Serata a Nizza
di
Ladyam
genere
corna
SERATA A NIZZA
Da qualche tempo ho un amante fisso. Un importante notaio ligure che riesce a farmi avere notevoli proposte di lavoro focalizzate soprattutto in Costa Azzurra. Per la mia professione è un importante sviluppo, e per la mia attività collaterale un’occasione in più per trovare ulteriori opportunità. Recentemente ero da lui per il weekend.
Domani andiamo a Nizza, ti va?
Certo che si, a far cosa?
Mi va di vederti scopata da qualcuno, qualcosa in contrario?
Assolutamente no. Mi eccita andare con gli sconosciuti, lo sai.
Il mio amante ha le stesse inclinazioni di mio marito, non è un caso. Sapete, sono gli uomini migliori.
Mi adorano, sono letteralmente soggiogati da me e mi consentono di fare il cazzo del comodo mio, letteralmente. Non potrei chiedere di meglio.
Andiamo così a Nizza, solite cose, acquisti, ristoranti, passeggiate e a sera mi fa conciare come una troia. Calze a rete, reggicalze, tacchi a spillo e spolverino nero. Sotto nuda, pronta all’uso, senza reggiseno e niente slip. Siamo in una strada secondaria del centro. Sono appoggiata a un muro, con un piede contro il muro. Si vede abbastanza di me. Il mio amante è dall’altro lato della strada e mi guarda. Dietro il muro a cui sono appoggiata ci sono i giardini pubblici. A quest’ora sono deserti. Passano, alcuni fanno finta di niente, altri commentano, qualcuno si ferma. A chi mi chiede quanto voglio sparo una cifra da capogiro così da farlo scappare. Sapete, è una questione di principio. Se lo devo fare per soldi voglio cifre adeguate, non banali, non da mercato, se invece lo devo fare per divertimento devo trovare il tizio che mi attizza. E lo trovo. Si ferma un cinquantenne timido e imbranato, grassoccio e sgraziato, uno di quelli che sognano solo. Mi piace, lo porto dietro al muro, c’è un bagno pubblico. Mi apro lo spolverino, mi faccio ammirare, toccare. Mi ciuccia i capezzoli, mi accarezza la fica, poi passo all’azione, gli estraggo il cazzo, già duro a dovere, mi metto in ginocchio e mi prodigo in un bel pompino. Il poverino è talmente eccitato che resiste esattamente dieci secondi e mi esplode in bocca gemendo. Ingoio tutto, facendo attenzione a non sporcarmi con la sborra. Mi rialzo, lo guardo, vedo la gioia nei suoi occhi, gli do un buffetto e me ne vado senza voltarmi. Il tizio sgattaiola via continuando a dire, dea, amore, gioia, felice. E insomma mi rendo conto di aver fatto un’opera di bene, mentre il mio amante osservava eccitato. Torno ad appoggiarmi al muro. Si ferma uno con una macchina super lusso.
Non me ne frega un cazzo di quanto vuoi, Sali.
Sono i tipi che adoro. Salgo subito. Impieghiamo 10 minuti ad arrivare a casa sua. Il tipico imprenditore ricco e immorale, che prende sempre ciò che vuole senza chiedere permesso a nessuno.
Vado in bagno, immagino tu mi voglia pulita e profumata.
Esco dal bagno senza lo spolverino, con le calze, il reggicalze e le scarpe nere con tacco 10.
Sei una meraviglia, che fai nella vita? Non mi sembri una puttana.
E qui arriva il momento in cui tutti si stupiscono.
Allora sei troia per passione, Cristo, mi fai impazzire. E tuo marito?
E’ un professore universitario, un cuckold, come il mio amante, un importante notaio.
Cazzo, non ti fai mancare niente, sei una troia ma geniale. Ora vediamo che sai fare, mi dice avvicinandosi.
Mi accarezza le tette, mi strizza i capezzoli, infila la mano tra i peli della fica.
Mi piace la fica con i peli, e la tua è stupenda.
Mi spinge verso il letto. Mi allungo, gambe aperte e fica in bella vista.
Prende a leccarmi il clitoride, allarga la fica con le mani, fa viaggiare la lingua dentro, in profondità. Lo sento aspirare i miei umori. Sono bagnata per l’eccitazione. Il tizio ci sa fare con la lingua. Lecca senza sosta, mi strizza i capezzoli e io vengo mugolando di piacere. Si rialza, mi afferra per i capelli e mi spinge la testa verso il suo cazzo. Lo afferro, lo metto in bocca. Lo lecco, con ferocia, lo spompino con mani e bocca, quasi selvaggiamente. Mi ferma, mi fa riallungare, prende il suo cazzo in mano e mi penetra con un colpo secco e deciso. Mi lascia per qualche secondo senza fiato. Poi inizia a pompare, con decisione, sempre più velocemente. Ho come l’impressione di essere investita da un treno, quando all’improvviso si ferma ed esce.
Ora ti faccio provare il brivido della mia inculata, mi dice mentre mi fa girare. Mi metto a quattro zampe, con le gambe allargate. Lui da dietro mi afferra il culo con le mani e si butta con la lingua sul mio buco. Lo lecca con quella sua lingua che entra dappertutto. Attendo qualche secondo e vengo trapanata con forza. Sento il suo cazzo penetrare con una sicurezza rara, due colpi ed è in profondità. Getto un urlo di dolore che subito si trasforma in piacere. Spinge con forza. Lo fermo un attimo. Allungo la mano sul comodino, prendo il cellulare, faccio il numero del mio amante che risponde. Mi metto a urlare.
Siii! Sbattimi, rompimi il culo! Dico a voce alta mentre il tizio riprende a spingere con energia.
Sborrami in bocca! Gli dico mentre sento che il suo corpo inizia a vibrare.
Sbuffa come un treno, esce dal culo.
Mi stendo sul letto, e mentre lui si sega io faccio una videochiamata al mio amante.
Adesso tu mi sborri in bocca mentre il mio amante mi vede, chiaro?
Si, mi eccita, puttana, mi eccita terribilmente.
Pochi secondi e vengo investita in faccia da schizzi potenti di sborra. Spalanco la bocca per ingoiarne quanta più posso.
Ti piace come mi sbatto la tua donna, cornuto? E ride mentre continua a segarsi in faccia a me.
Col cazzo ora raccoglie la sborra che ho sul viso e me lo fa leccare.
Lecco tutto, estasiata, mentre il mio amante osserva tutto dal telefonino.
Ora basta, dico, e spengo la comunicazione.
Mi concentro sul cazzo del tizio. Lo afferro, lo lecco, lo bacio, me lo passo sul viso.
Cristo che cazzo di porca che sei, vali tutto quello che ti darò e anche di più.
Mmm, gli faccio continuando a leccare il suo cazzo, e quanto volevi darmi.
Mi spara una cifra che mi fa sbattere gli occhi.
Cazzo!, gli dico, e riprendo con più lena a leccargli il cazzo.
Lui mi passa le dita sulla fronte, sugli occhi per raccogliere la sborra che c’è ancora. Mi avvicina le dita alla bocca, le lecco avidamente.
Rimani? Mi fa mentre mi strizza i capezzoli.
Che mi offri?
Quello che vuoi.
E in cambio che vuoi da me? Gli chiedo ammiccante
La tua fica, il tuo culo, la tua bocca per tutta la giornata.
Prendo il telefono, mando un messaggio al mio amante: domani sono occupata.
Mi trovate per chat su telegram @seduzioneamaranto
Ho un canale telegram e una pagina Instagram dove pubblico immagini di me
Da qualche tempo ho un amante fisso. Un importante notaio ligure che riesce a farmi avere notevoli proposte di lavoro focalizzate soprattutto in Costa Azzurra. Per la mia professione è un importante sviluppo, e per la mia attività collaterale un’occasione in più per trovare ulteriori opportunità. Recentemente ero da lui per il weekend.
Domani andiamo a Nizza, ti va?
Certo che si, a far cosa?
Mi va di vederti scopata da qualcuno, qualcosa in contrario?
Assolutamente no. Mi eccita andare con gli sconosciuti, lo sai.
Il mio amante ha le stesse inclinazioni di mio marito, non è un caso. Sapete, sono gli uomini migliori.
Mi adorano, sono letteralmente soggiogati da me e mi consentono di fare il cazzo del comodo mio, letteralmente. Non potrei chiedere di meglio.
Andiamo così a Nizza, solite cose, acquisti, ristoranti, passeggiate e a sera mi fa conciare come una troia. Calze a rete, reggicalze, tacchi a spillo e spolverino nero. Sotto nuda, pronta all’uso, senza reggiseno e niente slip. Siamo in una strada secondaria del centro. Sono appoggiata a un muro, con un piede contro il muro. Si vede abbastanza di me. Il mio amante è dall’altro lato della strada e mi guarda. Dietro il muro a cui sono appoggiata ci sono i giardini pubblici. A quest’ora sono deserti. Passano, alcuni fanno finta di niente, altri commentano, qualcuno si ferma. A chi mi chiede quanto voglio sparo una cifra da capogiro così da farlo scappare. Sapete, è una questione di principio. Se lo devo fare per soldi voglio cifre adeguate, non banali, non da mercato, se invece lo devo fare per divertimento devo trovare il tizio che mi attizza. E lo trovo. Si ferma un cinquantenne timido e imbranato, grassoccio e sgraziato, uno di quelli che sognano solo. Mi piace, lo porto dietro al muro, c’è un bagno pubblico. Mi apro lo spolverino, mi faccio ammirare, toccare. Mi ciuccia i capezzoli, mi accarezza la fica, poi passo all’azione, gli estraggo il cazzo, già duro a dovere, mi metto in ginocchio e mi prodigo in un bel pompino. Il poverino è talmente eccitato che resiste esattamente dieci secondi e mi esplode in bocca gemendo. Ingoio tutto, facendo attenzione a non sporcarmi con la sborra. Mi rialzo, lo guardo, vedo la gioia nei suoi occhi, gli do un buffetto e me ne vado senza voltarmi. Il tizio sgattaiola via continuando a dire, dea, amore, gioia, felice. E insomma mi rendo conto di aver fatto un’opera di bene, mentre il mio amante osservava eccitato. Torno ad appoggiarmi al muro. Si ferma uno con una macchina super lusso.
Non me ne frega un cazzo di quanto vuoi, Sali.
Sono i tipi che adoro. Salgo subito. Impieghiamo 10 minuti ad arrivare a casa sua. Il tipico imprenditore ricco e immorale, che prende sempre ciò che vuole senza chiedere permesso a nessuno.
Vado in bagno, immagino tu mi voglia pulita e profumata.
Esco dal bagno senza lo spolverino, con le calze, il reggicalze e le scarpe nere con tacco 10.
Sei una meraviglia, che fai nella vita? Non mi sembri una puttana.
E qui arriva il momento in cui tutti si stupiscono.
Allora sei troia per passione, Cristo, mi fai impazzire. E tuo marito?
E’ un professore universitario, un cuckold, come il mio amante, un importante notaio.
Cazzo, non ti fai mancare niente, sei una troia ma geniale. Ora vediamo che sai fare, mi dice avvicinandosi.
Mi accarezza le tette, mi strizza i capezzoli, infila la mano tra i peli della fica.
Mi piace la fica con i peli, e la tua è stupenda.
Mi spinge verso il letto. Mi allungo, gambe aperte e fica in bella vista.
Prende a leccarmi il clitoride, allarga la fica con le mani, fa viaggiare la lingua dentro, in profondità. Lo sento aspirare i miei umori. Sono bagnata per l’eccitazione. Il tizio ci sa fare con la lingua. Lecca senza sosta, mi strizza i capezzoli e io vengo mugolando di piacere. Si rialza, mi afferra per i capelli e mi spinge la testa verso il suo cazzo. Lo afferro, lo metto in bocca. Lo lecco, con ferocia, lo spompino con mani e bocca, quasi selvaggiamente. Mi ferma, mi fa riallungare, prende il suo cazzo in mano e mi penetra con un colpo secco e deciso. Mi lascia per qualche secondo senza fiato. Poi inizia a pompare, con decisione, sempre più velocemente. Ho come l’impressione di essere investita da un treno, quando all’improvviso si ferma ed esce.
Ora ti faccio provare il brivido della mia inculata, mi dice mentre mi fa girare. Mi metto a quattro zampe, con le gambe allargate. Lui da dietro mi afferra il culo con le mani e si butta con la lingua sul mio buco. Lo lecca con quella sua lingua che entra dappertutto. Attendo qualche secondo e vengo trapanata con forza. Sento il suo cazzo penetrare con una sicurezza rara, due colpi ed è in profondità. Getto un urlo di dolore che subito si trasforma in piacere. Spinge con forza. Lo fermo un attimo. Allungo la mano sul comodino, prendo il cellulare, faccio il numero del mio amante che risponde. Mi metto a urlare.
Siii! Sbattimi, rompimi il culo! Dico a voce alta mentre il tizio riprende a spingere con energia.
Sborrami in bocca! Gli dico mentre sento che il suo corpo inizia a vibrare.
Sbuffa come un treno, esce dal culo.
Mi stendo sul letto, e mentre lui si sega io faccio una videochiamata al mio amante.
Adesso tu mi sborri in bocca mentre il mio amante mi vede, chiaro?
Si, mi eccita, puttana, mi eccita terribilmente.
Pochi secondi e vengo investita in faccia da schizzi potenti di sborra. Spalanco la bocca per ingoiarne quanta più posso.
Ti piace come mi sbatto la tua donna, cornuto? E ride mentre continua a segarsi in faccia a me.
Col cazzo ora raccoglie la sborra che ho sul viso e me lo fa leccare.
Lecco tutto, estasiata, mentre il mio amante osserva tutto dal telefonino.
Ora basta, dico, e spengo la comunicazione.
Mi concentro sul cazzo del tizio. Lo afferro, lo lecco, lo bacio, me lo passo sul viso.
Cristo che cazzo di porca che sei, vali tutto quello che ti darò e anche di più.
Mmm, gli faccio continuando a leccare il suo cazzo, e quanto volevi darmi.
Mi spara una cifra che mi fa sbattere gli occhi.
Cazzo!, gli dico, e riprendo con più lena a leccargli il cazzo.
Lui mi passa le dita sulla fronte, sugli occhi per raccogliere la sborra che c’è ancora. Mi avvicina le dita alla bocca, le lecco avidamente.
Rimani? Mi fa mentre mi strizza i capezzoli.
Che mi offri?
Quello che vuoi.
E in cambio che vuoi da me? Gli chiedo ammiccante
La tua fica, il tuo culo, la tua bocca per tutta la giornata.
Prendo il telefono, mando un messaggio al mio amante: domani sono occupata.
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