Fine
di
AnnarellA
genere
prime esperienze
Con questo racconto concludo ufficialmente quello che per due anni o forse piu é stato il mio confessionale.
Non sono stata del tutto onesta, un po ho avuto vergogna di raccontare alcuni dettagli, ma credo di aver fatto pace con me stessa.
Mi sto guardando allo specchio in mutandine e reggiseno, ho ancora delle belle gambe. Poi guardo il mio lettone e mi vedo con la testa spiaccicata dentro mentre uno dei tanti mi distrugge lato A e B e preso dal momento mi insulta, mi schiaffeggia il culo con forza e mi sbatte mentre gli chiedo di non fermarsi.
Ricordo anche lo scantinato in cui sono andata per la prima volta con un ragazzo che c ha provato con me per anni. Ciro!
Veniva a trovare sua zia nel mio palazzo tutte le domeniche a pranzo con la famiglia.
Quando inizió a provarci con me forse non ero più illibata e avevo fatto qualcosina, non ricordo, fatto sta che era simpatico, carino, sfacciato e biondo. Adoro i biondi!
Mi si appiccicava addosso ogni volta, con un vocabolario infantile ma estremamente simpatico.
Mi ripeteva in continuazione "Mamma mia Anna come sei bella!", "E fammi sto regalo, bellissima", anche dal balcone mentre ero impegnata a stendere i panni.
Mi faceva ridere "E dammela na soddisfazione, che ti costa a te?!".
E una domenica scesi da loro a prendere il caffè dopo mangiato. Ho un bel rapporto con sua zia e suo zio, siamo amici e non mi hanno mai lasciata sola. Ciro giocava alla PlayStation con mio figlio e suo cugino Enzo. Ma non perdeva occasione per venire in sala da pranzo a prendermi in giro. Mi odorava i capelli e mi diceva cose carine davanti a tutti. Io sorridevo e facevo finta di niente.
La domenica successiva lo guardai esausta e gli dissi "Ma la smetti, sei un ragazzino!". La sua risposta fu pronta, veloce, "Questo ragazzino ti spezza!"... e credetemi, detto in napoletano fa tutt un altro effetto.
Avevo l ansia, il cuore mi batteva a mille e lontano da occhi indiscreti mi bació e io lo lasciai fare. Fui io a proporgli lo scantinato, ma non potevamo andare nel mio, era pieno e sporco. Andammo in quello di suo zio. Non credevo che ci sarei andata a letto, pensavo che dopo avegrli mostrato le gambe, il culo, le tette e dopo qualche toccatina si sarebbe placato. Ma mentre ci baciavamo sentii il suo cazzo toccarmi le gambe. "Scemoòoo" gli dissi un po' impaurita.
Arrivai in cantina dopo di lui, ebbi un attimo di tentennamento. Appena aprii la porta del suo scantinato mi prese "Finalmente, veni qua, vieni qua!" mi disse tremendamente arrapato.
E mentre ci stavamo baciando e toccando si abbassó le mutande tirando fuori per mia enorme sorpresa un cazzo veramente niente male. "Ciroooo, madooo, che mi fai fare!" gli dissi. "Te lo voglio mettere tutto in bocca".
Mi abbassai davanti a lui e appena iniziai a succhiarglielo capii che non avrei piu potuto tornare indietro.
Mi alzai sorridendo e con una spinta mi buttó sulle bici impolverate. "Ciroòooo, non possiamo!" gli dissi. Mi abbassó pantaloncini e mutandine ed entro dentro di me forte. Era un bisogno che aveva, ma forse ne avevo anche io. Ero bagnata e il suo cazzo entró meravigliosamente. Mi teneva per le spalle, stringendole forte e tirandomi verso di lui con decisione.
"Io lo sapevo che ti piaceva. Che bella fessa che tieni!" Mentre io iniziai ad urlare di piacere, lui tolse le mani dalle mie spalle e le mise entrambe sulla mia bocca tirandomi ancora a lui. "Zitta, zitta! Mi disse.
Non sapevo se godere per quel meraviglioso sesso o soffrire perché mi facevo veramente male al collo. Avevo bisogno di urlare. Tolse una mano e inizió a sculacciarmi. Mi scopava con veemenza, sentivo perfettamente quel coso cosi duro entrare ed uscire dentro di me, forte.
Provavo inutilmente a reggermi sulle bici ma l impeto di quel disgraziato me lo impediva sballottandomi da una parte all altra. Finche le bici caddero tutte a terra. Si fermò! Lui rise, soddisfatto.
Lo guardai girandomi, sistemandomi un attimo i capelli, "Sei pazzo! Che mi stai combinando".
Ricominciammo dopo pochi minuti su un materasso vecchio e sporco che aveva visto tra le cose impolverate. Mi stesi, me lo ritrovai addosso col cazzo in faccia. Lo succhiai, cercando di essere sensuale, sexy, bagnandomi in qualche modo tutta la bocca di saliva e goccioline che uscivano dalla sua bella, giovane capocchia. Poi si mise tra le mie cosce e ricominció. Duró tantissimo. Mi teneva le gambe forte forte ed entrava con altrettanta forza dentro di me. Mi divaricava e chiudeva le gambe a suo piacimento, sbattendomi come se fosse l unico desiderio della sua vita.
Venni! Più volte. Urlando. Ma lui non volle saperne di lasciarmi andare. Sentivo come se mi stesse distruggendo la figa. Inizió a farmi male tutto.
Salí sulla mia faccia, ancora, e appena lo presi in mano per farlo venire mi riempí la faccia di sperma caldo. Presi fiato.
Feci le scale del palazzo non con poca difficoltà, mi facevano male le gambe, mi sentivo sfondata. Mi guardai allo specchio e sorrisi. Che chiavata, porca miseria!
Le domeniche successive incontrandolo facevo finta di niente. Facevo la sostenuta.
"Com é bona tua mamma!" diceva continuamente a mio figlio. "E che l ho combinata!", "E come lo prende bene in culo!"...non era vero! Non glielo diedi.
Fui piu generosa con amico di Enzo qualche mese dopo. Non aveva i modi di Ciro, non era simpatico, non era sfacciato come lui.
Stava spesso a casa di Enzo, che non é mai stato un ragazzo a cui piaceva uscire, Al contrario di mio figlio che a volte non tornava nemmeno a casa.
Proprio in quel periodo però ci furono Genny e suo fratello, fecero prima. Mi smontarono!
In qualche modo scopare fu più facile. Una donna sotto i 50 che si fa trombare da due cazzi insieme suscitó in tutti i ragazzi una sorta di coraggio.
Una sera, in macchina, tornai a casa e mentre stavo parcheggiando vidi un gruppo di ragazzi proprio sotto al mio palazzo. C erano anche Genny e suo fratello, altri e c era Enzo con Gino il suo amico!
Avevo gli occhi addosso e bisbigliavano tra di loro. Io e Gino ci guardammo negli occhi, lui mi sorrise maliziosamente, io restai impassibile. Non lo consideravo minimamente!
Intanto mi accorsi che alle mie spalle Genny faceva le imitazioni, uno Stronzo!
Insomma, iniziai a considerare Gino perché un giorno a casa di Enzo, mentre sorseggiavo il caffe con sua mamma, lo vidi in canotta. Magro, alto,spalle non larghissime ma belle da vedere. E li mi dissi "Niente male!".
E si aprí un discorso strano, che mi costrinse al silenzio. Ovviamente sesso.
Poi inizió a darmi il tormento su Facebook. Non ci sapeva fare! Non mi attirava neanche un po, quando all improvviso mi arrivó la foto del suo cazzo. Raga, una cosa assurda! Devo dire che appena lo vidi mi leccai le labbra. La mia risposta fu veloce "Madonna a chi lo vuoi dare sta bestia?". E invece...
Si stese sul mio letto, aveva una faccia con un sorriso stampato che mi veniva da dirgli solo "Sei un coglione!". Me lo misi nel culo piano piano. Non so dire dove mi arrivava, so solo che quando lui da sotto inizió a scoparmi veloce, mi sentii uno spiedino. Infilzata! Oddio!
Cercavo di tenermi con le mani sul letto e di fare forza sulle gambe, ma non ci riuscii per molto. Tutto dentro sembrava una colonscopia. Non riuscivo a respirare e urlavo.
Solo chi l ha provato può capire quanto sia fastidioso un palo della luce che ti sfonda.
Ne ho presi altri di cazzi grossi in seguito, ma lungo come quello non ne ricordo. E io ci stavo seduta sopra. Quando mi fece alzare scappai in bagno e ne uscii quasi spaventata. A lui la cosa divertí tantissimo.
Ci stendemmo sul letto e glielo presi in bocca, ovviamente mi fece tossire più volte. Poi mi sborró in faccia.
Prima di andarsene mi bació ma ero sconvolta.
Non credo di avere altre cose da dirvi. Questa sono io! A me eccita tantissimo ripensare al mio passato, spero anche a voi.
Bacini!
Non sono stata del tutto onesta, un po ho avuto vergogna di raccontare alcuni dettagli, ma credo di aver fatto pace con me stessa.
Mi sto guardando allo specchio in mutandine e reggiseno, ho ancora delle belle gambe. Poi guardo il mio lettone e mi vedo con la testa spiaccicata dentro mentre uno dei tanti mi distrugge lato A e B e preso dal momento mi insulta, mi schiaffeggia il culo con forza e mi sbatte mentre gli chiedo di non fermarsi.
Ricordo anche lo scantinato in cui sono andata per la prima volta con un ragazzo che c ha provato con me per anni. Ciro!
Veniva a trovare sua zia nel mio palazzo tutte le domeniche a pranzo con la famiglia.
Quando inizió a provarci con me forse non ero più illibata e avevo fatto qualcosina, non ricordo, fatto sta che era simpatico, carino, sfacciato e biondo. Adoro i biondi!
Mi si appiccicava addosso ogni volta, con un vocabolario infantile ma estremamente simpatico.
Mi ripeteva in continuazione "Mamma mia Anna come sei bella!", "E fammi sto regalo, bellissima", anche dal balcone mentre ero impegnata a stendere i panni.
Mi faceva ridere "E dammela na soddisfazione, che ti costa a te?!".
E una domenica scesi da loro a prendere il caffè dopo mangiato. Ho un bel rapporto con sua zia e suo zio, siamo amici e non mi hanno mai lasciata sola. Ciro giocava alla PlayStation con mio figlio e suo cugino Enzo. Ma non perdeva occasione per venire in sala da pranzo a prendermi in giro. Mi odorava i capelli e mi diceva cose carine davanti a tutti. Io sorridevo e facevo finta di niente.
La domenica successiva lo guardai esausta e gli dissi "Ma la smetti, sei un ragazzino!". La sua risposta fu pronta, veloce, "Questo ragazzino ti spezza!"... e credetemi, detto in napoletano fa tutt un altro effetto.
Avevo l ansia, il cuore mi batteva a mille e lontano da occhi indiscreti mi bació e io lo lasciai fare. Fui io a proporgli lo scantinato, ma non potevamo andare nel mio, era pieno e sporco. Andammo in quello di suo zio. Non credevo che ci sarei andata a letto, pensavo che dopo avegrli mostrato le gambe, il culo, le tette e dopo qualche toccatina si sarebbe placato. Ma mentre ci baciavamo sentii il suo cazzo toccarmi le gambe. "Scemoòoo" gli dissi un po' impaurita.
Arrivai in cantina dopo di lui, ebbi un attimo di tentennamento. Appena aprii la porta del suo scantinato mi prese "Finalmente, veni qua, vieni qua!" mi disse tremendamente arrapato.
E mentre ci stavamo baciando e toccando si abbassó le mutande tirando fuori per mia enorme sorpresa un cazzo veramente niente male. "Ciroooo, madooo, che mi fai fare!" gli dissi. "Te lo voglio mettere tutto in bocca".
Mi abbassai davanti a lui e appena iniziai a succhiarglielo capii che non avrei piu potuto tornare indietro.
Mi alzai sorridendo e con una spinta mi buttó sulle bici impolverate. "Ciroòooo, non possiamo!" gli dissi. Mi abbassó pantaloncini e mutandine ed entro dentro di me forte. Era un bisogno che aveva, ma forse ne avevo anche io. Ero bagnata e il suo cazzo entró meravigliosamente. Mi teneva per le spalle, stringendole forte e tirandomi verso di lui con decisione.
"Io lo sapevo che ti piaceva. Che bella fessa che tieni!" Mentre io iniziai ad urlare di piacere, lui tolse le mani dalle mie spalle e le mise entrambe sulla mia bocca tirandomi ancora a lui. "Zitta, zitta! Mi disse.
Non sapevo se godere per quel meraviglioso sesso o soffrire perché mi facevo veramente male al collo. Avevo bisogno di urlare. Tolse una mano e inizió a sculacciarmi. Mi scopava con veemenza, sentivo perfettamente quel coso cosi duro entrare ed uscire dentro di me, forte.
Provavo inutilmente a reggermi sulle bici ma l impeto di quel disgraziato me lo impediva sballottandomi da una parte all altra. Finche le bici caddero tutte a terra. Si fermò! Lui rise, soddisfatto.
Lo guardai girandomi, sistemandomi un attimo i capelli, "Sei pazzo! Che mi stai combinando".
Ricominciammo dopo pochi minuti su un materasso vecchio e sporco che aveva visto tra le cose impolverate. Mi stesi, me lo ritrovai addosso col cazzo in faccia. Lo succhiai, cercando di essere sensuale, sexy, bagnandomi in qualche modo tutta la bocca di saliva e goccioline che uscivano dalla sua bella, giovane capocchia. Poi si mise tra le mie cosce e ricominció. Duró tantissimo. Mi teneva le gambe forte forte ed entrava con altrettanta forza dentro di me. Mi divaricava e chiudeva le gambe a suo piacimento, sbattendomi come se fosse l unico desiderio della sua vita.
Venni! Più volte. Urlando. Ma lui non volle saperne di lasciarmi andare. Sentivo come se mi stesse distruggendo la figa. Inizió a farmi male tutto.
Salí sulla mia faccia, ancora, e appena lo presi in mano per farlo venire mi riempí la faccia di sperma caldo. Presi fiato.
Feci le scale del palazzo non con poca difficoltà, mi facevano male le gambe, mi sentivo sfondata. Mi guardai allo specchio e sorrisi. Che chiavata, porca miseria!
Le domeniche successive incontrandolo facevo finta di niente. Facevo la sostenuta.
"Com é bona tua mamma!" diceva continuamente a mio figlio. "E che l ho combinata!", "E come lo prende bene in culo!"...non era vero! Non glielo diedi.
Fui piu generosa con amico di Enzo qualche mese dopo. Non aveva i modi di Ciro, non era simpatico, non era sfacciato come lui.
Stava spesso a casa di Enzo, che non é mai stato un ragazzo a cui piaceva uscire, Al contrario di mio figlio che a volte non tornava nemmeno a casa.
Proprio in quel periodo però ci furono Genny e suo fratello, fecero prima. Mi smontarono!
In qualche modo scopare fu più facile. Una donna sotto i 50 che si fa trombare da due cazzi insieme suscitó in tutti i ragazzi una sorta di coraggio.
Una sera, in macchina, tornai a casa e mentre stavo parcheggiando vidi un gruppo di ragazzi proprio sotto al mio palazzo. C erano anche Genny e suo fratello, altri e c era Enzo con Gino il suo amico!
Avevo gli occhi addosso e bisbigliavano tra di loro. Io e Gino ci guardammo negli occhi, lui mi sorrise maliziosamente, io restai impassibile. Non lo consideravo minimamente!
Intanto mi accorsi che alle mie spalle Genny faceva le imitazioni, uno Stronzo!
Insomma, iniziai a considerare Gino perché un giorno a casa di Enzo, mentre sorseggiavo il caffe con sua mamma, lo vidi in canotta. Magro, alto,spalle non larghissime ma belle da vedere. E li mi dissi "Niente male!".
E si aprí un discorso strano, che mi costrinse al silenzio. Ovviamente sesso.
Poi inizió a darmi il tormento su Facebook. Non ci sapeva fare! Non mi attirava neanche un po, quando all improvviso mi arrivó la foto del suo cazzo. Raga, una cosa assurda! Devo dire che appena lo vidi mi leccai le labbra. La mia risposta fu veloce "Madonna a chi lo vuoi dare sta bestia?". E invece...
Si stese sul mio letto, aveva una faccia con un sorriso stampato che mi veniva da dirgli solo "Sei un coglione!". Me lo misi nel culo piano piano. Non so dire dove mi arrivava, so solo che quando lui da sotto inizió a scoparmi veloce, mi sentii uno spiedino. Infilzata! Oddio!
Cercavo di tenermi con le mani sul letto e di fare forza sulle gambe, ma non ci riuscii per molto. Tutto dentro sembrava una colonscopia. Non riuscivo a respirare e urlavo.
Solo chi l ha provato può capire quanto sia fastidioso un palo della luce che ti sfonda.
Ne ho presi altri di cazzi grossi in seguito, ma lungo come quello non ne ricordo. E io ci stavo seduta sopra. Quando mi fece alzare scappai in bagno e ne uscii quasi spaventata. A lui la cosa divertí tantissimo.
Ci stendemmo sul letto e glielo presi in bocca, ovviamente mi fece tossire più volte. Poi mi sborró in faccia.
Prima di andarsene mi bació ma ero sconvolta.
Non credo di avere altre cose da dirvi. Questa sono io! A me eccita tantissimo ripensare al mio passato, spero anche a voi.
Bacini!
0
voti
voti
valutazione
0
0
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Compagni
Commenti dei lettori al racconto erotico