Orgasmo al ristorante

di
genere
feticismo

Era una serata di novembre, pioveva e stranamente, faceva anche un certo freddo. A Valencia é difficile che lo faccia. Ero li per lavoro, dovendo preparare un paio di date per un gruppo metal norvegese.
Karla mi raggiunse al mercado central verso le 15. Avevo finito presto, avevamo tutto il giorno a disposizione.
Karla arrivó, e vedendomi si mise a correre verso di me. Le sue scarpine nere, facevano un meraviglioso tic tic, ogni volta che il tacco colpiva il suolo. E come dico da tempo, é uno dei suoni piu belli ed eccitanti.
Scarpe nere, medias color cenere, vestitino nero e sopra, una giacca lunga. I capelli raccolti in una coda, che gli arrivavano a mezza schiena.
-Migueeellll....e mi saltó letteralmente addosso. Ci baciammo...
-sei sempre piu carina- mi piace perdermi nei suoi occhioni

Ordinammo un paio di tapas, e verso le 16, uscimmo dal mercado e andammo in centro.
Parlammo del piu e del meno, l.importante era stare insieme
-allora, dimmi quante te ne sei scopate?
-io? Se sono un bravo ragazzo? Dissi ridendo -si, si...non ho scopato molto. Ma...una sí! Una milfona di 45 anni. Olandese. Oddio...a dire il vero m ha scopato lei! Mi stava anche antipatica...e sai che ho fatto? A spregio prima di andarmene, le ho sborrato nelle scarpe...mi sa che non le é piaciuta l idea, visto che quando ero quasi all aereoporto, m ha mandato un messaggio pueno d insulti hehe...
Karla rise
-Miguel, stasera ho prenotato un tavolo in un noto ristorante.
Ma prima, devo passare a ritirare un pacchetto.
Lo ritirammo e dopo un aperitivo mentre guardavamo la gente, andammo a cenare.
Il ristorante era di un certo livello. Ambiente tranquillo, con piccoli privee, personale molto professionale. Ne avevamo uno con una bella vetrata da dove si vedeva el parque del Rio Turia.

Appena seduti, Karla mi guardó con il viso appoggiato alle mani
-lo sai cosa c é dentro il pacchetto? Dai, aprilo.
-non sará un anello- dico curioso
-sciocco...é molto di piu.
Strappai la carta regalo
-É un ovetto magico!
Era un ovetto di quelli che si introducono nella vagina e s azionano per via bluetooth.
-ora io vado al bagno. Tu connettalo al cellulare- e lo prese ed andó in bagno.
Appena tornó, provai subito, dandole una buona scarica
Quasi perde l equilibrio e le aue guancie divennero rosse.
-uauuuu...
Cominciai a giocare con la potenza
Arriva il cameriere per l.ordine.
Glielo misi forte: Karla perdeva la voce, vedevo dai suoi occhi che stava godendo. Riuscí ad ordinare.
Mi divertivo, stava piacevolmente soffrendo.

Le diedi un momento di pace mentre mangiava ma ricominciavo a torturarla appena si riavvicinava il cameriere.
-ora voglio che tu mi faccia una sega sotto il tavolo.
Sorrise e capí: avvicinó i suoi piedini al mio cazzo, che avevo tirato fuori. Cominció a farmi una sega: la frizione delle calze di nylon era piacevolissima.
Intanto che era intenta a darmi piacere, arriva il cameriere per il dolce.
Lei non si fermava, anzi.
Con abilitá, riusciva a masturbarmi senza farsi accorgere.
In preda al piacere e a punto di sborrare, misi sl massimo l ovetto.
Karla saltó davanti al cameriere e strinse forte le mani al tavolo.
-vorrei un flan...con poca panna, gracias.
Per fare il bastardo, cominciai a chiedere informazioni su ogni dolce, poi sul ristorante e parlare del tempo.
Karla mi guardava con rabbia ed sllo stesso tempo si vedeva che era al bordo dell orgasmo.
Si mordeva le labbra e guardava fuori dalla vetrata.
Nel preciso istate che il cameriere se ne andó, presi in mano i suoi piedini e mi cominciai un movimento come se stessi scopando. In pochi secondi, uno schizzo enorme di sborra bagnó i piedini di Karla e parte delle gambe.
-m hai fatto godere, sei una gran porca.
Il piacere era ora per lei: era rossa, ansimava e con le dita si stuzzicava sopra il vestito, una tettina.
Ad un tratto, ebbe l orgasmo.
-oddio...Miguel...godo
E si tiró leggermente indietro, giusto nel momento che il cameriere le metteva davanti il dolce.
-Todo bien, señorita?
-si, gracias...m é solo andato di traverso.

Karla, si tolse l ovetto
-devo godere ancora...
E cominció a masturbarsi sotto il tavolo.
-ostia puta! É fortissimo!
Karla raggiunse rapidsmente l orgasmo...e si squirtó fra le gambe.
Il liquido cadde a terra, e bagnó le sue coscie, polpacci e infradició le scarpe.
-mi sento porca... aspettavo avere una serata cosí.

Uscimmo dal locale: le sue calze erano bagnate e si vedevano bene le macchie che aveva lasciato la mia sborra.

Appena arrivati al parking sotterraneo, Karla mi prese il cazzo in bocca. Accovacciata fra le macchine, lo succhiava con aviditá.
Ma quando stavo per sborrare, s alzó e si sedette in macchina
-ora finisciti tu...per la figura di merda che m hai fatto fare con il cameriere- disse ridendo.
-Sarai stronza???- e mi segai, avvicinandomi a lei, che mi guardava divertita dal sedile della macchina.
Le sborrai addosso e lei non si lamentó ne si pulí
-mi piaci perché sei porco- mi disse
-tu mi piaci...perché mi piaci.


scritto il
2026-04-23
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