La sauna corsa
di
Ladyam
genere
tradimenti
Recentemente mi è capitato di essere ospite "speciale" di alcuni arabi sul loro yacht di lusso, e durante il tour del Tirreno abbiamo ormeggiato per qualche ora a Porto Vecchio, nel sud della Corsica. E così mentre passeggiavo nel porto turistico, libera da impegni extra di cui vi racconterò in altra circostanza, mi tornò alla mente quella volta che io e mio marito venimmo qui, nel resort La Chiappa, dove per una settimana ci godemmo la spiaggia naturista. All'epoca eravamo sposati da pochi anni e l'entusiasmo anche sessuale era sempre alto. Mio marito adorava esibirmi, si eccitava terribilmente a osservare gli altri che mi guardavano con desiderio, e ogni occasione era buona per risvegliare i suoi desideri di cuckold. Avevamo affittato un bungalow, e talvolta capitò che mio marito tornasse con uno sconosciuto pronto a scoparmi davanti a lui. Fu proprio dopo una di queste circostanze che io, per rilassarmi, andai nella sauna per stare un pò tranquilla. Entrai che non c'era nessuno, mi stesi sulla panca e iniziai a godere dei vapori. La pace però durò poco perchè una decina di minuti dopo entrò un gruppo di uomini vocianti. Sei o sette soggetti, tutti sulla cinquantina, che ridevano e parlavano a voce alta. Io istintivamente mi rialzai a sedere sulla panca e misi l'asciugamano sulle gambe, giusto per coprire un pò la fica. Qualcuno si sedette di fronte a me, altri affianco a me e cominciarono a guardarmi. Avevano tutti lasciato i loro asciugamani da parte e presero a esibire con desiderio i loro attrezzi.
Ti piace? Belle tette che hai. Sola? Cominciarono a farmi domande, a fare allusioni, e visto che io sorridevo e stavo al gioco, dalle allusioni passarono alle frasi esplicite.
Toccati le tette, dai, accarezzati, facci vedere.
Io iniziai a guardarli e presi ad accarezzarmi.
E la fica, come ce l'hai?
Allontanai l'asciugamano.
Mmmm, c'è peluria, allarga dai, facci vedere.
Allargai le gambe.
Contenti? Vi piace? E quanto vi piace? Fatemi vedere, dissi loro in modo sfacciato, siete ancora mosci, mi sembra.
Presi a provocarli.
Iniziai a toccarmi la fica.
I loro sguardi cambiarono. Impugnarono i loro cazzi e iniziarono anche loro a segarsi, lentamente.
Sei una troietta niente male.
Avevo iniziato a masturbarmi con decisione e mentre le mie dita correvano li guardavo.
E voi? Che fate? Solo finta o vi segate sul serio?
Uno di loro mi disse di girarmi: facci vedere il tuo culo, dai troietta.
Mi alzai in piedi, mi girai, allargai le gambe e con le mani mi allargai le chiappe per far vedere il buco.
Li sentivo grugnire come maiali.
Mi rigirai, rimasi in piedi, con le gambe allargate e le dita che entravano e uscivano dalla fica a ritmo sostenuto. Uno di loro si alzò e andò a mettersi davanti alla porta per evitare che qualcuno entrasse. Lo guardai e dietro il vetro della porta vidi mio marito che osservava la scena. La cosa mi fece diventare ancora più volgare. Mi inginocchiai, aumentai la velocità delle mie dita, ansimando di piacere, con la testa alzata, in segno di sfida. Sfida che tutti raccolsero, perchè mi si fecero attorno, segandosi disperatamente fino a quando cominciarono a venire e a esplodere il loro sperma su di me. Cominciai a essere inondata, sulla faccia, sulle tette, sui capelli, mentre i fiotti si susseguivano veloci. In poco tempo ebbi la faccia ricoperta e con le mani mi spargevo lo sperma sul corpo. Quando ebbero finito uno mi avvicinò il suo cazzo alla bocca. Girai la testa, mi alzai, mi voltai e uscii dalla sauna. Era il momento di una bella doccia, lunga, rigenerante.
Perchè ridi, mi chiede il mio ospite arabo guardandomi incuriosito.
Non mi ero accorta che stavo ridendo.
Niente Haziz, vecchi ricordi.
Questa sera avrai poco da ridere, lo sai vero?
Lo guardo negli occhi: io sono pronta, sempre, e voi?
Mi trovate su telegram @seduzioneamaranto
Ti piace? Belle tette che hai. Sola? Cominciarono a farmi domande, a fare allusioni, e visto che io sorridevo e stavo al gioco, dalle allusioni passarono alle frasi esplicite.
Toccati le tette, dai, accarezzati, facci vedere.
Io iniziai a guardarli e presi ad accarezzarmi.
E la fica, come ce l'hai?
Allontanai l'asciugamano.
Mmmm, c'è peluria, allarga dai, facci vedere.
Allargai le gambe.
Contenti? Vi piace? E quanto vi piace? Fatemi vedere, dissi loro in modo sfacciato, siete ancora mosci, mi sembra.
Presi a provocarli.
Iniziai a toccarmi la fica.
I loro sguardi cambiarono. Impugnarono i loro cazzi e iniziarono anche loro a segarsi, lentamente.
Sei una troietta niente male.
Avevo iniziato a masturbarmi con decisione e mentre le mie dita correvano li guardavo.
E voi? Che fate? Solo finta o vi segate sul serio?
Uno di loro mi disse di girarmi: facci vedere il tuo culo, dai troietta.
Mi alzai in piedi, mi girai, allargai le gambe e con le mani mi allargai le chiappe per far vedere il buco.
Li sentivo grugnire come maiali.
Mi rigirai, rimasi in piedi, con le gambe allargate e le dita che entravano e uscivano dalla fica a ritmo sostenuto. Uno di loro si alzò e andò a mettersi davanti alla porta per evitare che qualcuno entrasse. Lo guardai e dietro il vetro della porta vidi mio marito che osservava la scena. La cosa mi fece diventare ancora più volgare. Mi inginocchiai, aumentai la velocità delle mie dita, ansimando di piacere, con la testa alzata, in segno di sfida. Sfida che tutti raccolsero, perchè mi si fecero attorno, segandosi disperatamente fino a quando cominciarono a venire e a esplodere il loro sperma su di me. Cominciai a essere inondata, sulla faccia, sulle tette, sui capelli, mentre i fiotti si susseguivano veloci. In poco tempo ebbi la faccia ricoperta e con le mani mi spargevo lo sperma sul corpo. Quando ebbero finito uno mi avvicinò il suo cazzo alla bocca. Girai la testa, mi alzai, mi voltai e uscii dalla sauna. Era il momento di una bella doccia, lunga, rigenerante.
Perchè ridi, mi chiede il mio ospite arabo guardandomi incuriosito.
Non mi ero accorta che stavo ridendo.
Niente Haziz, vecchi ricordi.
Questa sera avrai poco da ridere, lo sai vero?
Lo guardo negli occhi: io sono pronta, sempre, e voi?
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