre gioco con il tuo cazzo e quello di tuo nonno… tu, Mario, ficcami il cazzo nella fica… scopami a pecorella…”

Mi scosciai ed alzai bene il culo per farmi penetrare bene la fica… quando sentii il cazzo di Mario completamente dentro incitai i miei amanti a farmi godere.

“Dai Mario, rompimi la fregna… tu Franco lecca tutto… la mia fica , ma anche il cazzo e le palle di tuo padre…”

Quando sentii che mio marito e mio figlio avevano preso a lavorarmi bene la fica con il cazzo e con la lingua, mi avventai sui due cazzi davanti a me e mi ficcai entrambe le cappelle in bocca e cominciai a succhiarle mentre masturbavo i due cazzi.

Sentivo il cazzo di Mario molto gonfio nella fica.

“Mario, ti sento molto grosso… sei eccitatissimo…”

“Oltre alla tua fica è la lingua di nostro figlio che mi sta leccando le palle… è stupendo…”

Leccavo, succhiavo, accarezzavo quei magnifici due cazzi che avevo davanti al viso, mentre mio marito mi sbatteva forte come una troia… la cappella colpiva con violenza la bocca dell’utero mandandomi in estasi.

Riempivo i cazzi di saliva e poi me li passavo sul viso, me li sbattevo sulle labbra, mentre il cazzo di mio marito seguitava a martellarmi il ventre… godevo… godevo… ma la mia mente era già rivolta a quello che avrei fatto tra poco.

“Dai, amore… fottimi bene… allargami la fica come piace a me… si… così… preparami anche il buchetto del culo… ricordati che nostro figlio ancora non ha avuto il piacere di gustarlo… aprimelo bene…”

Mario cominciò a sputarmi tra le natiche una marea di saliva che poi convogliava con le dita dentro il buco del culo per renderlo viscido e disponibile a farsi penetrare.

Quando sentii che la rosellina aveva raggiunto una buona elasticità, impartii i miei ordini ai miei amanti.

“Amori miei, adesso cambiamo… amore, tu e papà statemi vicino… desidero siate testimoni di un indimenticabile evento… il mio bambino avrà il piacere di gustarsi, per la prima volta, il culo di sua madre… e sua madre di gustarsi nel culo il suo splendido cazzo…”

Mi sdraia supina, papà e mio marito, in ginocchio ai miei lati, mi tenevano con le mani le cosce completamente divaricate e piegate contro il mio seno… la fica e il buco del culo erano completamente aperti.

Presi per mano i loro cazzi e cominciai a segarli, mentre loro, presero ad accarezzarmi voluttuosamente le cosce, il seno, la fica, il ventre, il viso… queste carezze non facevano altro che aumentare la mia libidine.

Mio figlio era in ginocchio davanti a me, con il cazzo imperioso puntato verso il mio culo.

“Amore di mamma… tesoro mio adorato… te lo offro con tutto il mio amore… è tuo… prendilo… inculami… il primo è stato tuo nonno… poi tuo padre… adesso tocca a te… inculami con tutto te stesso… fammi sentire nel culo tutto il tuo amore…”

Il mio cucciolo si avvicinò e appuntò il cazzo sulla rosellina… mi sentii mancare… mio figlio… il mio adorato figlio stava per incularmi… lo incitai…

“Dai… tesoro… dai… infilalo… dammelo tutto… si… tutto…”

Spinse con fermezza… io allargai lo sfintere… sentii il cazzo entrarmi completamente nel culo e le palle sbattere contro le mie natiche… ero in estasi.

“Oooohhh!!! Siii… luce dei miei occhi… fammi il culo… ti pregooo… fammi sentire la tua troia… Dioooo!!!... ti ho dato il culo… ti ho dato il culoooo… siii… ho dato il culo a mio figlio… aaaahhhh!!!...”

Cominciò ad incularmi con passione…

“mamma… te lo do tutto… tutto… ti sono dentro con tutta la mia anima… sei la mia dolce porca… che mi da il culo…”

Il piacere di sentire mio figlio dentro il mio culo mi mandava in estasi… muovevo la testa a destra e a sinistra dal godimento… stringevo i cazzi che avevo in mano… fissavo mio figlio, con il movimento del suo ventre contro il mio culo… avanti… indietro… ogni colpo del suo cazzo era accompagnato da un mio gemito e da incitamenti volgari che mi eccitavano ancora di più.

“Così… si… così… rompimelo… slabbramelo… più dentro… più dentro… rompimi il culo… ma non venire… ti prego… aspetta… voglio ancora di più… inculami… ma non venire…”

Mio marito e mio figlio stavano collaborando alla grande al mio godimento… uno mi aveva infilato due dita nella fica, l’altro mi sgrillettava il clitoride e con le mani entrambi mi strizavano dolcemente i capezzoli…

Le loro manipolazioni aumentavano enormemente il mio piacere, ma i miei occhi e la mia mente erano tutti per lui… per mio figlio, che mi stava donando con il suo cazzo sensazioni straordinarie.

Si dice che nel sesso la parte preponderante la giochi il cervello… è vero… ed io lo stavo confermando… avevo donato il culo sia a mio padre che a mio marito… avevo sempre goduto moltissimo… ma adeso era diverso… oltre al piacere puramente fisico, dovuto al cazzo che mi sfregava le pareti dell’intestino facendomi vibrare dal godimento, il fatto che fosse mio figlio ad incularmi, colui al quale avevo dato la vita, mi faceva morire dal piacere.

Fui presa da un attacco di parossismo sessuale… stavo dando fuori di testa…

Lasciai i cazzi di mio padre e di Mario, con entrambe le mani afferrai la testa di mio figlio, mi inarcai leggermente con il busto per avvicinare il mio viso al suo e lo fissai negli occhi urlandogli:

“Guardamiiiiiiii!!!!... Dioooooooo!!!!!!... stai inculando tua madreeeeeee!!!... vita mia… stai inculando tua madreeeeeeeeeee!!!!... guardamiiiiiiiii!!!!...”

Franco stava scoppiando… cominciò a dare colpi secchi nel culo, e ad ogni colpo ripeteva:

“Siii!!!... dammelo… dammi il culo… mamma… dammi il culo…”

Poi lo sentii irrigidirsi.

“Mamma… non ce la faccio più… ti sborro in culoooo!!!...”

Urlai… avevo un altro desiderio da soddisfare… il più importante…

“Noooooooooo!!!!!!!... ti prego… fermati… non venire!!!!!…”

Franco si fermò.

“Toglilo amore…”

Franco mi uscì dal culo…

Ero spossata… mi sollevai a fatica e li guardai tutti e tre.

“Amori miei… ho un grande desiderio da esaudire… vi voglio tutti e tre nel mio corpo… insieme… come desidero io…”

Non avrebbero mai immaginato come li volevo…



Sono molto graditi commenti, proposte e ovviamente critiche per migliorare i racconti. Attendo anche scambi di opinioni sul genere. Vi attendo

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