Dal diario di Al

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genere
scambio di coppia


Dal diario di Al
Storia d'amore a 4
(prima parte)

- E' tornato Claudio. Dissi a mia moglie Barbara. Lei rispose continuando a preparare la tavola per il pranzo: - Il tuo amico d'infanzia che era partito per Colombia? - Si si è proprio lui, insieme alla moglie Roberta. - Hanno figli? - Ancora no, loro la pensano come noi, vogliono prima godersi la vita. Tra un sorso di vino e una forchettata di spaghetti aggiunsi: - Ci hanno invitato a cena questo sabato a casa loro se tu sei d'accordo. Lei scuotendo la testa dicendo: - Si, perché no!
Da sette anni che non vedevo più Claudio, anche se ci sentivamo per telefono un paio di volte all'anno. Lui aveva perso la testa per una giovane colombiana e si era trasferito con lei in Colombia per aprire una pizzeria. La loro storia durò poco e si lasciarono, ha poi conosciuto Roberta, era lì in vacanza e si erano messi insieme. Dopo un anno di convivenza si sposarono.
E' arrivato finalmente quel fatidico giorno del sabato. Mia Barbara mi dava l'impressione che ci teneva a presentarsi bene a quella cena dal fatto che aveva prenotato sia la parrucchiera che l'estetica. Anche dai attillanti vestiti che aveva scelto da indossare. Una gonna nera cortissima e strettissima. Un camice Beige trasparente sbottonato a metà mettendo in evidenza il suo trasparente reggiseno nero, che contiene a forza la sua abbondante quarta di seni. Una giacca mezzo maniche nera rigata di Beige, modello diciamo donne dirigente. Era elegantissima e molto sexy allo stesso tempo e a vederla mi venne un gran voglia di trombarla all'istante. Mi avvicinai da dietro baciandola il collo e provando ad alzare la gonna, ma lei mi bloccò la mano ordinandomi di stare buono e che non avevamo più tempo neanche per una sveltina. Dovevamo essere già da loro e ancora non siamo partiti. Io dissi indicando il gonfiatissimo arnese sotto i pantaloni: - E con questo che facciamo? Colpa tua sei tremendamente elegante e sexy! Mi disse: - Grazie caro, mi stampò un bacio sulla bocca e disse: -Sarà meglio che ci muoviamo e stai tranquillo te la do stasera quando torniamo, anch'io ho molta voglia di scoparti.
Al suonare del campanello si presentò una ragazza bassa magra, di statura era la metà rispetta a quella di Barbara. Anche lei sui trent'anni, con capelli neri e lunghi. Pantaloni jeans e maglietta nera. Era molto carina e di un sorriso radiante che ci sembrava conoscere da una vita. Dissi dopo averla fissata qualche secondo: -Tu sei Roberta? Approvò scuotendo la testa. E aggiunsi stendendo la mano: - Io sono Al e lei Barbara mia moglie, noi una volta a Natale ci siamo sentiti per telefono. Disse: Si si mi ricordo di te. Diedi a lei il mazzo di fiori e la bottiglia di spumante. Ci siamo salutati, abbracciati, baciati ed ecco quel matto che mi saltò addosso calorosamente. Strinse anche Barbara dandola un bacio mentre mi faceva i complimenti per la mia scelta di donna. Claudio non era solo pizzaiolo ma anche un ottimo cuoco, ci aveva preparato lui la cena a base di pesce. Abbiamo mangiato molto, bevuto tanto e parlato troppo e più vino scorreva nei bicchieri più ghiaccio si scioglieva tra noi e più barzellette sul sesso veniva spontaneamente raccontate. Barbara si sentiva molto a suo aggio e qualche fierezza di se l'aveva dato Roberta a lei. Con i suoi ripetuti sguardi rubati alla sua quarta abbondante di seni, che Barbara ci teneva a metterli in mostra sempre in modo provocante. Forse Roberta la invidiava per il fatto che lei non li aveva, (taglia appena due credo). Anche Claudio ogni tanto mostrava con sguardi rubati ammirazione e interesse per quei invitanti seni.
La cena era terminata e dopo che le nostre donne avevano sparecchiato, Claudio andò a preparaci il sorbetto al limone. Io e Barbara siamo messi in poltrona inebriati a limonare alla francese. Roberta ci guardava sorridente ma con sguardi prolungati come se volesse partecipare anche lei ai nostri appassionati baci . Mi tornò il gonfiore evidente nei pantaloni, sentivo la cappella pulsare e non vedevo l'ora di tornare a casa a scopare. Gustavamo il sorbetto e poi raddrizzai bene al centro il mio arnese e mi alzai di scatto invitando Barbara a prepararsi per tornare a casa. Claudio disse: - Ma sei matto! Vuoi guidare dopo tutto quel vino che hai scolato? Volete suicidarvi per caso? Dissi con molta scioltezza: Tranquillo amico mio è tutto sotto controllo. Claudio disse: Non ci penso né anche di lasciarvi andare in questo stato. Per questa notte rimanete qui. Chiesi stupito guardando intorno: - Qui dove qui? Aggiunsi stupito: Sulla poltrona? Perché loro avevano un monolocale con una sola stanza da letto. Claudio disse : - Ma nooo! dormiamo tutti nel letto matrimoniale. Poi volge lo sguardo a Roberta per invitarla a dire qualcosa. Roberta disse: - Dai! Vedrete che ci stiamo benissimo, piuttosto che guidate in questo stato. Guardai Barbara e lei approvò l'idea scuotendo la testa. Allora dissi tra me e me: - Ma che sfiga! addio scopata.
Barbara tolse il reggiseno non lo sopportava quando dormiva, figuriamoci poi con questo caldo di Luglio in più in quattro nel letto. Io uguale, ero abituato a dormire comodo solo con gli slip e non sopportavo nient'altro addosso anche se fuori ci fossero diversi gradi sotto zero. Le donne si erano messi in mezzo e noi mariti ai lati del letto, e ci siamo dati il buona notte. Barbara era girata verso di me e copriva a malapena con le lenzuola le sue nude tette. Mi avvicinai di più alla sua bocca, avevo gran voglia di baciarla e con una mano strofinavo la sua patata calda da sopra le mutandine e presi a gustarmi con ingordigia la sua bocca. Claudio stringeva Roberta a se da dietro. Sembravano presi dal sonno, ma poi ci scappò a noi un scricchio forte da ventosa provocato dal succhiarla la lingua, fece aprire gli occhi a Roberta che mi guardò con un sorriso malizioso. Barbara cercò di allontanare la mia mano dalla sua fica e di farmi smettere di baciarla per paura che gli altri se ne accorgessero. In quel momento mi venne un ardente desiderio, che Barbara mi facesse un pompino mentre Roberta mi guardava con quel suo malizioso sguardo sorridente. Barbara rifiutò il mio invito di andare giù a prenderlo in bocca e mi invitò a dormire. Ma io con un cazzo duro così come il marmo non sarei riuscito a chiudere un occhio. In quel bel mezzo della mia disperazione vidi Roberta aprire gli occhi di nuovo e mi fece identico malizioso sorriso di prima. Però, mi accorsi che come se Claudio stesse dando continue spinte da dietro che le faceva scuotere appena il suo corpo. Guardavo attentamente e vedevo che queste spinte avevano un certo ritmo anche se è lentissimo. Non capivo fino a che le lenzuola scivolò e scoprì il culo nudo di Claudio in posizione del cucchiaio. Roberta ha visto che la guardavo continuò a fissarmi sorridente mentre era sottomessa alle lieve spinte di Claudio. Dopo se ne accorto anche Claudio che io li guardavo e si alzò con determinazione e il suo cazzo in tiro e disse: - Ragazzi! Io non ne posso più, vi dispiace se noi continuiamo a scopare? Io Risposi: - Tranquillo amico, continua pure, anch'io ho una grande voglia che mi fa sparire il sonno dagli occhi. E aggiunsi: Non vi dispiace se lo facciamo anche noi nel vostro letto ?' - No assolutamente, fai come se fosse casa tua. Claudio non persi tempo, mise Roberta a pecorina e la diede colpi più decisi. Barbara si era un po diciamo sciolta a vedere quei due scopare. Infatti, non obiettò quando io tolsi le lenzuola e levai le sue mutandine e presi a leccare la sua patata rasata e gustarmi il suo nettare che emanava. E quando non capiva più niente, prese lei l'iniziativa, andò giù e mi leccò la gonfiatissima cappella. Roberta divideva i suoi sguardi tra il mio cazzo e i seni di barbara. Sembrava davvero gradire tanto. Claudio si mise a pancia in su e fece cavalcare la sua mogliettina. Mi venne voglia di carezzare le piccine tette di Roberta ma non ebbi coraggio. La visione di tutto ciò che mi circondava, mi faceva affrettare l'orgasmo. Tirai fuori il cazzo dalla bocca di Barbara e misi lei a pecorina, pochi colpi e sentivo che stavo per venire. Allora lo tirai fuori, sputai sul suo appetitoso buco di culo e presi a baciarlo e leccarlo e provare a infilare dentro la punta della lingua. Poi infilai un dito, poi un altro. Vidi Roberta e Claudio guardarmi con interesse come se non avessero mai visto un sesso anale. Appoggiai la punta della cappella sopra il buco del culo e sputati nuovamente. Presi a spingerlo dentro piano piano. finché non era sparito del tutto. Sono bastati pochi colpi e riempi il suo culo di tanta sperma calda. Rimasi dentro di lei per un po non so quanto. A Barbara dava fastidio il gesto di farlo uscire subito dopo l'eiaculazione. Nel frattempo guardavamo loro che stavano per raggiungere l'apice. I gemiti di Roberta si erano accelerati, erano così eccitanti che non permettevano al mio cazzo di afflosciarsi del tutto!. Poi Claudio lo tirò fuori e Roberta ricevette il suo latte sulla faccia e sui seni.
Io e Claudio amici dall'infanzia ma non avevo mai visto il suo uccello. Aveva il cazzo corto quasi la metà del mio, ma in cambio aveva una cappella che non finiva. Il mio cazzo si scivolò da solo fuori dal culo di Barbara, si alzò chiedendo di andare in bagno Ci accompagnò Roberta con il viso e il petto inondati di sperma. Barbara si mise a fare la doccia e io a lavare il cazzo sul lavandino poi misi gli slip e andai in cucina dove trovò Claudio che sorseggiava il limoncello. Mi invitò a bere e fumare una sigaretta nel frattempo che andava anche lui a lavarsi. Quando tornò gli dissi :
- Ti devo fare dei complimenti amico mio, hai una cappella proprio da cavallo.
- Ma anche tu non scherzi per niente con quel cazzo lungo come un serpente, quanto è lungo 30 cm? - Ma che trenta! Sono solo 22cm.
- E' comunque meglio lungo con la cappella nella norma, piuttosto che grosso e corto. - E perché scusami? Chiesi incuriosito.
- Perché con la cappella grossa molte cose non le puoi fare.
- Tipo? - Tipo un pompino con gola profonda, l'anale che per me è impossibile farlo. Ho tantissima voglia di anale ma tutti i miei tentativi con Roberta fallirono. Poi aggiunse: - Vi guardavo prima sai! Ho visto tutta la scena tra te e Barbara. La penetravi nel culo come un coltello nel burro. Sei proprio fortunato caro amico.
Dissi: - Perché Barbara non prende le pillole, dice che fanno ingrassare, allora facciamo l'anale alla fine di ogni rapporto per scaricare lo sperma con maggiore sicurezza. Poi Scusami, anche la lunghezza spesso è un problema per le donne che hanno la vagina corta, come quella di Barbara. Non sono mai riuscito a spingerlo fino ai coglioni. Barbara mi bloccava sempre mettendo una mano sulla mia pancia per trattenermi dallo spingerlo tutto dentro per paura di sfondarla. Mi era già capitato una volta di causare a una mia ex una emorragia interna. Poi aggiunsi: -Dai Claudio! Di cosa ti lamenti, tu sei fortunato ad avere Roberta così piccina ! Con lei puoi fare qualsiasi posizione anche il 69 camminando. Mentre io con Barbara con qualche chilo di troppo, non è pensabile.
- Claudio disse: Il prato del vicino come si dice, è sempre più verde e aggiunse incuriosito : - Ma 69 camminando hai detto!? Non avevo mai sentito né provato. Poi chiese: Ma che fine hanno fatto le nostre gnocche?
- Dopo la doccia sicuramente si sono addormentate
- Ho ancora una gran voglia di chiavare.
- A chi lo dici! è molto eccitante questa situazione. Non avevo mai scopato prima d'ora davanti a qualcuno. Claudio mi versò un altro limoncello dicendomi che lui qualche orgia l'aveva fatta in Colombia con la sua ex e mi chiese: - Ti va di trasformare questa notte in una notte dell'esaudimento dei nostri desideri nascosti. - Che cosa vuoi dire? Non ho “afferret”, come dice Lino Banfi?
- Allora, tu hai tanta voglia di fare 69 camminando giusto? - Risposi di si .
- Ok, con Roberta puoi farlo, io ho tanta voglio di anale e con Barbara se mi premetti ho più possibilità. Voi lo fate sempre e il suo culo sarà abbastanza accogliente. Poi veniamo alle nostre donne: Barbara, ha la vagina corta come dici, va bene per il mio cazzo corto e penso che lei non disdegna una cappella come la mia. Ho visto prima come lei e con che sguardi di ammirazione la guardava . Roberta, anche lei vorrebbe l'anale e con te, esperto come sei puoi soddisfarla di sicuro. Che ne dici?
A sentire lui farmi questa proposta mi sentivo non tanto sorpreso dalla sua stessa proposta quanto dai miei sentimenti in quel istante. Non provavo alcun sentimento di gelosia per il fatto che voleva inculare mia moglie. Io che in altri situazioni mi ingelosivo per molto ma molto di meno anche al solo sguardo alle sue tette. Non so spiegare il motivo perché non sentivo geloso, piuttosto esaltavo di gioia al solo pensiero di fare quello scambio che non avevo mai fatto ne immaginato di farlo. Forse perché lui era un mio carissimo amico, o forse perché vuole cedermi la sua moglie. Forse il vino che mi dava alla testa, o forse per la grande voglia di chiavare e basta. Non so. Dissi a Claudio:
- Beh, i nostri desideri ti confesso sono quelli, ma le nostre gnocche chi le convince allo scambio?.
Claudio disse: - Secondo me ci sono due modi: Il primo è fare il solito gioco della bottiglia. Organizzo tutto io di modo che arriviamo a richieste un po' esplicite e vediamo la loro reazione. Il secondo è quello di ritornare da loro, mettere ognuno di noi la sua donna alla pecorina e farle godere come ricce. E quando le vediamo arrivare in settimo cielo, tu ed io ci facciamo lo scambio. Tu vieni dietro la mia e io mi metto dietro la tua in tutta tranquillità. Al limite diranno di no e in questo caso torniamo a scopare ognuno con la propria. Ma credimi, in quella situazione e quel livello di eccitazione, nessuna donna sarebbe capace di indietreggiare. Dissi deciso: - Mi hai convinto e sono per il secondo modo di fare. Il mio cazzo già sbucava fuori dagli slip al idea di avere Roberta. Ci alzammo e andammo in camera da letto. Ma quando eravamo lì rimanemmo stupiti, increduli da quella visione che si era presentata davanti ai nostri occhi. Continua....!


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2026-06-08
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