Norma a nozze - l’abito

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‘Rieccomi daccapo’ pensò Norma mentre entrava in un negozio specializzato in abiti da cerimonia. La coppia anziana Antonio-Costanza l’avevano convinta a inscenare un matrimonio con tanto di ospiti e ricevimento dove sarebbe stata la protagonista assoluta. Come moglie immaginaria di Antonio avrebbe dovuto sostenere la parte della sposina devota e compiacente ai desideri del novello consorte, con tutto ciò che avrebbe comportato.
Il primo passo era la scelta dell’abito. Un evento tutt’altro che facile per lei, che già in un altra occasione aveva indossato un vestito scelto da Costanza, dove le ampie aperture laterali lasciavano vedere abbondanti porzioni dei suoi piccoli, ma puntuti seni.
L’imbarazzo provato un paio di anni prima era ancora vivo nella sua mente e non aveva dimenticato i sorrisi maliziosi indirizzati a lei dai maschi presenti e gli occhi pieni di riprovazione delle gentili consorti.
“Provati questo” le ordinò Costanza, passandole un abito bianco con profondi spacchi laterali e una gonna lunga divisa in 4 falde, che lasciavano le gambe scoperte a ogni passo. Sul davanti, la scollatura profonda mostrava l’assenza di reggiseno.
Norma entrò in camerino e indossò l’abito con l’intimo addosso. La leggerezza del tessuto lasciava intravvedere slip e reggiseno e sospirò, pensando che avrebbe dovuto indossarlo senza biancheria intima.
“Questo è perfetto...ma senza niente sotto!” sentenziò l’anziana donna, valutando la facilità con cui si potevano spostare i lembi dell’abito per infilarci le mani sui seni o sul sesso. Norma non obiettò.
“Puoi metterci una cintura bianca con sopra una striscia di velcro? E metterne una analoga sull’orlo della gonna?” chiese alla commessa, meravigliata.
“Non appena sposata, il consorte potrebbe consumare subito il matrimonio senza perdere tempo. Poter sollevare l’abito e bloccarlo alla cintura sarebbe un bel regalo per il marito, non trovi?”
Norma arrossì e la sua mente già si figurava messa a novanta o seduta su un tavolo con le gambe nude e Antonio che la scopava davanti agli invitati.
“Si può fare” confermò la commessa, guardando Norma con un sogghigno, figurandosi la scena del marito che scopa la mogliettina ancora vestita, magari nel bagno del ristorante o sotto un gazebo.
“Penso che gli invitati saranno contenti di condividere quel momento” annunciò Costanza, facendo sgranare gli occhi alla commessa e causando tachicardia a Norma.
“...cioè?” chiese la negoziante, per essere sicura di aver capito.
“Gli invitati assisteranno alla consumazione del rapporto. Il futuro sposo vuole mostrare al mondo tutto il suo potere e la novella sposina ubbidirà….vero, cara?”
Costanza guardò Norma che abbassò il capo, colma di vergogna per essere stata umiliata davanti a una sconosciuta.
Sotto, i suoi slip si infradiciarono.
scritto il
2026-05-07
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