L'incidente d'auto - Parte 3
di
LG23cm
genere
dominazione
Se avete storie, trame, rimpianti o sogni non realizzati che vorreste vedere trasformati in parole, accennatemeli: li scriverò per voi.
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Questa storia é stata scritta a 4 mani con R.C.
Arriva la serata della cena programmata a casa dal mio avvocato.
Do appuntamento a Carolina in un parcheggio e la passo a prendere con la mia auto.
Si presenta in un abito molto elegante, una gonna nera, con sopra un corpicino in pizzo che lasciava vedere il reggiseno nero, e sopra una giacca nera. Le gambe nude terminavano con un sandalo col tacco dove ben figuravano i piedi smaltati sempre di nero, come le mani. Rosso invece era il rossetto ben evidente, su un viso con dei capelli ben tirati su una coda alta.
Scendo e le apro la portiera "Buonasera Carolina", mi risponde con un sorriso, sapendo già cosa le aspetta.
Ci avviamo in macchina presso casa del mio avvocato, il dott. XXXX, Marco per gli amici, che con sua moglie Elisa ci aspettavano per cena.
"Sei pronta per la serata?" Le dico appoggiandole una mano sulla coscia. Lei mi risponde solo con un "Sono pronta a tutto sig. Luca, dopo l'altra volta non mi spaventa nulla".
Arriviamo a casa di Marco. Ci apre la porta Elisa, sorridente "Benvenuti, vi aspettavamo con ansia".
Elisa era una donna sui 35 anni, bionda con dei capelli mossi all'altezza delle spalle, molto magra e minuta, con un fisico molto atletico, e si era preparata bene per l'occasione. Indossava un vestito intero color vinaccia allacciato dietro al collo, senza reggiseno sotto, e ci ha aperto la porta scalza con unghie delle mani e dei piedi smaltate di rosso vivo.
Ci accompagna in sala da pranzo e ci accoglie Marco, un uomo brizzolato di 45 anni, un po' in carne ma comunque un bell'uomo all'apparenza, vestito in maniera molto semplice con un paio di jeans e una maglietta nera.
La cena procede in maniera molto piacevole, non parliamo di lavoro e dell'accordo, mangiamo e scorre parecchio vino bianco.
Arriva l'ora del dolce, Elisa ci dice che aveva ordinato una vaschetta di gelato, ma che si era dimenticata di andarla a ritirare, e decide di andarla a prendere "Mi ci vorrà una mezz'ora, voi continuare pure a bervi qualche bicchiere di vino, torno il prima possibile".
Appena chiusa la porta di ingresso da parte di Elisa, Marco si alza in piedi e dice in maniera molto decisa "Carolina, sappiamo benissimo perché siamo qui, abbiamo un accordo da chiudere, direi che é arrivato il momento di passare ai fatti, ti chiederei quindi di levarti le mutandine e posarle qui sul tavolo."
Carolina arrossisce, la serata sembrava andare verso un'altra direzione e non si aspettava di dover arrivare a questo, ma da un certo punto di vista, non vedeva l'ora di giungere a questo punto.
Si alza in piedi, infila le mani sotto la gonna, e delicatamente fa scendere un perizoma fino a terra. Poi lo raccoglie e lo posa sul tavolo e aggiunge "Mi dispiace molto per i nostri scontri e di com'è finita questa causa"
Marco sorride e risponde "Io invece non vedevo l'ora di questo momento, l'arrogante giovane collega che perde una causa importante e per chi? Proprio per suo marito. Ed è costretta a sottomettersi a me e al mio cliente. La collaborazione comunque é importante, adesso risiediti. Luca mi ha descritto molto bene le tue abilità, vorrei vederle di persona. Luca per cortesia, avvicinati e porgi il cazzo alla signora Carolina, vorrei vedere se lo succhia cosi bene come mi hai raccontato."
Carolina non dice ancora nulla ma obbedisce, si siede sulla sedia allontanandola dal tavolo da pranzo. Io mi avvicino mettendomi in piedi accanto a lei lateralmente e mi slaccio i bottoni dei pantaloni. Lei infila una mano sotto agli slip e mi tira fuori il cazzo. "Non lo ricordavo cosi grande" e subito lo fa sparire in bocca. Chiude gli occhi mentre con decisione lo fa sparire dentro e fuori la bocca, mentre accompagna i movimenti con la mano.
Io mi godo il momento, e vedo Marco inginocchiarsi davanti a lei, e spingere la sua testa in mezzo alle cosce di Carolina. Lei apre gli occhi e vede Marco in mezzo alle sue gambe, le allarga e spinge il suo culo al bordo della sedia per facilitare i movimenti di Marco con la lingua si appresta ad esplorare ogni millimetro delle labbra depilate della sua figa.
La sento gemere col mio cazzo in bocca, sotto i colpi di lingua di Marco.
Mentre mi spompina, e con una mano mi sega il cazzo, con l'altra afferra i capelli d Marco per tenergli la testa in mezzo alle gambe. Gode Carolina, non era mai stata sotto le attenzioni di due uomini contemporaneamente. Sentiva la sua figa bagnarsi sotto le attenzioni di Marco, e vedeva il grosso cazzo di Luca entrargli nella bocca, mentre fissava l'anello di matrimonio infilato al dito della mano che avvolgeva quel cazzo.
Marco si alza, "A vedere direi che Luca aveva ragione. Vorrei una prova anche io ora" si sfila pantaloni e boxer e si siede sul tavolo col cazzo in erezione.
Carolina obbedisce, molla il mio cazzo e si alza in piedi avvicinandosi a Marco. Mentre si avvicina a lui, mi guarda sorridendo, si china a 90 gradi tirandosi su la gonna ed inizia a leccargli il cazzo.
Marco geme e dice "Benissimo Carolina, finalmente. E questo è solo l'inizio cara collega, perché poi ti aprirò il culo. L'ho sempre sognato sai ti metterti a pecora?"
Mi metto in piedi dietro di lei e le appoggiò il cazzo all'imboccatura della figa, zuppa tra l'eccitazione di Carolina e le leccate di Marco, e lascio scivolare dentro il mio cazzo che entra in maniera fluida. Sento il calore della sua figa che mi avvolge. Inizio a pomparla da dietro, Carolina ci mette un attimo e sincronizza il pompino che sta facendo a Marco con i miei colpi.
Mentre sono li che mi scopo Carolina da dietro, alzo lo sguardo e vedo appoggiata allo stipite della porta Elisa che ci guarda con sguardo compiaciuto. "Vedo che vi state già divertendo senza di me. Marco anche io voglio la mia parte". Mi prende per mano e mi spinge a sedere di fianco a Marco, si piega a 90 come Carolina e si fa sparire il mio cazzo in bocca, con lo sguardo fisso su Marco.
Con foga le due ragazze si prodigano a soddisfare i nostri bisogni. Ad un certo punto Elisa dice "Carolina, facciamo a cambio" si alza, si mette al posto di Carolina e si china su Marco, continuando il suo lavoro di bocca. Idem Carolina, obbedisce e torna a dedicarsi sapientemente al mio cazzo.
"Ve lo voglio mettere dentro" dice Marco scendendo dal tavolo. Afferra Elisa e la mette al suo posto, si mette in piedi davanti a lei che allarga le gambe e le spinge il cazzo delicatamente nella figa e inizia a scoparla baciando la sua dolce metà con passione.
Non ho la stessa delicatezza nei confronti di Carolina, e con un colpo secco le entro nuovamente dentro la figa, ma da quanto é bagnata non sente dolore. Carolina sente l'orgasmo salire e si lascia andare sotto un urlo di piacere.
Marco sentendo i suoi gemiti si eccita ancora di più, accelera il ritmo e dice "Carolina, inginocchiati che sto per venire"
Carolina si inginocchia ma quando capisce cosa le aspetta dice "No collega ti prego no". Ma il mio avvocato non vuole ragioni, mette una mano sulla testa di Carolina quasi a tenerla ferma, con l'altra fa oscillare il cazzo sul suo viso come fossero dei piccoli schiaffi di cazzo e dice "Ecco cosa meriti dopo aver fatto la spavalda". Carolina geme e ha ormai i capelli scomposti. Marco inizia a segarsi davanti al suo viso, Carolina a bassa voce "No, non sporcarmi ti prego, devo tornare a casa da mio marito" e mi guarda quasi chiedendo aiuta a me. Ma io dico "Carolina, anche il mio avvocato vuole sottometterti".
Lui spinge l'orgasmo fino al limite per poi uscire ed esplodere in faccia a Carolina, che cerca più che può di ricevere in bocca lo sperma di Marco, ma i fiotti sono forti pieni e potenti, cerca di ripararsi anche con la mano ma le finisce in parte sul viso e sul vestito e soprattutto le riempie la mano con l'anello nunziale. L'immagine è da film erotico, Carolina è ferma con la mano con la fede vicino al viso ricoperta di sperma che si guarda la mano e alza poi la testa verso quello che era stato il suo collega rivale di tante cause che sorride scaltramente.
"C'ero quasi anche io" dice Elisa. "Mi mancava pochissimo".
"Luca a te l'onore, fai godere mia moglie".
Non me lo faccio ripetere, essendo anche io al limite. Spingo Elisa a faccia in giù sul tavolo a 90 e le spingo il cazzo dentro. "Ahia" dice lei "é grande". Inizio a pomparla costantemente. Mi bagno il pollice e glielo giro attorno al buco del culo. "Se ti ha fatto male ora. Chissà tra poco qua dentro" le dico. Elisa gode, Carolina ci guarda e si eccita, Marco anche si gode la scena.
"Sto per venire" mi dice. "Anche io" le dico. La faccio venire, ma poi esco e dirigo anche io il mio cazzo verso il volto di Carolina che è ancora ferma mentre guardava la scena.
Capisce e dice "No, anche lei Sig. Luca, pensavo che..". Non fa in tempo a finire e gli arrivano tre fiotti su viso mano e vestito ancora. Carolina non sa come muoversi, è ricoperta di sperma.
Marco, indubbiamente un po' incattivito con lei per i loro trascorsi, la tocca sul mento e con un dito le porta un rivolo di sperma sulle labbra. "Succhialo collega". Carolina obbedisce quasi in automatico.
Poi le prende la mano, quella con l'anello, la osserva, guardando lo sperma anche sull'anello e dice "Guarda come ti sei ridotta Carolina, chissà cosa pensa ora quel cornuto di tuo marito".
E poi secco: "Recupera Carolina" le dice Marco "Non so se dopo sarà cosi piacevole, voglio sfondarti il culetto come ha fatto Luca"
Carolina dopo le parole di Marco inizia ad alzarsi. Guarda Luca quasi cercando rassicurazione. Come se fosse ormai in confidenza.
E gli dice "Ma davvero anche il culo a lui?". Luca annuisce e la guarda richiamando l'attenzione del suo avvocato.
Ora Carolina viene osservata mentre è ricoperta di sperma su parte del volto ancora, le mani aperte per evitare il contatto tra le dita appiccicose.
Si sente sporca, forse un po' troia per la prima volta della sua vita.
Abbassa la testa e va verso il bagno. L'immagine che si riflette allo specchio la scuote. Non aveva mai fatto nulla di simile.
Sempre integerrima, arrogante in tribunale e in studio, fedele a suo marito. E ora?
Ricoperta dello sperma di un collega e di un suo cliente. Mentre suo marito pensa che stia solo risolvendo il loro problema con la solita professionalità.
Invece stavolta no. Non basta la professionalità. Lo sperma sul volto e sulle mani con la fede lo ricordano.
E il pensiero va poi dritto alle parole del collega Marco. Il suo culo.
Continua....
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