Annette e zia Susy 1
di
EroticamenteVostro-a69
genere
saffico
Saffico.
Non Vorrai mica già andare a casa e lasciarmi qui da sola, vero?
Scusami Annie, ma dopo due giorni il dovere mi chiama. Devo fare alcune cose importanti.
Oooh accidenti! Va bene, come vuoi. Però adesso vieni qui un attimo per favore!
Gli presi le mani e le misi sul mio petto stringendolo, mi accarezzò i seni e me li baciò.
Lo guardai negli occhi e lo baciai sulle labbra.
Vai mo tesoro. Non ti trattengo più.
Ciao Annie, ti saluto. Fammi sapere se organizzi qualcosa con la Stefy.
Ahahah, certo caro. Però guarda che sono gelosa , sai!
Lo guardai uscire di casa. Mi sdraiai sul divano e chiusi gli occhi.
La vidi in lontananza. Quella figura femminile perfetta.
Riaprì gli occhi, mi misi a sedere ed appoggiai la testa all'indietro sullo schienale.
Stavo rivivendo tutto quel periodo infernale, ma soprattutto, stavo rivivendo lei, idealizzandola come la mia amica, la mia salvatrice, la mia …...
Ricordo che durante il periodo che stetti a casa per riprendermi, non c'era giorno che Susy non passasse da me per tenermi compagnia o per prepararmi la cena.
Mi aiutò tantissimo a riprendermi, parlandomi e non parlandomi dell'accaduto. Aspettava sempre che fossi io a tirare fuori l'argomento. Ma io stavo cambiando; la mia libido stava cambiando e sono sicura che Susy se ne era accorta. Spesso e volentieri la vedevo imbarazzata dai miei discorsi, che senza accorgermene inizialmente, stavano già virando verso quel mondo che poi mi sarei andata a creare.
Venne il momento di tornare a scuola. Ero tesissima. Entrai a scuola e rimasi subito al di la del portone impalata tremante.
Mi sentì cingere ai fianchi da qualcuno; era lei e mi disse:
Dai … Andiamo Cara, ti porto io.
Ricordo che ero quasi sull'orlo di una crisi di nervi; il suo abbraccio mi calmo e non poco.
Mi iniziò a parlare per distrarmi, a dirmi cosa avremmo fatto dopo scuola, che saremmo andate a ubriacarci in quel bel barettino ed a fare apprezzamenti audaci ai bei ragazzi che passavano.
Ahahah che porcellona che sei Susy. Vergognati. - E ridemmo.
Arrivammo davanti alla porta aperta dell'aula, mi fermai, feci un grosso respiro ed entrai.
Tutti a sedere al proprio posto. ORA! - Urlai con tono autoritario.
Quei piccoli bastardelli avevano capito di averla fatta grossa ed in quel momento ero in uno stato di vantaggio. Stavo conducendo io il gioco.
Gliela feci pagare per un po', poi saltò fuori la chioccia che è in me, protettiva con i miei bambini, anche se quei bambini mi avevano fatto molto male.
Ma l'allentare la morsa corrispose anche alla mia metamorfosi erotica.
Ma questa è un'altra storia.
Sei pronta?
Sì, arrivo subito Annie.
L'andai a prendere nell'aula dei professori, ci aspettava una seratina di svago meritato dopo quella prima giornata.
Aaahhh, Annie, sono disfatta dai che ho visto un bel localino nascosto pieno di ragazzotti.
Ridemmo di gusto e poi ci dirigemmo verso il locale.
Fu proprio una bella serata, ridemmo molto ma sopratutto ci prendemmo gioco dei passaroni che passavano di li ammiccando come due milfone.
Era bello vedere le loro reazioni e qualcuno ci provava pure, prendendosi spesso dei due di picche grandi come una casa.
Ahahahah che due porcellone, che facce che facevano quei poveri ragazzi, ooh Susy ti voglio un bene della madonna, che bei ricordi.
Bhe, ne passammo un bel po' di quei pomeriggi. Niente mi poteva dare più sollievo; ma iniziai a notare una cosa in me.
La guardavo diversamente, a volte mi perdevo a fissarla mentre parlava, ma lei con uno sguardo interrogativo mi riportava alla realtà chiedendomi:
Qui Terra chiama Annie, tutto ok?
Mi aveva riportato alla realtà proprio mentre le guardavo il seno.
Dio mio che seno che avevi, spero proprio tu non sia cambiata.
Credo che avesse capito che le stessi guardando proprio li, infatti:
Ehi, ehi sono qui. I miei occhi sono qui.
Dio che figura, pensai. Ero diventata rossa e con fare goffo ripresi a parlare con lei, campando una scusa stupida dicendo:
Ma cosa dici mai? Stavo guardando il sedere di quel bel ragazzotto che ti è passato dietro.
Avevo capito benissimo che non aveva creduto ad una parola.
Finimmo la serata allegramente però. Ci salutammo con un abbraccio, poi mi baciò sulla guancia; ma al contatto dei nostri seni, senti il suo cuore battere forte ed emise un respiro profondo.
La guardai a quel punto in volto e al che mi disse:
Bhe, ora devo proprio andare cara.
Si capiva benissimo che cercava di distogliere lo sguardo per l'imbarazzo.
Così ci salutammo dandoci appuntamento per l'indomani alla stessa ora.
Continuammo ad uscire ancora per un po' di tempo.
Notai che una sorta di tensione erotica in noi stava crescendo, fino a quando un giorno con una scusa banale, Susy mi invitò ad andare a casa sua invece che andare al localino dei passaroni del post scuola.
Mi disse di aver ritrovato la scarpa che mi era stata presa il giorno dello stupro dall'alunno, e dato che erano scarpe costose, era sicura che avrei avuto piacere riaverla.
A me a dire il vero non interessava molto se l'avesse ritrovata o meno, l'altra l'avevo già buttata; ma accettai di buon grado di andare con lei.
Una volta arrivati a casa sua prendemmo l'ascensore perché abitava al sesto piano.
Entrammo una accanto all'altra di fronte allo specchio, ci scambiammo due parole, ma aleggiava imbarazzo.
Avevamo praticamente tutte e due la stessa posizione, tenevamo la borsa davanti a noi con le mani.
Poi mi accorsi che stava allentando la presa con la mano destra e la lasciò scivolare verso il basso. Lo sguardo dritto in avanti come a dire “speriamo non se ne accorga … speriamo non se ne accorga”. Dallo specchio potevo vedere il suo sguardo fisso in avanti, al contrario del mio che con la testa china a guardare la borsa risposi con la mano sinistra alla sua richiesta.
Ci toccammo i mignoli. La vidi sospirare intensamente muovendo la testa all'indietro ed accennando un sorriso.
Con la coda dell'occhio mi sembrò, addirittura, di vedere una lacrima scendere da quella guancia morbida e vellutata.
Le nostre mani si cinsero, uscimmo dall'ascensore mano nella mano e poi entrammo in casa.
Era ormai il crepuscolo, ed i raggi di sole entravano dagli scuri a fatica lasciandoci in una dolcissima penombra.
Oddiiioo, che emozione che è stata quella. Volevo solo lei in quel momento. Come vorrei riviverlo.
A quel ricordo mi infilai la mano destra all'interno della generosa scollatura che avevo, accarezzandomi i seni e facendomeli uscire dalla camicetta.
Poi lentamente liberai il mio petto da quella morsa sbottonandomela.
Scesi fin giù fino alla vagina, sotto non avevo niente, indossavo solo la camicetta.
Iniziai ad accarezzarmi il clitoride con il palmo della mano a sfioro provocandomi dei brividi in tutto il corpo.
Ooohh Susy maledetta. - e ripiombando nel ricordo di quella sera, iniziai a masturbarmi più profondamente.
Presi anche il giochino che tenevo, nel cassettino accanto al divano per le serate noiose, lo accesi e feci iniziare il divertimento.
Il pensiero di lei davanti a me tagliata dalle ombre proiettate dagli scuri, mi fece ansimare profondamente.
Soprattutto quel vedo non vedo sul viso, coperto dalle ombre ma che le lasciava illuminati gli occhi.
Oddio, passò un'eternità prima che qualcuno facesse una mossa.
Poi perse ogni inibizione del momento, Susy allungò la sua mano sulla spallina del mio vestito e me la fece scivolare sul braccio, scoprendomi il seno sinistro.
La lasciai fare emozionatissima, avevo una voglia matta di toccarla, ma mi sentivo paralizzata.
Fece la stessa cosa con l'altra spallina, ciò fece scivolare il vestitino fino ai fianchi.
Susy si inchinò davanti a me e liberò completamente il mio corpo da quel pezzo di stoffa.
Guardò la mia vulva in adorazione e prendendo un grosso respiro annusò il profumo dei miei umori che stavano già bagnando il perizoma.
Mi prese con le mani sui fianchi ed appoggiò il viso sulla mia vagina, iniziando a leccarmela da sopra il perizoma.
Aahh Susy, Susy. Che cosa mi stavi facendo? Brutta porcellona.
Dio sento ancora la tua lingua sulle mie grandi labbra che spingevaa sul clitoride. Ooh Mamma che bello!
Mi tolse delicatamente il perizoma ed affondò la lingua facendomi fare un urletto di eccitazione.
Le presi la testa con le due mani e me la spinsi sulla figa; potevo sentire il suo naso spingere sul clitoride mentre mi scopava con la lingua in profondità.
Le sue mani si spostarono sui miei glutei ed iniziò a strizzarli ed a palparli come avrebbe fatto un vero porco. E da vero porco mi spalancò il sedere e mi infilò il dito medio su per il culo.
Oddio Susy ti amo. Vorrei me lo facessi ancora.
Stavo quasi per venire infatti le squirtai un po' in viso.
Sollevò il volto per guardarmi e con una faccia compiaciuta, mi sorrise e mi disse:
Adesso mia cara tocca a te. Fammi sentire tua.
Che troietta che sei Susy.
Questo è niente Annie. Ora voglio che mi fai godere come una porca.
Ma Susy! - dissi con tono incredulo.
Non avrei mai pensato di sentirti parlare in questa maniera.
Oddio Annie. Sei tu che mi fai sentire così sporca … e questo mi piace … ho bisogno di sentirmi così.
Tu mi accendi … mi fai sentire come … come .. non so … come …
Shhh!! Ora stai zitta troietta. - e la presi per la gola.
La scaraventai contro il muro, e mentre la tenevo in gabbia con il mio corpo, appoggiandole il mio seno contro il suo, iniziai a sbottonarle il vestito intero che aveva.
Lei stava ferma, non si opponeva. Ero io a dirigere il gioco adesso.
Una volta slacciato completamente il vestito le infilai le mani dietro la schiena, liberandole il petto dal reggiseno ma senza farglielo cascare perché sorretto sempre dal mio seno.
Ora fai lo stesso.
Allungò le mani dietro di me e mi sganciò, a sua volta, i gancini del reggiseno.
Continuai a spingere il mio petto contro il suo, poi presi entrambe i reggiseni e li sfilai da sotto.
Adesso sì che i nostri capezzoli si si possono toccare.
La bacia intensamente e le infilai la mano dentro le mutandine accarezzandole la vagina.
Ebbe un sussulto importante baciando più intensamente; poi mi prese la mano e me la premette più forte su di se.
Forte, più forte, sempre più forte, fino a quando non resistendo più mi urlò in bocca e venne copiosamente sulle nostre mani.
Si divincolò dal bacio per respirare, sembrava avesse fatto la maratona di New York.
Respiro un attimo a lato senza darmi lo sguardo. Poi mi prese velocemente la testa e mi baciò ancora più profondamente di prima, spingendomi verso la camera e facendomi cadere di peso sul letto.
Si levò con i piedi le scarpe, poi mi sollevò le gambe e mi sfilò gli stimali lasciandomi con gli autoreggenti, che ormai erano diventate un mio marchio di fabbrica.
Oddio quella bocca che sapore stupendo che aveva.
Aumentai l'intensità del vibratore, sentivo il clitoride scoppiare ed infatti squirtai un paio di volte, ma non ne avevo abbastanza.
Così tornai alla immagine di lei che mi toglieva il perizoma definitivamente, si inchinava davanti a me e con quello sguardo assatanato di una che ha voglia di farmi venire in tutte le maniere, riprese a leccarmi la figa.
Annie, Annie! Oddio! Il tuo sapore mi fa venire sempre più.
Non fece in tempo a dirlo che le squirtai in faccia bagnandole tutti i capelli.
Che troietta che sei!
Ohh stai zitta! E' colpa tua Susy.
Hai una lingua che mi fa impazzire.
Dai vieni qui. Voglio sentire il tuo corpo sopra il mio.
Il tuo seno che si schiaccia sul mio.
Ma sopratutto voglio sentire la tua figa che si strofina lascivamente sulla mia.
Pensai ridendo “Povero nipotino di zia Susy, se ti racconto questa cosa sono sicura che ti faccio esplodere la tuba! Ahahahaha”.
Stai zitta e baciami Annie. Ho voglia di te del tuo splendido corpo.
Vieni qui allora.
Si sdraiò su di me scivolando in su baciandomi in tutto il corpo, soffermandosi in particolar modo sui seni.
Me li succhiò talmente tanto che mi uscirono di quasi due centimetri i capezzoli; poi mi baciò.
Iniziammo una danza di lussuria.
I nostri corpi sudati erano diventati un tutt'uno; ci giravamo e rigiravamo appassionatamente.
Le nostre fighe si scopavano a vicenda. Mi prese di schiena sollevandomi in sedere, iniziò a succhiarmi la figa ed il buco del culo, poi con violenza mi infilò due dita proprio li facendomi un bel servizio anale.
Susy! Porcellona non ti facevo così … così … aaaahhh dai continua … casì … audace!
Oohh cara! Scoprirai tante cose su di me tesoro mio.
Spinse così tanto che venni un'altra volta.
Dai girati e Sdraiati. - mi disse in con tono imperativo.
Si sedette sulla mia faccia e poi mi disse:
Ora la sgualdrinella di zia Susy le succhierà questa bella fighetta.
Non ci pensai due volte e le sfondai la figa con la lingua. Aveva un clitoride così eccitato che sembrava un piccolo cazzo, e dato che il cazzo non lo disdegno, le feci una sorta di pompino.
La sentì eccitarsi sempre di più sempre di più e poi ..
AAAAAAAAAAAAAHHHH! Oddioooo!
Mi ricambiò il favore di prima lavandomi completamente il volto con uno squirting immenso.
Mentre pensavo al momento in cui veniva con la mia lingua venni anche io, il vibratore aveva fatto il suo dovere.
Esauste ci sdraiammo abbracciate accovacciate l'una all'altra in posizione fetale.
Potevo sentire quel suo seno enorme e bollente appoggiato alla mia schiena, e il suo braccio sinistro che mi cingeva il fianco e mi stringeva la vagina con la mano.
Crollammo immediatamente, ma prima di farlo spinsi il sedere sulla sua vagina. Accolse felice quel gesto baciandomi sulla schiena.
Ti amo. - Mi sembrò di sentirla bisbigliare.
Il giorno dopo capeggiava l'imbarazzo assoluto, quasi non ci guardavamo neanche; o per meglio dire, lei non mi guardava.
Capì che forse fu una cosa sbagliato quel rapporto.
Successivamente ci vedemmo sempre più di rado, e poi, io andai in pensione e lei cinque anni dopo credo.
Non ci vedemmo più.
Ma spesso quando mi corico a letto ed assumo la posizione fetale, sento ancora il suo corpo dietro di me che mi protegge e mi riscalda.
Ti amo anch'io, mia cara Susy. Ti amo anch'io.
Fine.
Non Vorrai mica già andare a casa e lasciarmi qui da sola, vero?
Scusami Annie, ma dopo due giorni il dovere mi chiama. Devo fare alcune cose importanti.
Oooh accidenti! Va bene, come vuoi. Però adesso vieni qui un attimo per favore!
Gli presi le mani e le misi sul mio petto stringendolo, mi accarezzò i seni e me li baciò.
Lo guardai negli occhi e lo baciai sulle labbra.
Vai mo tesoro. Non ti trattengo più.
Ciao Annie, ti saluto. Fammi sapere se organizzi qualcosa con la Stefy.
Ahahah, certo caro. Però guarda che sono gelosa , sai!
Lo guardai uscire di casa. Mi sdraiai sul divano e chiusi gli occhi.
La vidi in lontananza. Quella figura femminile perfetta.
Riaprì gli occhi, mi misi a sedere ed appoggiai la testa all'indietro sullo schienale.
Stavo rivivendo tutto quel periodo infernale, ma soprattutto, stavo rivivendo lei, idealizzandola come la mia amica, la mia salvatrice, la mia …...
Ricordo che durante il periodo che stetti a casa per riprendermi, non c'era giorno che Susy non passasse da me per tenermi compagnia o per prepararmi la cena.
Mi aiutò tantissimo a riprendermi, parlandomi e non parlandomi dell'accaduto. Aspettava sempre che fossi io a tirare fuori l'argomento. Ma io stavo cambiando; la mia libido stava cambiando e sono sicura che Susy se ne era accorta. Spesso e volentieri la vedevo imbarazzata dai miei discorsi, che senza accorgermene inizialmente, stavano già virando verso quel mondo che poi mi sarei andata a creare.
Venne il momento di tornare a scuola. Ero tesissima. Entrai a scuola e rimasi subito al di la del portone impalata tremante.
Mi sentì cingere ai fianchi da qualcuno; era lei e mi disse:
Dai … Andiamo Cara, ti porto io.
Ricordo che ero quasi sull'orlo di una crisi di nervi; il suo abbraccio mi calmo e non poco.
Mi iniziò a parlare per distrarmi, a dirmi cosa avremmo fatto dopo scuola, che saremmo andate a ubriacarci in quel bel barettino ed a fare apprezzamenti audaci ai bei ragazzi che passavano.
Ahahah che porcellona che sei Susy. Vergognati. - E ridemmo.
Arrivammo davanti alla porta aperta dell'aula, mi fermai, feci un grosso respiro ed entrai.
Tutti a sedere al proprio posto. ORA! - Urlai con tono autoritario.
Quei piccoli bastardelli avevano capito di averla fatta grossa ed in quel momento ero in uno stato di vantaggio. Stavo conducendo io il gioco.
Gliela feci pagare per un po', poi saltò fuori la chioccia che è in me, protettiva con i miei bambini, anche se quei bambini mi avevano fatto molto male.
Ma l'allentare la morsa corrispose anche alla mia metamorfosi erotica.
Ma questa è un'altra storia.
Sei pronta?
Sì, arrivo subito Annie.
L'andai a prendere nell'aula dei professori, ci aspettava una seratina di svago meritato dopo quella prima giornata.
Aaahhh, Annie, sono disfatta dai che ho visto un bel localino nascosto pieno di ragazzotti.
Ridemmo di gusto e poi ci dirigemmo verso il locale.
Fu proprio una bella serata, ridemmo molto ma sopratutto ci prendemmo gioco dei passaroni che passavano di li ammiccando come due milfone.
Era bello vedere le loro reazioni e qualcuno ci provava pure, prendendosi spesso dei due di picche grandi come una casa.
Ahahahah che due porcellone, che facce che facevano quei poveri ragazzi, ooh Susy ti voglio un bene della madonna, che bei ricordi.
Bhe, ne passammo un bel po' di quei pomeriggi. Niente mi poteva dare più sollievo; ma iniziai a notare una cosa in me.
La guardavo diversamente, a volte mi perdevo a fissarla mentre parlava, ma lei con uno sguardo interrogativo mi riportava alla realtà chiedendomi:
Qui Terra chiama Annie, tutto ok?
Mi aveva riportato alla realtà proprio mentre le guardavo il seno.
Dio mio che seno che avevi, spero proprio tu non sia cambiata.
Credo che avesse capito che le stessi guardando proprio li, infatti:
Ehi, ehi sono qui. I miei occhi sono qui.
Dio che figura, pensai. Ero diventata rossa e con fare goffo ripresi a parlare con lei, campando una scusa stupida dicendo:
Ma cosa dici mai? Stavo guardando il sedere di quel bel ragazzotto che ti è passato dietro.
Avevo capito benissimo che non aveva creduto ad una parola.
Finimmo la serata allegramente però. Ci salutammo con un abbraccio, poi mi baciò sulla guancia; ma al contatto dei nostri seni, senti il suo cuore battere forte ed emise un respiro profondo.
La guardai a quel punto in volto e al che mi disse:
Bhe, ora devo proprio andare cara.
Si capiva benissimo che cercava di distogliere lo sguardo per l'imbarazzo.
Così ci salutammo dandoci appuntamento per l'indomani alla stessa ora.
Continuammo ad uscire ancora per un po' di tempo.
Notai che una sorta di tensione erotica in noi stava crescendo, fino a quando un giorno con una scusa banale, Susy mi invitò ad andare a casa sua invece che andare al localino dei passaroni del post scuola.
Mi disse di aver ritrovato la scarpa che mi era stata presa il giorno dello stupro dall'alunno, e dato che erano scarpe costose, era sicura che avrei avuto piacere riaverla.
A me a dire il vero non interessava molto se l'avesse ritrovata o meno, l'altra l'avevo già buttata; ma accettai di buon grado di andare con lei.
Una volta arrivati a casa sua prendemmo l'ascensore perché abitava al sesto piano.
Entrammo una accanto all'altra di fronte allo specchio, ci scambiammo due parole, ma aleggiava imbarazzo.
Avevamo praticamente tutte e due la stessa posizione, tenevamo la borsa davanti a noi con le mani.
Poi mi accorsi che stava allentando la presa con la mano destra e la lasciò scivolare verso il basso. Lo sguardo dritto in avanti come a dire “speriamo non se ne accorga … speriamo non se ne accorga”. Dallo specchio potevo vedere il suo sguardo fisso in avanti, al contrario del mio che con la testa china a guardare la borsa risposi con la mano sinistra alla sua richiesta.
Ci toccammo i mignoli. La vidi sospirare intensamente muovendo la testa all'indietro ed accennando un sorriso.
Con la coda dell'occhio mi sembrò, addirittura, di vedere una lacrima scendere da quella guancia morbida e vellutata.
Le nostre mani si cinsero, uscimmo dall'ascensore mano nella mano e poi entrammo in casa.
Era ormai il crepuscolo, ed i raggi di sole entravano dagli scuri a fatica lasciandoci in una dolcissima penombra.
Oddiiioo, che emozione che è stata quella. Volevo solo lei in quel momento. Come vorrei riviverlo.
A quel ricordo mi infilai la mano destra all'interno della generosa scollatura che avevo, accarezzandomi i seni e facendomeli uscire dalla camicetta.
Poi lentamente liberai il mio petto da quella morsa sbottonandomela.
Scesi fin giù fino alla vagina, sotto non avevo niente, indossavo solo la camicetta.
Iniziai ad accarezzarmi il clitoride con il palmo della mano a sfioro provocandomi dei brividi in tutto il corpo.
Ooohh Susy maledetta. - e ripiombando nel ricordo di quella sera, iniziai a masturbarmi più profondamente.
Presi anche il giochino che tenevo, nel cassettino accanto al divano per le serate noiose, lo accesi e feci iniziare il divertimento.
Il pensiero di lei davanti a me tagliata dalle ombre proiettate dagli scuri, mi fece ansimare profondamente.
Soprattutto quel vedo non vedo sul viso, coperto dalle ombre ma che le lasciava illuminati gli occhi.
Oddio, passò un'eternità prima che qualcuno facesse una mossa.
Poi perse ogni inibizione del momento, Susy allungò la sua mano sulla spallina del mio vestito e me la fece scivolare sul braccio, scoprendomi il seno sinistro.
La lasciai fare emozionatissima, avevo una voglia matta di toccarla, ma mi sentivo paralizzata.
Fece la stessa cosa con l'altra spallina, ciò fece scivolare il vestitino fino ai fianchi.
Susy si inchinò davanti a me e liberò completamente il mio corpo da quel pezzo di stoffa.
Guardò la mia vulva in adorazione e prendendo un grosso respiro annusò il profumo dei miei umori che stavano già bagnando il perizoma.
Mi prese con le mani sui fianchi ed appoggiò il viso sulla mia vagina, iniziando a leccarmela da sopra il perizoma.
Aahh Susy, Susy. Che cosa mi stavi facendo? Brutta porcellona.
Dio sento ancora la tua lingua sulle mie grandi labbra che spingevaa sul clitoride. Ooh Mamma che bello!
Mi tolse delicatamente il perizoma ed affondò la lingua facendomi fare un urletto di eccitazione.
Le presi la testa con le due mani e me la spinsi sulla figa; potevo sentire il suo naso spingere sul clitoride mentre mi scopava con la lingua in profondità.
Le sue mani si spostarono sui miei glutei ed iniziò a strizzarli ed a palparli come avrebbe fatto un vero porco. E da vero porco mi spalancò il sedere e mi infilò il dito medio su per il culo.
Oddio Susy ti amo. Vorrei me lo facessi ancora.
Stavo quasi per venire infatti le squirtai un po' in viso.
Sollevò il volto per guardarmi e con una faccia compiaciuta, mi sorrise e mi disse:
Adesso mia cara tocca a te. Fammi sentire tua.
Che troietta che sei Susy.
Questo è niente Annie. Ora voglio che mi fai godere come una porca.
Ma Susy! - dissi con tono incredulo.
Non avrei mai pensato di sentirti parlare in questa maniera.
Oddio Annie. Sei tu che mi fai sentire così sporca … e questo mi piace … ho bisogno di sentirmi così.
Tu mi accendi … mi fai sentire come … come .. non so … come …
Shhh!! Ora stai zitta troietta. - e la presi per la gola.
La scaraventai contro il muro, e mentre la tenevo in gabbia con il mio corpo, appoggiandole il mio seno contro il suo, iniziai a sbottonarle il vestito intero che aveva.
Lei stava ferma, non si opponeva. Ero io a dirigere il gioco adesso.
Una volta slacciato completamente il vestito le infilai le mani dietro la schiena, liberandole il petto dal reggiseno ma senza farglielo cascare perché sorretto sempre dal mio seno.
Ora fai lo stesso.
Allungò le mani dietro di me e mi sganciò, a sua volta, i gancini del reggiseno.
Continuai a spingere il mio petto contro il suo, poi presi entrambe i reggiseni e li sfilai da sotto.
Adesso sì che i nostri capezzoli si si possono toccare.
La bacia intensamente e le infilai la mano dentro le mutandine accarezzandole la vagina.
Ebbe un sussulto importante baciando più intensamente; poi mi prese la mano e me la premette più forte su di se.
Forte, più forte, sempre più forte, fino a quando non resistendo più mi urlò in bocca e venne copiosamente sulle nostre mani.
Si divincolò dal bacio per respirare, sembrava avesse fatto la maratona di New York.
Respiro un attimo a lato senza darmi lo sguardo. Poi mi prese velocemente la testa e mi baciò ancora più profondamente di prima, spingendomi verso la camera e facendomi cadere di peso sul letto.
Si levò con i piedi le scarpe, poi mi sollevò le gambe e mi sfilò gli stimali lasciandomi con gli autoreggenti, che ormai erano diventate un mio marchio di fabbrica.
Oddio quella bocca che sapore stupendo che aveva.
Aumentai l'intensità del vibratore, sentivo il clitoride scoppiare ed infatti squirtai un paio di volte, ma non ne avevo abbastanza.
Così tornai alla immagine di lei che mi toglieva il perizoma definitivamente, si inchinava davanti a me e con quello sguardo assatanato di una che ha voglia di farmi venire in tutte le maniere, riprese a leccarmi la figa.
Annie, Annie! Oddio! Il tuo sapore mi fa venire sempre più.
Non fece in tempo a dirlo che le squirtai in faccia bagnandole tutti i capelli.
Che troietta che sei!
Ohh stai zitta! E' colpa tua Susy.
Hai una lingua che mi fa impazzire.
Dai vieni qui. Voglio sentire il tuo corpo sopra il mio.
Il tuo seno che si schiaccia sul mio.
Ma sopratutto voglio sentire la tua figa che si strofina lascivamente sulla mia.
Pensai ridendo “Povero nipotino di zia Susy, se ti racconto questa cosa sono sicura che ti faccio esplodere la tuba! Ahahahaha”.
Stai zitta e baciami Annie. Ho voglia di te del tuo splendido corpo.
Vieni qui allora.
Si sdraiò su di me scivolando in su baciandomi in tutto il corpo, soffermandosi in particolar modo sui seni.
Me li succhiò talmente tanto che mi uscirono di quasi due centimetri i capezzoli; poi mi baciò.
Iniziammo una danza di lussuria.
I nostri corpi sudati erano diventati un tutt'uno; ci giravamo e rigiravamo appassionatamente.
Le nostre fighe si scopavano a vicenda. Mi prese di schiena sollevandomi in sedere, iniziò a succhiarmi la figa ed il buco del culo, poi con violenza mi infilò due dita proprio li facendomi un bel servizio anale.
Susy! Porcellona non ti facevo così … così … aaaahhh dai continua … casì … audace!
Oohh cara! Scoprirai tante cose su di me tesoro mio.
Spinse così tanto che venni un'altra volta.
Dai girati e Sdraiati. - mi disse in con tono imperativo.
Si sedette sulla mia faccia e poi mi disse:
Ora la sgualdrinella di zia Susy le succhierà questa bella fighetta.
Non ci pensai due volte e le sfondai la figa con la lingua. Aveva un clitoride così eccitato che sembrava un piccolo cazzo, e dato che il cazzo non lo disdegno, le feci una sorta di pompino.
La sentì eccitarsi sempre di più sempre di più e poi ..
AAAAAAAAAAAAAHHHH! Oddioooo!
Mi ricambiò il favore di prima lavandomi completamente il volto con uno squirting immenso.
Mentre pensavo al momento in cui veniva con la mia lingua venni anche io, il vibratore aveva fatto il suo dovere.
Esauste ci sdraiammo abbracciate accovacciate l'una all'altra in posizione fetale.
Potevo sentire quel suo seno enorme e bollente appoggiato alla mia schiena, e il suo braccio sinistro che mi cingeva il fianco e mi stringeva la vagina con la mano.
Crollammo immediatamente, ma prima di farlo spinsi il sedere sulla sua vagina. Accolse felice quel gesto baciandomi sulla schiena.
Ti amo. - Mi sembrò di sentirla bisbigliare.
Il giorno dopo capeggiava l'imbarazzo assoluto, quasi non ci guardavamo neanche; o per meglio dire, lei non mi guardava.
Capì che forse fu una cosa sbagliato quel rapporto.
Successivamente ci vedemmo sempre più di rado, e poi, io andai in pensione e lei cinque anni dopo credo.
Non ci vedemmo più.
Ma spesso quando mi corico a letto ed assumo la posizione fetale, sento ancora il suo corpo dietro di me che mi protegge e mi riscalda.
Ti amo anch'io, mia cara Susy. Ti amo anch'io.
Fine.
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