Il Padrone celato - quinta parte

di
genere
confessioni



La conquista di un po' di normalità e armonia in auto ha vita breve, il mio telefono si illumina per una notifica di "lui".
È un video di cui ovviamente io sono la protagonista principale. Per la verità non avevo il minimo dubbio che sarebbe successo, rivedermi a "freddo" mi destabilizza, ed ecco apparire una nuova notifica. Abbasso la tendina per leggerla "ammirati e compiaciti Troia...l'incedere del tempo non scalfisce la tua naturale propensione ad essere tale. Ah dimenticavo, lo stesso video è appena giunto al cornuto...".
Un secondo appena, clic nuova notifica, questa volta di Nicola.
"Non mi fai nemmeno più schifo, è una fase passata, ora mi fai profondamente pena..."
Le tempie mi esplodono, mi sforzo di non piangere anche se quasi impossibile. Rispondo di getto, "Nicola io invece mi rammarico per te oltre che per me. Se sono arrivata a tanto è per la tua assoluta incapacità ad essere un uomo, è tempo che tu faccia pace con questa verità.."
Sbatto il telefono contro il parabrezza urlando e dimenandomi come una indemoniata, tanto da fare sbandare l'auto.
Enzo tiene forte lo sterzo e poi decide di fermarsi in un parcheggio poco popolato adiacente alla strada.
"Camilla ti prego cerca di calmarti, fai male solo a te stessa in questo modo, mi spiace per la discussione con tuo marito, vedrai che tutto si accomoderà."

"Caro Enzo con Nicola è finita da tempo, anche prima che comparisse Andrea. Scioccamente ho creduto che il rifugio in un matrimonio sicuro con un uomo agiato e che mi volesse bene e mi rispettasse fosse ciò che più volevo al mondo. Ma così non era, Nicola non è riuscito a farmi sentire una donna appagata mai. Quando una che elemonisa cibo lo trova disponibile cede di schianto, come se non lo avesse mai provato.
La comparsa nella mia vita di Andrea è stato uno tsunami. Mi ha sedotta, ammaliata, conquistata con un ritmo incalzante di quello che credevo un grandissimo amatore, senza stupidamente volerne intuire i tratti distintivi del predatore.
Ho vissuto un turbinio di passione amorosa in cui qualsiasi mio eventuale freno era totalmente distaccato. Abbiamo scopato ovunque, nel mio ufficio, nei bagni di ristoranti e di qualsiasi altro locale pubblico, al mare, pinete, boschi, ovunque.
Credo di aver vissuto i mesi più belli della mia vita. Ma un sogno non è mai per sempre. Andrea è una persona profondamente malata, un pericolo sociale.
Mi ha colpita ma non sconvolta quando ha voluto condividermi con altri uomini, avrei fatto di tutto per lui tanto l'amavo.
Quando decise che non avrebbe più partecipato né rimasi atterita! Mi sono detta che mi avrebbe presa dopo da sola ma mi sbagliavo profondamente. Non mi sfiorò mai più e quando chiesi il perché mi rispose con stizza e cattiveria che lui non se la faceva con le Troie. Piansi disperatamente, gli dissi che io volevo solo stare con lui, che non mi sarei mai più concessa a nessuno. Rise sguaiatamente senza smettere, mi spinse facendomi quasi cadere dicendomi che io ero per lui non soltanto più una Troia ma anche una gallina dalle uova d'oro. La gente era disposta a spendere delle follie per una Puttana che non fosse una professionista del mestiere, la gente mi spiegò impazzisce per scoparsi una donna qualunque, casalinga o come nel mio caso manager e pagarla come una meretrice.
Capii di non essere stata la prima, ebbi chiara come una folgorazione la figura diabolica che mi aveva soggiogata.
Concludendo mi fece capire quanto avessi colto nel segno. Le novità mi disse perdono subito valore aggiunto, per cui quando i clienti non sono disposti a pagare per donne "normali" cifre così importanti. Quando a tutti gli effetti vieni percepita come una Puttana mi avrebbe mandata per strada. La possibilità di ribellarsi era messa a rischio dall'ampio materiale che aveva raccolto per me (chissà per quante altre) nel corso del tempo.."
Quando finisco di parlare Enzo è una statua di marmo, finge di non essere esterrefatto ma vedo quanto sia rimasto turbato.

"Non devi preoccuparti Camilla, sei una donna forte e poi... adesso ci sono anche io.."

"Sai Enzo, quando l'ho visto comparire dopo tutto questo tempo (in cuor mio ho sempre sentito che non fosse morto), mi sono detta che sarei stata di nuovo al gioco con un unico obbiettivo."

"Quale Camilla?"

"Tutto al momento opportuno Enzo. E ora se non ti dispiace vorrei essere baciata per distendere la tensione.."

Le nostre lingue si intrecciano ma mi stacco quasi subito.
"Perdonami Enzo, devo avere un odore incredibile di sperma in bocca, non ci avevo pensato."

"Lo hai ovunque Camilla, ma io sono concentrato su di te e basta, fra poco farai una lunga doccia calda ristoratrice a casa mia."

Riprende a baciarmi con passione ancora più intensa.
scritto il
2026-09-08
3 5
visite
3
voti
valutazione
10
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il Padrone celato - quarta parte

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.