Dal diario di Al
di
Al
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tradimenti
Tradimento
Mia convivente Cristina, mi svegliò al squillare il telefono. Io lamentandomi le dissi che faceva prima a rispondere invece di svegliarmi. Rispose che sono le due di notte e solo mia sorella in America chiamava a quell'ora per via del fuso orario. Presi la cornetta e sentì invece la voce della mia ex moglie Maria. Io rimasi al quanto sorpreso dalla sua inaspettata telefonata. Tra noi era tutto finito da quasi un anno, né ci siamo più rivisti né sentiti. Che minchia le era successo, mi chiesi interrogandomi, per chiamarmi dopo un anno e per di più a quest'ora!!? Ma per non fare sapere a Cristina chi era al telefono dissi improvvisando il primo nome che mi viene in mente: -Ohy! Ciao Antonio che ti è successo? Maria saltò questo particolare di averla chiamata Antonio e mi chiese aiuto perché tornava da un locale notturno e si era fermata la macchina e non dava segni di vita e non sapeva chi chiamare né cosa fare. Era sola impaurita ed io ero l'unico che le venne in mente per rompergli i coglioni a quel ora anche da divorziati. Io stavo zitto. Lei mi pregava aiuto e io stavo in silenzio per la sorpresa, o perché ero ancora preso dal sonno . E questo mio breve silenzio forse le dava l'impressione che non volevo venire a prenderla. Allora mi disse: Se mi aiuti ti farò contento in qualche modo. Risposi: - Stai tranquillo Antonio tra poco sarò da te, dammi il tempo di arrivare. Dissi a Cristina che Antonio, mio collega al lavoro era rimasto a piedi, gli si era guastata la macchina e mi chiese un passaggio per portarlo a casa. Lei disse a stento e con lentezza e sforzo nel pronunciare le lettere per via del sonno: - Vaaaa beeene.
Io e la mia ex moglie ci siamo lasciati da persone civile e senza alcun odio o rancore senza di dover rivolgerci ad avvocati e farci cause, un divorzio insomma consensuale. Noi ci eravamo lasciati per molte cose che non andavano tra di noi, diversi problemi che non eravamo in grado di giungere ad un compromesso. Ma devo dire che l'unica cosa che funzionava era proprio il sesso. Avevamo una intesa sessuale prefetta e facevamo tutto ciò che ci piaceva fare e provare. Dal sesso normale a quello perverso. Ci rendevamo complici in tutte le scelte e tutte le situazioni. E ogni desiderio sessuale dell'uno era un desiderio dell'altra. Ma purtroppo il sesso non bastava per legarci finché morte non ci separi. E in quella notte un pensierino l'avevo già fato e mi venne il cazzo duro come il marmo al solo pensiero di poterla scopare ancora, anche se in serata avevo già scopato con Cristina,
Maria, come mi vedeva arrivare scese dalla sua Panda verdastra ,mi saltò addosso quasi incredula della mia materializzazione davanti a lei. Mi abbracciò allungandosi e fermandosi sulle dite dei piedi per baciarmi e ringraziarmi. Io scherzando chiesi : Sai come dicono in America? Lei chiese: - Come dicono in America? -Dicono : (Don't thank me but pay me). Il che vuol dire: non ringraziarmi ma pagami. Lei rispose: - Al! Quello che vuoi. Sentivo l'odore di alcol nel sua fiato. Le dissi: -Ma sei matta a bere e guidare. Lei rispose che aveva bevuto solo due birre e non era per questo che si era fermata la macchina. Provai a mettere in moto la macchina come se fossi un intenditore ma in realtà io non ci capivo una mazza di meccanica. Le dissi di lasciarla chiusa e al mattino provare a portare il meccanico. Salimmo nella mia auto e partimmo. Lei non perse tempo, si inclinò giù verso di me e iniziò a slacciarmi i pantaloni mentre guidavo. Allora capì che voleva sdebitarsi con un bel pompino come piace a me. Le dissi che non era necessario e che io scherzavo prima con la frase in inglese e provai ad alzare la sua testolina. Lei invece spinse lontano la mia mano e mi ordinò di fare attenzione alla strada. Un bocchino con gola profonda mentre guidavo me lo aveva sempre fatto e sapeva che mi gustava più di ogni altra cosa. E ogni volta che lo faceva era sempre stato più gustoso del precedente. Poi da divorziati era tutto un altra cosa, era eccitatissimo. Prese a leccare e gustare il glande viola dal gonfiore. Poi lei tutto ad'un scatto smise e mi disse: - Scommetto che in serata avevi già scopato con la tua donna! Io da idiota chiesi: -Come hai fatto a indovinare? Lei rispose: Sciocchino, perché tu non ti sei lavato il cazzo, si sente ancora il sapore non solo della tua sperma ma anche della sua fica. Stavo zitto non sapevo cosa dire, mi era sfuggito questo particolare. Lei invece spinse il cazzo lo stesso oltre la gola fregandosene di che sapore aveva. Intanto a lei la fica piaceva perché era bi-sex, l'aveva già leccata una marea di volte e a lei nulla poteva fare schifo. Io attento alla strada e nel frattempo non capivo più niente. Pochissimi chilometri e venni direttamente nel esofago mantenendo l'attenzione alla strada e il controllo dell'autovettura, che libidine..! Lei lo pulì bene con la lingua da ogni goccia di sperma e mi allacciò i pantaloni dicendomi: -Ora non hai più bisogno di lavarlo te lo polito io. Ohhh Maria Maria ! Quanto sei brava in queste cose! A cinque km dalla città vidi il bar aperto. Proposi dicendo: - Qui fanno Brioche buoni e a quest'ora sono caldi, ci fermiamo a fare colazione, offro io? Lei disse che la colazione l'aveva già fatta. Illudeva alla mia abbondante sperma direttamente nello stomaco. Ci fermammo e restammo circa 30 minuti tra cappuccini e Brioche. E mi chiese incuriosita: - Mi hai chiamata Antonio per paura della tua donna? E' gelosa vero? Stai ancora con Cristina? - Si si sto ancora con lei e proseguì dicendo che semplicemente non volevo sentire tante domande, così ho tagliato corto ma tu la conosci?. Maria rispose: - La conosce mia amica e io e lei vi abbiamo visto una volta al mercato ma tu non mi hai visto, è una bella ragazza sai! Mi piacerebbe farmela qualche volta. Risposi: - Te lo scordi perché a lei piace solo il cazzo. Lei rispose: Si si, tutte dicono così ma nessuna disdegna una leccatina alla patata da qualunque lingua sia. Uscimmo dal locale e risalimmo in macchina. Pensai che sarebbe stata una eccitatissima idea fare sesso a tre con mia ex Maria e Cristina. Cristina perché mi piace molto e Maria perché è una maestra nei giochi di gruppo, ha sempre guidato lei il gioco e distribuito ruoli ed era veramente un fenomeno. Questa mia fantasia rese il mio arnese di nuovo duro come il marmo. Mi fermai all'improvviso in un posto abbastanza appartato dopo aver preso una stradina laterale tra cespugli alti e per fortuna era ancora buio. Lei mi guardò stranita e disse: Beh! Che successo perché ti sei fermato? Io dissi esplicitamente che volevo il suo culo: Uno perché mi mancava tanto un culo così pulsante di piacere e Cristina non mi concede ancora il suo. Due, non mi andava di sentirmi egoista senza contraccambiarla l'orgasmo. Persi a baciarla senza se e senza ma come ai vecchi tempi. Lei si rassegnò ai miei baci o forse aveva anche lei qualche nostalgia. Maria non aveva l'orgasmo vaginale non lo aveva mai avuto in vita sua, ma solo dal clitoride o anale. Quindi il suo culo me lo dava sempre e con tanto di piacere. Andai con le dita sotto ad esplorare la mia ex proprietà e non trovai alcun ostacolo. Adoro le donne con le gonne senza mutande, loro non hanno la minima idea di quanta eccitazione provocano nel animo d'un uomo. La sua fica come al solito era rasata e di già bagnata. Leccai le ditta che avevo infilato e mi gustai il suo sapore che sinceramente mi mancava tantissimo. La portai nel sedile posteriore, Mi accucciai tra le sue gambe a lambire con foga il suo monte di venere depilato, tranne un cespuglietto di peli a forma di triangolo con la punta verso il clitoride. Inserendo la lingua tra le sue labbra, sentì che era bagnata fradice di umori al solito sapore di aglio. Mi gustai quel panchetto appetitoso finché non sentì l'aumentare della pulsazione della vulva. Lei venne a cavalcarmi, impalò il cazzo nella fica prima. Dopo dieci minuti lei mi disse che era pronta per l'anale. E da sola lei sfilò il cazzo dalla fica e appoggiò la punta della cappella nel buco del culo. Un paio di sputi e un paio di spinte e il cazzo già tutto dentro che la riempiva. Su e giù, avanti e dietro, gemeva come una cagna in calore e stringeva le chiappe come se volesse strozzare il mio cazzo. In teoria in quella serata era la mia terza scopata perciò riuscivo a durare e resistere al suo invitante culo molto al lungo. Lei ansimando di goduria disse: - Mi stai facendo morire! Mio ddddio! sto per venire, dai vieni anche tu. Poi un Sììììì, con gran urlo liberatorio e spingeva forte come se volessi far entrare anche i coglioni !! Strinse forte i muscoli dello sfintere e mi fece eiaculare con schizzi potenti di sperma da vertigini che riempivano il suo culo come se fosse una pentola di spaghetti.
Quanto vorrei che la macchina di Antonio si fermasse ancora una volta.
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Commenti dei lettori al racconto erotico