Non c'è cosa più divina...

di
genere
incesti

Non sono mai stato un adone, né uno di quei ragazzi che andava ogni settimana con una ragazza diversa. Timido, introverso, e con tante fantasie che si alimentavano tra un porno e l'altro. Sono Luca, 29 anni, la vita mi ha donato una bella famiglia alla fine, ma alcune tentazioni e desideri sono più forti di ogni convenzione sociale.

Lei è Lucia, 29 anni, e tecnicamente non è proprio mia cugina. Si tratta della figlia - avuta da un altro uomo - della compagna di mio cugino, una sorta di cugina acquisita. Non è la classica bella ragazza, ha qualche chilo di troppo, qualche imperfezione lungo il corpo, ma una sensualità e un seno meraviglioso. Una di quelle ragazze che non la desideri perché è più bella delle altre, ma perché il suo corpo ti chiama, chiama il sesso, chiama il desiderio.

Io e lei ci conosciamo da circa 15 anni, e nel tempo siamo stati più o meno amici. Negli ultimi anni ci siamo un po' persi, ma i social ci hanno tenuti in contatto. Lei esce dall'ennesima storia finita male, che stavolta le ha portato in dote anche una bambina, e quella voglia di riscatto. E così ecco che le foto postate sui social diventano più audaci: un reggiseno più corto, una spallina abbassata, un vestito più trasparente. A ogni foto il mio desiderio cresceva, ma per i motivi sopra menzionati sono sempre rimasto sulle mie, al massimo qualche 'like'. Dopo mesi che le cose continuano in questo modo, arriva la più classica delle adunate di famiglia. Parenti, cugini, nipoti, zie, prozie. C'erano tutti, e naturalmente né io né lei potevamo mancare. Lei arriva con un vestito blu elettrico, molto lungo a coprire tutte le gambe, ma abbondantemente aperto davanti a mostrare una terza abbondante. Soliti saluti di cortesia, due chiacchiere, e ognuno al suo tavolo.

Il pranzo trascorre tranquillo, dal mio posto ho una buona visuale su di lei, e posso spiarla. Quel seno stenta a rimanere dentro al vestito, ogni volta che si allunga per prendere qualcosa in tavola sembra sul punto di uscire. E il mio membro sotto cresce. Iniziano i balli di gruppo, ci si scatena e perdo la concezione dello spazio. A un tratto sono sudato e stanco, così mi dirigo verso il bagno, che però si trova separato rispetto alla sala centrale. Attraverso un lungo corridoio, esco dalla porta di servizio e nel piccolo cortile che separa la zona centrale dal bagno trovo proprio Lucia. Che piangeva. Mi avvicino e le chiedo cosa c'è che non va, lei risponde che 'quello st...' del suo ex anche questo mese non vuole darle i soldi per la bambina. E mentre lo racconta, scoppia di nuovo a piangere. Io mi avvicino e la abbraccio, forte, con la mia testa che si inserisce vicino al suo collo.

La situazione non è bella, ma un odore così non lo puoi ignorare. Ritraggo lentamente il capo, e quando la mia bocca è in corrispondenza del collo, le do un piccolo bacio. Nessuna reazione. Allora ne do un altro, ma ancora niente. Continuo per capire cosa possa accadere, ma non si muove. Allora mi stacco, la guardo negli occhi, lei annuisce. In un attimo sono sulla bocca, la bacio con passione, le mani sono già su quel seno decisamente troppo alla portata. La bocca scende, la lingua scorre sul collo e arriva fino al seno, morde, bacia, lecca. Le sue mani fanno per abbassare la cerniera, mentre torniamo a baciarci con foga.

Capiamo che è meglio proseguire in bagno, in quello delle femmine. Entriamo, chiudo la porta a chiave, e quando mi giro lei è già spalle al muro. Mi avvicino da dietro, un bacio sul collo, le mani che si impossessano del seno e strizzano più forte che posso. Alzo il vestito e cerco le mutande, le tolgo, e sapendo che prende la pillola non mi dilungo oltre. Calo i pantaloni e infilo il mio cazzo dentro di lei, che scivola dentro senza difficoltà, lei che aveva la vagina bagnata. Spingo con forza, la voglio, le prendo i capelli e tirandola delicatamente verso di me la bacio, le accarezzo il seno e nel frattempo continuo a spingere. Ci fermiamo il tempo utile per spostarci sul water, voglio scoparla mentre vedo quei due seni che saltano al ritmo dei miei colpi. Lei ansima, gode, così come me. Le vengo dentro, un fiume in piena, frutto di un desiderio covato a lungo. Continuiamo a baciarci per qualche minuto, ma è un bacio tenero.

Ci ricomponiamo e torno prima io dagli altri, raccontando di aver avuto un brutto mal di pancia. Qualche minuto dopo torna lei, mi guarda e sorride. Capisco che da lì inizierà qualcosa di nuovo, non so cosa, ma mi piace da morire.
scritto il
2026-09-14
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