Te la ricordi Firenze?
di
Viola Rinaldi
genere
poesie
Te la ricordi Firenze?
Quella fila infinita per la focaccia
mangiata sul muretto di Ponte vecchio
- era così alto, con la mia minigonna era stata un'impresa salirci -.
Te la ricordi
quella primavera in anticipo,
io addosso a te a prendere il sole,
sdraiata su una panchina di Santa Maria Novella.
E quella stanza in penombra
con la vista sui tetti
e il Duomo in lontananza,
e la tua fame di me.
Te la ricordi?
Poi ti avevo guardato dormire,
col braccio abbandonato e il viso sereno di un bambino
e non lo potevo immaginare
che di lì a poco tutto sarebbe precipitato.
Chissà se invece tu già lo sapevi,
chissà se stavi solo aspettando il momento sbagliato per crollare.
Quella fila infinita per la focaccia
mangiata sul muretto di Ponte vecchio
- era così alto, con la mia minigonna era stata un'impresa salirci -.
Te la ricordi
quella primavera in anticipo,
io addosso a te a prendere il sole,
sdraiata su una panchina di Santa Maria Novella.
E quella stanza in penombra
con la vista sui tetti
e il Duomo in lontananza,
e la tua fame di me.
Te la ricordi?
Poi ti avevo guardato dormire,
col braccio abbandonato e il viso sereno di un bambino
e non lo potevo immaginare
che di lì a poco tutto sarebbe precipitato.
Chissà se invece tu già lo sapevi,
chissà se stavi solo aspettando il momento sbagliato per crollare.
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