La pompa di benzina dopo il sogno
di
Juliana49
genere
confessioni
Dopo quel sogno ci ho riflettuto molto.
Avrebbe funzionato sicuramente,
Ma rischiavo molto ,
Potevano denunciarmi per prostituzione.
La pompa non andava molto bene,
Troppo fuori mano per i viaggianti.
Scarso afflusso e in zona non industriale.
Stavo realmente pensando al sogno,
Certo la cosa non farebbe piacere né a mio marito né ai nostri genitori,
Senza pensare come la prenderebbe nostra figlia.
Poi come avrei potuto pubblicizzare con omertà la situazione che poteva crearsi.
Certo che poi se si spargeva la voce era impossibile che non arrivasse alle orecchie dei conoscenti.
Poi succede lin previsto.
Stavo chiudendo la pompa era inverno cadeva qualche fiocco.
Mio marito era fuori per lavoro mia figlia in montagna con amici.
Quando arriva un auto.
Dico che sto chiudendo,
Scendono quattro uomini
Col volto coperto.
Mi aggrediscono portandomi all interno del locale.
Urlo disperata in cerca di aiuto.
Col risultato che ricevo due schiaffi in pieno viso che mi fanno cadere in terra .
Tirano fuori la pistola e me la puntano in bocca.
Se strilli di nuovo te la faccio ingoiare troia.
Ho la canna in gola.
Uno mi perquisisce trovando i soldi nello slip.
La troia li tiene in cassaforte ahah
Ho ancora la canna della pistola in bocca.
Son terrorizzata.
Uno mi guarda esordendo non male la signora io quasi quasi un giro me lo faccio.
Sai che vi dico sta facendo buio e passare la notte in dolce compagnia non sarebbe male.
Mi toglie la pistola dalla bocca dicendomi,
Che ne pensa signora?
Le va che gli diamo una bella ripassata così sarà più serena?
Piango dicendogli di lasciarmi stare che i soldi se li sono presi.
Già ma ho voglia di svuotarmi le palle
Voi che ne pensate?
Si spogli di quei abbiti e mostraci cosa nascondi.
Li duplici li scongiuro di lasciarmi andare a casa.
Fuori ora sta nevicando a dirotto.
Ha ragione esca
Ma se rimane sappia che la scopiamo fino ad esaurimento sborra.
Apre la porta mi getta nuda tra la neve chiudendomi fuori.
Urlo di farmi entrare,
Loro ridono.
Poi ormai quasi congelata gli urlo che farò tutto quello che desiderano basta che mi fanno entrare.
Ok troia entra e da oggi sarai nostra chiaro.
Chiedo qualcosa di caldo e per coprirmi.
Loro ridono.
Prima però devi dimostrarci
Come pensi di ringraziare
O altrimenti
Apro la porta e ti butto fuori a calci.
Lo abbraccio ti prego ti scongiuro
lo bacio, sarò vostra.
Dimostracelo,
Gli slaccio la cinta mi inginocchio,
Tutti ridono,
Tutto qui signora.
Vediamo se sai convincermi.
Lo spoglio nudo e
Gli lecco il culo.
DIO si bravissima ora si che mi piaci.
Fammi un bel bidè.
Tutti si spogliano mettendosi a quattro zampe .
Passo da un culo all altro.
Ragazzi abbiamo trovato quello che ci mancava.
Una puttana che lavorerà per noi ahah.
Ora basta lavoraci il cazzo chd poi ti sfondiamo come meriti.
Mi trovo in ginocchio circondata da cazzi.
Li alterno succhiandoli cazzo e palle.
Ormai anch’io ho perso i freni.
I bastardi se ne accorgono
Dio questa è proprio Troia di per sé.
Non è per niente schifata anzi,
Gli piace proprio il cazzo.
Ormai sono in ballo allora balliamo.
Si sdraiano e li cavalco alternandoli,
Non sono più loro a condurre il gioco ma io che mi sta piacendo sempre di più.
Questo dà il via ad una vera maratona di sesso.
Non c’è più freno inibitorio ormai partecipo con sempre più calore.
E ne trovo piacimento,
Loro trovandomi così disposta mi scopano con violenza.
Ogni loro affondo è come un desiderio di distruggere tutta la mia moralità di donna.
Ormai sono un loro oggetto,
Mi fanno quello che desiderano.
Mi scopano in tutte le maniere,
Vengo attirata da uno al altro vengo contesa,
Ognuno vuole sfondarmi per bene,
Quando le prime luci dell alba compaiano.
Io sono talmente a pezzi che fatico ad ergermi in piedi.
Loro dormono esausti.
Guardo fuori c’è una distesa di neve talmente fitta che non si distingue più la strada.
Sono intrappolata qui con i miei rapinatori.
Sono disperata non ho via di fuga.
Chissà quando la strada verrà sgombrata dalla neve.
Non c’è neanche campo del cell per chiamare i soccorsi,
La corrente è saltata il telefono non funziona.
Sono ora veramente isolata e la neve non cessa di cadere.
Quando si svegliano mi trattano da serva.
Preparo la colazione,
Mi impediscono di mangiare.
Ho una fame da lupi,
La dispensa è piena ma non posso usufruire delle vivande.
Li duplico che ho fame,
Loro ridendo mi dicono che ieri sera avevo sprecato la loro aborra.
Che se avevo fame mi potevo nutrire tirando fuori la sborra dal loro cazzo.
Mentre loro bevevano latte caldo e mangiano brioche.
Io ero sotto al tavolo a succhiare i loro cazzi aspettando che mi donino qualcosa da mettere nello stomaco.
L’unica sostanza che mi permisero di mangiare erano delle gallette farcite da sborra.
Rimaniamo isolati tre giorni.
Poi quando lo spazzaneve sgombra la strada.
Loro partono dicendomi che ci saremmo rivisti presto.
Quei tre giorni mi lasciarono un ricordo indelebile,
Un figlio che mio marito non avrebbe voluto accettare ma io non avevo il coraggio di spezzare una vita innocente,
Alla fine lui non centrava nulla di quella brutta storia.
Son passati dieci anni
Dentro di me spero che un giorno possa rivivere quel esperienza che mi ha cambiata la vita.
Prima una donna repressa,
Ora una donna che vive ogni sua sensazione di vita.
Mio marito ormai accetta il suo ruolo da cornuto.
Il sogno di creare la pompa erotica è sempre nei miei pensieri,
Ora trentaseienne ma con un desiderio di realizzare un giorno quel sogno.
Avrebbe funzionato sicuramente,
Ma rischiavo molto ,
Potevano denunciarmi per prostituzione.
La pompa non andava molto bene,
Troppo fuori mano per i viaggianti.
Scarso afflusso e in zona non industriale.
Stavo realmente pensando al sogno,
Certo la cosa non farebbe piacere né a mio marito né ai nostri genitori,
Senza pensare come la prenderebbe nostra figlia.
Poi come avrei potuto pubblicizzare con omertà la situazione che poteva crearsi.
Certo che poi se si spargeva la voce era impossibile che non arrivasse alle orecchie dei conoscenti.
Poi succede lin previsto.
Stavo chiudendo la pompa era inverno cadeva qualche fiocco.
Mio marito era fuori per lavoro mia figlia in montagna con amici.
Quando arriva un auto.
Dico che sto chiudendo,
Scendono quattro uomini
Col volto coperto.
Mi aggrediscono portandomi all interno del locale.
Urlo disperata in cerca di aiuto.
Col risultato che ricevo due schiaffi in pieno viso che mi fanno cadere in terra .
Tirano fuori la pistola e me la puntano in bocca.
Se strilli di nuovo te la faccio ingoiare troia.
Ho la canna in gola.
Uno mi perquisisce trovando i soldi nello slip.
La troia li tiene in cassaforte ahah
Ho ancora la canna della pistola in bocca.
Son terrorizzata.
Uno mi guarda esordendo non male la signora io quasi quasi un giro me lo faccio.
Sai che vi dico sta facendo buio e passare la notte in dolce compagnia non sarebbe male.
Mi toglie la pistola dalla bocca dicendomi,
Che ne pensa signora?
Le va che gli diamo una bella ripassata così sarà più serena?
Piango dicendogli di lasciarmi stare che i soldi se li sono presi.
Già ma ho voglia di svuotarmi le palle
Voi che ne pensate?
Si spogli di quei abbiti e mostraci cosa nascondi.
Li duplici li scongiuro di lasciarmi andare a casa.
Fuori ora sta nevicando a dirotto.
Ha ragione esca
Ma se rimane sappia che la scopiamo fino ad esaurimento sborra.
Apre la porta mi getta nuda tra la neve chiudendomi fuori.
Urlo di farmi entrare,
Loro ridono.
Poi ormai quasi congelata gli urlo che farò tutto quello che desiderano basta che mi fanno entrare.
Ok troia entra e da oggi sarai nostra chiaro.
Chiedo qualcosa di caldo e per coprirmi.
Loro ridono.
Prima però devi dimostrarci
Come pensi di ringraziare
O altrimenti
Apro la porta e ti butto fuori a calci.
Lo abbraccio ti prego ti scongiuro
lo bacio, sarò vostra.
Dimostracelo,
Gli slaccio la cinta mi inginocchio,
Tutti ridono,
Tutto qui signora.
Vediamo se sai convincermi.
Lo spoglio nudo e
Gli lecco il culo.
DIO si bravissima ora si che mi piaci.
Fammi un bel bidè.
Tutti si spogliano mettendosi a quattro zampe .
Passo da un culo all altro.
Ragazzi abbiamo trovato quello che ci mancava.
Una puttana che lavorerà per noi ahah.
Ora basta lavoraci il cazzo chd poi ti sfondiamo come meriti.
Mi trovo in ginocchio circondata da cazzi.
Li alterno succhiandoli cazzo e palle.
Ormai anch’io ho perso i freni.
I bastardi se ne accorgono
Dio questa è proprio Troia di per sé.
Non è per niente schifata anzi,
Gli piace proprio il cazzo.
Ormai sono in ballo allora balliamo.
Si sdraiano e li cavalco alternandoli,
Non sono più loro a condurre il gioco ma io che mi sta piacendo sempre di più.
Questo dà il via ad una vera maratona di sesso.
Non c’è più freno inibitorio ormai partecipo con sempre più calore.
E ne trovo piacimento,
Loro trovandomi così disposta mi scopano con violenza.
Ogni loro affondo è come un desiderio di distruggere tutta la mia moralità di donna.
Ormai sono un loro oggetto,
Mi fanno quello che desiderano.
Mi scopano in tutte le maniere,
Vengo attirata da uno al altro vengo contesa,
Ognuno vuole sfondarmi per bene,
Quando le prime luci dell alba compaiano.
Io sono talmente a pezzi che fatico ad ergermi in piedi.
Loro dormono esausti.
Guardo fuori c’è una distesa di neve talmente fitta che non si distingue più la strada.
Sono intrappolata qui con i miei rapinatori.
Sono disperata non ho via di fuga.
Chissà quando la strada verrà sgombrata dalla neve.
Non c’è neanche campo del cell per chiamare i soccorsi,
La corrente è saltata il telefono non funziona.
Sono ora veramente isolata e la neve non cessa di cadere.
Quando si svegliano mi trattano da serva.
Preparo la colazione,
Mi impediscono di mangiare.
Ho una fame da lupi,
La dispensa è piena ma non posso usufruire delle vivande.
Li duplico che ho fame,
Loro ridendo mi dicono che ieri sera avevo sprecato la loro aborra.
Che se avevo fame mi potevo nutrire tirando fuori la sborra dal loro cazzo.
Mentre loro bevevano latte caldo e mangiano brioche.
Io ero sotto al tavolo a succhiare i loro cazzi aspettando che mi donino qualcosa da mettere nello stomaco.
L’unica sostanza che mi permisero di mangiare erano delle gallette farcite da sborra.
Rimaniamo isolati tre giorni.
Poi quando lo spazzaneve sgombra la strada.
Loro partono dicendomi che ci saremmo rivisti presto.
Quei tre giorni mi lasciarono un ricordo indelebile,
Un figlio che mio marito non avrebbe voluto accettare ma io non avevo il coraggio di spezzare una vita innocente,
Alla fine lui non centrava nulla di quella brutta storia.
Son passati dieci anni
Dentro di me spero che un giorno possa rivivere quel esperienza che mi ha cambiata la vita.
Prima una donna repressa,
Ora una donna che vive ogni sua sensazione di vita.
Mio marito ormai accetta il suo ruolo da cornuto.
Il sogno di creare la pompa erotica è sempre nei miei pensieri,
Ora trentaseienne ma con un desiderio di realizzare un giorno quel sogno.
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