Norma diventa prostituta
scritto il 2024-09-19 tempo di lettura 3 min
di
VicentinoGrey
genere
dominazione
cura
A+
Le scuole sono finalmente andate a regime. Portati i figli, posso organizzarmi le giornate come meglio credo. Beh, non proprio. Martedì e giovedì sono precettata da Antonio e Costanza. È un paio di mesi ormai che devo soddisfare i loro nuovi capricci e iniziative commerciali. La merce, se non fosse chiaro, sono io. L'epiteto con cui si rivolgono a me, “porcellina golosa”, è il mio marchio di qualità. Dapprima è stato Antonio e proporre ai suoi amici e poi a emeriti sconosciuti la possibilità di dominare una quarantenne sottomessa. Devo comportarmi da pornostar perché se il giudizio dei clienti è inferiore a 4, vengo punita con strizzate di capezzoli e cinghiate sul culo. Punizioni più blande mi vengono assegnate se durante gli incontri non uso parole volgari. Membro, sedere, vulva e sperma sono aboliti in favore di cazzo, culo, fica e sborra. Costanza invece mi vende soprattutto come leccatrice di fiche e culi e succhiatrice di capezzoli. Nessuna sua amica ha voluto finora usare uno strap on per possedermi. Un paio però hanno voluto infilare un paio di dita nella mia vagina, pardon, fica, e un dito nel culo. Non è stato eccessivamente doloroso: tremo però al pensiero se uno dei clienti chiederà di infilarmelo dietro. È veramente stretto!
Mentre sto succhiando l'ennesimo cazzo e Antonio mi sta scopando alla pecorina, penso a quanta sborra mi è stata schizzata addosso e spruzzata in bocca. Se è vero che fa bene alla pelle, farò fallire tutte le aziende di cosmesi! I miei pensieri vanno a Dante e alla legge del contrappasso. Sono un'anima che sta già scontando il peccato della sua mania dell'igiene leccando e succhiando cazzi che definire odorosi è dare un giudizio benevolo agli effluvi che emanano. La pena più pesante da scontare però è leccare fiche di donne più che mature, soprattutto perché non ho mai avuto tendenze lesbiche perché spesso puzzano veramente.
Oh, devo aprire la bocca: l'amico di Antonio sta mugolando e pure Antonio si sta sfilando dalla mia fica. Eccoli entrambi davanti alla mia bocca, li sego con maestria e schizzi di sborra si depositano sulla lingua. Gli uomini amano vedere il proprio liquido galleggiare in bocca e chiudermela per farmi ingoiare tutto. Ecco...anche stavolta è andata tutta giù, senza vomitare.
Giovedì scorso ho rischiato di farlo con Maria, un'amica di Costanza. Era a gambe aperte sulla poltrona, io in ginocchio, nuda, davanti a lei. Costanza mi provocava gemiti, masturbandomi, seduta per terra su un cuscino. I miei versi e la passione indotta con cui muovevo la lingua e due dita dentro la sua fica hanno scatenato qualcosa in Maria. A un certo punto sono partite delle contrazioni che in pochi secondi sono diventate convulsioni. La mano di Costanza ha aumentato il ritmo con cui massaggiava le labbra e il clitoride, facendomi perdere ogni cognizione su cosa stavo facendo. Me ne sono accorta quando Maria ha dapprima squirtato e poi le è partito un getto di piscio direttamente dentro nella mia bocca. Ho ingoiato prima di rendermi conto che potevo tenera la bocca aperta e far colare tutto sul mio corpo e poi sul pavimento. Non è stato facile, ma ho preso un punteggio di 5/5!
Antonio mi mette in mano 50 Euro. Non so quanto si sia tenuto lui. Un ruttino...e anche per oggi, ho finito.
4.1K
visite
visite
16
voti
voti
valutazione
4.4
4.4
il tuo voto
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Matrimonio fa rima con Antonioracconto sucessivo
Elena di Troia o forse...senza “di”
Commenti dei lettori al racconto erotico