Annette 01
di
EroticamenteVostro-a69
genere
etero
Preso dai sensi di colpa dei giorni precedenti, mi ritrovai davanti casa sua.
Suonai il campanello,ed una voce chiese:
Chi è?
Sono io Annette ... puoi aprirmi?
Si affacciò fino fuori il portone dello stabile, abitava a pianterreno; si fermo sulla soglia, mi guardò con uno sguardo accigliato, un pò dispiaciuto, quasi con sensi di colpa.
La capivo benissimo perché anche io mi sentivo così.
Asciugandosi le mani sul grembiulino che aveva indossato per lavare i piatti, mi disse accennando un sorriso:
Vieni caro ... entra.
Entrai, in casa ci salutammo, lei mi diede un bacio affettuoso sulla guancia, quasi materno.
Ci guardammo in volto sempre con quello sguardo di imbarazzo e colpevolezza e quasi all'unisono dicemmo " ti devo parlare ...".
Sorridemmo, poi dissi:
Va bene inizio io ...
Annette ... io non so come scusarmi ... per quello che è successo l'altro giorno ... io ... non ...
Annette abbasso la testa ed inizio a piangere lievemente.
Io non so cosa sia ....
Si butto al mio collo abbracciandomi, ciò mi fece perdere l'equilibrio e caddi all'indietro a sedere sul divano.
Annette era sempre abbracciata a me ma in ginocchio. Non mi guardava in viso ma sentivo l'umido delle sue lacrime ed il calore del suo respiro singhiozzante sul mio petto.
Avvicinai una mano alla sua testa ed iniziai a carezzarla dolcemente.
Mi dispiace caro ... - non mi chiamava mai per nome. - non è colpa tua è solo colpa mia.
Non dire così Annette, eravamo in due a farlo, non mi hai costretto.
No tesoro, è colpa mia, purtroppo quando mi ritrovo in certe circostanze riappaiono gli scheletri nell'armadio, che mi portano dietro dai tempi della scuola.
Sì, ricordo cosa mi hai detto. - Le dissi.
Ammetto che quella sensazione di umido e calore sul petto mi eccito un po, avvertivo in otre il peso del suo seno, tondo bello perfetto ancora nonostante l'età.
Il singhiozzo di Annette aumentò, stava piangendo più intensamente e si lascio scivolare lentamente sul mio corpo, fino a quando si fermò proprio li, sulla mia zona pelvica.
"Oddio, che sta succedendo?" pensai "Sto avendo un'erezione e sembra non disturbarla."
Si accorse dell'erezione ed il respiro si fece ansimante ma con ancora un minimo di singhiozzo sempre dovuto al pianto, tutto era diverso però adesso.
Mi alitava volutamente sul pene, sfregando dallo scroto alla cappella, facendo aumentare l'eccitazione sempre di più.
Annette ... Cosa? ....
Scusami caro, non resisto. - mi interruppe.
Fece scivolare un pò su e giù le sue mani sui miei fianchi accarezzandomi; poi le portò sulla patta dei pantaloni e l'aprì. Mi guardò in volto e mi disse:
Posso?
Smisi di accarezzarle la testa e gliela spinsi verso il mio pene.
Fu un attimo e mi ritrovai la bocca di Annette che avvolgeva il mio cazzo fino in gola.
Avvolse il mio sedere con le braccia e si spinse il mio cazzo in gola più forte che poteva, emettendo versi di conati di lussuria.
Il cazzo mi era diventato duro come un sasso; a quel punto le sollevai la maglia e la liberai da quel reggiseno che le teneva in gabbia quel seno enorme.
Appena si sentì libera da quella morsa, si sollevo lanciando all'indietro i suoi lunghi capelli argento, si levò maglia e reggiseno, mostrando quello splendido corpo che ancora aveva.
Vieni che ti aiuto tesoro. - Così dicendo mi sfilò i pantaloni e la maglietta lasciandomi nudo.
Fece per levarsi la gonna e le calze di rete autoreggenti, ma la interruppi.
Solo la gonna Annette ... Solo la gonna. Le dissi.
A lato del divano notai un bellissimo paio di décolleté rosse lucide.
Meravigliose. - Dissi. - Per favore metti quelle con solo le calze.
Rimase nuda, solo con un perizoma rosso, le calze e le scarpe rosse anche quelle.
Wow Annette, sei meravigliosa. - Dissi.
Mi guardò in volto dall'alto verso il basso, arrapata ma ancora con quello sguardo con ancora quei sensi di colpa che la attanagliavano.
Scusami tesoro mio, non vorrei ma non ci posso fare niente, quel trauma a scuola, mi porta sempre ad abusare della persona che mi ritrovo davanti in queste circostanze.
Avvicinò la sua vagina al mio volto in piedi davanti a me e sempre piangendo mi disse:
Scopami la figa con la lingua bastardo.
Mi agguanto per i capelli e me la spalmo in faccia. Potevo sentire tutti suoi umori uscire copiosi, ma non me ne fregava niente, in quel momento volevo solo leccargliela tutta e succhiarli quello splendido clitoride che si ritrovava.
Inizio ad ansimare sempre più forte, sempre più forte; ma quello sguardo dispiaciuto non dava cenno di svanire, anzi sembrava quasi aumentare.
Scusami caro ... scusami tesoro mio ... la tua Annette, la tua prof ti sta facendo del male ... scusami.
Presa dall'eccitazione mi squirtò in faccio copiosamente venendo una prima volta.
Venne il momento di cambiare posizione ed a quel punto si mise in ginocchio attorno ai miei fianchi a gambe aperte, avvolse le sue braccia attorno al mio collo, abbasso la testa in avanti facendo cadere i capelli sul mio petto e poi disse:
Ora caro fai di me quello che vuoi ... sono la tua schiava, la tua puttana, la tua professoressina sexy tutta da chiavare.
Avevo il cuore a mille, eccitato come pochi le presi le natiche con le mani allargandogli figa e il buco del culo. Non la penetrai subito ma mi divertì un pò a farla soffrire di piacere; le sfregavo la cappella su entrambe le fessure per sentirla ansimare sempre di più, per farla supplicare di dargli il mio cazzo.
Era quello che volevo sentire, cazzo! Volevo sentirla supplicare mentre continuava a piangere e scusarsi di qualcosa di cui, onestamente non aveva motivo di esistere, ma che porca troia mi faceva arrapare da morire!
Dai bastardo ti supplico infilami quel coso enorme dentro! Sfondami stronzo ... SFONDAMIII!!
Non la lascia finire di parlare e le infilai il cazzo violentemente su per la figa.
Ti piace puttana vero? Come ti piaceva farti scopare a da tutti quei ragazzi a scuola, vero la mia professoressina succhia cazzi!
Sì Caro, mi hanno scopato dappertutto, culo, bocca ,figa ... non hanno lasciato niente di vergine in me. - Disse piangendo.
Ma la cosa peggiore, era che ero io stessa, dopo la prima volta che sono stata violentata a cercare quella situazione con loro.
Quest'ultimo ricordo la fece eccitare ancora di più ed a quel punto non ero più io a scoparla ma era lei a farlo. Cazzo se era bello! Quella troia era proprio assatanata. Quell'evento aveva scatenato in lei quella ninfomania latente dentro di lei, che l'avrebbe portata in futuro anche a cercare relazioni extraconiugali clandestine.
Scopami ... scopami ... daaaaaiiii scopami bastardo, fai tua la professoressina sexy ... sbattimelo tutto bastardo.
Prendi troia se è quello che vuoi, il mio cazzo e tutto tuo ... senti come va in fondo troia!
Aaaaaaaaahhh!! si cavalcami da dietro ora lo voglio da dietro bastardo.
Mi sollevai in piedi con Annette ancora in braccio a me a gambe aperte mentre continuavo a scoparla; mi girai verso il divano e la lascia cadere di peso.
Sì girò e mi disse:
Sono pronta stronzo, scopa sta vecchia baldracca.
Scopami la figa da dietro.
La guardai, le presi i fianchi eeee .... Fece un urlo soffocato violento.
Bastardo! ... Mi hai preso il culo così a freddo! ... Dio ti amo ... che sensazione meravigliosa ... fallo ancora ti prego ... sfondami ancora forte come hai fatto adesso.
Prendi cazzo! Prendi! Dio Annette che culo meraviglioso che hai, ci potrei morire dentro.
Sorridendo mi disse:
Mmmmhh caro il mio bastardello, magari prima di morirci dentro ci potresti venire, che ne dici? Ti andrebbe di riempire il culo della tua professoressa?
Dio bono Annette non me lo dire due volte che non resisto più!
Oooohhh dai cazzo! Il mio bel bastardello vieni dentro la tua Annette dai stronzetto ... come a scuola, ti ricordi mentre spompinavo i tuoi compagni e succhiavo le fighe delle tue compagne di classe-
Ooooohhh dai cazzo che ci sono puttana ... dai che ci sonooooo ...daaaaiiii .... VENGO CAZZO! VENGOOOOOOO!
Aaaaahhhh SÌÌÌ tesoro mio SÌÌÌÌÌÌ .....
Sfinito mi lascia andare sulla sua schiena di peso mentre continuavo a riempirle il buco del culo di sperma.
Sfinita anche lei si lasciò cadere a pancia in giù sul divano.
Rimanemmo, un pò abbracciati distesi l'uno sopra l'altra e sempre col cazzo dentro di lei, poi mi misi a sedere.
Annette si sollevo e si mise in chinino accanto a me abbassando la testa in avanti con i capelli che le coprivano il volto, e le mani conserte in mezzo alle gambe unite.
Ricadde in quella fase di sconforto e dispiacere, le accarezzai il braccio passando per il fianco fino ad arrivare al seno destro, enorme, tondo bellissimo, impossibile non stringerlo amorevolmente ancora una volta.
Si accovacciò sulla mia spalla e ricomincio a scusarsi.
Scusami tesori, scusami .... io non volevo farti stare male.
Non capiva che a quel punto forse a sentirsi male ero io che avevo approfittato inconsciamente di quella situazione.
Si lasciò scivolare nuovamente sul mio petto piangendo fino ad arrivare alla zona pelvica.
Il suo viso stava strofinando nuovamente il mio pene sporco di sperma.
Si distese sul divano, apri la bocca e con fare dolce e amorevole mi succhiò nuovamente il pene, eliminando quegli ultimi residui di sperma.
Ecco fatto caro, ora sei pulito.
Mi guardò un ultima volta sorridendo prima di addormentarsi e mi disse:
Scusami tesoro, ma credo di essermi innamorata del tuo pene e credo che ne vorrò ancora in futuro.
Sorrisi e dissi:
Eheheh, non preoccuparti Annette, credo di essermi innamorato anche io della tua vagina e del tuo essere porcellona come dici tu ... ti voglio bene Annette.
Ci addormentammo sul divano così ... nudi ... lussuriosamente innocenti e felici.
Fine
Suonai il campanello,ed una voce chiese:
Chi è?
Sono io Annette ... puoi aprirmi?
Si affacciò fino fuori il portone dello stabile, abitava a pianterreno; si fermo sulla soglia, mi guardò con uno sguardo accigliato, un pò dispiaciuto, quasi con sensi di colpa.
La capivo benissimo perché anche io mi sentivo così.
Asciugandosi le mani sul grembiulino che aveva indossato per lavare i piatti, mi disse accennando un sorriso:
Vieni caro ... entra.
Entrai, in casa ci salutammo, lei mi diede un bacio affettuoso sulla guancia, quasi materno.
Ci guardammo in volto sempre con quello sguardo di imbarazzo e colpevolezza e quasi all'unisono dicemmo " ti devo parlare ...".
Sorridemmo, poi dissi:
Va bene inizio io ...
Annette ... io non so come scusarmi ... per quello che è successo l'altro giorno ... io ... non ...
Annette abbasso la testa ed inizio a piangere lievemente.
Io non so cosa sia ....
Si butto al mio collo abbracciandomi, ciò mi fece perdere l'equilibrio e caddi all'indietro a sedere sul divano.
Annette era sempre abbracciata a me ma in ginocchio. Non mi guardava in viso ma sentivo l'umido delle sue lacrime ed il calore del suo respiro singhiozzante sul mio petto.
Avvicinai una mano alla sua testa ed iniziai a carezzarla dolcemente.
Mi dispiace caro ... - non mi chiamava mai per nome. - non è colpa tua è solo colpa mia.
Non dire così Annette, eravamo in due a farlo, non mi hai costretto.
No tesoro, è colpa mia, purtroppo quando mi ritrovo in certe circostanze riappaiono gli scheletri nell'armadio, che mi portano dietro dai tempi della scuola.
Sì, ricordo cosa mi hai detto. - Le dissi.
Ammetto che quella sensazione di umido e calore sul petto mi eccito un po, avvertivo in otre il peso del suo seno, tondo bello perfetto ancora nonostante l'età.
Il singhiozzo di Annette aumentò, stava piangendo più intensamente e si lascio scivolare lentamente sul mio corpo, fino a quando si fermò proprio li, sulla mia zona pelvica.
"Oddio, che sta succedendo?" pensai "Sto avendo un'erezione e sembra non disturbarla."
Si accorse dell'erezione ed il respiro si fece ansimante ma con ancora un minimo di singhiozzo sempre dovuto al pianto, tutto era diverso però adesso.
Mi alitava volutamente sul pene, sfregando dallo scroto alla cappella, facendo aumentare l'eccitazione sempre di più.
Annette ... Cosa? ....
Scusami caro, non resisto. - mi interruppe.
Fece scivolare un pò su e giù le sue mani sui miei fianchi accarezzandomi; poi le portò sulla patta dei pantaloni e l'aprì. Mi guardò in volto e mi disse:
Posso?
Smisi di accarezzarle la testa e gliela spinsi verso il mio pene.
Fu un attimo e mi ritrovai la bocca di Annette che avvolgeva il mio cazzo fino in gola.
Avvolse il mio sedere con le braccia e si spinse il mio cazzo in gola più forte che poteva, emettendo versi di conati di lussuria.
Il cazzo mi era diventato duro come un sasso; a quel punto le sollevai la maglia e la liberai da quel reggiseno che le teneva in gabbia quel seno enorme.
Appena si sentì libera da quella morsa, si sollevo lanciando all'indietro i suoi lunghi capelli argento, si levò maglia e reggiseno, mostrando quello splendido corpo che ancora aveva.
Vieni che ti aiuto tesoro. - Così dicendo mi sfilò i pantaloni e la maglietta lasciandomi nudo.
Fece per levarsi la gonna e le calze di rete autoreggenti, ma la interruppi.
Solo la gonna Annette ... Solo la gonna. Le dissi.
A lato del divano notai un bellissimo paio di décolleté rosse lucide.
Meravigliose. - Dissi. - Per favore metti quelle con solo le calze.
Rimase nuda, solo con un perizoma rosso, le calze e le scarpe rosse anche quelle.
Wow Annette, sei meravigliosa. - Dissi.
Mi guardò in volto dall'alto verso il basso, arrapata ma ancora con quello sguardo con ancora quei sensi di colpa che la attanagliavano.
Scusami tesoro mio, non vorrei ma non ci posso fare niente, quel trauma a scuola, mi porta sempre ad abusare della persona che mi ritrovo davanti in queste circostanze.
Avvicinò la sua vagina al mio volto in piedi davanti a me e sempre piangendo mi disse:
Scopami la figa con la lingua bastardo.
Mi agguanto per i capelli e me la spalmo in faccia. Potevo sentire tutti suoi umori uscire copiosi, ma non me ne fregava niente, in quel momento volevo solo leccargliela tutta e succhiarli quello splendido clitoride che si ritrovava.
Inizio ad ansimare sempre più forte, sempre più forte; ma quello sguardo dispiaciuto non dava cenno di svanire, anzi sembrava quasi aumentare.
Scusami caro ... scusami tesoro mio ... la tua Annette, la tua prof ti sta facendo del male ... scusami.
Presa dall'eccitazione mi squirtò in faccio copiosamente venendo una prima volta.
Venne il momento di cambiare posizione ed a quel punto si mise in ginocchio attorno ai miei fianchi a gambe aperte, avvolse le sue braccia attorno al mio collo, abbasso la testa in avanti facendo cadere i capelli sul mio petto e poi disse:
Ora caro fai di me quello che vuoi ... sono la tua schiava, la tua puttana, la tua professoressina sexy tutta da chiavare.
Avevo il cuore a mille, eccitato come pochi le presi le natiche con le mani allargandogli figa e il buco del culo. Non la penetrai subito ma mi divertì un pò a farla soffrire di piacere; le sfregavo la cappella su entrambe le fessure per sentirla ansimare sempre di più, per farla supplicare di dargli il mio cazzo.
Era quello che volevo sentire, cazzo! Volevo sentirla supplicare mentre continuava a piangere e scusarsi di qualcosa di cui, onestamente non aveva motivo di esistere, ma che porca troia mi faceva arrapare da morire!
Dai bastardo ti supplico infilami quel coso enorme dentro! Sfondami stronzo ... SFONDAMIII!!
Non la lascia finire di parlare e le infilai il cazzo violentemente su per la figa.
Ti piace puttana vero? Come ti piaceva farti scopare a da tutti quei ragazzi a scuola, vero la mia professoressina succhia cazzi!
Sì Caro, mi hanno scopato dappertutto, culo, bocca ,figa ... non hanno lasciato niente di vergine in me. - Disse piangendo.
Ma la cosa peggiore, era che ero io stessa, dopo la prima volta che sono stata violentata a cercare quella situazione con loro.
Quest'ultimo ricordo la fece eccitare ancora di più ed a quel punto non ero più io a scoparla ma era lei a farlo. Cazzo se era bello! Quella troia era proprio assatanata. Quell'evento aveva scatenato in lei quella ninfomania latente dentro di lei, che l'avrebbe portata in futuro anche a cercare relazioni extraconiugali clandestine.
Scopami ... scopami ... daaaaaiiii scopami bastardo, fai tua la professoressina sexy ... sbattimelo tutto bastardo.
Prendi troia se è quello che vuoi, il mio cazzo e tutto tuo ... senti come va in fondo troia!
Aaaaaaaaahhh!! si cavalcami da dietro ora lo voglio da dietro bastardo.
Mi sollevai in piedi con Annette ancora in braccio a me a gambe aperte mentre continuavo a scoparla; mi girai verso il divano e la lascia cadere di peso.
Sì girò e mi disse:
Sono pronta stronzo, scopa sta vecchia baldracca.
Scopami la figa da dietro.
La guardai, le presi i fianchi eeee .... Fece un urlo soffocato violento.
Bastardo! ... Mi hai preso il culo così a freddo! ... Dio ti amo ... che sensazione meravigliosa ... fallo ancora ti prego ... sfondami ancora forte come hai fatto adesso.
Prendi cazzo! Prendi! Dio Annette che culo meraviglioso che hai, ci potrei morire dentro.
Sorridendo mi disse:
Mmmmhh caro il mio bastardello, magari prima di morirci dentro ci potresti venire, che ne dici? Ti andrebbe di riempire il culo della tua professoressa?
Dio bono Annette non me lo dire due volte che non resisto più!
Oooohhh dai cazzo! Il mio bel bastardello vieni dentro la tua Annette dai stronzetto ... come a scuola, ti ricordi mentre spompinavo i tuoi compagni e succhiavo le fighe delle tue compagne di classe-
Ooooohhh dai cazzo che ci sono puttana ... dai che ci sonooooo ...daaaaiiii .... VENGO CAZZO! VENGOOOOOOO!
Aaaaahhhh SÌÌÌ tesoro mio SÌÌÌÌÌÌ .....
Sfinito mi lascia andare sulla sua schiena di peso mentre continuavo a riempirle il buco del culo di sperma.
Sfinita anche lei si lasciò cadere a pancia in giù sul divano.
Rimanemmo, un pò abbracciati distesi l'uno sopra l'altra e sempre col cazzo dentro di lei, poi mi misi a sedere.
Annette si sollevo e si mise in chinino accanto a me abbassando la testa in avanti con i capelli che le coprivano il volto, e le mani conserte in mezzo alle gambe unite.
Ricadde in quella fase di sconforto e dispiacere, le accarezzai il braccio passando per il fianco fino ad arrivare al seno destro, enorme, tondo bellissimo, impossibile non stringerlo amorevolmente ancora una volta.
Si accovacciò sulla mia spalla e ricomincio a scusarsi.
Scusami tesori, scusami .... io non volevo farti stare male.
Non capiva che a quel punto forse a sentirsi male ero io che avevo approfittato inconsciamente di quella situazione.
Si lasciò scivolare nuovamente sul mio petto piangendo fino ad arrivare alla zona pelvica.
Il suo viso stava strofinando nuovamente il mio pene sporco di sperma.
Si distese sul divano, apri la bocca e con fare dolce e amorevole mi succhiò nuovamente il pene, eliminando quegli ultimi residui di sperma.
Ecco fatto caro, ora sei pulito.
Mi guardò un ultima volta sorridendo prima di addormentarsi e mi disse:
Scusami tesoro, ma credo di essermi innamorata del tuo pene e credo che ne vorrò ancora in futuro.
Sorrisi e dissi:
Eheheh, non preoccuparti Annette, credo di essermi innamorato anche io della tua vagina e del tuo essere porcellona come dici tu ... ti voglio bene Annette.
Ci addormentammo sul divano così ... nudi ... lussuriosamente innocenti e felici.
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