Esperimento sociale - Parte 1

di
genere
scambio di coppia

Se avete storie, trame, rimpianti o sogni non realizzati che vorreste vedere trasformati in parole, accennatemeli: li scriverò per voi.
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Cominciò tutto una sera a casa nostra. Io e Sara invitammo a cena Francesca, la sua collega, insieme al marito Marco, coi quali ormai ci vedevamo spesso e c'era una certa confidenza.
La conversazione finí sulle lamentele verso i propri compagni. "Luca non mi aiuta nulla con le faccende di casa, é sempre via per lavoro." Disse Sara. "Marco si, un po mi aiuta, ma a cucinare sono sempre io". "Sono sempre via per lavoro,  ma ti faccio sempre un sacco di regali con i soldi che guadagno stando via, e ogni sera quando torno a casa ti preparo io la cena, nonostante la dura giornata" dissi io un po risentito. "Magari avere uno cosi" disse Francesca.
"Te lo dovresti prendere. Preferirei uno come Marco che almeno passiamo del tempo assieme e mi da una mano con i lavori".
Io, sempre piu risentito dissi "Inutile che vuoi passare del tempo con me quando dopo cena ti addormenti dopo 10 minuti, ormai va bene se scopiamo una volta al mese".
"L'opposto nostro" interrompe Francesca, "io lo farei tutti i giorni, questo essere ha perso la libido, non lo attizzo piu"
"Ma quanti insulti" disse Marco, "Ma perché non fate a cambio?"

Calo il silenzio, "Io ci sto" disse subito Francesca.
"Ma magari, disse Sara"
"Allora questo weekend io vengo qui da Sara per due giorni, e tu Luca vai a stare a casa nostra, noi promettiamo di comportarci come facciamo sempre con le nostre compagne"
Fummo tutti d'accordo, quell'idea era stimolante per tutti.

Fu così che il sabato mattina mi presentai col mio trolley a casa di Francesca.
Mi aprì la porta con un abitino di seta che lasciava intravedere il seno abbondante, coi capezzoli che spingevano il tessuto. Un paio di pantaloni corti comodi. Il messaggio voleva essere -Voglio farti vedere che sono sexy, ma sono in tenuta da casa-.
"Buongiorno amore" mi disse ridendo. "É bene entrare subito nella parte".
"Buongiorno a te amore" dissi allora io "ti ho portato la colazione".
Mangiammo insieme poi le dissi che quella mattina avrei dovuto lavorare, mi misi quindi sul tavolo col mio portatile mentre lei inizió a sistemare casa. Ogni tanto alzavo la testa e la fissavo mentre mi passava davanti. I pantaloncini erano spariti, e con solo il vestitino mi passava davanti con ogni scusa. Ad un certo punto alzai lo sguardo e la vidi china a raccogliere delle cose, e vidi che sotto al vestito non portava nulla. Vidi chiaramente la sua figa completamente depilata. Mi stava provocando.

Verso mezzogiorno mi misi in cucina "Ti preparo un bel pranzetto".
Prima di arrivare ero passato dal supermercato, preparai uno spaghettino ai frutti di mare e aprii la bottiglia di prosecco che avevo portato da casa. La pasta non era ancora pronta e la bottiglia era giá finita. "Ne prendo una dalla cantina di Marco, tanto quello non sa cosa vuol dire GODERE dei piaceri della vita"
"Intendi il vino?" Dico io ridendo. Non mi rispose, mi sorrise e mi guardó in modo ammiccante.

Finimmo l'altra bottiglia, l'alcool si faceva sentire. I discorsi divennero più spinti. "A Marco a volte non gli si alza nemmeno, io non so piu come fare" "Non lo capisco" dissi io "Io ce l'ho duro da quando ti ho vista, appena hai aperto la porta, e ancora non é sceso".
Mi mise senza pensarci la mano sul pacco. "Ma allora é vero", strusció un po la mano sorpa ai miei pantaloni.
"Fuori piove, mi vado a fare una doccia, poi ci potremmo vedere un film sul divano"
"Andata" risposi.

Andó in bagno e aprì l'acqua. Da dove ero seduto vedevo il vapore uscire dalla porta.
Vidi il vestitino di seta rosa venire lanciato fuori, e sentii la porta della doccia chiudersi.
Mi avvicinai alla porta, levai completamente i vestiti, avevo il cazzo che stava per esplodere dall'eccitazione. Entrai in bagno, e aprii la porta della doccia "lascia che ti aiuti ad insaponarti".
Non disse nulla. Sorrise.
Presi un po di sapone, e iniziai a passarglielo sulla schiena mentre la guardavo negli occhi. Le mie mani iniziarono a scorrere lungo tutto il suo corpo, dalla schiena passai a insaponarle il seno, era sodo e pieno, lo strizzavo mentre le mie mani percorrevano le sue rotondità. Tornai alla schiena per scendere verso le natiche. Le afferrai allargandole leggermente, e tirai Francesca verso di me. Il mio cazzo dritto strusciava sulla sua pancia. Mi inginocchiai. La sua figa davanti alla mia faccia, ma non la toccai subito, partii dai piedi, insaponandoli delicatamente, per poi far scorrere le mani sui polpacci, sulle cosce, fino a sfiorarle la figa. Francesca emise un gemito.
Poi di nuovo giu sull'altro piede, e a salire tutta la gamba fino a fermarmi di nuovo a 1mm dalle sue labbra.
Francesca fremeva, voleva la toccassi. Le misi entrambe le mani sulle chiappe e mi avvicinai la sua figa alla faccia. Passai la mia lingua sul suo clitoride, dal basso verso l'altro. Ci soffiai appena sopra, per poi tornare con la lingua con dei piccoli movimenti con la punta. Francesca ansimava, gettó le mani sul muro per reggersi e mi appoggio una gamba sopra alle spalle per permettermi di arrivarci meglio. Mentre la leccavo fecci scivolare il mio dito indice e medio dentro di lei. Prima iniziai a farli entrare ed uscire delicatamente, poi le infilai il più su possibile poi con dei piccoli movimenti come se stessi dicendo con la mano "vieni qua" la stimolavo, mentre continuavo a leccarla. Francesca urló, urló di godimento. Stava venendo sulla mia faccia.

Levó la gamba e mi invitò ad alzarmi. Si verso il sapone sulle mani "Ora tocca a me" mi disse. Mi insaponó il petto e la.l schiena. Il mio cazzo svettava li tra di noi. Inizió a passarci le mani sopra, lubrificare dal sapone, ed inizió a segarmi. "É enorme" sussurró. "Lo voglio in bocca".
Sciacquó via il sapone e si chinó. In un colpo solo tento di farlo sparire tutto in bocca ma non ci riuscí. Tossi con un conato, e si mise a ridere "é la prima volta che non ci riesco" inizio il suo movimento costante di bocca, arrivando ogni volta più giù che poteva. La mano accompagnava i suoi movimenti. Io mi godevo la vista dall'alto.

Non volevo venire cosi. La invitai ad alzarsi. La girai spalle al muro. Lei alzó le punte dei piedi e si sporse leggermente in avanti. Appoggiai la punta del mio cazzo sulle sue labbra, e lo feci scivolare dentro. Entró benissimo tanto era bagnata. Cominciai a scoparla da dietro, l'acqua della doccia picchiava sulla sua schiena e scendeva tra le natiche. Seguii la scanalatura, e appoggiai il mio pollice sul suo buco di culo, massaggiandolo dall'esterno. "A Marco non interessa mai li".
"Magari allora più tardi ci dedichiamo a quello".
Continuai a scoparla. Poi mi levai, la sollevai in braccio contro al muro della doccia e la penetrai davanti. Le sue gambe mi avvinghiavano e le mie mani, reggendola da sotto al culo, le davano il ritmo.
Francesca gode nelle mie orecchie. "Sto per venire". "Prendo la pillola, vienimi dentro".
Sara non usava precauzioni, fu bellissimo quindi riversarmi dentro Francesca.
Rimanemmo abbracciati per un po sotto l'acqua.
"Scelgo io il film" mi disse. Ci asciugammo e rivestimmo.  La giornata era appena iniziata. Continua....

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scritto il
2026-04-22
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