Il primo threesome di Susanna e Marco
di
MaBo
genere
trio
Marco e Susanna erano stati a festeggiare la nascita del primo figlio di una coppia di amici.
Era stato un aperitivo tra vecchi ricordi, risate per le prime esperienze da genitori della coppia e un discreto consumo di alcolici.
Susanna non era abituata a bere e i due calici di rosso cominciavano a farsi sentire e le risate immotivate e le vampate di calore erano diventate sempre più frequenti.
Poco male però perché dopo quasi due ore di chiacchiere era ora di lasciare la compagnia. Tutti di lì a poco se ne sarebbero andati, ma
Susanna e Marco se ne andarono un po’ prima
degli altri perche quella sera avevano una cena in un ristorante di recente apertura nel quale Susanna aveva prenotato dopo il suggerimento di alcune amiche.
I due si indirizzarono verso il centro di Milano dove era situato il locale, ma ad un certo punto la spia del carburante si accese e Marco preferì fermarsi al primo distributore utile. Era un uomo molto rigido e Susanna sapeva che non avrebbe aspettato nemmeno il post cena per fare benzina.
Scese dalla macchina e iniziò a fare il pieno. Nel frattempo estrasse il cellulare per ingannare l’attesa, ma non fece in tempo di aprire un sito di news che un Whatsapp della moglie lo interruppe. Aprì e c’era scritto: “Non trovo più le mutande 😉…”.
Guardo dentro la macchina sorridendo e le
fece uno sguardo come a dire: “Che stai dicendo?”. La moglie apri le braccia come
a dirgli “Esattamente quello che ti ho scritto”, ma non andò oltre e aspettò che il marito risalisse in macchina.
Una volta risalito lei si rivolse a lui dicendo:”Cosa non hai capito? Ti ho detto che non trovo più le mutandine..” e alzò leggermente la gonna di quel tubino nero che le stava a pennello. Fu così che il marito intravide la coscia nuda e capì che la moglie era senza slip.
Le sorrise compiaciuto e mentre cercava la giacca per rimettere via il portafoglio le chiese il motivo di quella “provocazione”.
Lei strinse i denti sul labbro inferiore, alzo gli occhi poi ammiccò e disse: “Sarà L’alcool ma stasera mi va così..”.
Il marito fece in tempo a rispondere che mentre riponeva nella tasca il portafoglio sentì qualcosa di strano, ma che riconobbe subito: erano gli slip della moglie.
La situazione lo eccitò subito e anche la moglie noto il pene barzotto tra i pantaloni e lo apostrofò: “Ti piace quando la tua mogliettina fa la puttanella vero porcone?”. Il tutto afferrando il pene per la mano e stringendolo con vigore. Come poteva reagire quel poveretto se non allungando anche lui la mano in mezzo alle gambe della moglie? Ma lei non era d’accordo e prontamente spinse via la mano del marito. Nella sua mente prima di concedersi all’uomo che amava voleva sadicamente farlo soffrire e quello sarebbe stato solo l’inizio di una lunga serata di provocazioni.
L’uomo potè solo acconsentire rassegnato e per il momento tornó a concentrarsi nella guida, ma il suo occhio non poteva fare a meno di scrutare la moglie che continuava a premere la mano su quel tubino proprio lì sopra la vagina. Non si stava masturbando, ma era chiaro che quello sfregamento le portasse un gran piacere. Il marito guidò così per quasi 20 minuti finché i due non arrivarono al ristorante.
Lui scese rapidamente dalla macchina dimenticandosi per un attimo che l’uscita della moglie poteva essere invece per così dire un po’ più problematica. Appena si ricordò del dettaglio intimo posò lo sguardo imbarazzato sulla moglie che invece disinibita scese dalla macchina senza porre la minima attenzione a non far scoprire quel suo “outfit”.
In quel momento probabilmente nessuno si accorse del dettaglio, ma l’eccitamento che provò Susanna nel fare qualcosa di proibito non fece altro che aumentare la sua voglia di trasgressione. Anche il marito non si poteva dire che a suo modo non apprezzasse quella situazione: in lui era un misto di irrigidimento nel pensare che qualcuno potesse scorgere le
nudità della moglie ed eccitazione nel vivere l’adrenalina e la passione del momento.
I due una volta dentro furono accolti da due giovani camerieri, un uomo e una donna, e accompagnati al tavolo. Nel locale, non troppo grande, ci saranno state altre venti persone al massimo.
Appena seduta Susanna si alzò rapidamente dal tavolo e sorridendo disse al marito che doveva andare in bagno. Lui aveva già capito che qualcosa di lì a poco sarebbe successo, rimandava da capire cosa.
Agitato si mise a guardarsi intorno e scorgere gli sguardi degli altri commensali. D’un tratto però fu il cellulare a destare la sua attenzione: era arrivato un messaggio. Non un messaggio qualsiasi. Era uno foto della moglie in bagno, più precisamente della sua vagina, aperta, che la donna stava toccando. Un filo degli umori e dei liquidi della vagina la collegava al dito della moglie. Il messaggio scritto diceva “Guarda come sono bagnata”.
Marco si precipitò ad uscire dal messaggio prima che qualcuno potesse scorgere la foto, ma allo stesso tempo il suo desiderio cresceva e prima che la donna tornasse un altro sguardo a quella foto lo diede. Se fosse stato a casa sicuramente su quella foto ci avrebbe “lavorato” parecchio, ora non poteva ma la sua testa fantasticava e il suo pisello cercava spazio tra i boxer.
Nel frattempo, sempre con quel sorriso irriverente, Susanna tornò al tavolo, e come
nulla fosse chiese al marito se aveva visto qualcosa di buono sul menù. Lui scuotendo la testa sorrise come a dire che non aveva fatto in tempo.
A Marco sembrava che la moglie si fosse abbassata anche la scollatura di quel abito nero, ma non glielo chiese neppure. Forse era così o forse era l’eccitazione che lo pervadeva che gli faceva vedere anche quello che non era. Certo quel décolleté non era passato inosservato all’interno del locale: sia la cameriera, sia un commensale che sedeva da solo al tavolo erano rimasti colpiti da quella terza abbondante che riempiva perfettamente il vestito della donna. Di lì a poco probabilmente non sarebbero stati gli unici ad accorgersi del seno della ragazza.
Fu proprio la cameriera ad avvicinarsi al tavolo per raccogliere le ordinazioni. Lei aveva capito bene, e più di tutte le altre persone in sala, che Susanna era particolarmente “Allegra”. Proprio per questo Elisa, la cameriera, che era una giovane ragazza maliziosa e atratta dalle donne non mancò durante la serata nell’ammiccare a Susanna e nel lanciare qualche frecciatina. Il tutto comunque mantenendo la discrezione che si addiceva al locale. Lo stesso Luigi, il cameriere, che era ben più esperto e rigido della collega se si fosse accorto di certi atteggiamenti di Elisa l’avrebbe certamente richiamata a contenersi. Figuriamoci se fosse andata oltre.
La cena andò avanti sino al dessert senza troppi eccessi di Susanna. Certo, mentre il marito alle frecciatine della cameriera rispondeva con timidezza e quasi arrossendo, la moglie non esitò a rendere pepato ogni abboccamento della cameriera.
Ma dopo una serata andata tutto sommato tranquilla (rispetto alle premesse iniziali) , un’esplosione era pronta a rompere la quiete.
Ormai in sala rimanevano due tavoli occupati: quello di Marco e Susanna ed il tavolo appena a fianco, occupato da un’altra giovane coppia. Era una coppia molto diversa da Marco e Susanna, erano dei classici nerd: lui goffo con una maglietta di un cartone animato, gli occhiali spessi e una sorta di riporto a mascherare i pochi capelli che c’erano. Lei, più sicura di sé, ma acida e impettita, con un futuro da suora che poteva ancora essere possibile.
A Susanna non sembró vero quello che successe. Fu una decisione che prese in neanche un secondo.
I due si stavano alzando per andare a pagare ma a lui cadde lo scontrino per terra, si chinò a prenderlo proprio davanti a Susanna e quando alzò la testa vide davanti a se la figa aperta della ragazza. Si era alzata la gonna ed aveva spalancato le gambe davanti al poveretto o per meglio dire il fortunato. Il ragazzo restò lì impietrito per qualche secondo, senza che la sua fidanzata se ne accorse, ad ammirare quello spettacolo.
Susanna gli sorrideva maliziosa e per aggiungere ulteriore pepe con due dita teneva bene aperte le labbra della vagina in modo che il ragazzo la vedesse per bene. Era bagnata da una sera passata a fantasticare a stuzzicarsi con la cameriera e soprattutto a provocare il marito. Il ragazzo analizzò in pochi secondi centimetro per centimetro quella figa: era curata ma pelosa con un pelo nero intriso dagli umori e dai liquidi che tutto quell’eccitamento aveva provocato. Il ragazzo sapeva che un occasione così nella sua vita non gli sarebbe mai più capitata e perciò se la godette finché poté. Al richiamo della fidanzata “Hai trovato?” si rialzò immediatamente e rispose con un timido “Si si certo, eccomi, andiamo..”.
Susanna chiuse quindi le gambe, riabbassò la gonna, si sfregò la lingua sulle labbra e donò al ragazzo un ultimo sorriso. Il tutto notando che poco era bastato per rendere il cazzo del ragazzo barzotto.
In tutto questo Marco non poté altro che fare anche lui da spettatore, non riuscì a richiamare la fidanzata, ma alla fine questa cosa non gli aveva poi dato così fastidio. Il ragazzo era innocuo e la situazione cominciava più ad eccitarlo che ad imbarazzarlo.
Quando la coppia di nerd lasciò il locale Susanna e Marco erano rimasti i soli clienti nel ristorante. Fu così che, con gentilezza, il cameriere si avvicinò alla coppia e fece loro capire che stavano per chiudere. Fu Elisa a portare il conto al tavolo e quando Marco lo aprì oltre allo scontrino trovò una chiave e un bigliettino con scritto: “Dalle provocazioni è ora di passare ai fatti: tra 20 minuti posso essere con voi. Se lo vorrete, andate sul retro del locale, c’è una porta di un abitazione che potete aprire con questa chiave. Se non troverò questa chiave al momento del saldo del conto capirò che posso raggiungervi”.
Marco passò subito il biglietto a Susanna che una volta letto scoppio a ridere e guardò Marco. Era una risata isterica però. Dopo aver provocato per tutta la sera non se lo aspettava di essere sollecitata in quel modo.
La coppia era sicuramente abbastanza aperta a livello sessuale ma mai avevano provato un esperienza a tre, quindi la risposta non era scontata.
L’inesperienza era sicuramente il “Fattore contro”, mentre il vino in corpo, l’eccitamento e il fascino della cameriera i “Fattori pro”.
Susanna non aveva mai provato alcuna esperienza lesbo, ma immaginava che del sesso con una donna poteva essere un’esperienza nuova e appagante, in maniera diversa. Un’altra donna avrebbe saputo meglio di qualsiasi uomo quali corde toccare.
Marco invece di sicuro apprezzava maggiormente la bellezza matura della moglie ma non disdegnava, per antitesi, neppure la bellezza più acerba e fresca della ragazza.
La coppia parlò per qualche minuti e molti pensieri passarono per la loro testa ma poi pensarono che una serata nata pazza doveva finire pazza. Fu così che Marco si infilò quelle chiavi in tasca e assieme alla moglie andò in cassa a pagare. Il conto lo fece il cameriere, ma Elisa era sempre lì dietro di lui. La coppia sorrise alla ragazza, che contraccambiò, ed uscì.
Girarono quindi l’angolo, come indicato nel biglietto, e trovarono subito la porta citata.
Entrarono e si ritrovarono in un miniappartamento che probabilmente la
ragazza e i suoi colleghi usavano le sere in cui facevano tardi. C’era l’essenziale per dormire (un letto) e per una prima colazione (cucinino, tavolo e sedie).
I due sapevano che avrebbero dovuto attendere qualche minuto, il tempo che la ragazza aiutasse a chiudere il locale. La tensione dei due saliva, ma sempre di pari passo con l’eccitamento. Per ingannare l’attesa e calmare i bollenti spiriti (o forse infiammarli ancora di più) i due iniziarono a baciarsi, fino a finire sul letto con le mani che si sfioravano in quei corpi ancora vestiti.
Tutto si interruppe quando un’altra chiave girò nella serratura e la porta si aprì. L’interruzione fu brusca e per qualche secondo il cuore dei due si bloccò completamente.
I due non videro davanti agli occhi chi erano certo di ritrovarsi, bensì Luigi. Egli entrò in punta di piedi, quasi fosse lui l’ospite in quella casa. Sapeva di aver stupito i ragazzi e quindi non perse tempo e chiese subito ai ragazzi: “Vi aspettavate la mia collega? Lei è troppo giovane. Al di là degli ammiccamenti non avrebbe mai preso l’iniziativa. Io invece mi sono limitato ad osservare tutto con distacco per poi sferrare il colpo finale”. Sapeva anche lui che non era la situazione che i due avevano immaginato e per questo li rassicurò dicendo che se non avessero voluto rimanere lì avrebbe capito e tutto sarebbe finito con una stretta di mano.
Susanna e Marco erano sicuramente colpiti, quasi sconvolti. Parlarono nel letto per capire cosa fare. I dubbi erano mille. Fu Marco a prendere in mano la situazione e disse alla moglie che valeva la pena provare, secondo lui, e se poi iniziando la cosa non fosse piaciuta l’avrebbero potuta interrompere.
Durante la cena la moglie aveva prestato tutta l’attenzione ad Elisa e lo sguardo aveva incrociato poche volte quello di Luigi.
In quei pochi secondi assieme in camera lo aveva di fatto visto meglio che durante l’intera cena. Era un uomo probabilmente più vecchio di qualche anno rispetto al marito, leggermente più basso, ma più muscoloso. Era curato e di aspetto gradevole, non certo un belloccio, ma come pensò Susanna “Scopabile”.
La donna si lasciò allora guidare dal marito e con un cenno di assenso con la testa diede l’ok a procedere.
Era abbastanza convinta di quello che stava per fare, ma la sorpresa nel vedere chi non si aspettava aveva un po’ frenato l’eccitamento. Non si sentiva più bagnata come prima, per cui sapeva che il percorso per rieccitasti ripartiva quasi da zero, ma non era certo un problema.
Luigi si avvicinò quindi al letto in cui i due erano messo in ginocchio uno in fronte all’altro. Marco non aspettó l’arrivo di Luigi ed inizió a baciare la moglie tenendole una mano tra i lunghi capelli castani e l’altra sul culo. Luigi si mise anche lui in ginocchio sul letto, ma da dietro a Susanna. Con delicatezza iniziò a baciarla sul collo e con una mano a sfiorarle il collo stesso fino ad abbassarsi lentamente verso il seno. Inserì la mano nel reggiseno di pizzo nero e arrivo dritto al capezzolo che iniziò a stimolare con la mano umida di saliva. Pian piano avvolse l’intero seno, lo palpeggiò talmente a lungo che se lo poteva immaginare senza neanche ancora averlo visto.
Nel frattempo Marco aveva sollevato completamente la gonna del vestitino e avvolgeva completamente il culo della moglie con la mano. Il tutto senza mai smettere di baciarla.
Susanna iniziava a provare forte piacere, ma non riusciva ancora a proferire parola.
Tra le labbra sentiva scorrere liquidi vaginali, tanto che anche il vestitino si era bagnato.
Se la sua vagina era così sollecitata, non lo erano di meno i peni dei due uomini, in tiro già da tempo. Uno si appoggiava al sedere di lei e uno alla sua vagina.
Dopo alcuni minuti di sostanziale passività della donna, essa, d’un tratto riuscì a farsi figura attiva nel trio e slacció i pantaloni del marito, abbassó i boxer e prese tra le mani quel cazzo che ben conosceva.
Non riusciva ancora a coinvolgere attivamente quella persona che pur le stava palpando il seno e baciando sul collo, ma che infondo aveva visto per la prima volta da solo qualche ora.
Così inizialmente si concentrò sul pene del marito che iniziò a masturbare con vigore. Era un cazzo di medie dimensioni che lei sapeva esattamente come sollecitare.
Il marito colse l’attimo per togliere il vestito della moglie. Susanna alzò le braccia, nel movimento naturale per sfilare il vestito si intravvide anche un messaggio di resa (accondiscendente e piacevole, ovviamente): “Fate di me quello che volete”.
Luigi da dietro notò subito quel bel culo che fino ad allora aveva pressato col suo pene: era bello tondo, non palestrato ma comunque in forma e molto sensuale. In quello stesso momento accantonò i modi delicati che aveva sin lì avuto e strappò, nel vero senso della parola, il reggiseno. Era un reggiseno nero un pizzo, in abbinata con quelle mutandine che ormai da un po’ non indossava. Il gancetto era sulla parte davanti, si ruppe e lasciò in un attimo Susanna nuda in tutta la sua bellezza davanti ai due uomini: ogni sua curva sembrava disegnata da un artista. Un artista che con il suo pennello sapeva come donare sensualità ad ogni centimetro di pelle, così come un pilota sa perfettamente disegnare le traiettorie delle curve di un circuito.
Proprio mentre era nuda Susanna notò davanti a se uno specchio ed essa stessa si ammirò in tutta la sua bellezza. Fu in quel momento che riacquistò una certa sicurezza in sè che l’arrivo di Luigi le aveva tolto. Più tardi capirà meglio cosa fosse quella sensazione e quali corde andava a toccare.
Tale sicurezza fece si che per la prima volta in quel letto Susanna torno protagonista della situazione: trascinò davanti a se tirandolo per i pantaloni anche Luigi ed estrasse il suo pisello dalla zip dei pantaloni e lo prese in mano. Era più piccolo di quello del marito ma decisamente grosso. In quel momento però la donna non stette troppo a guardarlo e iniziò a masturbare anche lui.
Non aveva mai avuto tra le mani due cazzi contemporaneamente, ma le piaceva. Le sembrava di tenerli al guinzaglio. Sì i due cazzi le sembravano due guinzagli e i due uomini erano come cani che le sbavavano addosso.
Era eccitata, molto eccitata. La figa grondava di liquidi e in maniera alternata i due uomini la sollecitavano con le mani: facevano pressione, stimolavano il clitoride e la masturbavano.
Solo il marito però la baciava. Luigi aveva provato a sfiorare le sue labbra, ma Susanna lo respinse. Era disposta a tutto, ma il bacio lo vedeva come una cosa troppo personale, il bacio lo riservava solo all’uomo che amava. Il sesso invece era disposta a donarlo ad entrambi.
“La temperatura” si alzò sempre più. Anche i due uomini poco alla volta si spogliarono completamente e Susanna iniziò a praticare del sesso orale al marito. Partì leccando la cappella, già abbondantemente bagnata, e poi continuò spompinando l’intero pisello. In tutto questo lo sguardo della donna era fisso sugli occhi del marito. Amava vederlo assuefatto dal piacere. Il piacere che provava lui era indirettamente piacere per lei.
In questo caso però il piacere era anche dato dal fatto che mentre spompinava il marito da dietro Luigi le stava leccando la figa e il culo. La donna infatti si era messa con il culo all’aria e il cameriere non aveva potuto resistere dall’andare dietro alla donna. Saliva dell’uomo e umori della donna erano un tutt’uno. Da tanto tempo l’uomo non ammirava una vagina non completamente depilata. Era il look che preferiva per la vagina, amava quel gusto un po’ retrò. Quella leccata se la gustò tutta, tanto che non seppe resistere a masturbarsi nel frattempo.
Fu proprio in questa situazione che spostando lo sguardo verso l’unica finestra della stanza, Susanna notó che alla finestra c’era Elisa, la cameriera. Probabilmente Luigi le aveva rivelato cosa sarebbe andato a fare o semplicemente lo aveva capito da sola (l’uomo non era nuovo ad usare quel pied-à-terre con delle clienti), di certo lei non aveva resistito all’opportunità di spiare quella donna che tanto l’aveva intrigata durante la cena.
Susanna non respinse la ragazza, non la turbava il fatto di essere osservata, anzi.
Lo specchio, la donna alla finestra, i due uomini: Susanna si trovava al centro della scena. Osservata da tutti. Desiderata da tutti. Dai suoi stessi occhi che più volte finivano sullo specchio per ammirarsi.
Aveva scoperto quella sera di amare particolarmente essere osservata. Fino ad allora l’esperienza più forte di voyeurismo era stata in una spiaggia naturista dove però, forse per la giovane età, non aveva vissuto appieno quella sensazione di libertà e voglia di essere al centro dell’attenzione.
Fu il marito ad interrompere la pratica sessuale in atto. Non ce la faceva più, di lì a poco sarebbe venuto, ma era presto.
La moglie si ritrovò quindi eretta sulle ginocchia. Come all’inizio ma ora i tre corpo erano nudi e il marito si trovava alle spalle, mentre Luigi era davanti.
Iniziò così una danza fatta di sfregamenti dei due sul corpo della donna, gli umori degli uni si mischiavano a quelli degli altri.
In questa fase la donna tornò ad essere passiva e “subire” le azioni dei due uomini.
L’intreccio di corpi proseguì per parecchio minuti, la naturalezza con cui tutto si sviluppò faceva pensare che i tre si conoscessero da una vita. Lei che nella vita quotidiana avrebbe provato fastidio ad essere sfiorata sull’autobus da uno sconosciuto, in questa situazione si era lasciata completamente andare in un vortice di umori, odori e liquidi corporei.
Dopo essere stata leccata, sfregata, sditalinata, la figa della donna era pronta per essere penetrata, lo chiedeva. Lo chiedevano le sue labbra ormai apertissime a ricevere un cazzo dopo l’altro.
In mezzo al pelo e colante dalle labbra c’era tutta la voglia che la donna aveva accumulato in quella serata di puro eccitamento.
Iniziò a penetrarla il marito, mentre inizialmente Luigi stava a guardare, quasi a riprendere un po’ di energie. Anche se dei tre Luigi era l’unico non nuovo ad un ménage a troi, lo stesso era fisicamente e mentalmente provato. E il merito era tutto dell’inesperta Susanna.
Proprio quella donna che non aspettó molto ad attirare l’attenzione dell’uomo con uno sguardo voglioso per richiamarlo a lei. Il cazzo era ancora duro e lei lo afferrò sicura e se lo mise in bocca mentre il marito tenendola per i fianchi la penetrava con vigore a pecorina.
Il marito mentre la scopava ammirava così quel culo bel culo che non mancava di lodare ad ogni occasione, ne era fisicamente dipendente.
La donna provava un gran piacere ma quasi non sentiva più quel cazzo che la penetrava tanto era bagnata e aperta ormai la sua vagina.
Fu proprio in quei momenti, che per un attimo, ma fu solo un flash nella sua testa la donna si domandò: “Ma cosa sto facendo? In che situazione mi sono messa?”. Quel pensiero fu presto rimosso e forse il tutto fu agevolato da il gesto che compì Marco: infilò prima un dito e poi due nel culo della donna e cominció a masturbarla. La sensazione per la donna fu strana: all’iniziale fitta di dolore seguì velocemente un intenso aumento di piacere. Le dita salivano e scendevano con facilità grazie agli abbondanti liquidi corporei che bagnavano la zona.
La donna si trovava quindi a ricevere e dare un triplo piacere.
Come aveva fatto prima guidó un’altra volta lei le danze: sfiló il cazzo che aveva in figa e quello che aveva in bocca. Il primo lo portó dritto in culo e il secondo sostituì l’altro in vagina. I tre andarono avanti per altri cinque minuti con questa doppia penetrazione. Per i due uomini fu durissimo resistere e non venire.
Era un gioco che si giocava in un equilibrio perfetto tra dominio e sottomissione e questo la eccitava enormemente.
Passava dal godere nell’essere posseduta e penetrata da due uomini restando inerme nel ricevere tutto il piacere, al essere padrona della situazione ed avere due uomini ai suoi piedi che avrebbero fatto di tutto per lei. Sapeva che non tutte le donne avrebbero saputo gestire una situazione del genere, si sentiva forte e sicura. Donna.
Il letto si era trasformato in un incendio di piacere. Marco stava per venire: il culo della moglie per quanto aperto e lubrificato era molto più stimolante della vagina per ovvia conformazione fisica.
Luigi era anch’esso lì lì per concludere. Quasi più stimolato mentalmente che fisicamente: aveva davanti ai suoi occhi il viso di Susanna. Una donna conosciuta quella sera, ma guardandola dritta negli occhi sembrava a lui di conoscerla da una vita. Ciò perché in essi lèggeva tutto l’eccitamento della donna. Dopo averla spogliata fisicamente, sentiva di averla denudata anche nei sentimenti.
Infine Susanna: se non si fosse lasciata guidare dal piacere a prevalere probabilmente sarebbe stato il dolore. Il pene di Luigi infatti era molto grosso e aveva sollecitato molto la sua figa in fiamme. E il culo, vabbè il culo di per sé non era abituato ad essere penetrato.
Ma ora nella testa della donna non c’era spazio per realizzare tutto, c’era spazio solo per godere.
Il picco del piacere fu toccato per primo proprio da Susanna che venne che aveva ancora in due cazzi dentro di sé.
Non furono però i due uomini gli artefici della detonazione di piacere, ma Elisa la ragazza alla finestra. Sì perché la ragazza si trovava ancora lì a spiare i tre e Susanna si era accorta come la ragazza si stesse masturbando guardandoli e quando si accorse che Elisa stava venendo, le due ragazze non staccarono gli occhi l’una dall’altra. C’era il vetro di una finestra tra di loro, ma in quel momento sembrava ci fosse uno specchio: l’una si rivedeva nell’altra e l’orgasmo per entrambe arrivò simultaneamente. Si capirono al volo e questa complicità fu come benzina versata su un incendio.
Gli spasmi che provò Susanna venendo furono la “mazzata” per i due uomini: Marco fu il primo a venire e venne direttamente nel culo della moglie. Pochi secondi dopo fu il momento di Luigi che fece in tempo ad estrarre il pene dalla vagina e venne tra i peli della stessa e la pancia della donna.
I tre stettero alcuni minuti supini sul letto con Marco e Susanna che si abbracciavano, in un gesto di intimità che solo tra loro due poteva realizzarsi in quel letto.
Era stato un aperitivo tra vecchi ricordi, risate per le prime esperienze da genitori della coppia e un discreto consumo di alcolici.
Susanna non era abituata a bere e i due calici di rosso cominciavano a farsi sentire e le risate immotivate e le vampate di calore erano diventate sempre più frequenti.
Poco male però perché dopo quasi due ore di chiacchiere era ora di lasciare la compagnia. Tutti di lì a poco se ne sarebbero andati, ma
Susanna e Marco se ne andarono un po’ prima
degli altri perche quella sera avevano una cena in un ristorante di recente apertura nel quale Susanna aveva prenotato dopo il suggerimento di alcune amiche.
I due si indirizzarono verso il centro di Milano dove era situato il locale, ma ad un certo punto la spia del carburante si accese e Marco preferì fermarsi al primo distributore utile. Era un uomo molto rigido e Susanna sapeva che non avrebbe aspettato nemmeno il post cena per fare benzina.
Scese dalla macchina e iniziò a fare il pieno. Nel frattempo estrasse il cellulare per ingannare l’attesa, ma non fece in tempo di aprire un sito di news che un Whatsapp della moglie lo interruppe. Aprì e c’era scritto: “Non trovo più le mutande 😉…”.
Guardo dentro la macchina sorridendo e le
fece uno sguardo come a dire: “Che stai dicendo?”. La moglie apri le braccia come
a dirgli “Esattamente quello che ti ho scritto”, ma non andò oltre e aspettò che il marito risalisse in macchina.
Una volta risalito lei si rivolse a lui dicendo:”Cosa non hai capito? Ti ho detto che non trovo più le mutandine..” e alzò leggermente la gonna di quel tubino nero che le stava a pennello. Fu così che il marito intravide la coscia nuda e capì che la moglie era senza slip.
Le sorrise compiaciuto e mentre cercava la giacca per rimettere via il portafoglio le chiese il motivo di quella “provocazione”.
Lei strinse i denti sul labbro inferiore, alzo gli occhi poi ammiccò e disse: “Sarà L’alcool ma stasera mi va così..”.
Il marito fece in tempo a rispondere che mentre riponeva nella tasca il portafoglio sentì qualcosa di strano, ma che riconobbe subito: erano gli slip della moglie.
La situazione lo eccitò subito e anche la moglie noto il pene barzotto tra i pantaloni e lo apostrofò: “Ti piace quando la tua mogliettina fa la puttanella vero porcone?”. Il tutto afferrando il pene per la mano e stringendolo con vigore. Come poteva reagire quel poveretto se non allungando anche lui la mano in mezzo alle gambe della moglie? Ma lei non era d’accordo e prontamente spinse via la mano del marito. Nella sua mente prima di concedersi all’uomo che amava voleva sadicamente farlo soffrire e quello sarebbe stato solo l’inizio di una lunga serata di provocazioni.
L’uomo potè solo acconsentire rassegnato e per il momento tornó a concentrarsi nella guida, ma il suo occhio non poteva fare a meno di scrutare la moglie che continuava a premere la mano su quel tubino proprio lì sopra la vagina. Non si stava masturbando, ma era chiaro che quello sfregamento le portasse un gran piacere. Il marito guidò così per quasi 20 minuti finché i due non arrivarono al ristorante.
Lui scese rapidamente dalla macchina dimenticandosi per un attimo che l’uscita della moglie poteva essere invece per così dire un po’ più problematica. Appena si ricordò del dettaglio intimo posò lo sguardo imbarazzato sulla moglie che invece disinibita scese dalla macchina senza porre la minima attenzione a non far scoprire quel suo “outfit”.
In quel momento probabilmente nessuno si accorse del dettaglio, ma l’eccitamento che provò Susanna nel fare qualcosa di proibito non fece altro che aumentare la sua voglia di trasgressione. Anche il marito non si poteva dire che a suo modo non apprezzasse quella situazione: in lui era un misto di irrigidimento nel pensare che qualcuno potesse scorgere le
nudità della moglie ed eccitazione nel vivere l’adrenalina e la passione del momento.
I due una volta dentro furono accolti da due giovani camerieri, un uomo e una donna, e accompagnati al tavolo. Nel locale, non troppo grande, ci saranno state altre venti persone al massimo.
Appena seduta Susanna si alzò rapidamente dal tavolo e sorridendo disse al marito che doveva andare in bagno. Lui aveva già capito che qualcosa di lì a poco sarebbe successo, rimandava da capire cosa.
Agitato si mise a guardarsi intorno e scorgere gli sguardi degli altri commensali. D’un tratto però fu il cellulare a destare la sua attenzione: era arrivato un messaggio. Non un messaggio qualsiasi. Era uno foto della moglie in bagno, più precisamente della sua vagina, aperta, che la donna stava toccando. Un filo degli umori e dei liquidi della vagina la collegava al dito della moglie. Il messaggio scritto diceva “Guarda come sono bagnata”.
Marco si precipitò ad uscire dal messaggio prima che qualcuno potesse scorgere la foto, ma allo stesso tempo il suo desiderio cresceva e prima che la donna tornasse un altro sguardo a quella foto lo diede. Se fosse stato a casa sicuramente su quella foto ci avrebbe “lavorato” parecchio, ora non poteva ma la sua testa fantasticava e il suo pisello cercava spazio tra i boxer.
Nel frattempo, sempre con quel sorriso irriverente, Susanna tornò al tavolo, e come
nulla fosse chiese al marito se aveva visto qualcosa di buono sul menù. Lui scuotendo la testa sorrise come a dire che non aveva fatto in tempo.
A Marco sembrava che la moglie si fosse abbassata anche la scollatura di quel abito nero, ma non glielo chiese neppure. Forse era così o forse era l’eccitazione che lo pervadeva che gli faceva vedere anche quello che non era. Certo quel décolleté non era passato inosservato all’interno del locale: sia la cameriera, sia un commensale che sedeva da solo al tavolo erano rimasti colpiti da quella terza abbondante che riempiva perfettamente il vestito della donna. Di lì a poco probabilmente non sarebbero stati gli unici ad accorgersi del seno della ragazza.
Fu proprio la cameriera ad avvicinarsi al tavolo per raccogliere le ordinazioni. Lei aveva capito bene, e più di tutte le altre persone in sala, che Susanna era particolarmente “Allegra”. Proprio per questo Elisa, la cameriera, che era una giovane ragazza maliziosa e atratta dalle donne non mancò durante la serata nell’ammiccare a Susanna e nel lanciare qualche frecciatina. Il tutto comunque mantenendo la discrezione che si addiceva al locale. Lo stesso Luigi, il cameriere, che era ben più esperto e rigido della collega se si fosse accorto di certi atteggiamenti di Elisa l’avrebbe certamente richiamata a contenersi. Figuriamoci se fosse andata oltre.
La cena andò avanti sino al dessert senza troppi eccessi di Susanna. Certo, mentre il marito alle frecciatine della cameriera rispondeva con timidezza e quasi arrossendo, la moglie non esitò a rendere pepato ogni abboccamento della cameriera.
Ma dopo una serata andata tutto sommato tranquilla (rispetto alle premesse iniziali) , un’esplosione era pronta a rompere la quiete.
Ormai in sala rimanevano due tavoli occupati: quello di Marco e Susanna ed il tavolo appena a fianco, occupato da un’altra giovane coppia. Era una coppia molto diversa da Marco e Susanna, erano dei classici nerd: lui goffo con una maglietta di un cartone animato, gli occhiali spessi e una sorta di riporto a mascherare i pochi capelli che c’erano. Lei, più sicura di sé, ma acida e impettita, con un futuro da suora che poteva ancora essere possibile.
A Susanna non sembró vero quello che successe. Fu una decisione che prese in neanche un secondo.
I due si stavano alzando per andare a pagare ma a lui cadde lo scontrino per terra, si chinò a prenderlo proprio davanti a Susanna e quando alzò la testa vide davanti a se la figa aperta della ragazza. Si era alzata la gonna ed aveva spalancato le gambe davanti al poveretto o per meglio dire il fortunato. Il ragazzo restò lì impietrito per qualche secondo, senza che la sua fidanzata se ne accorse, ad ammirare quello spettacolo.
Susanna gli sorrideva maliziosa e per aggiungere ulteriore pepe con due dita teneva bene aperte le labbra della vagina in modo che il ragazzo la vedesse per bene. Era bagnata da una sera passata a fantasticare a stuzzicarsi con la cameriera e soprattutto a provocare il marito. Il ragazzo analizzò in pochi secondi centimetro per centimetro quella figa: era curata ma pelosa con un pelo nero intriso dagli umori e dai liquidi che tutto quell’eccitamento aveva provocato. Il ragazzo sapeva che un occasione così nella sua vita non gli sarebbe mai più capitata e perciò se la godette finché poté. Al richiamo della fidanzata “Hai trovato?” si rialzò immediatamente e rispose con un timido “Si si certo, eccomi, andiamo..”.
Susanna chiuse quindi le gambe, riabbassò la gonna, si sfregò la lingua sulle labbra e donò al ragazzo un ultimo sorriso. Il tutto notando che poco era bastato per rendere il cazzo del ragazzo barzotto.
In tutto questo Marco non poté altro che fare anche lui da spettatore, non riuscì a richiamare la fidanzata, ma alla fine questa cosa non gli aveva poi dato così fastidio. Il ragazzo era innocuo e la situazione cominciava più ad eccitarlo che ad imbarazzarlo.
Quando la coppia di nerd lasciò il locale Susanna e Marco erano rimasti i soli clienti nel ristorante. Fu così che, con gentilezza, il cameriere si avvicinò alla coppia e fece loro capire che stavano per chiudere. Fu Elisa a portare il conto al tavolo e quando Marco lo aprì oltre allo scontrino trovò una chiave e un bigliettino con scritto: “Dalle provocazioni è ora di passare ai fatti: tra 20 minuti posso essere con voi. Se lo vorrete, andate sul retro del locale, c’è una porta di un abitazione che potete aprire con questa chiave. Se non troverò questa chiave al momento del saldo del conto capirò che posso raggiungervi”.
Marco passò subito il biglietto a Susanna che una volta letto scoppio a ridere e guardò Marco. Era una risata isterica però. Dopo aver provocato per tutta la sera non se lo aspettava di essere sollecitata in quel modo.
La coppia era sicuramente abbastanza aperta a livello sessuale ma mai avevano provato un esperienza a tre, quindi la risposta non era scontata.
L’inesperienza era sicuramente il “Fattore contro”, mentre il vino in corpo, l’eccitamento e il fascino della cameriera i “Fattori pro”.
Susanna non aveva mai provato alcuna esperienza lesbo, ma immaginava che del sesso con una donna poteva essere un’esperienza nuova e appagante, in maniera diversa. Un’altra donna avrebbe saputo meglio di qualsiasi uomo quali corde toccare.
Marco invece di sicuro apprezzava maggiormente la bellezza matura della moglie ma non disdegnava, per antitesi, neppure la bellezza più acerba e fresca della ragazza.
La coppia parlò per qualche minuti e molti pensieri passarono per la loro testa ma poi pensarono che una serata nata pazza doveva finire pazza. Fu così che Marco si infilò quelle chiavi in tasca e assieme alla moglie andò in cassa a pagare. Il conto lo fece il cameriere, ma Elisa era sempre lì dietro di lui. La coppia sorrise alla ragazza, che contraccambiò, ed uscì.
Girarono quindi l’angolo, come indicato nel biglietto, e trovarono subito la porta citata.
Entrarono e si ritrovarono in un miniappartamento che probabilmente la
ragazza e i suoi colleghi usavano le sere in cui facevano tardi. C’era l’essenziale per dormire (un letto) e per una prima colazione (cucinino, tavolo e sedie).
I due sapevano che avrebbero dovuto attendere qualche minuto, il tempo che la ragazza aiutasse a chiudere il locale. La tensione dei due saliva, ma sempre di pari passo con l’eccitamento. Per ingannare l’attesa e calmare i bollenti spiriti (o forse infiammarli ancora di più) i due iniziarono a baciarsi, fino a finire sul letto con le mani che si sfioravano in quei corpi ancora vestiti.
Tutto si interruppe quando un’altra chiave girò nella serratura e la porta si aprì. L’interruzione fu brusca e per qualche secondo il cuore dei due si bloccò completamente.
I due non videro davanti agli occhi chi erano certo di ritrovarsi, bensì Luigi. Egli entrò in punta di piedi, quasi fosse lui l’ospite in quella casa. Sapeva di aver stupito i ragazzi e quindi non perse tempo e chiese subito ai ragazzi: “Vi aspettavate la mia collega? Lei è troppo giovane. Al di là degli ammiccamenti non avrebbe mai preso l’iniziativa. Io invece mi sono limitato ad osservare tutto con distacco per poi sferrare il colpo finale”. Sapeva anche lui che non era la situazione che i due avevano immaginato e per questo li rassicurò dicendo che se non avessero voluto rimanere lì avrebbe capito e tutto sarebbe finito con una stretta di mano.
Susanna e Marco erano sicuramente colpiti, quasi sconvolti. Parlarono nel letto per capire cosa fare. I dubbi erano mille. Fu Marco a prendere in mano la situazione e disse alla moglie che valeva la pena provare, secondo lui, e se poi iniziando la cosa non fosse piaciuta l’avrebbero potuta interrompere.
Durante la cena la moglie aveva prestato tutta l’attenzione ad Elisa e lo sguardo aveva incrociato poche volte quello di Luigi.
In quei pochi secondi assieme in camera lo aveva di fatto visto meglio che durante l’intera cena. Era un uomo probabilmente più vecchio di qualche anno rispetto al marito, leggermente più basso, ma più muscoloso. Era curato e di aspetto gradevole, non certo un belloccio, ma come pensò Susanna “Scopabile”.
La donna si lasciò allora guidare dal marito e con un cenno di assenso con la testa diede l’ok a procedere.
Era abbastanza convinta di quello che stava per fare, ma la sorpresa nel vedere chi non si aspettava aveva un po’ frenato l’eccitamento. Non si sentiva più bagnata come prima, per cui sapeva che il percorso per rieccitasti ripartiva quasi da zero, ma non era certo un problema.
Luigi si avvicinò quindi al letto in cui i due erano messo in ginocchio uno in fronte all’altro. Marco non aspettó l’arrivo di Luigi ed inizió a baciare la moglie tenendole una mano tra i lunghi capelli castani e l’altra sul culo. Luigi si mise anche lui in ginocchio sul letto, ma da dietro a Susanna. Con delicatezza iniziò a baciarla sul collo e con una mano a sfiorarle il collo stesso fino ad abbassarsi lentamente verso il seno. Inserì la mano nel reggiseno di pizzo nero e arrivo dritto al capezzolo che iniziò a stimolare con la mano umida di saliva. Pian piano avvolse l’intero seno, lo palpeggiò talmente a lungo che se lo poteva immaginare senza neanche ancora averlo visto.
Nel frattempo Marco aveva sollevato completamente la gonna del vestitino e avvolgeva completamente il culo della moglie con la mano. Il tutto senza mai smettere di baciarla.
Susanna iniziava a provare forte piacere, ma non riusciva ancora a proferire parola.
Tra le labbra sentiva scorrere liquidi vaginali, tanto che anche il vestitino si era bagnato.
Se la sua vagina era così sollecitata, non lo erano di meno i peni dei due uomini, in tiro già da tempo. Uno si appoggiava al sedere di lei e uno alla sua vagina.
Dopo alcuni minuti di sostanziale passività della donna, essa, d’un tratto riuscì a farsi figura attiva nel trio e slacció i pantaloni del marito, abbassó i boxer e prese tra le mani quel cazzo che ben conosceva.
Non riusciva ancora a coinvolgere attivamente quella persona che pur le stava palpando il seno e baciando sul collo, ma che infondo aveva visto per la prima volta da solo qualche ora.
Così inizialmente si concentrò sul pene del marito che iniziò a masturbare con vigore. Era un cazzo di medie dimensioni che lei sapeva esattamente come sollecitare.
Il marito colse l’attimo per togliere il vestito della moglie. Susanna alzò le braccia, nel movimento naturale per sfilare il vestito si intravvide anche un messaggio di resa (accondiscendente e piacevole, ovviamente): “Fate di me quello che volete”.
Luigi da dietro notò subito quel bel culo che fino ad allora aveva pressato col suo pene: era bello tondo, non palestrato ma comunque in forma e molto sensuale. In quello stesso momento accantonò i modi delicati che aveva sin lì avuto e strappò, nel vero senso della parola, il reggiseno. Era un reggiseno nero un pizzo, in abbinata con quelle mutandine che ormai da un po’ non indossava. Il gancetto era sulla parte davanti, si ruppe e lasciò in un attimo Susanna nuda in tutta la sua bellezza davanti ai due uomini: ogni sua curva sembrava disegnata da un artista. Un artista che con il suo pennello sapeva come donare sensualità ad ogni centimetro di pelle, così come un pilota sa perfettamente disegnare le traiettorie delle curve di un circuito.
Proprio mentre era nuda Susanna notò davanti a se uno specchio ed essa stessa si ammirò in tutta la sua bellezza. Fu in quel momento che riacquistò una certa sicurezza in sè che l’arrivo di Luigi le aveva tolto. Più tardi capirà meglio cosa fosse quella sensazione e quali corde andava a toccare.
Tale sicurezza fece si che per la prima volta in quel letto Susanna torno protagonista della situazione: trascinò davanti a se tirandolo per i pantaloni anche Luigi ed estrasse il suo pisello dalla zip dei pantaloni e lo prese in mano. Era più piccolo di quello del marito ma decisamente grosso. In quel momento però la donna non stette troppo a guardarlo e iniziò a masturbare anche lui.
Non aveva mai avuto tra le mani due cazzi contemporaneamente, ma le piaceva. Le sembrava di tenerli al guinzaglio. Sì i due cazzi le sembravano due guinzagli e i due uomini erano come cani che le sbavavano addosso.
Era eccitata, molto eccitata. La figa grondava di liquidi e in maniera alternata i due uomini la sollecitavano con le mani: facevano pressione, stimolavano il clitoride e la masturbavano.
Solo il marito però la baciava. Luigi aveva provato a sfiorare le sue labbra, ma Susanna lo respinse. Era disposta a tutto, ma il bacio lo vedeva come una cosa troppo personale, il bacio lo riservava solo all’uomo che amava. Il sesso invece era disposta a donarlo ad entrambi.
“La temperatura” si alzò sempre più. Anche i due uomini poco alla volta si spogliarono completamente e Susanna iniziò a praticare del sesso orale al marito. Partì leccando la cappella, già abbondantemente bagnata, e poi continuò spompinando l’intero pisello. In tutto questo lo sguardo della donna era fisso sugli occhi del marito. Amava vederlo assuefatto dal piacere. Il piacere che provava lui era indirettamente piacere per lei.
In questo caso però il piacere era anche dato dal fatto che mentre spompinava il marito da dietro Luigi le stava leccando la figa e il culo. La donna infatti si era messa con il culo all’aria e il cameriere non aveva potuto resistere dall’andare dietro alla donna. Saliva dell’uomo e umori della donna erano un tutt’uno. Da tanto tempo l’uomo non ammirava una vagina non completamente depilata. Era il look che preferiva per la vagina, amava quel gusto un po’ retrò. Quella leccata se la gustò tutta, tanto che non seppe resistere a masturbarsi nel frattempo.
Fu proprio in questa situazione che spostando lo sguardo verso l’unica finestra della stanza, Susanna notó che alla finestra c’era Elisa, la cameriera. Probabilmente Luigi le aveva rivelato cosa sarebbe andato a fare o semplicemente lo aveva capito da sola (l’uomo non era nuovo ad usare quel pied-à-terre con delle clienti), di certo lei non aveva resistito all’opportunità di spiare quella donna che tanto l’aveva intrigata durante la cena.
Susanna non respinse la ragazza, non la turbava il fatto di essere osservata, anzi.
Lo specchio, la donna alla finestra, i due uomini: Susanna si trovava al centro della scena. Osservata da tutti. Desiderata da tutti. Dai suoi stessi occhi che più volte finivano sullo specchio per ammirarsi.
Aveva scoperto quella sera di amare particolarmente essere osservata. Fino ad allora l’esperienza più forte di voyeurismo era stata in una spiaggia naturista dove però, forse per la giovane età, non aveva vissuto appieno quella sensazione di libertà e voglia di essere al centro dell’attenzione.
Fu il marito ad interrompere la pratica sessuale in atto. Non ce la faceva più, di lì a poco sarebbe venuto, ma era presto.
La moglie si ritrovò quindi eretta sulle ginocchia. Come all’inizio ma ora i tre corpo erano nudi e il marito si trovava alle spalle, mentre Luigi era davanti.
Iniziò così una danza fatta di sfregamenti dei due sul corpo della donna, gli umori degli uni si mischiavano a quelli degli altri.
In questa fase la donna tornò ad essere passiva e “subire” le azioni dei due uomini.
L’intreccio di corpi proseguì per parecchio minuti, la naturalezza con cui tutto si sviluppò faceva pensare che i tre si conoscessero da una vita. Lei che nella vita quotidiana avrebbe provato fastidio ad essere sfiorata sull’autobus da uno sconosciuto, in questa situazione si era lasciata completamente andare in un vortice di umori, odori e liquidi corporei.
Dopo essere stata leccata, sfregata, sditalinata, la figa della donna era pronta per essere penetrata, lo chiedeva. Lo chiedevano le sue labbra ormai apertissime a ricevere un cazzo dopo l’altro.
In mezzo al pelo e colante dalle labbra c’era tutta la voglia che la donna aveva accumulato in quella serata di puro eccitamento.
Iniziò a penetrarla il marito, mentre inizialmente Luigi stava a guardare, quasi a riprendere un po’ di energie. Anche se dei tre Luigi era l’unico non nuovo ad un ménage a troi, lo stesso era fisicamente e mentalmente provato. E il merito era tutto dell’inesperta Susanna.
Proprio quella donna che non aspettó molto ad attirare l’attenzione dell’uomo con uno sguardo voglioso per richiamarlo a lei. Il cazzo era ancora duro e lei lo afferrò sicura e se lo mise in bocca mentre il marito tenendola per i fianchi la penetrava con vigore a pecorina.
Il marito mentre la scopava ammirava così quel culo bel culo che non mancava di lodare ad ogni occasione, ne era fisicamente dipendente.
La donna provava un gran piacere ma quasi non sentiva più quel cazzo che la penetrava tanto era bagnata e aperta ormai la sua vagina.
Fu proprio in quei momenti, che per un attimo, ma fu solo un flash nella sua testa la donna si domandò: “Ma cosa sto facendo? In che situazione mi sono messa?”. Quel pensiero fu presto rimosso e forse il tutto fu agevolato da il gesto che compì Marco: infilò prima un dito e poi due nel culo della donna e cominció a masturbarla. La sensazione per la donna fu strana: all’iniziale fitta di dolore seguì velocemente un intenso aumento di piacere. Le dita salivano e scendevano con facilità grazie agli abbondanti liquidi corporei che bagnavano la zona.
La donna si trovava quindi a ricevere e dare un triplo piacere.
Come aveva fatto prima guidó un’altra volta lei le danze: sfiló il cazzo che aveva in figa e quello che aveva in bocca. Il primo lo portó dritto in culo e il secondo sostituì l’altro in vagina. I tre andarono avanti per altri cinque minuti con questa doppia penetrazione. Per i due uomini fu durissimo resistere e non venire.
Era un gioco che si giocava in un equilibrio perfetto tra dominio e sottomissione e questo la eccitava enormemente.
Passava dal godere nell’essere posseduta e penetrata da due uomini restando inerme nel ricevere tutto il piacere, al essere padrona della situazione ed avere due uomini ai suoi piedi che avrebbero fatto di tutto per lei. Sapeva che non tutte le donne avrebbero saputo gestire una situazione del genere, si sentiva forte e sicura. Donna.
Il letto si era trasformato in un incendio di piacere. Marco stava per venire: il culo della moglie per quanto aperto e lubrificato era molto più stimolante della vagina per ovvia conformazione fisica.
Luigi era anch’esso lì lì per concludere. Quasi più stimolato mentalmente che fisicamente: aveva davanti ai suoi occhi il viso di Susanna. Una donna conosciuta quella sera, ma guardandola dritta negli occhi sembrava a lui di conoscerla da una vita. Ciò perché in essi lèggeva tutto l’eccitamento della donna. Dopo averla spogliata fisicamente, sentiva di averla denudata anche nei sentimenti.
Infine Susanna: se non si fosse lasciata guidare dal piacere a prevalere probabilmente sarebbe stato il dolore. Il pene di Luigi infatti era molto grosso e aveva sollecitato molto la sua figa in fiamme. E il culo, vabbè il culo di per sé non era abituato ad essere penetrato.
Ma ora nella testa della donna non c’era spazio per realizzare tutto, c’era spazio solo per godere.
Il picco del piacere fu toccato per primo proprio da Susanna che venne che aveva ancora in due cazzi dentro di sé.
Non furono però i due uomini gli artefici della detonazione di piacere, ma Elisa la ragazza alla finestra. Sì perché la ragazza si trovava ancora lì a spiare i tre e Susanna si era accorta come la ragazza si stesse masturbando guardandoli e quando si accorse che Elisa stava venendo, le due ragazze non staccarono gli occhi l’una dall’altra. C’era il vetro di una finestra tra di loro, ma in quel momento sembrava ci fosse uno specchio: l’una si rivedeva nell’altra e l’orgasmo per entrambe arrivò simultaneamente. Si capirono al volo e questa complicità fu come benzina versata su un incendio.
Gli spasmi che provò Susanna venendo furono la “mazzata” per i due uomini: Marco fu il primo a venire e venne direttamente nel culo della moglie. Pochi secondi dopo fu il momento di Luigi che fece in tempo ad estrarre il pene dalla vagina e venne tra i peli della stessa e la pancia della donna.
I tre stettero alcuni minuti supini sul letto con Marco e Susanna che si abbracciavano, in un gesto di intimità che solo tra loro due poteva realizzarsi in quel letto.
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