L'incidente d'auto
di
LG23cm
genere
dominazione
Se avete storie, trame, rimpianti o sogni non realizzati che vorreste vedere trasformati in parole, accennatemeli: li scriverò per voi.
Mi trovate su Telegram: LG23cm o via mail: lg23cm.racconti@gmail.com.
Questa storia é stata scritta a 4 mani con R.C.
Mesi fa feci un incidente in auto durante un viaggio di lavoro. La mia macchina venne completamente distrutta da un'altra auto con alla guida marito e moglie che non si fermò allo stop.
Era notte, nessun testimone, la coppia provò ad addossare la colpa a me, la moglie del guidatore, la signora Carolina, avvocato di professione, mi portó in tribunale.
Ma il mio avvocato fu molto bravo, riuscì a trovare dei video privati che mi scagionarono al 100%, e chiesi anche oltre al rimborso del danno, un ingente risarcimento.
Circa una settimana dopo, mi arrivò una mail che riportava quanto segue:
Oggetto: disponibilità per soluzione "amichevole".
Egregio Sig. Luca. Sono Carolina, la moglie del sig. XXXXXXX nonché suo avvocato. Le volevo fare le congratulazioni per la causa vinta. Sono qui a scrivere, umiliandomi, per chiederle di non andare oltre con la causa, le ripercussioni su mio marito sarebbero troppo grandi. Vorrei, se lei é d'accordo, incontrarla per discutere la questione in maniera "orale", so che lei é molto "duro" ma vorrei riuscire a "svuotarlo" dai suoi pensieri. Mi dica dove posso incontrarla, e come vuole che venga vestita per l'occasione. Spero di farla entrare in sintonia con me. Saluti
R.C.
Ne segue la mia risposta, secca e perentoria.
Gentile sig.ra Carolina, il danno é alto, e il fatto che abbiate provato a mettermela nel culo non facilità il raggiungimento di un accordo. La aspetto al parcheggio dell'Esselunga di Mantova domani alle 10. Sará perfetto l'abito che aveva in tribunale, ma sotto non si sforzi di indossare nulla.
Arrivo prima io, attendo una decina di minuti l’arrivo di Carolina. Poco dopo parcheggia e scende dall'auto. Intravedo nel suo volto ansia e tensione, avrá il cuore a mille, penso. Infatti Carolina sorride un pochino forzatamente mentre si avvicina e poi scosta lo sguardo su un ristorante li vicino mentre continua ad avvicinarsi .
Si é vestita come avevamo concordato, stivale alto, gonna corta, non porta le calze. Chissà se anche per l'intimo ha mantenuto le promesse. Sotto il cappotto semi-aperto si intravede una canottiera. Le proporzioni del suo fisico sono perfette.
L'aspetto in piedi fuori dall'auto "buonasera signora Carolina" e le apro la portiera "mi lasci il cappotto" se lo leva e si siede sul sedile del passeggero. Siamo entrambi tesi. Ma posso notare le sue tette nella canotta. Entrando chiede “Sig. Luca, per favore accenda il riscaldamento, sono solo in canotta come aveva chiesto”. Accendo il riscaldamento sorridendo nel notare il suo abbigliamento.
Parto "andiamo a cercare un posto un pò piu intimo, intanto chiacchieriamo un po".
Carolina annuisce, guarda il tappetino e dice sussurrando “mi dispiace tanto Sig. Luca per com’è andata”.
La tensione si abbassa in pochi minuti "iniziamo a parlare del danno che mi ha fatto" . Sono molto teso nei modi dicendo “non va per nulla bene Carolina quello che è successo”. E poi aggiungo “ma cosa pensavate?”.
Carolina con testa bassa e sguardo sommesso dice “pensavamo di vincere e avere i soldi per rifarci auto, ma non avevamo considerato alcuni dettagli importanti. In primis il suo avvocato, ma anche la sua decisione e scaltrezza”.
La guardo mentre son fermo al semaforo “la mia sclatrezza ci ha portati qui. E ora?”.
Carolina mi guarda ancora sommessamente, questa volta diretta, la lingua portata al bordo delle labbra, la voce lenta, bassa “E ora sonobqui signore per pagare per il nostro errore”.
Riparto veloce al verde e poco dopo trovo uno spazio isolato e le allungo una mano poco sopra al ginocchio. Carolina d'stinto apre leggermente le gambe, "Sono qui per rimediare al torto, come concordato" lascio scorrere la mano lungo la coscia fino ad arrivare alla sua figa, é tesa, ma si lascia andare, il mio dito scorre delicato. Lei dico "Vedo che ha mantenuto le promesse, non ha messo nulla" mentre Carolina visibilmente tesa, gli occhi un po' lucidi si irrigidisce sul sedile.
Evito di insistere, ma la tocca quanto basta per capire che ha mantenuto i patti.
“Sono sincero, io voglio che portano via l’auto a tuo marito, l’auto con cui lavora e con cui voleva fregarmi, pensando che mogliettina avvocatessa avrebbe vinto”
Carolina unisce la mani in preghiera, sembra quasi inginocchiarsi scendendo un po' con le gambe, si avvicina, con le mani giunte e le braccia che strongono il seno lasciando venire fuori dalla canotta la parte alta delle tette mi dice “la prego signore, la prego mi dia una possibilità, solo una”
La fisso, dalle gambe al viso passando per le tette su cui mi soffermo e a dico “secondo lei Carolina, cosa dovrei fare io sentiamo?”
Carolina mi fissa, poi dice “Esca e si sieda qui al sedile passeggero”. Intanto fa indietro il sedile al massimo. Mi siedo mentre vedo che lei si sistema davanti a me, in ginocchio e mi dice “La prego, mi lascia fare, la supplico”. La mano con il suo anello di fidanzamento e la fede si muove leggara sulla mia gamba mentre l’altro braccia lo schiaccia vicino il seno rendendolo evidente dalla canottiera.
Poi con l’altra mano inizia a slacciarmi. E tira giu i pantaloni.
Mi guarda mentre avvicina le labbra al mio cazzo. Da un bacetto e dice “ha vinto Signore, è stato molto bravo e scaltro, la prego accetti le mie scuse”. Adesso lecca il cazzo dalla base fino alla punta mi guarda e dice ancora “non sono più l’avvocatessa del suo rivale, ora sono semplicemente Carolina, la moglie del suo rivale e …decida lei cosa sono per lei”.
Cosi dicendo apre la bocca e inizia a succhiarlo lentamente
Scorre la bocca su e giù inumidendo bene il mio cazzo, mentre con la mano accompagna il movimento. Godo di questo momento. "Signora, sta riparando al torto in maniera esemplare, ma resto un gentiluomo"
No signor Luca, la voglio fare venire, é il minimo, poi fará di me ciò che vuole".
Il piacere é tanto, la visione é magnifica, non ci metto molto a venire. Carolina é brava, e al mio avviso non si scansa, e fa sparire ogni goccia.
"Mi permetta ora, si sieda" ci scambiamo posizione, e ripeto quel che lei faceva a me. Lei spinge il bacino in avanti mentre la mia lingua percorre la sua cavità. É li con le gambe aperte, gli stivali appoggiati sul cruscotto, la gonna arricciata in vita e la mia testa tra le sua gambe. Una mano percorre il suo corpo fino ad infilarsi sotto la maglietta. Continuo il mio lavoro delicato con la lingua, mentre due dita iniziano delicatamente l'esplorazione dell'interno ed iniziano a muoversi ritmicamente. "Non voglio venire cosi, lo voglio dentro" mi dice. "Do ut des" le rispondo io. E continuo quello che sto facendo. Lei si lascia andare, e si libera in un urlo soffocato.
Mi tiro su, e le nostre lingue si incrociano in un bacio appassionato.
"Aveva visto un ristorantino, andiamo a pranzo, continueremo dopo pranzo la discussione della nostra intesa".
Il pranzo prosegue in maniera piacevole, parliamo di quanto accaduto, dell'incidente, senza entrare nel dettaglio delle nostre vite private, e rimaniamo solo su temi lavorativi.
Usciamo e risaliamo in macchina, "Signora, per il bene di suo marito, dobbiamo concludere il nostro accordo".
"Capisco, beh a ragione. Mi lasci continuare da dove ho iniziato, ma stavolta le prometto un finale diverso".
Ci troviamo nella posizione della mattina, stesso posto appartato, stessa richiesta "Scenda e venga sul sedile del passeggero "Mi siedo e parte la stessa scena di prima, la sua bocca é di nuovo sul mio cazzo che é completamente eretto. Pochi colpi per inumidirlo, poi sale su di me, afferra il cazzo con la mano, e delicatamente si impala sopra di me, calandosi delicatamente. Scende piano, le fa male, ma poco alla volta arriva a farselo sparire completamente dentro di lei. Inizia a muoversi piano, un po gestendo dolore un po apprezzando il godimento. Le mie mani afferrano le sue chiappe e le danno il ritmo per muoversi su di me un dito gira attorno al buco di culo, stimolando il perineo. I suoi occhi sono sbarrati verso l'alto e godono sentendosi riempita "Mi scuso ancora signor Luca per quello che é successo" e intanto il bacino si muove su di me... “Sig. Luca, direi che sto gestendo “in solido” questa situazione non trova?”, la guardo aumentando le spinte verso l’alto e giocando con il dito dietro “non sei abituata a questa situazione vero Carolina?” , lei visibilemente compiaciuta sorride leggermente e sussurra “per nulla signore, molto duro e approfondito come trattamento”.
La faccio scendere e la giro in ginocchio sul sedile. Guardo il suo culo da dietro, la spingo a 90 e la mia bocca si fionda da dietro sulla sua figa e sul suo buco del culo. Lecco tutto. Poi mi alzo. Appoggio il mio cazzo sulla figa e spingo dentro delicatamente, non lo metto tutto e lei spinge il culo indietro per farlo sparire dentro di lei, la afferro per i fianchi e mi fermo un attimo e dico “Questo è perché volevate farla franca” e inizio con colpi secchi, Carolina geme di piacere tenendo le mani sul cruscotto, non posso non notare gli anelli all’anulare della mano sinistra.
La prendo per i capelli e dico “Carolina, sai che non mi basta?”
Lei con voce spazzata tra malizia e piacere dice “E cosa ancora vorrebbe Sig. Luca, non basta come mi sta trattando”.
Avvicino ancora la testa tirando per i capelli, entro col dito leggermento nel buchetto del sedere e dico “Incularti Carolina”.
Carolina apre un po' la bocca e dice a bassa voce “temo di non aver scelta”.
Le dico “tra una settimana qui, ci penso io al posto, per adesso, mi farò bastare questo.”
Continuo a scoparla a pecora sul sedile della macchina, mentre il mio pollice spinge e allarga il sul buco di culo. "Questo é quello che ti aspetta Carolina per salvare tuo marito, ma la prossima volta un dito non basterà".
"Tutto quello che vuole Luca per salvare mio marito". Il mio cazzo continua ad entrare e ad uscire dalla sua figa che é bagnatissima.
Mi fermo e esco da lei. "Non si fermi signor Luca, ho ancora tanto da farmi perdonare". Mi siedo sul sedile e Carolina si siede su di me mostrandomi la schiena, inizia ad alzarsi e a lasciarsi andare con foga sul mio cazzo. Una mano le afferra una tetta mentre l'altra le stimola il clitoride. La cosa la stimola molto, sento e vedo i suoi umori che colano sul mio cazzo. "Sto venendo signor Luca, le chiedo scusa" "Se continua Carolina vengo anche io io" "Mi riempia con il suo sperma signor Luca". Lei urla e gode e io a ruota la riempio del mio seme.
Si adagia su di me stanca, col mio cazzo colante ancora dentro.
"É stato soddisfacente signora Carolina, lo ammetto, é molto brava a cercare di rimediare, ma non credo che basti. Tra una settimana le dirò dove venire per la seconda parte del nostro compromesso". "Certo signor Luca, tutto quello che mi chiederà". Ci ricomponiamo per tornare alla macchina e salutarci fino alla settimana successiva.
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Mesi fa feci un incidente in auto durante un viaggio di lavoro. La mia macchina venne completamente distrutta da un'altra auto con alla guida marito e moglie che non si fermò allo stop.
Era notte, nessun testimone, la coppia provò ad addossare la colpa a me, la moglie del guidatore, la signora Carolina, avvocato di professione, mi portó in tribunale.
Ma il mio avvocato fu molto bravo, riuscì a trovare dei video privati che mi scagionarono al 100%, e chiesi anche oltre al rimborso del danno, un ingente risarcimento.
Circa una settimana dopo, mi arrivò una mail che riportava quanto segue:
Oggetto: disponibilità per soluzione "amichevole".
Egregio Sig. Luca. Sono Carolina, la moglie del sig. XXXXXXX nonché suo avvocato. Le volevo fare le congratulazioni per la causa vinta. Sono qui a scrivere, umiliandomi, per chiederle di non andare oltre con la causa, le ripercussioni su mio marito sarebbero troppo grandi. Vorrei, se lei é d'accordo, incontrarla per discutere la questione in maniera "orale", so che lei é molto "duro" ma vorrei riuscire a "svuotarlo" dai suoi pensieri. Mi dica dove posso incontrarla, e come vuole che venga vestita per l'occasione. Spero di farla entrare in sintonia con me. Saluti
R.C.
Ne segue la mia risposta, secca e perentoria.
Gentile sig.ra Carolina, il danno é alto, e il fatto che abbiate provato a mettermela nel culo non facilità il raggiungimento di un accordo. La aspetto al parcheggio dell'Esselunga di Mantova domani alle 10. Sará perfetto l'abito che aveva in tribunale, ma sotto non si sforzi di indossare nulla.
Arrivo prima io, attendo una decina di minuti l’arrivo di Carolina. Poco dopo parcheggia e scende dall'auto. Intravedo nel suo volto ansia e tensione, avrá il cuore a mille, penso. Infatti Carolina sorride un pochino forzatamente mentre si avvicina e poi scosta lo sguardo su un ristorante li vicino mentre continua ad avvicinarsi .
Si é vestita come avevamo concordato, stivale alto, gonna corta, non porta le calze. Chissà se anche per l'intimo ha mantenuto le promesse. Sotto il cappotto semi-aperto si intravede una canottiera. Le proporzioni del suo fisico sono perfette.
L'aspetto in piedi fuori dall'auto "buonasera signora Carolina" e le apro la portiera "mi lasci il cappotto" se lo leva e si siede sul sedile del passeggero. Siamo entrambi tesi. Ma posso notare le sue tette nella canotta. Entrando chiede “Sig. Luca, per favore accenda il riscaldamento, sono solo in canotta come aveva chiesto”. Accendo il riscaldamento sorridendo nel notare il suo abbigliamento.
Parto "andiamo a cercare un posto un pò piu intimo, intanto chiacchieriamo un po".
Carolina annuisce, guarda il tappetino e dice sussurrando “mi dispiace tanto Sig. Luca per com’è andata”.
La tensione si abbassa in pochi minuti "iniziamo a parlare del danno che mi ha fatto" . Sono molto teso nei modi dicendo “non va per nulla bene Carolina quello che è successo”. E poi aggiungo “ma cosa pensavate?”.
Carolina con testa bassa e sguardo sommesso dice “pensavamo di vincere e avere i soldi per rifarci auto, ma non avevamo considerato alcuni dettagli importanti. In primis il suo avvocato, ma anche la sua decisione e scaltrezza”.
La guardo mentre son fermo al semaforo “la mia sclatrezza ci ha portati qui. E ora?”.
Carolina mi guarda ancora sommessamente, questa volta diretta, la lingua portata al bordo delle labbra, la voce lenta, bassa “E ora sonobqui signore per pagare per il nostro errore”.
Riparto veloce al verde e poco dopo trovo uno spazio isolato e le allungo una mano poco sopra al ginocchio. Carolina d'stinto apre leggermente le gambe, "Sono qui per rimediare al torto, come concordato" lascio scorrere la mano lungo la coscia fino ad arrivare alla sua figa, é tesa, ma si lascia andare, il mio dito scorre delicato. Lei dico "Vedo che ha mantenuto le promesse, non ha messo nulla" mentre Carolina visibilmente tesa, gli occhi un po' lucidi si irrigidisce sul sedile.
Evito di insistere, ma la tocca quanto basta per capire che ha mantenuto i patti.
“Sono sincero, io voglio che portano via l’auto a tuo marito, l’auto con cui lavora e con cui voleva fregarmi, pensando che mogliettina avvocatessa avrebbe vinto”
Carolina unisce la mani in preghiera, sembra quasi inginocchiarsi scendendo un po' con le gambe, si avvicina, con le mani giunte e le braccia che strongono il seno lasciando venire fuori dalla canotta la parte alta delle tette mi dice “la prego signore, la prego mi dia una possibilità, solo una”
La fisso, dalle gambe al viso passando per le tette su cui mi soffermo e a dico “secondo lei Carolina, cosa dovrei fare io sentiamo?”
Carolina mi fissa, poi dice “Esca e si sieda qui al sedile passeggero”. Intanto fa indietro il sedile al massimo. Mi siedo mentre vedo che lei si sistema davanti a me, in ginocchio e mi dice “La prego, mi lascia fare, la supplico”. La mano con il suo anello di fidanzamento e la fede si muove leggara sulla mia gamba mentre l’altro braccia lo schiaccia vicino il seno rendendolo evidente dalla canottiera.
Poi con l’altra mano inizia a slacciarmi. E tira giu i pantaloni.
Mi guarda mentre avvicina le labbra al mio cazzo. Da un bacetto e dice “ha vinto Signore, è stato molto bravo e scaltro, la prego accetti le mie scuse”. Adesso lecca il cazzo dalla base fino alla punta mi guarda e dice ancora “non sono più l’avvocatessa del suo rivale, ora sono semplicemente Carolina, la moglie del suo rivale e …decida lei cosa sono per lei”.
Cosi dicendo apre la bocca e inizia a succhiarlo lentamente
Scorre la bocca su e giù inumidendo bene il mio cazzo, mentre con la mano accompagna il movimento. Godo di questo momento. "Signora, sta riparando al torto in maniera esemplare, ma resto un gentiluomo"
No signor Luca, la voglio fare venire, é il minimo, poi fará di me ciò che vuole".
Il piacere é tanto, la visione é magnifica, non ci metto molto a venire. Carolina é brava, e al mio avviso non si scansa, e fa sparire ogni goccia.
"Mi permetta ora, si sieda" ci scambiamo posizione, e ripeto quel che lei faceva a me. Lei spinge il bacino in avanti mentre la mia lingua percorre la sua cavità. É li con le gambe aperte, gli stivali appoggiati sul cruscotto, la gonna arricciata in vita e la mia testa tra le sua gambe. Una mano percorre il suo corpo fino ad infilarsi sotto la maglietta. Continuo il mio lavoro delicato con la lingua, mentre due dita iniziano delicatamente l'esplorazione dell'interno ed iniziano a muoversi ritmicamente. "Non voglio venire cosi, lo voglio dentro" mi dice. "Do ut des" le rispondo io. E continuo quello che sto facendo. Lei si lascia andare, e si libera in un urlo soffocato.
Mi tiro su, e le nostre lingue si incrociano in un bacio appassionato.
"Aveva visto un ristorantino, andiamo a pranzo, continueremo dopo pranzo la discussione della nostra intesa".
Il pranzo prosegue in maniera piacevole, parliamo di quanto accaduto, dell'incidente, senza entrare nel dettaglio delle nostre vite private, e rimaniamo solo su temi lavorativi.
Usciamo e risaliamo in macchina, "Signora, per il bene di suo marito, dobbiamo concludere il nostro accordo".
"Capisco, beh a ragione. Mi lasci continuare da dove ho iniziato, ma stavolta le prometto un finale diverso".
Ci troviamo nella posizione della mattina, stesso posto appartato, stessa richiesta "Scenda e venga sul sedile del passeggero "Mi siedo e parte la stessa scena di prima, la sua bocca é di nuovo sul mio cazzo che é completamente eretto. Pochi colpi per inumidirlo, poi sale su di me, afferra il cazzo con la mano, e delicatamente si impala sopra di me, calandosi delicatamente. Scende piano, le fa male, ma poco alla volta arriva a farselo sparire completamente dentro di lei. Inizia a muoversi piano, un po gestendo dolore un po apprezzando il godimento. Le mie mani afferrano le sue chiappe e le danno il ritmo per muoversi su di me un dito gira attorno al buco di culo, stimolando il perineo. I suoi occhi sono sbarrati verso l'alto e godono sentendosi riempita "Mi scuso ancora signor Luca per quello che é successo" e intanto il bacino si muove su di me... “Sig. Luca, direi che sto gestendo “in solido” questa situazione non trova?”, la guardo aumentando le spinte verso l’alto e giocando con il dito dietro “non sei abituata a questa situazione vero Carolina?” , lei visibilemente compiaciuta sorride leggermente e sussurra “per nulla signore, molto duro e approfondito come trattamento”.
La faccio scendere e la giro in ginocchio sul sedile. Guardo il suo culo da dietro, la spingo a 90 e la mia bocca si fionda da dietro sulla sua figa e sul suo buco del culo. Lecco tutto. Poi mi alzo. Appoggio il mio cazzo sulla figa e spingo dentro delicatamente, non lo metto tutto e lei spinge il culo indietro per farlo sparire dentro di lei, la afferro per i fianchi e mi fermo un attimo e dico “Questo è perché volevate farla franca” e inizio con colpi secchi, Carolina geme di piacere tenendo le mani sul cruscotto, non posso non notare gli anelli all’anulare della mano sinistra.
La prendo per i capelli e dico “Carolina, sai che non mi basta?”
Lei con voce spazzata tra malizia e piacere dice “E cosa ancora vorrebbe Sig. Luca, non basta come mi sta trattando”.
Avvicino ancora la testa tirando per i capelli, entro col dito leggermento nel buchetto del sedere e dico “Incularti Carolina”.
Carolina apre un po' la bocca e dice a bassa voce “temo di non aver scelta”.
Le dico “tra una settimana qui, ci penso io al posto, per adesso, mi farò bastare questo.”
Continuo a scoparla a pecora sul sedile della macchina, mentre il mio pollice spinge e allarga il sul buco di culo. "Questo é quello che ti aspetta Carolina per salvare tuo marito, ma la prossima volta un dito non basterà".
"Tutto quello che vuole Luca per salvare mio marito". Il mio cazzo continua ad entrare e ad uscire dalla sua figa che é bagnatissima.
Mi fermo e esco da lei. "Non si fermi signor Luca, ho ancora tanto da farmi perdonare". Mi siedo sul sedile e Carolina si siede su di me mostrandomi la schiena, inizia ad alzarsi e a lasciarsi andare con foga sul mio cazzo. Una mano le afferra una tetta mentre l'altra le stimola il clitoride. La cosa la stimola molto, sento e vedo i suoi umori che colano sul mio cazzo. "Sto venendo signor Luca, le chiedo scusa" "Se continua Carolina vengo anche io io" "Mi riempia con il suo sperma signor Luca". Lei urla e gode e io a ruota la riempio del mio seme.
Si adagia su di me stanca, col mio cazzo colante ancora dentro.
"É stato soddisfacente signora Carolina, lo ammetto, é molto brava a cercare di rimediare, ma non credo che basti. Tra una settimana le dirò dove venire per la seconda parte del nostro compromesso". "Certo signor Luca, tutto quello che mi chiederà". Ci ricomponiamo per tornare alla macchina e salutarci fino alla settimana successiva.
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