Schiavo a Londra

di
genere
feticismo

Dovevo andare a Londra per impartire una lezione alla prestigiosa Royal Music Academy. Decisi di fare uns sorpresa a Karla e portarmela con me.
Sarebbero stati 5 giorni di duro lavoro per me, e di turismo per lei.
Passo a prenderla: lei con tutta l allegria dei suoi 19 anni, mi contagia.
-domani alle 10, dovró andare via. Tu resterai in compagnia di Janet,una mia amica.
Karla rimase un po delusa. Era convinta d accompagnarmi.
Vidi un alo di tristezza nei suoi occhioni.
-Dai, che slle 2 finisco e sono tuo.
Sorrise e si dimenticó

Londra come sempre, m affascina.
Portai Karla a visitare Harrod's ed una cena veloce ai Lloyds.
Tornati in albergo, non la lasciai entrare, che giá le stavo mettendo mano sotto il maglione.
-voglio farti un pompino.
Karla si inginocchío, s appoggió alle sue Stan Smith e cominció a succhiarmelo senza usare le mani.
Si tiró via il maglione e la maglietta, mettendomi in mostra le sue tettine.
-dai, scopami!
La buttai sul letto, e la svestii. Lei si rimise le stan smith e mi cavalcó. La misi a pecorina, posizione che adorava. La sua fighetta era fradicia. Karla gridava di piacere.
-Dame tu lechita!- disse girandosi e mostrandomi la lingua.
Le sborrai in faccia. Le piaceva.
Ci facemmo la doccia e andammo a dormire.

La mattina,Janet si presentó alle 8.
Era una ragazza sui 30 anni, alta, capelli rossi riccioli e lentiggini, che davano un tocco pícaro al suo viso. Gli occhi erano verdi, e mi ci persi per un attimo.

-Karla ed io,oggi ci divertiremo. Puoi andare tranquillo.
Poi mi prese da parte: -non m avevi detto che era cosí giovane. E molto carina.
-hey...guardare ma non toccare-
Mi suonó il cellulare, l accademia m aveva mandato un chofer a prendermi.
Salutai mio malgrado Karla e Janet.

La lezione fu interessante e passó velocemente.
Chiamai Janet
-Dove siete?
-Kamden. Ci raggiungi?
Presi la metro. Ci trovammo davanti la stazione.
Karla si vedeva felice.
-hey piccolina, come stai?- le dissi dandole un bacio.
-bene!- disse entusiasta -Janet poi é fantastica. Conosce dei negozietti niente male.
E dicendo questo, si guardarono con aria complice e risero.
Finimmo la giornata in centro, persi fra le luci londinesi

Il mattino siguente, Janet mi chiamó
-Oggi venite a casa mia. Pranzeremo insieme.
Karla si vestí per l occasione: un vestitino che s era comprata il giorno prima, che risaltava il suo piccolo seno. Collant e le sue ormai classiche scarpe col tacco nere, dove le avevo sborrato innumerevoli volte.

Janet ci aspettava in giardino.
Camicia e jeans ed i suoi capelli sciolti.
-ho portato il vino
-ed io sono il dolce- aggiunse ridendo Karla.

Verso le 17, dopo una passeggiata, tornammo a casa.
-ma t ha detto Karla cosa s é comprata?
-ehm...no.
-sbadata...mi sono dimenticata- altro sorriso a Janet e sparí.
-Karla é molto dolce...poi é piccantona.
-Si...é giovane e pazza- risposi ridendo.
Janet s alzó, andó in un altra stanza e torno, mettendosi dietro di me
-Sai...Karla m ha detto del vostro segreto...mi ha eccitato sapere quello che le fai...
Di colpo, mi ritrovai con un collare al collo!
-Vieni- disse tirando della corda -vieni dalla tua padroncina.
Mi tiró per il salone, obbligandomi a mettermi in ginocchio e camminare a 4 zampe.
Karla m aspettava: tettine all aria, autoreggenti e scarpine nere.
-vieni cane...vieni e leccami le scarpe
Obbedii, mentre Janet andó a cambiarsi.
Presi in bocca la punta dela scarpa, che Karla mi spingeva a fondo
-Ti piacciono i miei piedini vero? Ti piace schizzarci la cremina vero?
Io ero in trance. Non mi accorsi che Janet arrivó dietro di me, anche lei solo con autoreggenti e scarpe (rosse) col tacco.

Mi tolse i pantaloni, lasciandomi solo in maglietta.
Poi, mi prese il pisello in mano e cominció a segarmi.
-sei messo bene, Miguel- e mettendosi sotto di me, cominció a mungermi.
Karla si tolse la scarpa, ora le stavo leccando il piede...
-ti piace eh? Lo senti com e sudato?
Intanto Janet, s era fatt piú sotto e si giró, facendo si che la potessi scopare.
Karla intanto si masturbava guardandoci.
Scopavo Janet, che gridava di piacere.
Karla si baciava ansimando con Janet, poi si sedette sul culo di Janet, aprendomi la sua fighetta. Tolsi l uccello da Janet per metterlo da Karla. Janet si sta toccando come un ossesso.
E di colpo, tira la corda che mi lega al collo, facendo si che mi stampi sulle tettine di Karla.
Karla ora si alza e si mette a pecora sul divano, Janet fa lo stesso accanto. Non so che buco prendere: scelgo Janet, mentre Karla si tocca baciando la sua compagna. Il tempo di cambiare a Karla, quando Sento che sto per sborraere.
Janet veloce si toglie una scarpa e mi prende il pisello in bocca.
Quando comincio a sborrare, mi infila il cazzo nella scarpa, che calza subito dopo.
Rimango con il pisello che comincia ad ammosciarsi, lí, seduto accanto Karla che mi appoggia la testa sul petto.
-é stato bello vero?
-Si.
Janet é andata in cucina per prendere tre birre
-It s strange- dice guardando la scarpa sborrata. E ci guarda con un misto di piacere e schifo.

Ritorniamo in hotel, ci dovremo alzare presto per tornare in Spagna.

La mattina all aereoporto, ci viene a salutare Janet.
-É stato un piacere stare con voi. Spero torniate presto-
E ci saluta con un abbraccio.
All allontanarsi, Karla mi dice
-Mira sus piés-
Janet, aveva le scarpe rosse della sera anteriore


scritto il
2026-04-27
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