Io, mio padre e mio zio
di
Ladyam
genere
incesti
Da parecchi mesi sto conducendo una vita molto movimentata. Il mio amante è diventato una presenza fissa, importante ma ingombrante. Riesce a procurarmi molti clienti, ma esige che io passi molto tempo con lui, motivo per cui cerco di dividere il mio tempo tra Imperia e Torino. Con mio marito la situazione è ai minimi termini. Siamo sempre nervosi, litighiamo spesso. Lui avrà le sue ragioni, non metto in dubbio, ma io ho le mie. Lo tradisco spesso, vero, ma lui mi ha sempre usata per i suoi piaceri da guardone. E' sempre stato un do ut des tra di noi, ma ora, col passare degli anni, la situazione si fa sempre più difficile da gestire. E poi c'è il mio amante, a cui debbo comunque dedicare attenzione, se voglio continuare a mantenere la mia attività professionale su livelli rassicuranti. Si certo, poi c'è il problema del mio socio, da cui non riesco a staccarmi, maledetto sfruttatore. E poi mia figlia, che oramai è un caso disperato. Insomma un disastro, e spesso quando sono sola avverto tutto il peso di queste situazioni difficili da gestire. Per fortuna non è frequente che io sia sola. L'altra sera ero per l'appunto sola a casa a Torino. Mio marito era a Roma per delle tesi di laurea, mia figlia era dall'amica (forse) e io mi sono messa a scrivere. Ho terminato e pubblicato il libro sulle eroine mitologiche e stavo buttando giù qualche racconto delle mie passate esperienze. Prima di scrivere, come sapete, vado sempre a rivedere le mie vecchie foto, così mi tornano in mente le situazioni. Scorrendole mi sono capitate alcune foto in bianco e nero scattate all'epoca da mio padre e mio zio. In particolare una ha catturato la mia attenzione. Ero su una spiaggia selvaggia, nuda, distesa sulla sabbia delle dune su cui cresceva della vegetazione. Mi ero appena diplomata e mio padre aveva deciso di andare a trovare suo fratello, che conduceva vita da zingaro. A quell'epoca mi pare che vivesse in una vecchia casa ai margini della costa tra Toscana e Liguria. Quando arrivammo, e non fu affatto facile trovarlo, era immerso nella pittura. Dipingeva sempre mari in tempesta, con quei magnifici colori blu e bianchi. Ho ereditato la passione per la mitologia da lui, dai suoi racconti di Europa che veniva rapita, di Pasifae che perdeva la testa per un toro.
-La mia splendida nipotina, che bello rivederti!- Mi abbracciò con forza. -Dai, raccontami tutto di te Annamaria-.
Parlammo a lungo, mentre mi mostrava i suoi ultimi quadri e mi raccontava.
-Guarda Annamaria, Britomarti che fugge e che si getta in mare per sfuggire a Minosse-
Osservavo ammirata un meraviglioso mare in tempesta e una ragazza che si tuffava decisa.
-Zio, è meraviglioso questo-
-Lo vuoi?-
-Magari!-
-E' tuo-, mi disse semplicemente.
Lo abbracciai forte, lo baciai, mi vennero i brividi, di piacere, mentre lui mi accarezzava.
-Spogliati che ti fotografo-, mi disse.
Ero felicissima. Posavo nuda mentre lui e mio padre scattavano. Andammo sulle dune selvagge. Poi corsi a farmi un bagno. Quando tornai in casa li vidi che parlavano. Mi avvicinai. Mi guardavano. Iniziarono ad accarezzarmi. Era quello che volevo. Venni scossa da brividi di piacere mentre mio zio mi accarezzava le tette, mi strizzava i capezzoli. Gli slacciai con foga i pantaloni, mi inginocchiai e presi in bocca il suo cazzo. Iniziai a leccarlo con avidità, mentre mio padre mi accarezzava i capelli, le tette. Mi portarono sul letto. Si spogliarono tutti e due, mio zio si allungò sul letto e mi fece salire su di lui, mentre mio padre si mise dietro e prese a baciarmi e leccarmi il culo. Salii sul cazzo di mio zio, allargai la fica e lo feci entrare. Presi a muovermi, mentre lui mi accarezzava le tette e mio padre da dietro iniziava a spingere il suo cazzo nel mio culo. Ero piena, soddisfatta e urlavo di piacere. Venni ululando come una lupa in calore, mentre mio padre e mio zio continuavano a spingere con forza. mio padre uscì, mio zio mi allontanò, mi stesi sul letto, portai i capelli indietro, spalancai la bocca mentre loro inginocchiati accanto a me mi guardavano e si segavano. Esplosero insieme. La loro sborra mi riempì la bocca e mi inondò la faccia. Ingoiavo felice mentre con le dita raccoglievo la sborra che defluiva sul collo e la leccavo. Restai qualche minuto a leccare i loro cazzi, che si stavano sgonfiando. Poi mio padre mi tirò su e mi disse di andare a farmi un altro bagno, che era quasi ora di pranzo.
Mi trovate su telegram @seduzioneamaranto
-La mia splendida nipotina, che bello rivederti!- Mi abbracciò con forza. -Dai, raccontami tutto di te Annamaria-.
Parlammo a lungo, mentre mi mostrava i suoi ultimi quadri e mi raccontava.
-Guarda Annamaria, Britomarti che fugge e che si getta in mare per sfuggire a Minosse-
Osservavo ammirata un meraviglioso mare in tempesta e una ragazza che si tuffava decisa.
-Zio, è meraviglioso questo-
-Lo vuoi?-
-Magari!-
-E' tuo-, mi disse semplicemente.
Lo abbracciai forte, lo baciai, mi vennero i brividi, di piacere, mentre lui mi accarezzava.
-Spogliati che ti fotografo-, mi disse.
Ero felicissima. Posavo nuda mentre lui e mio padre scattavano. Andammo sulle dune selvagge. Poi corsi a farmi un bagno. Quando tornai in casa li vidi che parlavano. Mi avvicinai. Mi guardavano. Iniziarono ad accarezzarmi. Era quello che volevo. Venni scossa da brividi di piacere mentre mio zio mi accarezzava le tette, mi strizzava i capezzoli. Gli slacciai con foga i pantaloni, mi inginocchiai e presi in bocca il suo cazzo. Iniziai a leccarlo con avidità, mentre mio padre mi accarezzava i capelli, le tette. Mi portarono sul letto. Si spogliarono tutti e due, mio zio si allungò sul letto e mi fece salire su di lui, mentre mio padre si mise dietro e prese a baciarmi e leccarmi il culo. Salii sul cazzo di mio zio, allargai la fica e lo feci entrare. Presi a muovermi, mentre lui mi accarezzava le tette e mio padre da dietro iniziava a spingere il suo cazzo nel mio culo. Ero piena, soddisfatta e urlavo di piacere. Venni ululando come una lupa in calore, mentre mio padre e mio zio continuavano a spingere con forza. mio padre uscì, mio zio mi allontanò, mi stesi sul letto, portai i capelli indietro, spalancai la bocca mentre loro inginocchiati accanto a me mi guardavano e si segavano. Esplosero insieme. La loro sborra mi riempì la bocca e mi inondò la faccia. Ingoiavo felice mentre con le dita raccoglievo la sborra che defluiva sul collo e la leccavo. Restai qualche minuto a leccare i loro cazzi, che si stavano sgonfiando. Poi mio padre mi tirò su e mi disse di andare a farmi un altro bagno, che era quasi ora di pranzo.
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