Costanza, puttanella milanese
di
Miguel G. M.
genere
corna
Questa storia risale a fine anni 90, quando avevo 24 anni.
Il paese dove vivo, é un piccolo paese sulle dolci colline fiorentine.
D estate riprende vita grazie ai villeggianti. Piu o meno, sempre le stesse persone.
Fra Queste, c era lei, Costanza. Una ragazza della mia etá che é di Milano.
Costanza sempre mi é piaciuta ma, quando eravamo piu piccoli, mi schivava sempre. Diciamo, che era da sempre la ragazzina dei miei sogni.
Costanza era fidanzata da anni, con il tipico milanese fighetto, che non perdeva occasione per denigrare il paese ed i suoi abitanti, a sentir lui, degli ignoranti campagnoli.
Da li, giustamente, era antipatico a tutti ed era bersaglio della goliardia toscana, che lui, non prendeva neanche a spiegargliela.
Costanza quell estate venne a luglio, con una sua amica di Como, Sara.
Costanza era piccolina, fisico svelto,occhi di un verde scuro, capelli stile Natalie Imbruglia, che tanto andavano di moda in quegli anni. Sara, era alta, occhi, azzurri, capelli castani tirando al biondo e...due tette enormi, cosa che Costanza non aveva.
Non é difficile capire che le due, attiravano gli occhi di tutti noi, non abituati a vedere due fighette cosí.
Con le due, mi sentivo a mio agio, Costanza sapeva della passione che provavo da anni per lei, e forse, giocava e si divertiva un po a stronza, con i miei sentimenti.
Sara invece, con me era sempre carina e cercava sempre di rimanermi vicino quando eravamo in compagnia, giocando continuamente con i miei capelli, che all epoca, avevo lunghi.
Una sera, ero a casa da solo. I miei erano in Spagna in ferie per almeno un mese.
Stavo guardando la TV,quando mi suona il cwllulare.
-Miguel...ma dove sei? Era Costanza
-Sono in casa. Non ho voglia di uscire.
-Hai birra in casa?
-Si
-Preparane 3...arriviamo.
Costanza e Sara si presentarono in casa mia. Andammo in giardino. La notte era fresca e le birre anche.
Dopo un monte di discorsi e risate, Costanza dice
-Miguel...cosa ne pensi di Sara?
Imbarazzato risposi -Sara m é molto simpatica. E la trovo una ragazza seria e molto carina. Anzi...é bella.
Lei, si vergognó -anche io ti trovo carino e molto simpatico.
Silenzio di quelli che si possono tagliare con il coltello.
Costanza, rompe il ghiaccio -dai Sara, andiamocene. Che domani Miguel deve alzarsi presto... e cosí se ne andarono.
Tornai in casa. Erano passati 20' quando mibrisuinó il cellulare.
-Miguel...sono in giardino. Apri...
Le aprii e lei entró rapidamente.
-Non vorrei che mi vedessero...
-Dov é Sara?
-quella stronzetta? A casa...
Ha delle idee strane. L ho mandata a fare in culo.
Lo sai? Le piaci parecchio.
E m ha detto che voleva tornare a Como, solo dopo averti scopato! Sará puttana????
Io incazzato -Ma a te che te ne frega?? Se vuole scoparmi, magari!
Costanza mi saltó addosso -Senti Miguel...non so che le passa in testa a Sara ma stasera, io voglio scopare con te!
Andai in panico: la ragazza che mi piaceva da sempre, che sempre m aveva rifiutato ora era in casa mia. Da sola...e voleva trombarmi!
Tentennai un poco poi la presi, la portai nel salone e la buttai sul divano mentre mi toglievo la maglietta. Lei intanto s era tolta le mutandine, rimanendo con la gonnellina stile sport e la maglietta, che le tolsi immediatamente per ciucciarle i capezzolini
-voglio il tuo cazzo- e lo prese in bocca per un pompino da sballo.
La presi, e la scopai sul divano fino a farla godere due o tre volte.
Lei, mi riprese il pisello in bocca. Io, ancora tremendamente eccitato, l a presi e la girai in modo da fare un 69. Le leccavo la sua fighetta che aveva un piccolo manto di peli ben definito.
Piu le leccavo la passera, piu lei, mi spompinava.
-Siiii o siiii...leccamela, fammi godere!
Ed io non mi tiravo indietro.
Finalmente, le sborrai in bocca cosa che la incazzó un po...
Rimanemmo uno accanto all altro credo, per almeno mezz ora.
Il giorno dopo Sara tornó a Como, senza salutarmi e sopratutto, smise di parlate a Costanza.
Venni a sapere dopo, che Costanza le raccontó tutto appena tornata a casa.
Scopavamo tutti i giorni. Io non perdevo occasione per farle ditalini. Ai giardini, al bar, al cinema. Poi un giorno mi disse piangendo che sarebbe arrivato il suo fidanzato.
Io le dissi di mandarlo a quel paese ma lei, rispose che era una situazione difficie.
Quando arrivó, smettemmo di vederci. Almeno fino ad una sera, quando andammo a cenare con tutta la compagnia. Costanza era seduta davanti a me e non perdeva occasione per sfiorarmi con i suoi piedini, le mie caviglie.
-miguel...perché mettete soprannomi a tutti? -chiese lui. -tu chiaramente sei lo spagnolo, poi Rosso, Yoda,ma a me? Vikingo!!!!
Non sapevo che dire, mentre sentivo il piedino di Costanza che mi toccava vicino il pisello
-forse...quando arrivarono i vikinghi a Milano???
-Cazzate! Mai ci sono arrivati..
Lei rideva, -ascolta, forse perché siamo del nord???...non farci caso.
Dopo una settimana, lei tornó a Milano.
Da quell anno, ci siamo visti parecchie volte.
Lei lasció quel deficente e si sposó anni dopo con un bravissimo uomo.
Io ripresi a settembre il mio lavoro nel mondo della musica.
Ma quell estate del 98, non la dimenticheró mai
Il paese dove vivo, é un piccolo paese sulle dolci colline fiorentine.
D estate riprende vita grazie ai villeggianti. Piu o meno, sempre le stesse persone.
Fra Queste, c era lei, Costanza. Una ragazza della mia etá che é di Milano.
Costanza sempre mi é piaciuta ma, quando eravamo piu piccoli, mi schivava sempre. Diciamo, che era da sempre la ragazzina dei miei sogni.
Costanza era fidanzata da anni, con il tipico milanese fighetto, che non perdeva occasione per denigrare il paese ed i suoi abitanti, a sentir lui, degli ignoranti campagnoli.
Da li, giustamente, era antipatico a tutti ed era bersaglio della goliardia toscana, che lui, non prendeva neanche a spiegargliela.
Costanza quell estate venne a luglio, con una sua amica di Como, Sara.
Costanza era piccolina, fisico svelto,occhi di un verde scuro, capelli stile Natalie Imbruglia, che tanto andavano di moda in quegli anni. Sara, era alta, occhi, azzurri, capelli castani tirando al biondo e...due tette enormi, cosa che Costanza non aveva.
Non é difficile capire che le due, attiravano gli occhi di tutti noi, non abituati a vedere due fighette cosí.
Con le due, mi sentivo a mio agio, Costanza sapeva della passione che provavo da anni per lei, e forse, giocava e si divertiva un po a stronza, con i miei sentimenti.
Sara invece, con me era sempre carina e cercava sempre di rimanermi vicino quando eravamo in compagnia, giocando continuamente con i miei capelli, che all epoca, avevo lunghi.
Una sera, ero a casa da solo. I miei erano in Spagna in ferie per almeno un mese.
Stavo guardando la TV,quando mi suona il cwllulare.
-Miguel...ma dove sei? Era Costanza
-Sono in casa. Non ho voglia di uscire.
-Hai birra in casa?
-Si
-Preparane 3...arriviamo.
Costanza e Sara si presentarono in casa mia. Andammo in giardino. La notte era fresca e le birre anche.
Dopo un monte di discorsi e risate, Costanza dice
-Miguel...cosa ne pensi di Sara?
Imbarazzato risposi -Sara m é molto simpatica. E la trovo una ragazza seria e molto carina. Anzi...é bella.
Lei, si vergognó -anche io ti trovo carino e molto simpatico.
Silenzio di quelli che si possono tagliare con il coltello.
Costanza, rompe il ghiaccio -dai Sara, andiamocene. Che domani Miguel deve alzarsi presto... e cosí se ne andarono.
Tornai in casa. Erano passati 20' quando mibrisuinó il cellulare.
-Miguel...sono in giardino. Apri...
Le aprii e lei entró rapidamente.
-Non vorrei che mi vedessero...
-Dov é Sara?
-quella stronzetta? A casa...
Ha delle idee strane. L ho mandata a fare in culo.
Lo sai? Le piaci parecchio.
E m ha detto che voleva tornare a Como, solo dopo averti scopato! Sará puttana????
Io incazzato -Ma a te che te ne frega?? Se vuole scoparmi, magari!
Costanza mi saltó addosso -Senti Miguel...non so che le passa in testa a Sara ma stasera, io voglio scopare con te!
Andai in panico: la ragazza che mi piaceva da sempre, che sempre m aveva rifiutato ora era in casa mia. Da sola...e voleva trombarmi!
Tentennai un poco poi la presi, la portai nel salone e la buttai sul divano mentre mi toglievo la maglietta. Lei intanto s era tolta le mutandine, rimanendo con la gonnellina stile sport e la maglietta, che le tolsi immediatamente per ciucciarle i capezzolini
-voglio il tuo cazzo- e lo prese in bocca per un pompino da sballo.
La presi, e la scopai sul divano fino a farla godere due o tre volte.
Lei, mi riprese il pisello in bocca. Io, ancora tremendamente eccitato, l a presi e la girai in modo da fare un 69. Le leccavo la sua fighetta che aveva un piccolo manto di peli ben definito.
Piu le leccavo la passera, piu lei, mi spompinava.
-Siiii o siiii...leccamela, fammi godere!
Ed io non mi tiravo indietro.
Finalmente, le sborrai in bocca cosa che la incazzó un po...
Rimanemmo uno accanto all altro credo, per almeno mezz ora.
Il giorno dopo Sara tornó a Como, senza salutarmi e sopratutto, smise di parlate a Costanza.
Venni a sapere dopo, che Costanza le raccontó tutto appena tornata a casa.
Scopavamo tutti i giorni. Io non perdevo occasione per farle ditalini. Ai giardini, al bar, al cinema. Poi un giorno mi disse piangendo che sarebbe arrivato il suo fidanzato.
Io le dissi di mandarlo a quel paese ma lei, rispose che era una situazione difficie.
Quando arrivó, smettemmo di vederci. Almeno fino ad una sera, quando andammo a cenare con tutta la compagnia. Costanza era seduta davanti a me e non perdeva occasione per sfiorarmi con i suoi piedini, le mie caviglie.
-miguel...perché mettete soprannomi a tutti? -chiese lui. -tu chiaramente sei lo spagnolo, poi Rosso, Yoda,ma a me? Vikingo!!!!
Non sapevo che dire, mentre sentivo il piedino di Costanza che mi toccava vicino il pisello
-forse...quando arrivarono i vikinghi a Milano???
-Cazzate! Mai ci sono arrivati..
Lei rideva, -ascolta, forse perché siamo del nord???...non farci caso.
Dopo una settimana, lei tornó a Milano.
Da quell anno, ci siamo visti parecchie volte.
Lei lasció quel deficente e si sposó anni dopo con un bravissimo uomo.
Io ripresi a settembre il mio lavoro nel mondo della musica.
Ma quell estate del 98, non la dimenticheró mai
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