Dal diario di Al La mia ingenua nipotina Terza e ultima parte

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incesti


Dal diario di Al
La mia ingenua nipotina
Terza e ultima parte

Poi un giorno mentre ci sbaciucchiavamo, Simona mi chiese quali erano i miei desideri sessuali che vorrei ancora realizzare. Risposi: Beh! Desidero fare sesso a tre, con due donne bisex. Vorrei anche scopare una giapponese almeno una volta nella vita. Mi piacciano inoltre i pompino con ingoio mentre guido ad alta velocità sulla super strada. E sarebbe bello anche che al mio risveglio in primo mattino e prendendo coscienza sentire il mio cazzo crescere immerso nel caldo e umido della bocca. E seguire alla lettera il detto: Un pompino al giorno toglie il medico di torno. Lei disse: Però zio ne hai di desideri. - Io zio ti confesso: Vorrei fare con te tutte le esperienze sessuale possibile prima di tornar a casa e vorrei seppellire quella ingenua Simona per sempre. E lo sai zio che io mi fido solo di te per farle. Va bene piccola, tu basta che mi dici cosa ti piaci e io esaudirò i tuoi desideri, considerami la tua lampada di Aladino. Era chiaro che voleva apprendere tutto sul sesso e in fretta come se fosse un corso accelerato. Chiesi se cera qualcosa in particolare che vorrebbe provare. Disse che lei una volta aveva sfogliato una rivista porno, qualche stronzetto dei compagni di classe aveva infilato nel suo zaino e vorrebbe provare certe cose che aveva visto. Chiesi: -Per esempio? - Per esempio fare l'amore all'aperto o nell'acqua e tante altre cose al momento giusto te le dico. Ci addormentammo infine con la promessa di realizzare i nostri desideri sessuali. Lei precisava mentre cedeva al sonno: -Tuuutti i desideri. Risposi: -Si cara tutti. -Me lo prometti zio? Dissi: -Certo che te lo prometto E lei mi fece anche giurare. Detto fatto, alla mattina e prima che io aprivo gli occhi, presi coscienza del cazzo immerso nel umido caldo della sua bocca. Gustoso, tanto gustoso prendere coscienza in quel modo e sentirlo crescere dentro fino a sfondarla la gola poi svuotare i coglioni direttamente nell'esofago. Troppo bello iniziare la giornata in quel modo. Mi aveva già esaudito un desiderio. Io invece la portai in fondo alla spiaggia dove il monte si incontrava con il mare. E lontano da occhi indiscreti scopammo come due forsennati. Nudi sdraiati al sole sui sassolini e in acqua in piedi con le sue gambe avvinghiate al mio corpo. E' stato un bel orgasmo anche se era tanto faticosa e le mie gambe non reggevano più il peso. Nel pomeriggio andammo a visitare un castello in una città vicina. Prendemmo l'autostrada a tutto gas, lei non perse tempo mi slacciò i pantaloni e venne fuori un cazzo come una molla d'acciaio. Lo lecco gustandolo, lo succhiò con maestria, lo mandò a sfiorare la gola. Tenevo il controllo totale del veicolo. E vi dico la verità non potevo durare che pochi chilometri. Sborrai direttamente nel esofago. Mi allacciò i pantaloni e prima di arrivare al casello dissi a lei di prendere un fazzoletto perché usciva ancora qualche goccia di sperma. Lei slacciò di nuovo i pantaloni e lo pulì con la lingua del tutto come una vera e propria bocchinaria nata. Chiesi poi se aveva finito con i desideri. Lei disse con troppa disinvoltura: -No ! Vorrei provare la doppia penetrazione. Azzo..! Io rimasi di stucco dalla sua richiesta, non me la aspettavo per niente. Mi invase un impetuoso senso di uno che aveva appena preso una martellata in testa. Lei notò i cambiamenti delle espressioni nel mio viso. Allora mi ricordò della mia promessa e del mio giuramento. Io presi ad interrogarmi: “ E ora.!? Dove cazzo vado a cercarla un' altro uomo?” Mi appare in mente quello stecchino in spiaggia o quel stronzetto in discoteca, ma non riuscivo a convincermi. Avevo poco tempo a disposizione, solo quattro giorni prima che lei tornava a casa. Intanto noi scopavamo in continuazione, 3, 4, 5 volte al giorno. Era diventata così insaziabile al punto che non riuscivo più a starla dietro. Qualcosa in lei si era rotto, come se fosse un incantesimo e si era liberata e volle ricuperare tutto il tempo perduto in soli due settimane. Per fortuna la sera del giorno dopo mi venne in mente il sexy care. Un posto dove le coppie scopavano in macchina e fanno dei segnali con le luci dell'auto se volevano essere guardati o a volte partecipare se tutti lo desideravano. I segnali non li ricordavo più ma dissi a Simona che doveva tenersi pronta per mezzanotte con vestiti più sexy che aveva. Detto fatto, mise il vestito più corto e senza mutande e senza reggiseno e una camicia chiara e trasparente legata alla pancia mettendo in mostra ombelico e gli scuri capezzoli e con tanto di profumo da donna inebriante. Era tremendamente bella e sexy, mi veniva voglia di incularla proprio lì sulle scale mentre scendevamo. Salimmo in macchina, non avevo ancora la minima idea di cosa andavamo incontro. Arrivammo in cima alla collina e andammo verso un parcheggio appartato tra alberi di querce e pini. Ero contento di vedere due auto parcheggiate. Cinque minuti e non succedeva niente. Simo non persi tempo, prese a gustarsi la mia lingua e carezzandomi il pacco. Io con la mano carezzavo le sue cosce e palpavo la sua fica rasata. All'improvviso vidi le luci di una delle due auto accendersi, ma purtroppo era per andare via. I minuti scorrevano lenti. Intanto noi continuavamo con i nostri antipasti. Vidi poi l'auto che era rimasta, accendersi e spegnersi un paio di volte. Chiesi a Simo con faccia gioiosa di restare in macchina e andai verso l'auto. Al mio arrivo vidi il finestrino abbassarsi, mi arcuai un po e vidi una donna sui cinquantina e l'uomo idem, ma calvo e con tanto di pancia. Li salutai dicendo che andavo a chiedere alla compagna se voleva essere guardata. Simo mi chiese: - Allora? Risposi che erano una coppia matura non faceva per noi. A me non mi piaceva quel uomo. Restammo lì per un po' a baciare aspettando che arrivasse un'altra macchina. Ma niente da fare allora mi ero rassegnato e chiesi a Simo se voleva essere guardata da quella coppia. Lei senza pensarci due volte disse: Ma sì dai proviamo. Feci il segnale con le luci e apri la porta della macchina e chiesi a Simo di iniziare a farmi un bocchino. La coppia si era fermata accanto a noi a guardarci. Leggevo sul viso della donna segni di gioia. E mentre Simona mi succhiava il cazzo sollevai il suo vestito mettendo in mostra il suo bel culo nudo a quella coppia. La donna con la mano strizzava il cazzo moscio del suo uomo e con l'altra si faceva il ditalino. Poi misi Simo sul sedile dietro a gambe alzate e presi a gustarmi la sua fica. La scopavo con la lingua e la inculavo con le dita. Simo ansimava, ormai non si vergognava più nel esprimersi la sua goduria ad alta voce. Poi mi alzai dopo averla bendata gli occhi. La donna in verità non era messa male, un bel corpo magro, di viso carina, gli occhi dolci, terza di tette. Tutto sommato era scopabile! Stendendo la mano e senza fiatare invitò lei a gustare la fica aperta di Simo. La donna incredula dal invito facile, come se non lo aspettasse. E prese con piacere a gustare quel banchetto. Io e il uomo guardavamo quella scena saffica maneggiando i nostri cazzi. Poi lui sollevò il vestito della sua donna e mi invitò ad assaggiare il suo culo senza mutande. Titubante per un secondo poi accontentai l'uomo. Presi a insalivare e leccare il buchetto e palpare la sua liscia e morbida sorca. La donna si girò con la testa per accertare chi era dietro e mi regalò un bel sorriso. Simo diceva che stava per avere l'orgasmo. La invitai a togliere la benda e rimase sorpresa di vedere che era la donna a gustare la sua fica e non io. Chiesi a Simo se era pronta a fare una nuova esperienza. Rispose dandomi un bacio e una succhiata di lingua: Quello che vuoi zio. Feci sdraiare la donna al posto di Simo e aprire le gambe poi disse a Simo di leccarla la fica. Lei mi guardò insicura di aver capito bene, poi si piegò lo stesso a 90° e prese a carezzare e leccare la fica a quella sconosciuta. Sollevai il suo vestito scoprendo il suo bel culo e invitai l'uomo a gustarlo come facevo io con la sua. Lui come se non vedesse l'ora prese gustare con ingordigia e con la lingua tutta stesa lappava come un cane assetato. Anche la donna disse che stava per avere l'orgasmo. Allora fermai tutti, ci presentammo a loro e loro a noi: Lei Simona e io sono Al. Lui è mio marito Antonio e io sono Luisa. Con tanto di piacere. Li invitammo a casa mia che era a soli tre minuti di macchina. A casa dissi alla coppia quale era la nostra intensione -Noi uomini doppiamo fare la doppia penetrazione a Simona perché quello era in realtà il suo desiderio. Luisa non persi tempo si mise in ginocchio provando a risuscitare il cazzo di suo marito e Simo copiò Luisa. Mi stesi poi nel letto sulla schiena e feci impalare il cazzo da Simo nella fica e la piegai giù verso di me offrendo il culo ad Antonio. Lui infilò il preservativo e con un po di sputi penetrò il suo culo senza sforzo e prese a pompare. Simo godeva i nostri cazzi come non mai. Luisa a mia richiesta si era messa a gambe larghe come se stesse pisciando all'aperto e la sua fica era appoggiata sulla mia bocca. Non avrei mai immaginato di gustare la fica di una cinquantenne. Il sapore del suo umore era più dolce di quello di Simo, mi piaceva veramente. E così colpì due piccioni con una sola fava realizzando sia il suo che il mio desiderio. La leccai con tanta di quella passione e gusto che non me lo aspettavo. Lei avvertì questa passione e spingeva e strofinava sempre di più la sua fica contro la mia bocca e mi strappava involontariamente un ciuffetto di peli dal petto quando veniva. Si chinò poi su di me leccandomi le labbra inzuppata del suo umore. Mi sussurrò con area appagata che sono stato meraviglioso e aveva ancora una grande voglia di sentire il mio serpente dentro di lei poi andò a palpare le tette di Simo. Simo prese a stringere molto forte i muscoli dello sfintere dicendoci che stava venendo. Io lo tirai fuori e venni tra la mia pancia e la sua pancia. Restammo ad aspettare Antonio, chissà forse anche lui poteva provocare un orgasmo anale a Simo. I minuti passarono e Antonio non dava segni di cedimento e prima di alzarmi e lasciarli soli chiesi a lei se dovevo fare smettere ad Antonio. Lei ansimando disse:- No ti prego lascialo ancora. Aspettava il secondo orgasmo. Antonio era veramente un fenomeno aveva potuto compensare il cazzo piccolo con il durare all'infinito. Tutti siamo venuti lui ancora no. Chiesi a Luisa di quanto poteva durare e lei rispose all'infinito ma ottieni l'orgasmo solo se viene contemporaneamente inculato. Mi fece capire che lui era bi sex. Dissi a Luisa: Non mi guardare io sono etero. Allora lei tirò fuori dalla borsa lo strap-on. Un cazzo artificiale con la cintura, lo indossò e lo ficcò nel culo di Antonio. Cinque minuti e gemeva come un maiale al macello. E Simo in quel momento ebbe il suo secondo orgasmo. Giunto il momento di salutarci e nel stringerci a vicenda Luisa mise nella mano un foglietto con scritto il suo numero di telefono.
Simona mia nipote, in soli 17 giorni l'avevo trasformata da una ingenua verginella ad una potente macchina di sesso insaziabile. Con la fica sfondata, culo rotto, gola sprofondata e ingoio totale. E da una che le faceva schifo lo sperma a una che si gustava anche la spremuta di fica. E da una che scappava dai ragazzi a una che si faceva inculare anche da un cinquantenne sconosciuto. Sperma a colazione, sperma a pranzo, sperma a cena e anche per uno spuntino. Nonostante questo Simona era dimagrita quattro chili. Dissi a lei: - Hai visto che lo sperma non ingrassa!.Sperò però che mia sorella non mi rompe i coglioni e pensa che io non ti davo abbastanza da mangiare. Lei disse: Tranquillo zio, dirò che avevo fatto io la dieta. Anzi, io vorrei restare altre due settimane per godermi te di più e calare altri quattro chili, magari, per me sarebbe l'ideale. E di sole chiaramente prendemmo poco restando spesso al letto come due sposini nella luna di miele. Lei tornò a casa con un altro spirito, tornò un altra Simona, irriconoscibile dai genitori e dalle amiche. Frequentando l'università non perse tempo, dopo una settimana conobbe un ragazzo della sua età dicendo che lo aveva scelto perché mi assomigliava. Emm! Dubitavo che lo aveva scelto per questo, la conoscevo più di se stessa ormai. Era diventata insaziabile e senza tanti cazzi al giorno cadrebbe in depressione. Mia sorella Caterina era felicissima non solo perché Simona abbia avuto il ragazzo ma anche perché notò un abissale cambiamento nella sua personalità. Divenne più dolce. più socievole, più allegra, piena di vita e con tanta voglia di divertirsi. E mi chiedeva spiegazioni di questi improvvisi cambiamenti dopo la vacanza trascorsa da me. Chiaramente io non potevo dirla altro che: “L'aria del mare le aveva fatto bene”. Per una settimana dalla partenza di Simona mi sentivo uno straccio, spompato da ogni energia, svuotato da ogni forza. Ma poi presi a sentirmi vivere lunghissimi giorni di astinenza insopportabile. Decisi infine di cercare il numero di telefono di Luisa, del sexy car e quella era un'altra storia.
Simona mi diede il permesso prima di scrivere questo nostro piccolo segreto cambiando solo il suo nome e il nome della mamma.
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scritto il
2026-07-18
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