Pompino al centro commerciale
di
LG23cm
genere
confessioni
Se avete storie, desideri, rimpianti o sogni mai realizzati che vorreste vedere trasformati in parole, raccontatemeli anche solo per accenni: sarò felice di scriverli per voi.
Potete contattarmi su Telegram, cercando LG23cm, oppure via e-mail all’indirizzo lg23cm.racconti@gmail.com.
Scrivo racconti erotici ormai da qualche tempo. La scrittura mi ha permesso di raccontare le mie avventure e dare forma alle mie fantasie; alcune di esse, forse, hanno finito per accendere anche l’immaginazione di chi mi legge.
Per questo lascio sempre i miei contatti: mi piace ricevere pareri e consigli, ma soprattutto conoscere i desideri e le fantasie dei miei lettori.
Un giorno mi scrive Giulia. Leggendo alcuni dei miei racconti, ha riconosciuto tra quelle pagine qualcosa che le apparteneva: desideri che, fino a quel momento, erano rimasti soltanto nella sua mente.
Anche lei è fidanzata. Con il suo compagno condivide racconti, fantasie e avventure vissute con altri partner. Poco alla volta, Giulia comincia a confidarmi ciò che le piacerebbe provare.
Dopo alcuni giorni trascorsi a parlare e qualche scambio di fotografie, decidiamo di trasformare una delle sue fantasie in realtà.
È proprio quella storia che sto per raccontarvi.
Ci diamo appuntamento al centro commerciale I Gigli, poco fuori Firenze. Alle dieci del mattino arrivo sul posto e iniziamo a scambiarci alcuni messaggi per aggiornarci sui nostri spostamenti.
È un giorno infrasettimanale e, a quell’ora, il centro commerciale è quasi deserto.
Salgo al piano superiore e mi dirigo verso i bagni. Entro nel bagno accessibile e accosto la porta, senza girare il nottolino.
Trascorrono appena pochi secondi.
Poi la porta si apre ed entra lei.
È bellissima, proprio come l’avevo vista nelle fotografie. Indossa un vestitino, si vede che non indossa il reggiseno. Indossa delle infradito eleganti con dei piedi smaltati.
Entra, chiude la porta, non dice una parola, come avevamo concordato. Appoggia la borsa sul lavandino, si inginocchia davanti a me che li in piedi guardavo tutta la scena, mi slaccia i pantaloni e tira fuori il mio cazzo, che stava iniziando a crescere pensando a quello che stava per succedere. Afferra dalla borsa il suo telefono, e fa partire la registrazione di un video, si inquadra il volto e subito dopo il mio cazzo sparisce nella sua bocca. La mia erezione cresce dentro la sua bocca, ad ogni movimento Giulia sente qualcosa di sempre più grande. Non si ferma e continua col suo pompino perfetto mentre il video continua a riprenderla. Abbassa la spallina del vestito e le sue bellissime tette escono fuori muovendosi al ritmo dei suoi colpi di bocca. Continua per qualche secondo, poi sento per la prima e unica volta la sua voce. "Schizza".
Le afferro i capelli, e le regolo i movimenti e in pochi colpi vengo tra la sua bocca, la sua faccia e il vestito.
Si rialza, apre il rubinetto, si pulisce, afferra la borsa ed esce dal bagno. Senza un'ulteriore parola o nulla di più.
Io con calma mi risistemo e dopo qualche minuto esco anche io dal bagno. Mi avvio verso la macchina per riprendere il cammino verso il lavoro, e ci incrociamo nella galleria del centro commerciale. Non ci guardiamo, come non ci conoscessimo, come due perfetti estranei.
Salgo in macchina e leggo un messaggio: "La prossima volta mi martelli"
Potete contattarmi su Telegram, cercando LG23cm, oppure via e-mail all’indirizzo lg23cm.racconti@gmail.com.
Scrivo racconti erotici ormai da qualche tempo. La scrittura mi ha permesso di raccontare le mie avventure e dare forma alle mie fantasie; alcune di esse, forse, hanno finito per accendere anche l’immaginazione di chi mi legge.
Per questo lascio sempre i miei contatti: mi piace ricevere pareri e consigli, ma soprattutto conoscere i desideri e le fantasie dei miei lettori.
Un giorno mi scrive Giulia. Leggendo alcuni dei miei racconti, ha riconosciuto tra quelle pagine qualcosa che le apparteneva: desideri che, fino a quel momento, erano rimasti soltanto nella sua mente.
Anche lei è fidanzata. Con il suo compagno condivide racconti, fantasie e avventure vissute con altri partner. Poco alla volta, Giulia comincia a confidarmi ciò che le piacerebbe provare.
Dopo alcuni giorni trascorsi a parlare e qualche scambio di fotografie, decidiamo di trasformare una delle sue fantasie in realtà.
È proprio quella storia che sto per raccontarvi.
Ci diamo appuntamento al centro commerciale I Gigli, poco fuori Firenze. Alle dieci del mattino arrivo sul posto e iniziamo a scambiarci alcuni messaggi per aggiornarci sui nostri spostamenti.
È un giorno infrasettimanale e, a quell’ora, il centro commerciale è quasi deserto.
Salgo al piano superiore e mi dirigo verso i bagni. Entro nel bagno accessibile e accosto la porta, senza girare il nottolino.
Trascorrono appena pochi secondi.
Poi la porta si apre ed entra lei.
È bellissima, proprio come l’avevo vista nelle fotografie. Indossa un vestitino, si vede che non indossa il reggiseno. Indossa delle infradito eleganti con dei piedi smaltati.
Entra, chiude la porta, non dice una parola, come avevamo concordato. Appoggia la borsa sul lavandino, si inginocchia davanti a me che li in piedi guardavo tutta la scena, mi slaccia i pantaloni e tira fuori il mio cazzo, che stava iniziando a crescere pensando a quello che stava per succedere. Afferra dalla borsa il suo telefono, e fa partire la registrazione di un video, si inquadra il volto e subito dopo il mio cazzo sparisce nella sua bocca. La mia erezione cresce dentro la sua bocca, ad ogni movimento Giulia sente qualcosa di sempre più grande. Non si ferma e continua col suo pompino perfetto mentre il video continua a riprenderla. Abbassa la spallina del vestito e le sue bellissime tette escono fuori muovendosi al ritmo dei suoi colpi di bocca. Continua per qualche secondo, poi sento per la prima e unica volta la sua voce. "Schizza".
Le afferro i capelli, e le regolo i movimenti e in pochi colpi vengo tra la sua bocca, la sua faccia e il vestito.
Si rialza, apre il rubinetto, si pulisce, afferra la borsa ed esce dal bagno. Senza un'ulteriore parola o nulla di più.
Io con calma mi risistemo e dopo qualche minuto esco anche io dal bagno. Mi avvio verso la macchina per riprendere il cammino verso il lavoro, e ci incrociamo nella galleria del centro commerciale. Non ci guardiamo, come non ci conoscessimo, come due perfetti estranei.
Salgo in macchina e leggo un messaggio: "La prossima volta mi martelli"
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