Scambio tra colleghe

di
genere
scambio di coppia


Questo é il mio primo racconto erotico, spero vi piaccia, e spero di scriverne molti ancora. Se avete qualsiasi tipo di suggerimento, proposta, scambio di idee e di pareri mi trovate su telegram: LG23cm o via mail a lg23cm.racconti@gmail.com
Sara lavora in uno studio odontoiatrico, mentre io, Luca, faccio il rappresentante di prodotti farmaceutici, e la sera é l'unico momento in cui ci ritroviamo insieme a casa a parlare del più e del meno, di come é andata la giornata, di quello che ci é successo durante il lavoro.
É un po' di tempo che mi racconta delle disavventure della sua collega Francesca, sposata con Marco, dove lei, a quel che dice é una super vogliosa e bramosa di sesso, lui oltre ad avere perso la libido, ha grossi problemi di eiaculazione precoce che non vuole ammettere, e quindi le poche volte che lo fanno lei ne esce sempre insoddisfatta e non sa più come uscirne. "Un po' il nostro contrario" le dico "dove io lo farei tutti i giorni e tu me la dai una volta al mese". "Si, amore, ma quando lo facciamo tu mi fai sempre godere, non c'è una volta che non sia venuta. Se tu vieni prima di me fai sempre in modo che io venga, per questo ti amo". La poca frequenza sessuale era spesso oggetto di discussione da parte nostra.
Conclusi la serata dicendo "Chissà se ci scambiassimo i partner, probabilmente io con una cosi mi stancherei di farlo tutti i giorni, mentre a te con uno cosi forse con un paio di volte dove ne esci insoddisfatta magari inizieresti ad apprezzarmi un po' di più". Lei mi rispose "ma chissà, magari organizziamo davvero" e si mise a ridere. Sara in realtà era molto attratta a livello estetico da Marco, me lo confessò più di una volta tempo addietro, e quell'idea che le avevo impiantato in testa, di poter fare sesso con lui, accese in lei una luce strana, un'idea folle.
Quella sera andammo a letto, sicuramente i pensieri di Sara erano in subbuglio, non riusciva a dormire, si immaginava di farsi scopare da Marco, e la mia idea lanciata li in aria stava prendendo più corpo nella sua mente. Io nel mio dormiveglia, sentii ad un tratto nel buio della camera, tirarmi giù gli slip, e il cazzo che si inumidiva da una lingua che ci scorreva sopra. Una cosa molto rara, Sara non amava fare i pompini, e non era solita prendere l'iniziativa. Ero sempre io che dovevo insistere, quasi pregare per poter avere un rapporto. Quella sera sembrava indemoniata, presa da pensieri e fantasticherie su quanto avevo proposto, si era eccitata a tal punto da lasciarsi andare come i primi tempi di passione. Aveva preso a leccare il mio cazzo, e a farselo sparire in bocca. Ci misi un istante per averlo eretto. "Adesso ti faccio vedere che anche io so essere vogliosa". Inizio a muovere la bocca su e giù e a farsi sparire il mio cazzo nella bocca, poi si fermava e passava la lingua dalle palle fino alla punta, con uno sputo me lo riempì di saliva e con la mano inumidita mi segava in sincrono con la bocca che faceva sparire il mio cazzo tra le sue labbra. Mi godetti un po' il momento, e assaporai le sensazioni che mi faceva provare. Poi la tirai su, e la baciai, le nostre lingue si incrociarono piene di saliva. Le sfilai la maglia che utilizzava come pigiama e la spinsi sul letto, le salii sopra e le baciai il collo per poi scendere sui seni che stringevo già tra le mani. Le girai attorno al capezzolo col la lingua, prima da una parte e poi dall'altro e continuai a scendere giù fino al suo ventre.
Le sfilai il perizoma e mi fiondai sulla sua figa sempre perfettamente depilata. La mia lingua iniziò a scorrere dal basso verso l'altro, passando attraverso le sue labbra, fino a fermarsi sul clitoride per poi ripartire nuovamente e riiniziare il suo percorso da giù a su. Era bagnatissima, non so a cosa stava pensando ma era da tempo che non la vedevo cosi eccitata. Due dita iniziarono a farsi spazio tra le sue labbra, e non ebbero difficoltà a farsi avanti tanto era bagnata. La mia lingua continuava a giocare col suo clitoride, mentre la mia mano inizio a muoversi a scoparla col medio e l'anulare accoppiati assieme. La sentivo gemere nel buio della stanza, senza vederla in volto. Inarcava il culo verso di me per avvicinarmi ancora di più la figa alla faccia e farmi leccare dove piaceva più a lei. "Fermo fermo, non voglio venire. Voglio che me lo metti dentro, voglio godere col tuo cazzo!".
Mi tirai su, le aprii le gambe e appoggiai il cazzo all'ingresso della sua figa. Iniziai a sfregarglielo tra le labbra senza farlo entrare, questa cosa la faceva uscire di testa. "Mettilo dentro ti prego". Esaudii il suo desiderio e lo lasciai scivolare dentro, sentii il suo calore che avvolgeva il mio cazzo. Iniziai a scoparla prima molto lentamente, facendolo entrare piano per poi sfilarlo completamente e rimetterlo di nuovo dentro con delicatezza. Poi iniziai ad aumentare il ritmo e a scoparla con colpi sempre più potenti. Mi sputai sul pollice, e mentre la scopavo, le continuavo a stimolare il clitoride con una mano, mentre con l'altra le stuzzicavo il capezzolo. Sara gemeva come non mai. "Fammi venire sopra" mi disse. Mi sdraiai e lei mi salì sopra, afferrò il cazzo con la mano, se lo appoggio sulla figa e si lasciò cadere su di me. Cominciò a scoparmi dimenandosi come una matta. Si buttò giù su di me lanciandomi la lingua in gola, mente col bacino si muoveva facendo scorrere il mio cazzo su e giù da dentro di lei. "Sto godendo, sto venendo" mi gridò. "Anch'io" le dissi. E sotto i suoi colpi e le sue urla di godimento, le venni dentro riempiendole la figa di sperma e insieme ci abbracciammo sdraiati. Soddisfatti ci addormentammo cosi, uno dentro l'altro.
Passò qualche giorno, una mattina uscendo di casa mi disse: "Stasera vengono a cena Marco e Francesca, ho preparato una sorpresa, Franci sa già tutto e siamo d'accordo, tu fidati di me" e mi schioccò un bacio sulla bocca ed uscì di casa. Stetti tutto il giorno a pensare a cosa quella frase potesse significare.
Tornai a casa la sera una volta finito il lavoro, e trovai già loro 3 intendi a chiacchierare con un bicchiere di vino in mano. Salutai Marco con la classica stretta di mano, un ragazzo non tanto alto, ma con un fisico scolpito dalla palestra, capelli rasati scuri e occhi azzurri. Poi salutai Francesca con un doppio bacio sulla guancia. A differenza di Sara che era molto magra e snella, con poco seno e un culo atletico, Francesca era un po' più formosa, con una seno abbondante, forse una quarta e un culo un po' più massiccio, ma comunque tonico.
Ci sedemmo a tavola, e notai che l'argomento fu volutamente portato sia da Sara che da Francesca sul tema sessuale, raccontando anche in maniera spinta o storie passate (non ho ancora capito se vere o inventate volutamente per l'occasione) o desideri nascosti. Il vino che le due si continuavano a versare, e continuavano a farci bere con brindisi a qualsiasi cosa, le aiutava ad aumentare i dettagli piccanti dei loro racconti, per fare crescere anche in noi l'eccitazione.
Finita la cena ci spostammo in salotto, Francesca e Marco sul divano e io sulla poltrona con Sara seduta sulle mie gambe. Continuò per un po' il dialogo che c'era stato a tavola, con i loro racconti perversi. Poi Sara disse  a voce alta "Con tutti questi racconti m'è venuta voglia". "Anche a me" disse Francesca. Le due si guardarono con tono di intesa, come per dare il via alla loro parte del piano. Sara si girò verso di me e mi bacio con passione buttandomi la lingua in bocca e girandola vorticosamente dentro di me, non lasciandomi il tempo di fiatare mi appoggio una mano sopra i pantaloni, iniziando a sfregare con una mano sopra al mio cazzo, che in un attimo riempì il vuoto delle mie mutande. Lanciai un occhio al divano e Francesca stava facendo la stessa cosa a Marco, e le aveva già tirato fuori il cazzo dai pantaloni e lo stava segando.
"Che sta succedendo?" dissi io. "Fidati e lasciaci fare" mi disse Sara. Si inginocchio davanti alla poltrona, mi tirò giù i pantaloni e cominciò a succhiarmi il cazzo. Si lascio cadere un po di saliva sulla mano e mi bagnò tutta la base del membro, mentre mi spompinava con la bocca e muoveva le mani allo stesso ritmo. Francesca stava facendo la stessa cosa a Marco. La cosa durò pochi secondi e le due si alzarono in piedi. Noi due sdraiati in salotto coi pantaloni abbassati e il cazzo duro di fuori, e loro in piedi in mezzo alla sala davanti a noi.
Francesca prese il vestito di Sara e lo tirò verso l'altro, lasciandola in perizoma e reggiseno. Sara fece lo stesso con Francesca. Si levarono a vicenda prima reggiseno e poi perizoma, rimanendo entrambe nude davanti a noi che non riuscivamo a dire una parola, e stavamo in silenzio a goderci quel che stava succedendo.
Marco cominciò a fissarle entrambe, con una mano si segava il cazzo. Sebbene fosse probabilmente più bello di me, il suo cazzo non era minimamente paragonabile al mio in quanto a dimensioni, e per me questa era un po' una rivincita personale.
Sara era li che mi guardava sorridente, mentre Francesca guardava Marco. "Andiamo?" disse Sara a Francesca. "Andiamo" disse lei. Diversamente da quanto mi aspettassi, vidi Francesca venire verso di me e Sara che andava verso Marco.
Francesca si inginocchio davanti a me e continuò quel che stava facendo prima Sara, prima guardò il mio cazzo ammirandolo, non aveva mai visto un cazzo cosi grosso, e da quel che ho intuito, erano anni che ormai si accontentava di quel poco che aveva. Si fiondò avidamente su di lui riempiendosi la bocca, voleva sorprendermi cercando di farselo sparire tutto in bocca ma non ci riuscì. "Come cazzo è grosso" mi disse a voce bassa "Devo averlo". Si alzò in piedi, si girò dandomi la schiena, e appoggiandosi a me, si calò letteralmente sul mio cazzo, facendolo entrare dentro la sua figa. Fece un urlo misto tra dolore  e piacere. Dall'altra parte della stanza vedevo Sara a gambe aperte che si stava facendo leccare la figa da Marco, mentre aveva gli occhi fissi su di me. La cosa mi eccito non poco, Francesca stava rimbalzando sul mio cazzo che era più duro che mai. Mi bagnai due dita e le portai una mano sul clitoride che le massaggiavo andando al ritmo dei suoi colpi. Questa cosa deve averla fatta impazzire. Gemeva e godeva ad alta voce rendendo ancora più erotica la stanza.
La spinsi via e la misi a pecora sulla poltrona, mi misi dietro di lei e cominciai a scoparla da dietro mentre con una mano continuavo a stimolarle il clitoride, e l'altra le afferravo le enormi tette che penzolavano dalla sua posizione a pecora. La scopavo con forza e lei godeva sotto ogni mio colpo. Mi staccai e mi sdraiai in terra sul tappeto. Vidi Sara che stava per salire a cavalcioni sopra Marco e stava per infilarsi dentro il suo cazzo per la prima volta. A lei piaceva stare sopra e dominare la situazione. Francesca fece lo stesso e venne sopra di me e cominciò a cavalcarmi godendo come non mai.
Con la coda dell'occhio vidi Sara che scendeva da Marco, e vidi lui andare verso il bagno. Francesca continuava a scoparmi non curante di tutto. Vidi Sara che si avvicinava a me, all'orecchio mi disse "Avevi ragione tu, ma adesso fammi venire". Si sedette con la sua figa sulla mia faccia che iniziai a leccare avidamente. Sara e Francesca erano una davanti a me che si guardavano, Francesca stava venendo e anche Sara venne sotto i colpi della mia lingua.
"Vengo" gridai anche io. Francesca si sfilò dal mio cazzo e Sara ci si fiondò sopra per riempirsi la bocca del mio sperma.
Esausti rimanemmo sdraiati sul tappeto. Anche Marco si sedette li vicino a noi. Tutti insieme scoppiammo in una risata forse isterica, forse liberatoria. Ci rivestimmo con un certo imbarazzo generale, ma facendo finta che quello che avessimo appena fatto fosse stata una cosa normale. Alla fine salutammo Marco e Francesca che andarono via ritornando verso casa.
Sara mi disse "Avevi ragione tu, nessuno mi scopa come te, e tu hai diritto di essere soddisfatto molto di più di quel che ho fatto fin'ora". Da allora il nostro rapporto migliorò decisamente. Mentre si raffreddò molto il rapporto tra Sara e Francesca. Francesca non venne più invitata a casa nostra da Sara, ma aumentarono i contatti tra me e Francesca che, di nascosto, mi mandava spesso dei messaggi, ma questa è un'altra storia.


di
scritto il
2025-11-29
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