Per fortuna avevo gli occhiali

di
genere
confessioni

PER FORTUNA AVEVO GLI OCCHIALI
Qualche mese fa, come forse ricorderà qualcuno che mi segue sul mio canale telegram, ho avuto la possibilità di concludere un grosso affare immobiliare.
Era tempo che ci stavo lavorando, e quando abbiamo facemmo la riunione decisiva, alla presenza di tutti gli interessati, avevo concluso con una promessa: se l'affare va in porto, non ve ne pentirete, vi ricompenserò con il meglio di me.
Un paio di settimane dopo ci siamo ritrovati tutti nel mio ufficio per la firma del contratto preliminare: io, il mio socio - che odio cordialmente -, il proprietario del terreno, il progettista e i due costruttori.
Ero un pò in ansia, vi confesso, perchè fino all'ultimo temevo che qualcuno ci ripensasse, e poi, quando finalmente tutti apposero la loro firma, potei tirare un lungo sospiro di sollievo.
Stavo radunando tutti i documenti quando il mio socio si alza e, con quel suo tono di voce irritante e beffardo, mi dice: "Allora adesso puoi dare il meglio di te, vero Annamaria?"
Tutti gli altri presero la palla al balzo, mi guardarono e mi incitarono, con sguardi allusivi e parole esplicite: Allora? Non vorrai mica rimangiarti la promessa fatta?
Ero in trappola.
Certo che no, dico guardandoli uno a uno, mentre, restando seduta, mi tolgo gli slip e li faccio volare sul tavolo.
I quattro si alzano e vengono verso di me, mentre il mio socio con il cellulare in mano inizia a darsi da fare con foto e video.
Mi circondano.
Iniziano ad accarezzarmi, a spogliarmi.
Mi tolgono la giacca, mi sbottonano la camicia.
Mi fanno alzare in piedi.
Mi tolgono la gonna.
Sento che mi accarezzano, mi baciano, mi leccano, mi stingono le tette, mi sfregano il clitoride, mi entrano con le dita nella fica e nel culo.
Un vortice di mani, di bocche e di lingue che mi assaltano senza sosta.
Mi fanno aprire la bocca: i loro cazzi sono già in tiro, pronti per essere leccati e succhiati.
Uno si siede, con il cazzo in mano, e mi fa sedere su di lui.
Allargo la mia fica.
No, vuole incularmi.
Mi afferra il culo, lo allarga, con le dita mi entra nel buco, sento il suo cazzo penetrare.
Lentamente scendo, urlando, mentre nella mia bocca i cazzi entrano ed escono a ritmo continuo.
Mi tirano verso il divano.
In ginocchio, zoccola, e io eseguo.
Uno si infila sotto di me, mi strizza le tette e mi penetra nella fica col suo cazzo, un altro mi entra nel culo, spingendo con forza, mentre due si masturbano e mi fanno leccare i loro cazzi.
Fate a turno, ragazzi!
Il mio socio, odioso, dirige le operazioni.
Quelli che ho nella fica e nel culo pompano con veemenza, tanto che vengo mugolando di piacere.
Mentre ansimo, si danno il cambio.
I due che mi scopavano in bocca vanno a riempirmi la fica e il culo, mentre gli altri due mi riempiono la bocca: lecca troia, lecca e succhia per bene!
Annuisco con la testa, mentre sento il culo andarmi in fiamme.
Mi agito, quello nella fica pompa come un disperato.
Ha un cazzo davvero grosso, mi riempie, godo e vengo di nuovo ancheggiando di piacere.
Sono tutti al limite.
Tutti fuori! Urla quel dannato del mio socio.
Tu, a sedere sulla poltrona, mi dice tirandomi per un braccio.
Faccia all'insù, apri la bocca!
Eseguo, senza capire più nulla.
Attorno a me i quattro si segano disperatamente, pochi secondi e mi esplodono quasi in contemporanea sulla faccia.
Vengo investita da fiotti di sborra calda che mi riempiono il viso, i capelli, la bocca.
Per fortuna indosso ancora gli occhiali: odio la sborra negli occhi, mi acceca e me li irrita terribilmente.
Perdo la cognizione del tempo.
Lecca, lecca tutto, puttana!
Gli darei volentieri un pugno a quell'odioso del mio socio, ma obbedisco.
Lecco tutta la sborra che posso, la ingoio, la raccolgo con le dita, lecco i cazzi ancora sporchi di sborra.
Li ripulisco tutti e quattro, a uno a uno.
Il mio socio si avvicina, mi toglie gli occhiali e me li mette in bocca: lecca pure questi, troia.
Vorrei dargli un calcio nelle palle a quel porco, ma obbedisco.
Lecco la sborra sugli occhiali, lo guardo: ti odio, lurido maiale.
E intanto lui si sega, col cazzo sulla mia faccia.
Apri quella cazzo di bocca, puttana! Mi dice mentre sento la sua sborra sulle labbra.
Apro la bocca, la sento riempirsi del suo sperma.
Aspetto che finisca di schizzarmi, ingoio tutta la sua sborra in un sol colpo, lo guardo: contento, porco?
Mi alzo, li guardo: allora, siete soddisfatti? Contenti di aver firmato il contratto?
Mi osservano ancora eccitati.
Uno si avvicina, con un dito raccoglie della sborra sulla mia guancia e me la mette in bocca.
La lecco, succhiando a lungo il dito, mentre lo guardo negli occhi.
Ne hai ancora da darmi? Gli chiedo provocante.
Sei fortunata che devo andare, ho un appuntamento a cui non posso mancare, ma la prossima volta non te la cavi con una sola sborrata, chiaro? Mi fa, mentre esce dall'ufficio.
Vanno via anche gli altri tre, resto sola col mio socio.
Sei davvero un gran porco, ti odio, gli dico sottovoce mentre vado in bagno a pulirmi.
Telegram per chat @seduzioneamaranto
Canale Telegram per immagini: link sulla mia pagina instagram @annamariaamaranto
Tutte le immagini sono disponibili, viso compreso...

di
scritto il
2026-02-04
2 1 9
visite
1 9
voti
valutazione
8.6
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Gioco, set e partita

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.