Maschio Alfa, maschio beta
scritto il 2026-10-08 tempo di lettura 7 min
di
Jay
genere
dominazione
cura
F
Chi volesse scrivermi yksz88@yahoo.it
Ho conosciuto il signor Alfio in parrocchia, era molto amico di don Carlo Il nostro parroco e aveva un ristorante pizzeria nel piccolo paese di 5000 anime dove vivevamo
Io mi ero trasferito da poco li perché avevo sposato Miriam maestra 28 enne nata e cresciuta in quel paese
Don Carlo diceva che Alfio era un gran Benefattore della parrocchia, e che in paese correvano delle voci false su di lui.
Si diceva che anni fa aveva messo incinta una servetta che lavorava in casa sua come domestica,
Sua moglie bella donna 50 enne elegante e raffinata innamoratissima le era dolcemente sottomessa. Insomma era un uomo molto carismatico con uno sguardo penetrante molto autoritario di carattere.
Frequentando la parrocchia siamo entrati in confidenza, spesso lo accompagnavo in auto dove doveva andare perché non amava guidare o facevano passeggiate per il paese un giorno mentre bevevamo una birra al bar del oratorio mi ha detto.
-A me piacciono molto le donne ma sono alla ricerca di un uomo realmente deciso a servire un vero uomo come me totalmente etero, senza nulla volere in cambio, pronto a rendersi utile anche per reali mansioni e veri lavori.
-Signor Alfio io potrei essere la persona giusta ho una grandissima ammirazione per lei e sarei felicissimo e onorato di potermi rendere utile in tutto.
Lui mi ha guardato con quei suoi occhi grigi penetranti.
-Vi supplico di mettermi alla prova signor Alfio
-Guarda che non sarai mio amico sarai il mio servo.
-Vi prego di darmi l’onore di stare vicino a voi vi prometto obbedienza assoluta ,
Per circa tre mesi sono stato in prova, Mi ha addestrato a come farle dei massaggi nel modo in qui a lui piaceva, le ho fatto da autista le commissioni e corvée varie che occupavano tutto il mio tempo libero
Quando le dissi che mi sarei iscritto ad un corso per sbrigarmela miglio in cucina lui mi ha detto
-Non serve ti insegnerà mia moglie a cucinare i miei piatti preferiti.
Il cuore mi e esploso di gioia voleva dire che mi aveva finalmente acetato.
Ovviante per tutto questo, ho iniziato a trascurare mia moglie ci vedevamo poco perché io ero sempre a svolgere qualche commissione o servizio per lui
La moglie di Alfio mi accolse in grembiule
-Vieni andiamo in cucina, mettiti quel grembiule che cominciamo.
Mio marito mi ha detto che vuoi imparare a cucinare per lui.
-Si signora Angela e vero. Ho risposto.
-Mio marito può tranquillamente avere servi o schiavi sottomessi, sia maschi che femmine non mi interessa, quindi ti insegnerò tutto quello di cui lui può avere bisogno.
-Grazie signora Angela.
Ho risposto.
Qualche settimana dopo ad una cena importante con molti suoi amici tra qui il farmacista il vicesindaco don Carlo e la preside della scuola dove insegnava mia moglie
Ho fatto servizio a tavola.
Mettevo e toglievo piatti di portata e bicchieri posizionavo le posate davanti ad ogni commensale mentre loro mangiavano Stavo ritto dietro lo schienale della sua sedia, poi provvedevo a portare in cucina pile di piatti sporchi che poi avrei lavato
Ero orgoglioso di esserle utile anche se facevo solo il cameriere a fine cena Alfio disse
-Avete visto Filippo che bravo servo e diventato in poco tempo. Ha detto Alfio
-Si così bello e docile complimenti Alfio, lo hai addestrato bene
Disse la signora Giorgia la preside
-Adesso vai pure a lavare i piatti il caffè lo serve mia moglie.
Mi disse Alfio.
-Si subito risposi
-Ah anche sguattero ! Esclamò Giorgia
Di istinto risposi
-Certo che sono anche sguattero, qualsiasi cosa per il signor Alfio
-Bravo Filippo e così che un servo si comporta con Il suo Re.
Rispose Giorgia
Il signor Alfio mi da l’onore di poterle stare vicino servendolo. Ho risposto
-Bravo Filippo hai passato anche l’ultima prova hai dimostrato di essere umile anche in publico.
Ora vai in cucina.
Mi disse Alfio.
Passarono ancora un po’ di settimane e un giorno mi disse.
-Filippo da ora in poi devi essere anche il mio ruffiano, mi riferirai ogni parola ogni pensiero, emozione, stato d’animo di tua moglie.
-Perché Padrone ?
-Voglio che diventi la mia amante.
-Mah Padrone... eh ecco....
-Stai zitto servo.
-Vi chiedo umilmente perdono Padrone
Lui mi ha guardato in silenzio
-Farò di tutto per assecondarvi
-Bene mi devi raccontare tutto i suoi gusti cosa le piace e cosa no.
La svolta arrivò un caldo giorno in oratorio, alle 12.30 eravamo rimasti solo io mia moglie Alfio e don Carlo che chiuse i portoni poi si avvicino ad Alfio con in mano una bacinella di acqua e un grembiule bianco appoggiato sul braccio
-Alfio fa molto caldo metti un po’ i piedi a mollo vedrai che ti sentirai più fresco. Le disse
-Filippo. Gridò Alfio
-Comandi signor Alfio. Ho risposto
-Toglimi scarpe e calze che mi devo rinfrescare.
Ordinò.
Perdendo ogni dignità davanti a mia moglie non esitai un attimo ad inginocchiarmi davanti a lui e toglierle scarpe calze arrotolare i pantaloni e infilarle i piedi nella bacinella.
-Ve li devo lavare ? Ho chiesto
-Certo servo. Ha detto lui con disprezzo
Don Carlo e mia moglie mi guardavano io rosso di vergogna glie li ho lavati.
-Vedi Miriam, tuo marito ha volontariamente scelto di essere mio servo senza chiedere niente in cambio.
-Si vedo signor Alfio, e lo capisco avevo il sospetto e ora ne ho la certezza, d’altronde voi siete un uomo superiore che merita di essere servito, un vero uomo Alfa
Don Carlo si era messo sopra la tonaca il grembiule bianco, che aveva e fece per mettersi ad asciugare i piedi ad Alfio, ma Miriam disse sciogliendosi i lunghi capelli castani.
-Lasciate fare a me Don datemi il grembiule che glieli asciugo io anzi meglio se il signor Alfio lo permette vorrei asciugargliele con i miei capelli come segno di adorazione come fece Maria Maddalena con nostro signore
-Si brava Miriam. Disse don Carlo
-Il signor Alfio lo merita come merita la mia cieca e riverente obbedienza. Disse mia moglie
-Si Miriam Alfio si merita tutto questo rispose Don Carlo
Io provavo una vergogna assoluta io e mia moglie avevano danneggiato il nostro amor propio e l’orgoglio distruggendo la nostra dignità.
La scena era surreale l’ego di Alfio era alle stelle, Miriam con infinita dolcezza e umiltà dopo essersi inginocchiata davanti a lui si chinò in avanti e le asciugò i piedi con i suoi capelli poi appoggio le testa sulle ginocchia di Alfio, per un po’ rimase così poi con la bocca sali afferro con i denti la cerniera dei pantaloni e là tiro vedo il basso, in un colpo inghiotti il cazzo di Alfio, la sua testa comincio a salire e scendere con ritmo, Improvvisamente cominciò ad accelerare i movimenti.
Alfio fece un rantolo quasi un ruggito quando esplode nella sua bocca.
Faceva caldo l’atmosfera era strana mi sono accorto di essere eccitato don Carlo senza dire niente si diresse verso la sacristia.
-Hai visto stupido servo tua moglie?
Si padrone ho visto. Ho risposto. Mai mi sarei sognato che Miriam così cattolica credente e brava ragazza timorosa di Dio facesse una cosa simile, per la prima volta l’ho vista con un altro uomo, ero sconvolto ed eccitato.
La seconda volta fu qualche giorno dopo a casa nostra Alfio era venuto a cena, appena entrato in casa la baciò lei tentò senza troppa convinzione di resisterle ma subito cedette e rispose al bacio con passione
-Adesso solleva la gonna fino alla vita, le ordinò poi le passò la mano sulla vagina
-Come sei bagnata. Disse lui
-Si sono eccitatissima
-Ti voglio sottomessa ai tutti i miei desideri.
-Si voglio essere tua in modo totale come una schiava devota puoi chiedermi tutto tutto.
-Spogliati.
-Ma così davanti a mio marito ?
-Si e solo il mio servo non puoi ribellarsi. Ma se tu non vuoi essere mia meglio che me e vado subito.
-No no mi spoglio subito.disse Miriam
Quando fu nuda Alfio disse
-Guarda che spettacolo la mia schiavetta
La prese per mano e la porto in camera da letto.
-tu servo mettiti in quel angolo in ginocchio com le mano sulla testa e guarda come mi scopo tua moglie.
Mi misi in posizione e Miriam mi disse
-Almeno ringrazialo.
-Padrone grazie.
Dissi guardandolo inginocchiato in quel angolo della camera.
Ho conosciuto il signor Alfio in parrocchia, era molto amico di don Carlo Il nostro parroco e aveva un ristorante pizzeria nel piccolo paese di 5000 anime dove vivevamo
Io mi ero trasferito da poco li perché avevo sposato Miriam maestra 28 enne nata e cresciuta in quel paese
Don Carlo diceva che Alfio era un gran Benefattore della parrocchia, e che in paese correvano delle voci false su di lui.
Si diceva che anni fa aveva messo incinta una servetta che lavorava in casa sua come domestica,
Sua moglie bella donna 50 enne elegante e raffinata innamoratissima le era dolcemente sottomessa. Insomma era un uomo molto carismatico con uno sguardo penetrante molto autoritario di carattere.
Frequentando la parrocchia siamo entrati in confidenza, spesso lo accompagnavo in auto dove doveva andare perché non amava guidare o facevano passeggiate per il paese un giorno mentre bevevamo una birra al bar del oratorio mi ha detto.
-A me piacciono molto le donne ma sono alla ricerca di un uomo realmente deciso a servire un vero uomo come me totalmente etero, senza nulla volere in cambio, pronto a rendersi utile anche per reali mansioni e veri lavori.
-Signor Alfio io potrei essere la persona giusta ho una grandissima ammirazione per lei e sarei felicissimo e onorato di potermi rendere utile in tutto.
Lui mi ha guardato con quei suoi occhi grigi penetranti.
-Vi supplico di mettermi alla prova signor Alfio
-Guarda che non sarai mio amico sarai il mio servo.
-Vi prego di darmi l’onore di stare vicino a voi vi prometto obbedienza assoluta ,
Per circa tre mesi sono stato in prova, Mi ha addestrato a come farle dei massaggi nel modo in qui a lui piaceva, le ho fatto da autista le commissioni e corvée varie che occupavano tutto il mio tempo libero
Quando le dissi che mi sarei iscritto ad un corso per sbrigarmela miglio in cucina lui mi ha detto
-Non serve ti insegnerà mia moglie a cucinare i miei piatti preferiti.
Il cuore mi e esploso di gioia voleva dire che mi aveva finalmente acetato.
Ovviante per tutto questo, ho iniziato a trascurare mia moglie ci vedevamo poco perché io ero sempre a svolgere qualche commissione o servizio per lui
La moglie di Alfio mi accolse in grembiule
-Vieni andiamo in cucina, mettiti quel grembiule che cominciamo.
Mio marito mi ha detto che vuoi imparare a cucinare per lui.
-Si signora Angela e vero. Ho risposto.
-Mio marito può tranquillamente avere servi o schiavi sottomessi, sia maschi che femmine non mi interessa, quindi ti insegnerò tutto quello di cui lui può avere bisogno.
-Grazie signora Angela.
Ho risposto.
Qualche settimana dopo ad una cena importante con molti suoi amici tra qui il farmacista il vicesindaco don Carlo e la preside della scuola dove insegnava mia moglie
Ho fatto servizio a tavola.
Mettevo e toglievo piatti di portata e bicchieri posizionavo le posate davanti ad ogni commensale mentre loro mangiavano Stavo ritto dietro lo schienale della sua sedia, poi provvedevo a portare in cucina pile di piatti sporchi che poi avrei lavato
Ero orgoglioso di esserle utile anche se facevo solo il cameriere a fine cena Alfio disse
-Avete visto Filippo che bravo servo e diventato in poco tempo. Ha detto Alfio
-Si così bello e docile complimenti Alfio, lo hai addestrato bene
Disse la signora Giorgia la preside
-Adesso vai pure a lavare i piatti il caffè lo serve mia moglie.
Mi disse Alfio.
-Si subito risposi
-Ah anche sguattero ! Esclamò Giorgia
Di istinto risposi
-Certo che sono anche sguattero, qualsiasi cosa per il signor Alfio
-Bravo Filippo e così che un servo si comporta con Il suo Re.
Rispose Giorgia
Il signor Alfio mi da l’onore di poterle stare vicino servendolo. Ho risposto
-Bravo Filippo hai passato anche l’ultima prova hai dimostrato di essere umile anche in publico.
Ora vai in cucina.
Mi disse Alfio.
Passarono ancora un po’ di settimane e un giorno mi disse.
-Filippo da ora in poi devi essere anche il mio ruffiano, mi riferirai ogni parola ogni pensiero, emozione, stato d’animo di tua moglie.
-Perché Padrone ?
-Voglio che diventi la mia amante.
-Mah Padrone... eh ecco....
-Stai zitto servo.
-Vi chiedo umilmente perdono Padrone
Lui mi ha guardato in silenzio
-Farò di tutto per assecondarvi
-Bene mi devi raccontare tutto i suoi gusti cosa le piace e cosa no.
La svolta arrivò un caldo giorno in oratorio, alle 12.30 eravamo rimasti solo io mia moglie Alfio e don Carlo che chiuse i portoni poi si avvicino ad Alfio con in mano una bacinella di acqua e un grembiule bianco appoggiato sul braccio
-Alfio fa molto caldo metti un po’ i piedi a mollo vedrai che ti sentirai più fresco. Le disse
-Filippo. Gridò Alfio
-Comandi signor Alfio. Ho risposto
-Toglimi scarpe e calze che mi devo rinfrescare.
Ordinò.
Perdendo ogni dignità davanti a mia moglie non esitai un attimo ad inginocchiarmi davanti a lui e toglierle scarpe calze arrotolare i pantaloni e infilarle i piedi nella bacinella.
-Ve li devo lavare ? Ho chiesto
-Certo servo. Ha detto lui con disprezzo
Don Carlo e mia moglie mi guardavano io rosso di vergogna glie li ho lavati.
-Vedi Miriam, tuo marito ha volontariamente scelto di essere mio servo senza chiedere niente in cambio.
-Si vedo signor Alfio, e lo capisco avevo il sospetto e ora ne ho la certezza, d’altronde voi siete un uomo superiore che merita di essere servito, un vero uomo Alfa
Don Carlo si era messo sopra la tonaca il grembiule bianco, che aveva e fece per mettersi ad asciugare i piedi ad Alfio, ma Miriam disse sciogliendosi i lunghi capelli castani.
-Lasciate fare a me Don datemi il grembiule che glieli asciugo io anzi meglio se il signor Alfio lo permette vorrei asciugargliele con i miei capelli come segno di adorazione come fece Maria Maddalena con nostro signore
-Si brava Miriam. Disse don Carlo
-Il signor Alfio lo merita come merita la mia cieca e riverente obbedienza. Disse mia moglie
-Si Miriam Alfio si merita tutto questo rispose Don Carlo
Io provavo una vergogna assoluta io e mia moglie avevano danneggiato il nostro amor propio e l’orgoglio distruggendo la nostra dignità.
La scena era surreale l’ego di Alfio era alle stelle, Miriam con infinita dolcezza e umiltà dopo essersi inginocchiata davanti a lui si chinò in avanti e le asciugò i piedi con i suoi capelli poi appoggio le testa sulle ginocchia di Alfio, per un po’ rimase così poi con la bocca sali afferro con i denti la cerniera dei pantaloni e là tiro vedo il basso, in un colpo inghiotti il cazzo di Alfio, la sua testa comincio a salire e scendere con ritmo, Improvvisamente cominciò ad accelerare i movimenti.
Alfio fece un rantolo quasi un ruggito quando esplode nella sua bocca.
Faceva caldo l’atmosfera era strana mi sono accorto di essere eccitato don Carlo senza dire niente si diresse verso la sacristia.
-Hai visto stupido servo tua moglie?
Si padrone ho visto. Ho risposto. Mai mi sarei sognato che Miriam così cattolica credente e brava ragazza timorosa di Dio facesse una cosa simile, per la prima volta l’ho vista con un altro uomo, ero sconvolto ed eccitato.
La seconda volta fu qualche giorno dopo a casa nostra Alfio era venuto a cena, appena entrato in casa la baciò lei tentò senza troppa convinzione di resisterle ma subito cedette e rispose al bacio con passione
-Adesso solleva la gonna fino alla vita, le ordinò poi le passò la mano sulla vagina
-Come sei bagnata. Disse lui
-Si sono eccitatissima
-Ti voglio sottomessa ai tutti i miei desideri.
-Si voglio essere tua in modo totale come una schiava devota puoi chiedermi tutto tutto.
-Spogliati.
-Ma così davanti a mio marito ?
-Si e solo il mio servo non puoi ribellarsi. Ma se tu non vuoi essere mia meglio che me e vado subito.
-No no mi spoglio subito.disse Miriam
Quando fu nuda Alfio disse
-Guarda che spettacolo la mia schiavetta
La prese per mano e la porto in camera da letto.
-tu servo mettiti in quel angolo in ginocchio com le mano sulla testa e guarda come mi scopo tua moglie.
Mi misi in posizione e Miriam mi disse
-Almeno ringrazialo.
-Padrone grazie.
Dissi guardandolo inginocchiato in quel angolo della camera.
di
Jay
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