Gelato Pericoloso
di
La Ibbie
genere
saffico
-Lo prendi in mano, lo apri e lo guardi felice. Hai uno sguardo affamato, quando lo fissi: i tuoi occhioni verdi esprimono chiaramente il desiderio di assaggiarlo immediatamente. Nonostante questo, nonostante la fame e la voglia, parti piano, con calma. Dai leccate dalla base fino alla cima, alternando leccatine delicate a leccate serie, di quelle dove proprio premi forte con la lingua, e non la stacchi mai mentre lo percorri in tutta la sua lunghezza. Lecchi un po’ anche sotto, ed ogni volta che te lo allontani dalla bocca lo guardi per bene, compiaciuta. Poi passi alla punta: ci appoggi le labbra e lo fai in un modo coreografico che sembra che lo hai studiato: è come se tu avessi provato questi gesti davanti allo specchio, fino a renderli perfetti. Quelle labbra sfiorano la punta...una leccata, e di nuovo le labbra ci si appoggiano e premono un po’.
Premi, stringi la punta e succhi un po', dolcemente, molto soddisfatta. Ciucciando, scendi un po’ più in basso e te lo infili leggermente in bocca; poi lo tiri fuori, e alterni leccatine a quelli che sembrano bacetti. A un certo punto via: tutto di colpo in bocca, fino in fondo, e lo tiri fuori piano piano stringendolo forte con le labbra. E in pratica ricominci da capo… La prima volta che ho notato tutto questo mi è cascata la mandibola per terra. Ho desiderato di avere il cazzo, ovviamente-.
Questa sarei io che mangio il mio gelato confezionato preferito (il “bananino” dell’Esselunga), descritta da Poppea.
Le chiedo se realmente sono così oscena, mentre mangio il bananino: annuisce con una convinzione
spiazzante.
-Ok, d'ora in poi solo biscottino in vaschetta…
-NO! E’ eccitante vedertelo fare! Poi tu che, a differenza nostra, non hai mai visto un cazzo dal vivo! Quell’alone di ingenutià rende la cosa ancora più sexy!
-Mi stai mettendo davvero in imbarazzo…
P mi si avvicina. Mi si avvicina fino a quando le nostre labbra si sfiorano. So quanto la attizza mettermi in imbarazzo: di certo non si fermerà. Fa un sorrisetto molto furbo, e sussurra: -Sei programmata di default per andare anche coi maschi! E’ il Dna di famiglia!
-Ti prego: falla finita!
A quel punto mi mette le mani sulle spalle e, guardandomi dritta negli occhi, si fa più esplicita: -Preferisco di gran lunga te ai maschi e lo sai: sei bellissima, hai una estetica che nemmeno sembri umana, sei liscia, morbida e senza un pelo, hai un gran buon odore, un sapore che dà dipendenza...sei squisitamente gattosa e irresistibilmente sottomessa...e sai usare maledettamente bene quella lingua…
-Appunto!
-Appunto però lo dico io: il tuo fascino fa venire anche fantasie così! Non posso negare che desidero avere il cazzo ogni maledetta volta che vedo cosa combini con quel gelato. Oddio, anche in altre occasioni, ma non parliamone ora. Io Vorrei che tu me lo leccassi a quel modo, che tu succhiassi la punta a quel modo...che te lo infilassi in bocca fino in fondo, per poi tirarlo fuori piano piano, stringendolo forte con quelle belle labbra carnose!
E mi mette una mano tra le cosce.
Non ho le mutandine: in casa non le porto mai.
Sussulto, lascio sfuggirmi un mugolio sommesso. Sì, sono bagnata…
Mi prende il viso perché mi ero voltata, ma la Polacca desidera dirmi quelle cose mentre mi fissa: -E vorrei venirti in bocca. Vorrei davvero venirti in bocca. Lascerei fare tutto a te, giuro: non cercherei di scoparti la gola… Vorrei soltanto avere il cazzo per una volta, affinché tu me lo mangiassi come mangi quel gelato, e per inondarti la bocca col mio sperma…
-Ma tu...ma tu...ma tu mi vieni spessissimo in bocca!
-E’ un altro discorso, e so che hai capito perfettamente
-Solo...solo...solo gelato in vaschetta d’ora in poi, ripeto!
-Cretina
A quel punto chiedo aiuto alla Transalpina: -Poppea mi imbarazza con le sue fantasie! Vorrebbe avere il cazzo affinché gli facessi un pompino!
Dal suo studio, la voce calda di C non dà la risposta che desideravo: -E allora? Quante volte ti ho detto che vorrei avere il cazzo, per mettertelo nel culetto? E’ troppo invitante, quel sederino…
AIUTO.
Premi, stringi la punta e succhi un po', dolcemente, molto soddisfatta. Ciucciando, scendi un po’ più in basso e te lo infili leggermente in bocca; poi lo tiri fuori, e alterni leccatine a quelli che sembrano bacetti. A un certo punto via: tutto di colpo in bocca, fino in fondo, e lo tiri fuori piano piano stringendolo forte con le labbra. E in pratica ricominci da capo… La prima volta che ho notato tutto questo mi è cascata la mandibola per terra. Ho desiderato di avere il cazzo, ovviamente-.
Questa sarei io che mangio il mio gelato confezionato preferito (il “bananino” dell’Esselunga), descritta da Poppea.
Le chiedo se realmente sono così oscena, mentre mangio il bananino: annuisce con una convinzione
spiazzante.
-Ok, d'ora in poi solo biscottino in vaschetta…
-NO! E’ eccitante vedertelo fare! Poi tu che, a differenza nostra, non hai mai visto un cazzo dal vivo! Quell’alone di ingenutià rende la cosa ancora più sexy!
-Mi stai mettendo davvero in imbarazzo…
P mi si avvicina. Mi si avvicina fino a quando le nostre labbra si sfiorano. So quanto la attizza mettermi in imbarazzo: di certo non si fermerà. Fa un sorrisetto molto furbo, e sussurra: -Sei programmata di default per andare anche coi maschi! E’ il Dna di famiglia!
-Ti prego: falla finita!
A quel punto mi mette le mani sulle spalle e, guardandomi dritta negli occhi, si fa più esplicita: -Preferisco di gran lunga te ai maschi e lo sai: sei bellissima, hai una estetica che nemmeno sembri umana, sei liscia, morbida e senza un pelo, hai un gran buon odore, un sapore che dà dipendenza...sei squisitamente gattosa e irresistibilmente sottomessa...e sai usare maledettamente bene quella lingua…
-Appunto!
-Appunto però lo dico io: il tuo fascino fa venire anche fantasie così! Non posso negare che desidero avere il cazzo ogni maledetta volta che vedo cosa combini con quel gelato. Oddio, anche in altre occasioni, ma non parliamone ora. Io Vorrei che tu me lo leccassi a quel modo, che tu succhiassi la punta a quel modo...che te lo infilassi in bocca fino in fondo, per poi tirarlo fuori piano piano, stringendolo forte con quelle belle labbra carnose!
E mi mette una mano tra le cosce.
Non ho le mutandine: in casa non le porto mai.
Sussulto, lascio sfuggirmi un mugolio sommesso. Sì, sono bagnata…
Mi prende il viso perché mi ero voltata, ma la Polacca desidera dirmi quelle cose mentre mi fissa: -E vorrei venirti in bocca. Vorrei davvero venirti in bocca. Lascerei fare tutto a te, giuro: non cercherei di scoparti la gola… Vorrei soltanto avere il cazzo per una volta, affinché tu me lo mangiassi come mangi quel gelato, e per inondarti la bocca col mio sperma…
-Ma tu...ma tu...ma tu mi vieni spessissimo in bocca!
-E’ un altro discorso, e so che hai capito perfettamente
-Solo...solo...solo gelato in vaschetta d’ora in poi, ripeto!
-Cretina
A quel punto chiedo aiuto alla Transalpina: -Poppea mi imbarazza con le sue fantasie! Vorrebbe avere il cazzo affinché gli facessi un pompino!
Dal suo studio, la voce calda di C non dà la risposta che desideravo: -E allora? Quante volte ti ho detto che vorrei avere il cazzo, per mettertelo nel culetto? E’ troppo invitante, quel sederino…
AIUTO.
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