Genova per noi

di
genere
tradimenti

Qualche tempo fa ricevetti una telefonata da un tizio di Genova. Era un antiquario ed esordì dicendomi: -Sono un amico di... Mi ha parlato in toni entusiasti di lei.
Non lo lasciai finire: - Guardi sono con un cliente ora, la richiamo appena posso.
Chiusi la telefonata, ma il nome pronunciato dal tizio mi riportò alla memoria uno degli episodi più interessanti e che ricordavo con piacere: il mio primo superdotato. Stavo sorridendo tra me e me, assorta nei ricordi, quando il mio cliente mi disse: - Dottoressa, tutto bene? -
- Ah, si, mi scusi, torniamo a noi -
Appena ebbi la possibilità uscii dall'agenzia e presi a passeggiare nella vicina piazza per richiamare il tizio che mi cercava, e non volevo che il mio odioso socio ascoltasse, ovviamente.
Un fine settimana a Genova, presentazione, in modo riservato, ad alcuni clienti speciali di preziosi mobili di antiquariato, poi qualche prestazione fuori dal comune con il mio culo protagonista assoluto e poi una sessione riservata a lui.
Il compenso era la cosa più interessante e gradita, debbo dire, benchè pretesi di più, molto di più, e il tizio accettò senza fiatare. Non male, pensai.
Sapevo che mio marito aveva in programma una importante conferenza su una riforma del codice di procedura penale, che quindi sarebbe stato via per diversi giorni e così mi organizzai per far coincidere la sua assenza con il mio fine settimana a Genova.
Avevo bisogno di qualcuno che mi accompagnasse e pensai a Carlo, il nostro amico falegname. Era da un pò di tempo, debbo confessare, che sentivo il bisogno di essere un pò maltrattata dal suo cazzo brutale e ribelle, e così lo invitai a venirci a trovare la sera prima che mio marito partisse. Avremmo cenato insieme, e, conoscendolo, mi avrebbe di certo fatto eccitare, anche perché la consapevolezza del tradimento mi fa ribollire i sensi in modo irrefrenabile. E così fu. Durante la cena mio marito a un certo punto andò in cantina a prendere un paio di bottiglie di vino. Il tempo che mio marito scomparve fuori dalla porta e con un gesto rapido e brutale mi strappò gli slip. Restò con i brandelli in mano, prese a odorarli a leccarli, mentre con l'altra mano mi afferrò la fica e iniziò ad accarezzarmi con ruvida dolcezza. Le sue dita entrarono in profondità e cominciò a spingere per farne entrare due, tre, quattro, poi tutta la mano. Ero in un lago di umori, quando Carlo tolse la mano all'improvviso, la leccò avidamente e tornò a far finta di niente. Mio marito era rientrato con le due bottiglie. Io ero tutta un bollore. Volevo essere scopata subito, ero eccitatissima, smaniavo, ma non sapevo come fare. Mi venne in soccorso mia figlia. Voleva essere accompagnata dall'amica perchè avevano una cosa importante da fare. Ringraziai la buona sorte e appena mio marito uscì Carlo mi saltò addosso. Mi leccò la fica in modo talmente violento che venni nel giro di pochi istanti. Presi il suo cazzo e iniziai a leccarlo avidamente, segandolo con energia. Ero stesa sul divano, allargai le gambe e mi penetrò con una decisione che mi lasciò senza fiato per una decina di secondi. Un colpo secco, profondo, duro, senza preavviso. Gettai un urlo soffocato. Prese a pompare con veemenza. Carlo aveva una resistenza particolare. Spingeva, spingeva senza pietà fino a quando venni di nuovo ansimando.
Allora mi fece girare. Mi leccò il culo, me lo allargò e con due colpi decisi fu dentro in modo ruvido, brutale. Cristo che dolore! Urlai senza ritegno. I miei Siiii, ancora si sprecavano.
Vienimi in culo, ti prego! Mi piaceva essere riempita di sborra calda.
Carlo spingeva, con forza, poi all'improvviso mi spinge via, mi fa girare, mi punta il cazzo in faccia e mi esplode il suo sperma. Quelle di Carlo sono vere esplosioni, fucilate che inondano. Gli schizzi si susseguivano rapidamente. In pochi istanti ebbi la faccia coperta di sborra. Lecca, troia, lecca tutto, mi diceva mentre mi passava il cazzo sul viso. Obbedivo fremente di piacere. Volevo stare a leccare ancora a leccare il suo cazzo, ma Carlo mi spinse via. Vatti a pulire, dai che sta tornando. A malincuore obbedii, diedi un ultimo bacio al cazzo di Carlo e andai in bagno a lavarmi. Quando tornai mio marito era già lì.
Il giorno dopo mio marito partì presto per Roma, mentre io venni accompagnata da Carlo a Genova. Voleva scoparmi di nuovo ma lo fermai. A Genova, abbiamo due giorni interi, scoperemo a più non posso.
Ero all'interno del negozio di antiquariato, quel giorno chiuso al pubblico, con il proprietario e cinque clienti.
Mi esibisco, mi spoglio, mi masturbo, danzo un pò, faccio qualche pompino, ma è solo un aperitivo.
In serata nella villa in collina è in programma uno spettacolo speciale con protagonista il mio culo. Vengo lavata e idratata per bene, poi riempita a dismisura con siringoni contenenti liquidi stimolanti che mi fanno svuotare anche l'anima. Il mio culo viene penetrato a più riprese da attrezzi e cazzi vari, riempito e svuotato continuamente, in un gioco perverso che diverte i presenti.
Il giorno dopo sono riservata al proprietario, che mi vuole tutta per lui.
Carlo mi aspettava per scoparmi, ma non fu possibile. Domani, gli dico, domani sicuramente.
Il proprietario era un fissato per il culo. Volle assaggiare anche la mia fica, ma alla fine mi sborrò nel culo e volle vedermi leccare la sua sborra.
Quando andai via mi riempì di complimenti e di soldi. Mi feci accompagnare dal suo autista all'hotel dove alloggiava Carlo.
Come promesso, ora sono tua, gli dissi mentre mi spogliavo.
Mi sarebbe piaciuto essere riempita della sua sborra nella fica, ma sapevo come sarebbe andata a finire. A Carlo piace essere brutale, irriverente, ed è proprio questo che mi piace di lui. Però ha un pregio: prima mi sbatte con vigore, mi fa venire urlando di piacere, e solo dopo mi sborra addosso. E quando si appresta a sborrarmi in faccia mi intima di aprire la bocca. - Spalancala, troia! - Obbedisco.
Un torrente impetuoso di sborra calda mi invade la bocca riempiendola. Mi va direttamente in gola. Ingoio con difficoltà e mentre ingoio altra sborra mi investe riempiendomi la faccia. Ingoio, lecco la sborra sulla faccia e mi scappa da ridere.
Cazzo ti ridi, puttana!
Mi piaci, gli dico, e questa volta resto a leccargli il cazzo a lungo, molto a lungo.
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Sul mio canale telegram altri racconti brevi inediti e le mie immagini.


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scritto il
2026-07-08
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