La cappella galeotta
scritto il 2026-10-22 tempo di lettura 10 min
di
miaomiao7171
genere
tradimenti
cura
A−
Stesa sul letto cerco inutilmente di dormire.
Al mio fianco lo sento respirare soffusamente, mi ha appena scopata come un toro da monta e già dorme tranquillamente.
Ho i capezzoli ancora dolenti, l’aspirapolvere sarebbe stato più delicato nella sua azione di suzione.
Che piacere, però, nonostante tutto è riuscito a farmi godere anche provocandomi dolore.
La vagina brucia per essere stata strapazzata in tutti i modi e l’ano ancora lo sento colare.
È venuto dentro di me come un cavallo che vuole fecondare la sua giumenta, ma nel buco sbagliato.
Sul cuscino, alla mia destra, ho ancora il grosso dildo che ha utilizzato per riempirmi totalmente.
Mentre il suo cazzo mi sodomizzava violentemente, il dildo riempiva all’inverosimile la figa smaniosa e grondante di piacere.
Ho goduto come una troia, sono venuta schizzando ovunque e i miei umori sono sparsi su tutto il letto.
Ma non sono ancora soddisfatta, ho bisogno di sentirla, di raccontarle ogni singolo dettaglio e di percorrere ogni centimetro del suo corpo con la mia lingua.
So che si eccita e che le piace masturbarsi, fino a godere, ascoltando i dettagli più intimi delle mie avventure occasionali.
Mi alzo dal letto e mi verso un bicchiere di Martini. La bottiglia, mezza vuota è ancora ai piedi del letto.
Bevo tutto d’un fiato, come fosse semplice acqua e poi mi lascio andare in una piacevole e liberatoria pisciata.
Lavo solo le parti più intime del mio corpo, accarezzandole delicatamente.
Niente doccia, prima voglio farle sentire il profumo del godimento che porto addosso, deve supplicarmi di scoparla senza esitazione.
Mi avvicino al letto senza fare il minimo rumore, non ho voglia di perdere tempo in inutili convenevoli, afferro silenziosamente le mutandine dal suo cuscino e raccolgo i vestiti da terra.
Esco dalla stanza senza fare il minimo rumore, percorro velocemente il corridoio ed entro nel grande soggiorno. Mi vesto con molta calma, non voglio che lei mi veda trasandata, infilo le scarpe e la giacchetta di pelle nera, l’unica cosa che stasera ricopre i mie seni.
Me lo ha presentato lei, si è fatta sbattere nel bagno della discoteca dove ci siamo date appuntamento qualche settimana prima, mi disse che il ragazzo aveva un bel cazzo e che la cappella era davvero grossa.
Le aveva procurato più di un’ orgasmo in pochi minuti e voleva che me lo facessi anch’io.
È il suo modo particolare per dirmi che mi ama alla follia.
Ovviamente accettai l’invito senza esitare, mi aveva davvero incuriosita, e questa sera ho constatato di persona che non mi aveva presa in giro, anzi....
Mi dirigo con passo veloce nel parcheggio poco distante dalla palazzina in cui vive.
Apro la portiera della mia Audi, infilo la cintura di sicurezza e avvio il motore.
Non sto più nella pelle, la chiamo con il vivavoce.
- Pronto, sei tu piccola?
Un brivido corre lungo la mia schiena, sentire la sua voce mi scioglie all’istante.
- Sono io, amore. Stavi dormendo?
- Scherzi, non vedevo l’ora di sentirti. Raccontami subito tutto quello che è successo nel suo letto, sento già un leggero formicolio alla fighetta.
Sorrisi.
Ero certa che avrebbe atteso la chiamata e so che freme dalla voglia di masturbarsi ascoltando la mia voce.
- Avevi ragione, sai, ha davvero un gran bel cazzo e la sua cappella ha sfondato tutti i miei buchi
- pensavi ti avessi mentito, amore mio?
Attesi qualche istante prima di rispondere:
- non ero certa che fossi stata sincera fino in fondo e mi vergogno di questo. Riuscirai a perdonarmi?
- Tranquilla, anch’io avrei dubitato, a parti invertite. Ma ora racconta, dai, ho già tolto il perizoma e sono pronta per essere penetrata dal grosso dildo che tengo qui al mio fianco.
A fatica sollevo leggermente la minigonna e porto la mano la tra le gambe, mentre con l’altra tengo ben stretto il volante.
Tra 30 minuti sarò tra le sue braccia e non vedo l’ora di stringerla forte al petto, di baciarla, di godere insieme a lei.
- Per tutta la sera l’ho stuzzicato con ogni tipo di allusione, a cena ho allungato più volte il piede sotto al tavolo, cercando maliziosamente la patta dei suoi pantaloni. L’ho trascinato nel bagno del ristorante e l’ho fatto venire in pochi minuti con un delizioso pompino, bevendo ogni goccia della sua sborra come dessert. Poi siamo andati da lui e in pochi istanti, senza nemmeno rendercene conto, eravamo già nudi sul suo letto.
Il ricordo di quegli eccitanti momenti sta risvegliando i miei istinti più perversi, così inizio a stimolare il mio clitoride con la punta di due dita.
- Mentre ti parlo mi sto toccando. Sono già un lago. Scommetto che anche tu sei già bella calda, vero?
- Ci puoi scommettere, piccola, sto massaggiando la figa fin da quando hai nominato la sua grossa cappella. Porto ancora il ricordo delle sensazioni provate quando mi ha presa nel bagno del ristorante, quella famosa sera...
- sei la solita porca, amore mio. Mi ha poi sbattuta violentemente sul letto e ha preso ha succhiarmi con forza i capezzoli. Sai quanto mi piace quando li stuzzicano fino a farmi gridare dal dolore. Ancora adesso li sento dolenti e questa sensazione mi fa eccitare da matti. Dopo essersi divertito con le tettine è scivolato con la lingua tra le mie cosce e ha leccato la vagina fino a farmi schizzare. Dopo aver goduto mi sono attaccata come una sanguisuga alla sua cappella. L’aveva talmente gonfia che pulsava tra le mie labbra. Ho leccato ogni millimetro del suo cazzo e mi sono riempita la bocca con le sue palle. Ha dovuto sollevarmi con la forza per evitare di godere e questo mi ha eccitato non poco. L’ho intimato di sculacciarmi e allo stesso tempo ho preteso che mi penetrasse l’ano con più dita.
La sento ansimare e questo fa crescere la mia eccitazione.
- Ti sento, sai, te lo sei già messo dentro?
- Mi sto scopando con il tuo regalo e ti assicuro che sono già al limite, se continuo così verrò tra molto poco
- smetti, ti prego, sai che voglio essere io a godermi le tue schizzate. Ho voglia di dissetarmi con il tuo nettare!
Ora sono ferma al semaforo a pochi isolati dalla nostra casa. Tolgo la mano dalla mia figa e afferro il volante con entrambe le mani. Sento un calore pazzesco diffondersi nel mio ventre e non vedo l’ora di sentire la sua lingua dentro di me.
- Stesa a pancia in giù mi sono lasciata inculare, mentre la vagina godeva delle vibrazioni del dildo che tenevo dentro. L’ho infilato poco prima che mi penetrasse l’ano con la sua grossa cappella.
Il dolore provato ha accentuato le mie voglie e l’ho supplicato di spingere con più forza il suo membro dentro di me. La voglia di godere era, per entrambi, alle stelle. Poi i suoi colpi si sono fatti molto decisi ed ha iniziato sensibilmente ad ansimare. Pochi istanti dopo mi sono sentita riempire il culo con la calda sborra che sgorgava dal suo cazzo. La voglia di assaggiarla era così tanta che l’ho immediatamente preso tra le labbra, spremendolo fino all’ultima goccia.
Sentivo distintamente i suoi gemiti e non vedevo l’ora di farla godere tra le mie braccia.
- sto per venire, piccola, dimmi che sei già sotto casa, ti prego! Ho la vagina in fiamme e voglio che sia tu a farmi venire, nella tua bocca!
- Dammi 5 minuti e sono da te – e riattaccai il telefono.
Infilai velocemente l’auto in garage e raggiunsi spedita l’uscio di casa.
Fortunatamente stiamo al piano terra quindi non ci vollero che pochi istanti.
Prima di entrare sfilai le mutandine e le spinsi con forza dentro la mia vagina.
So che le piace annusare e leccare i miei umori, prima di scopare, quindi assecondo le sue voglie.
Entro, chiudo la porta senza evitare di sbatterla e la raggiungo in camera da letto.
Entro nella stanza già nuda e la trovo a gambe aperte, con il grosso dildo ancora piantato tra le cosce. Lo muove con abilità, le piace farmi eccitare in quel modo.
Mi soffermo ad osservarla per qualche istante e poi posiziono la figa sopra la sua bocca.
La esorto a sfilarmi con i denti le mutandine. Tira con forza, lasciando che le cadano sul viso.
Le annusa a lungo e poi me le porge. Faccio lo stesso. Siamo entrambe eccitatissime.
Mentre infilo la lingua nella sua bocca afferro la parte del dildo che fuoriesce dalla sua vagina e comincio a scoparla, con grande intensità.
Lei, invece, si occupa della mia figa con due dita, mentre un terzo prende a penetrarmi l’ano.
Non mi basta, voglio di più.
- Ora mi devi sfondare il culo con il tuo dildo, amore mio, voglio che mi fai godere più del cazzo che mi ha riempita stasera.
Si scosta da me per qualche istante e comincia a lubrificare, con la bocca, il grosso cazzo di lattice che poco prima si trovava nella sua fighetta. Sono impaziente e divarico quanto posso il mio culetto.
- Infilalo tutto e scopami come solo tu sai fare, baby!
Non se lo fa ripetere ed inizia a stantuffarmi con forza. Con le dita stringo forte il mio clitoride già eretto, voglio dolore misto a piacere.
- Sto per godere, piccola, dammelo di più, spingi più forte!
Sa come farmi venire ed aumenta sensibilmente l’intensità della penetrazione, andando sempre più in profondità.
Ora ho anche le sue dita piantate dentro la figa quindi il piacere cresce a vista d’occhio.
Un calore pazzesco mi avvolge completamente, sento che sto per raggiungere l’ennesimo orgasmo della serata.
- Vengo, troietta, attaccati alla mia vagina che ti schizzo in bocca! Veloceee!
Pochi istanti e la sua lingua è già dentro di me. Esplodo, riempiendole completamente la bocca con caldi schizzi del mio nettare. Beve avida tutto quello che riesce a deglutire e poi riprende, dolcemente, a leccarmi la figa ancora gocciolante. Sono esausta ma voglio far venire anche lei.
Le avevo promesso di voler dissetarmi con i suoi umori così la sbatto con forza sul letto e le succhio, con forza, i capezzoli.
- Ora tocca a me farti godere, porcellina, ho voglia di bere tutto quello che riuscirai a darmi. Fammi vedere quanto ti sei eccitata sapendo che mi sono fatta sbattere, senza di te, da un bel cazzone!
Una sottile linea di pelo rossastro decora la stretta fessura che a breve godrà della mia totale attenzione.
È ben incastonata tra due meravigliose e gonfie collinette che mi fanno impazzire ed è così stretta che sembra non essere mai stata deflorata.
Mi tuffo tra le sue cosce e comincio a leccarla con passione. Succhio avida il suo clitoride e le ficco dentro due dita. Geme come una vacca. La scopo forsennatamente, sento che sta per schizzare e spalanco la bocca per ricevere tutto il suo nettare.
- Sto per godere, sto per godere, amore, schizzoooooooo!!!
Un urletto di piacere fuoriesca dalle sue morbide labbra e poi inizia a schizzare!
Non riesco a trattenere nella bocca tutto il suo ambrato succo e lascio che i ricopra completamente i miei seni. Lo sento colare sempre più giù, fino ad inumidirmi il pelo della figa.
Voglio condividere con lei quello che ancora non ho deglutito e mi avvicino alla sua bocca.
È già pronta a riceverlo e lascio che il nettare le riempia la bocca. Non si lascia scappare nemmeno una goccia e beve tutto in un battito di ciglia.
Esauste ci abbandoniamo in un bacio appassionato e poi ci addormentiamo l’una tra le braccia dell’altra.
Al mio fianco lo sento respirare soffusamente, mi ha appena scopata come un toro da monta e già dorme tranquillamente.
Ho i capezzoli ancora dolenti, l’aspirapolvere sarebbe stato più delicato nella sua azione di suzione.
Che piacere, però, nonostante tutto è riuscito a farmi godere anche provocandomi dolore.
La vagina brucia per essere stata strapazzata in tutti i modi e l’ano ancora lo sento colare.
È venuto dentro di me come un cavallo che vuole fecondare la sua giumenta, ma nel buco sbagliato.
Sul cuscino, alla mia destra, ho ancora il grosso dildo che ha utilizzato per riempirmi totalmente.
Mentre il suo cazzo mi sodomizzava violentemente, il dildo riempiva all’inverosimile la figa smaniosa e grondante di piacere.
Ho goduto come una troia, sono venuta schizzando ovunque e i miei umori sono sparsi su tutto il letto.
Ma non sono ancora soddisfatta, ho bisogno di sentirla, di raccontarle ogni singolo dettaglio e di percorrere ogni centimetro del suo corpo con la mia lingua.
So che si eccita e che le piace masturbarsi, fino a godere, ascoltando i dettagli più intimi delle mie avventure occasionali.
Mi alzo dal letto e mi verso un bicchiere di Martini. La bottiglia, mezza vuota è ancora ai piedi del letto.
Bevo tutto d’un fiato, come fosse semplice acqua e poi mi lascio andare in una piacevole e liberatoria pisciata.
Lavo solo le parti più intime del mio corpo, accarezzandole delicatamente.
Niente doccia, prima voglio farle sentire il profumo del godimento che porto addosso, deve supplicarmi di scoparla senza esitazione.
Mi avvicino al letto senza fare il minimo rumore, non ho voglia di perdere tempo in inutili convenevoli, afferro silenziosamente le mutandine dal suo cuscino e raccolgo i vestiti da terra.
Esco dalla stanza senza fare il minimo rumore, percorro velocemente il corridoio ed entro nel grande soggiorno. Mi vesto con molta calma, non voglio che lei mi veda trasandata, infilo le scarpe e la giacchetta di pelle nera, l’unica cosa che stasera ricopre i mie seni.
Me lo ha presentato lei, si è fatta sbattere nel bagno della discoteca dove ci siamo date appuntamento qualche settimana prima, mi disse che il ragazzo aveva un bel cazzo e che la cappella era davvero grossa.
Le aveva procurato più di un’ orgasmo in pochi minuti e voleva che me lo facessi anch’io.
È il suo modo particolare per dirmi che mi ama alla follia.
Ovviamente accettai l’invito senza esitare, mi aveva davvero incuriosita, e questa sera ho constatato di persona che non mi aveva presa in giro, anzi....
Mi dirigo con passo veloce nel parcheggio poco distante dalla palazzina in cui vive.
Apro la portiera della mia Audi, infilo la cintura di sicurezza e avvio il motore.
Non sto più nella pelle, la chiamo con il vivavoce.
- Pronto, sei tu piccola?
Un brivido corre lungo la mia schiena, sentire la sua voce mi scioglie all’istante.
- Sono io, amore. Stavi dormendo?
- Scherzi, non vedevo l’ora di sentirti. Raccontami subito tutto quello che è successo nel suo letto, sento già un leggero formicolio alla fighetta.
Sorrisi.
Ero certa che avrebbe atteso la chiamata e so che freme dalla voglia di masturbarsi ascoltando la mia voce.
- Avevi ragione, sai, ha davvero un gran bel cazzo e la sua cappella ha sfondato tutti i miei buchi
- pensavi ti avessi mentito, amore mio?
Attesi qualche istante prima di rispondere:
- non ero certa che fossi stata sincera fino in fondo e mi vergogno di questo. Riuscirai a perdonarmi?
- Tranquilla, anch’io avrei dubitato, a parti invertite. Ma ora racconta, dai, ho già tolto il perizoma e sono pronta per essere penetrata dal grosso dildo che tengo qui al mio fianco.
A fatica sollevo leggermente la minigonna e porto la mano la tra le gambe, mentre con l’altra tengo ben stretto il volante.
Tra 30 minuti sarò tra le sue braccia e non vedo l’ora di stringerla forte al petto, di baciarla, di godere insieme a lei.
- Per tutta la sera l’ho stuzzicato con ogni tipo di allusione, a cena ho allungato più volte il piede sotto al tavolo, cercando maliziosamente la patta dei suoi pantaloni. L’ho trascinato nel bagno del ristorante e l’ho fatto venire in pochi minuti con un delizioso pompino, bevendo ogni goccia della sua sborra come dessert. Poi siamo andati da lui e in pochi istanti, senza nemmeno rendercene conto, eravamo già nudi sul suo letto.
Il ricordo di quegli eccitanti momenti sta risvegliando i miei istinti più perversi, così inizio a stimolare il mio clitoride con la punta di due dita.
- Mentre ti parlo mi sto toccando. Sono già un lago. Scommetto che anche tu sei già bella calda, vero?
- Ci puoi scommettere, piccola, sto massaggiando la figa fin da quando hai nominato la sua grossa cappella. Porto ancora il ricordo delle sensazioni provate quando mi ha presa nel bagno del ristorante, quella famosa sera...
- sei la solita porca, amore mio. Mi ha poi sbattuta violentemente sul letto e ha preso ha succhiarmi con forza i capezzoli. Sai quanto mi piace quando li stuzzicano fino a farmi gridare dal dolore. Ancora adesso li sento dolenti e questa sensazione mi fa eccitare da matti. Dopo essersi divertito con le tettine è scivolato con la lingua tra le mie cosce e ha leccato la vagina fino a farmi schizzare. Dopo aver goduto mi sono attaccata come una sanguisuga alla sua cappella. L’aveva talmente gonfia che pulsava tra le mie labbra. Ho leccato ogni millimetro del suo cazzo e mi sono riempita la bocca con le sue palle. Ha dovuto sollevarmi con la forza per evitare di godere e questo mi ha eccitato non poco. L’ho intimato di sculacciarmi e allo stesso tempo ho preteso che mi penetrasse l’ano con più dita.
La sento ansimare e questo fa crescere la mia eccitazione.
- Ti sento, sai, te lo sei già messo dentro?
- Mi sto scopando con il tuo regalo e ti assicuro che sono già al limite, se continuo così verrò tra molto poco
- smetti, ti prego, sai che voglio essere io a godermi le tue schizzate. Ho voglia di dissetarmi con il tuo nettare!
Ora sono ferma al semaforo a pochi isolati dalla nostra casa. Tolgo la mano dalla mia figa e afferro il volante con entrambe le mani. Sento un calore pazzesco diffondersi nel mio ventre e non vedo l’ora di sentire la sua lingua dentro di me.
- Stesa a pancia in giù mi sono lasciata inculare, mentre la vagina godeva delle vibrazioni del dildo che tenevo dentro. L’ho infilato poco prima che mi penetrasse l’ano con la sua grossa cappella.
Il dolore provato ha accentuato le mie voglie e l’ho supplicato di spingere con più forza il suo membro dentro di me. La voglia di godere era, per entrambi, alle stelle. Poi i suoi colpi si sono fatti molto decisi ed ha iniziato sensibilmente ad ansimare. Pochi istanti dopo mi sono sentita riempire il culo con la calda sborra che sgorgava dal suo cazzo. La voglia di assaggiarla era così tanta che l’ho immediatamente preso tra le labbra, spremendolo fino all’ultima goccia.
Sentivo distintamente i suoi gemiti e non vedevo l’ora di farla godere tra le mie braccia.
- sto per venire, piccola, dimmi che sei già sotto casa, ti prego! Ho la vagina in fiamme e voglio che sia tu a farmi venire, nella tua bocca!
- Dammi 5 minuti e sono da te – e riattaccai il telefono.
Infilai velocemente l’auto in garage e raggiunsi spedita l’uscio di casa.
Fortunatamente stiamo al piano terra quindi non ci vollero che pochi istanti.
Prima di entrare sfilai le mutandine e le spinsi con forza dentro la mia vagina.
So che le piace annusare e leccare i miei umori, prima di scopare, quindi assecondo le sue voglie.
Entro, chiudo la porta senza evitare di sbatterla e la raggiungo in camera da letto.
Entro nella stanza già nuda e la trovo a gambe aperte, con il grosso dildo ancora piantato tra le cosce. Lo muove con abilità, le piace farmi eccitare in quel modo.
Mi soffermo ad osservarla per qualche istante e poi posiziono la figa sopra la sua bocca.
La esorto a sfilarmi con i denti le mutandine. Tira con forza, lasciando che le cadano sul viso.
Le annusa a lungo e poi me le porge. Faccio lo stesso. Siamo entrambe eccitatissime.
Mentre infilo la lingua nella sua bocca afferro la parte del dildo che fuoriesce dalla sua vagina e comincio a scoparla, con grande intensità.
Lei, invece, si occupa della mia figa con due dita, mentre un terzo prende a penetrarmi l’ano.
Non mi basta, voglio di più.
- Ora mi devi sfondare il culo con il tuo dildo, amore mio, voglio che mi fai godere più del cazzo che mi ha riempita stasera.
Si scosta da me per qualche istante e comincia a lubrificare, con la bocca, il grosso cazzo di lattice che poco prima si trovava nella sua fighetta. Sono impaziente e divarico quanto posso il mio culetto.
- Infilalo tutto e scopami come solo tu sai fare, baby!
Non se lo fa ripetere ed inizia a stantuffarmi con forza. Con le dita stringo forte il mio clitoride già eretto, voglio dolore misto a piacere.
- Sto per godere, piccola, dammelo di più, spingi più forte!
Sa come farmi venire ed aumenta sensibilmente l’intensità della penetrazione, andando sempre più in profondità.
Ora ho anche le sue dita piantate dentro la figa quindi il piacere cresce a vista d’occhio.
Un calore pazzesco mi avvolge completamente, sento che sto per raggiungere l’ennesimo orgasmo della serata.
- Vengo, troietta, attaccati alla mia vagina che ti schizzo in bocca! Veloceee!
Pochi istanti e la sua lingua è già dentro di me. Esplodo, riempiendole completamente la bocca con caldi schizzi del mio nettare. Beve avida tutto quello che riesce a deglutire e poi riprende, dolcemente, a leccarmi la figa ancora gocciolante. Sono esausta ma voglio far venire anche lei.
Le avevo promesso di voler dissetarmi con i suoi umori così la sbatto con forza sul letto e le succhio, con forza, i capezzoli.
- Ora tocca a me farti godere, porcellina, ho voglia di bere tutto quello che riuscirai a darmi. Fammi vedere quanto ti sei eccitata sapendo che mi sono fatta sbattere, senza di te, da un bel cazzone!
Una sottile linea di pelo rossastro decora la stretta fessura che a breve godrà della mia totale attenzione.
È ben incastonata tra due meravigliose e gonfie collinette che mi fanno impazzire ed è così stretta che sembra non essere mai stata deflorata.
Mi tuffo tra le sue cosce e comincio a leccarla con passione. Succhio avida il suo clitoride e le ficco dentro due dita. Geme come una vacca. La scopo forsennatamente, sento che sta per schizzare e spalanco la bocca per ricevere tutto il suo nettare.
- Sto per godere, sto per godere, amore, schizzoooooooo!!!
Un urletto di piacere fuoriesca dalle sue morbide labbra e poi inizia a schizzare!
Non riesco a trattenere nella bocca tutto il suo ambrato succo e lascio che i ricopra completamente i miei seni. Lo sento colare sempre più giù, fino ad inumidirmi il pelo della figa.
Voglio condividere con lei quello che ancora non ho deglutito e mi avvicino alla sua bocca.
È già pronta a riceverlo e lascio che il nettare le riempia la bocca. Non si lascia scappare nemmeno una goccia e beve tutto in un battito di ciglia.
Esauste ci abbandoniamo in un bacio appassionato e poi ci addormentiamo l’una tra le braccia dell’altra.
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