La futura suocera 2 - La monta -
di
Jack Off
genere
incesti
Dunque la situazione è questa. Scopo con Romina da qualche mese. Bella, vera troia svuotapalle, dovrebbe bastarmi.
Invece no. Sono attizzato da sua madre, la mia futura suocera Valeria. L’ho vista solo due volte e in ogni occasione mi ha fatto venire il cazzo di marmo. Chissà perché ho idea che se glielo mettessi in mano prima o poi mi ricambierebbe.
Terzo incontro con Valeria. Stavolta non è casuale. Sono andato a prendere Romina per uscire e sono salito in casa ancor prima di essere invitato sperando che la mia ragazza avesse come sempre ancora da fare per trovare un vestito adatto. Non sbagliavo affatto. Era ancora in bagno sotto la doccia. Buon per me. Mi apparto in cucina con Valeria che oggi ha una gonna blu ancora più corta del solito. Mi offre il solito caffè e io siedo al solito posto sul divano. Lei invece si siede a tavola proprio di fronte a me. Solo allora mi rendo conto che così facendo posso vederle sotto la gonna. Così sbircio un pochino mentre fingo di ascoltare lei che parla del tempo. Da seduta la gonna è così corta che già vedo dove finiscono le sue autoreggenti e già questo basterebbe a scatenare la bestia. Ma non basta.
A un certo punto Valeria mi fa un mezzo Basic Instict.
Allarga le gambe, le divarica parecchio e BANG! LA GATTONA PELOSA.
Cristo santo è tutta lì da vedere. C’è solo un problema.
Mentre io sono lì a fissarle la gatta che ha tra le gambe lei stà fissando me così un attimo dopo quando di colpo Valeria chiude le gambe strette io alzo lo sguardo e mi incrocio col suo. ‘Buono il caffè?’ mi chiede.
“Buonissimo’ dico io.
“Lieta che ti sia piaciuto’ ammicca lei. Ma stiamo proprio parlando di caffè?
Imbarazzato mi alzo, vado verso il bagno e busso.
Romina mi dice ‘entra pure’.
Obbedisco aspettandomi di trovarla vestita invece è ancora nuda sotto la doccia.
E’ bella, è tremendamente sexy. Non resisto.
Mi tolgo veloce i vestiti e mi ficco sotto la doccia con lei.
Romina strabuzza gli occhi temo quasi che mi respinga visto che sua madre è lì dietro la porta invece non si tira indietro. Mi si avvinghia addosso mentre l’acqua ci scorre addosso. Mi riempie della schiuma che ancora ricopre il suo splendido seno mentre la sollevo verso di me. Sento la sua fica tutta linda aprirsi meccanicamente sotto al mio turgido cazzo che la penetra inesorabile.
E’ solo una sveltina che dura una dozzina di minuti ma è così bello, così sensuale… E forse sapere che Valeria potrebbe sentirmi mi eccita ancora di più.
Quando usciamo dalla doccia e ci rivestiamo torno in salotto dove Valeria se ne sta tranquilla seduta a tavola. Non si può certo nascondere che in bagno io e sua figlia si sia fatto qualcosa tanto più che sono mezzo bagnato.
Proverei anche a giustificarmi se avessi una scusa buona ma non ce l’ho e così non dico niente. Aspetto in silenzio che arrivi Romina con un abitino nero corto e sexy e la seguo verso la porta di casa. ‘Buonasera signora Valeria’ saluto prima di allontanarmi. ‘Ciao divertitevi’ dice lei gentile e tranquilla ma mentre lo fa spalanca un altra volta le gambe sotto al tavolo e vedo di nuovo tutto.
Stavolta lo sa che la stò guardando. Sa che posso memorizzare ogni millimetro della sua ficona pelosa. Lo sa e mi lascia fare…
Saliamo in auto, Romina mi bacia lasciva. Vuole che la porti in un posto tranquillo per fare sesso. Non chiedo mi meglio.
Abbassiamo i sedili poco dopo e scopiamo piano piano.
Mi attacco al suo seno e glielo succhio con passione. Lei si dimena tutta col mio cazzo che le stantuffa su e giù per la patata. Se la gode e viene.
Poi si accorge che la stò fissando in faccie e mia fissa a sua volta. ‘Problemi?’ mi chiede. ‘Niente scusa amore stavo pensando ad una cosa’. ‘
“Importante?’ chiede lei.
‘No, nulla, scusa ancora’ dico io tornando a baciarla sui seni. Di certo non potevo dirgli che stavo pensando che sua madre è una troia…
Due giorni dopo, a casa di Romina che però è in ritardo e la stiamo aspettando soli soletti io e Valeria.
Lei mi siede accanto e mi prende amorevolmente la mano ‘Mi ha detto Romy che sei molto molto….’. ‘Molto cosa?’. ‘Lungo… non so se è la parola giusta’ fa segno con le mani per mimare un asta di carne da 30 centimetri che in effetti è pressapoco la mia chianga. Arrossisco ‘Tu e tua figlia parlate di queste cose?’.
“Noi parliamo di tutto’ spiega lei tranquillamente.
‘Bhe in effetti sono un po’ sopra la media’.
‘Romina dice che sembra quello di un cavallo’. ‘
Lo devo prendere per un complimento?’ sorrido io.
‘No è lei che devi prenderla piano. Specie quando cambiate buco capisci? Che siate giovani e abbiate voglia di sesso estremo lo capisco ma non voglio certo che…’.
‘Che? Cosa Valeria?’.
“Che mi rompi la figlia’ dice seria
“Starò attento’ annuisco io.
‘Forse dovresti fare più che stare attento. Secondo me dovresti alleggerire un po’ la tensione prima di farlo capisci?’.
“non propio’.
Valeria mima il gesto con la mano.
Io ridacchio ‘Cioè dovrei farmi una sega prima di scopare?’
. ‘Secondo me si. Saresti più tranquillo e non rischieresti di sfondarmi la figlia. Non vorrei mica dovermi presentare al pronto soccorso per far curare una fica rotta’.
“Era così eccitante sentirle dire le parolaccie pensavo. E pensavo anche che sotto a quella gonna c’era la sua pelosa ficona al vento.
Ero eccitato. ‘Bhe ci penserò dissi’.
‘Pensaci adesso’ propose lei.
“Come scusa?’.
‘Se tra mezz’ora arriva Romy vuoi mica farmi credere che non lo farete…’.
‘In effetti la voglia c’è’ ammisi. ‘
“Allora forza… Fai una prova. Tanto si vede che lo hai già duro’.
‘Cioè dovrei andare in bagno a…?’.
‘Se preferisci fartela qui in salotto ti do un asciugamani’.
Mi stava provocando. Stava esagerando. Voleva sopraffarmi, sfidarmi…. E accettai la sfida.
“Ok grazie’ dissi e abbassata la zip ecco che il mio gigantesco uccello spuntò fuori. Presi a menarlo lentamente sapendo che lei guardava. ‘Prendimi l’asciugamani per favore’. Valeria per nulla imbarazzata sparì verso il bagno ma era certo che aveva ben guardato il mio uccellone duro. Quando tornò ero lì a muovermi la mano sul cazzo e le sorridevo. Mi diede l’asciugamani poggiandomelo su una gamba.
Nel frattempo i pantaloni erano calati a terra e me ne stavo tranquillo nudo dalla vita in giù. ‘Certo che è davvero grosso, mai visto uno così’.
‘Grazie’ annuivo e segavo io.
“Ce la fai a sborrare o ti serve qualcosa… Ho dei giornaletti porno se serve…’.
‘Li leggi tu?’ chiesi.
‘Ogni tanto…’ annuì lei.
‘Comunque non serve. Basterebbe che ti sedessi a tavola a gambe larghe come l’altro giorno…’.
‘A porcellone quindi guardavi?’.
“Tu mostravi e io guardavo’ risi mentre l’uccello mi si irrigidiva ancora di più. ‘Comunque posso fare di meglio’ disse Valeria e davanti ai miei occhi increduli si slacciò la gonna e la lasciò cadere a terra. Con indosso solo calze nere autoreggenti e senza mutande era davvero una gran troia. Mi fissò il cazzo, io le fissavo la fica. SPRUZZZZ! ‘Wow che sborrata’.
‘Si ho visto -disse lei- però dovevi centrare l’asciugamani non il pavimento.
“Scusa’ dissi io.
‘Fa nulla’ disse e preso l’asciugamani si chinò sul pavimento a pulire. Il fatto che non indossasse la gonna pareva ininfluente. Così chinata pareva a pecorina. Il suo culo proprio di fronte a me, la sua fica pelosa lì a provocarmi, il mio uccello ancora al vento. Me lo ritrovai duro senza accorgemene e siccome avevo fatto trenta decisi di fare trentuno…
‘Hey’ guaì Valeria mentre la mia cappella ancora sporca di sperma le si poggiava sul sedere. ‘Questo non faceva parte dei patti’ disse.
‘Lascia stare i patti sono arrapato’ e spinsi quel tanto che bastava per fargli sentire la cappella sulle labbra della vulva. ‘Dai che ne hai voglia dillo…’. Lei non lo disse ma arcuò il culo all’indietro e spinse per farselo entrare dentro.
Meglio di qualunque risposta verbale …
Poi nessuno disse più nulla e chiavammo a tutto spiano…
jackoffstorie@yahoo.com
Invece no. Sono attizzato da sua madre, la mia futura suocera Valeria. L’ho vista solo due volte e in ogni occasione mi ha fatto venire il cazzo di marmo. Chissà perché ho idea che se glielo mettessi in mano prima o poi mi ricambierebbe.
Terzo incontro con Valeria. Stavolta non è casuale. Sono andato a prendere Romina per uscire e sono salito in casa ancor prima di essere invitato sperando che la mia ragazza avesse come sempre ancora da fare per trovare un vestito adatto. Non sbagliavo affatto. Era ancora in bagno sotto la doccia. Buon per me. Mi apparto in cucina con Valeria che oggi ha una gonna blu ancora più corta del solito. Mi offre il solito caffè e io siedo al solito posto sul divano. Lei invece si siede a tavola proprio di fronte a me. Solo allora mi rendo conto che così facendo posso vederle sotto la gonna. Così sbircio un pochino mentre fingo di ascoltare lei che parla del tempo. Da seduta la gonna è così corta che già vedo dove finiscono le sue autoreggenti e già questo basterebbe a scatenare la bestia. Ma non basta.
A un certo punto Valeria mi fa un mezzo Basic Instict.
Allarga le gambe, le divarica parecchio e BANG! LA GATTONA PELOSA.
Cristo santo è tutta lì da vedere. C’è solo un problema.
Mentre io sono lì a fissarle la gatta che ha tra le gambe lei stà fissando me così un attimo dopo quando di colpo Valeria chiude le gambe strette io alzo lo sguardo e mi incrocio col suo. ‘Buono il caffè?’ mi chiede.
“Buonissimo’ dico io.
“Lieta che ti sia piaciuto’ ammicca lei. Ma stiamo proprio parlando di caffè?
Imbarazzato mi alzo, vado verso il bagno e busso.
Romina mi dice ‘entra pure’.
Obbedisco aspettandomi di trovarla vestita invece è ancora nuda sotto la doccia.
E’ bella, è tremendamente sexy. Non resisto.
Mi tolgo veloce i vestiti e mi ficco sotto la doccia con lei.
Romina strabuzza gli occhi temo quasi che mi respinga visto che sua madre è lì dietro la porta invece non si tira indietro. Mi si avvinghia addosso mentre l’acqua ci scorre addosso. Mi riempie della schiuma che ancora ricopre il suo splendido seno mentre la sollevo verso di me. Sento la sua fica tutta linda aprirsi meccanicamente sotto al mio turgido cazzo che la penetra inesorabile.
E’ solo una sveltina che dura una dozzina di minuti ma è così bello, così sensuale… E forse sapere che Valeria potrebbe sentirmi mi eccita ancora di più.
Quando usciamo dalla doccia e ci rivestiamo torno in salotto dove Valeria se ne sta tranquilla seduta a tavola. Non si può certo nascondere che in bagno io e sua figlia si sia fatto qualcosa tanto più che sono mezzo bagnato.
Proverei anche a giustificarmi se avessi una scusa buona ma non ce l’ho e così non dico niente. Aspetto in silenzio che arrivi Romina con un abitino nero corto e sexy e la seguo verso la porta di casa. ‘Buonasera signora Valeria’ saluto prima di allontanarmi. ‘Ciao divertitevi’ dice lei gentile e tranquilla ma mentre lo fa spalanca un altra volta le gambe sotto al tavolo e vedo di nuovo tutto.
Stavolta lo sa che la stò guardando. Sa che posso memorizzare ogni millimetro della sua ficona pelosa. Lo sa e mi lascia fare…
Saliamo in auto, Romina mi bacia lasciva. Vuole che la porti in un posto tranquillo per fare sesso. Non chiedo mi meglio.
Abbassiamo i sedili poco dopo e scopiamo piano piano.
Mi attacco al suo seno e glielo succhio con passione. Lei si dimena tutta col mio cazzo che le stantuffa su e giù per la patata. Se la gode e viene.
Poi si accorge che la stò fissando in faccie e mia fissa a sua volta. ‘Problemi?’ mi chiede. ‘Niente scusa amore stavo pensando ad una cosa’. ‘
“Importante?’ chiede lei.
‘No, nulla, scusa ancora’ dico io tornando a baciarla sui seni. Di certo non potevo dirgli che stavo pensando che sua madre è una troia…
Due giorni dopo, a casa di Romina che però è in ritardo e la stiamo aspettando soli soletti io e Valeria.
Lei mi siede accanto e mi prende amorevolmente la mano ‘Mi ha detto Romy che sei molto molto….’. ‘Molto cosa?’. ‘Lungo… non so se è la parola giusta’ fa segno con le mani per mimare un asta di carne da 30 centimetri che in effetti è pressapoco la mia chianga. Arrossisco ‘Tu e tua figlia parlate di queste cose?’.
“Noi parliamo di tutto’ spiega lei tranquillamente.
‘Bhe in effetti sono un po’ sopra la media’.
‘Romina dice che sembra quello di un cavallo’. ‘
Lo devo prendere per un complimento?’ sorrido io.
‘No è lei che devi prenderla piano. Specie quando cambiate buco capisci? Che siate giovani e abbiate voglia di sesso estremo lo capisco ma non voglio certo che…’.
‘Che? Cosa Valeria?’.
“Che mi rompi la figlia’ dice seria
“Starò attento’ annuisco io.
‘Forse dovresti fare più che stare attento. Secondo me dovresti alleggerire un po’ la tensione prima di farlo capisci?’.
“non propio’.
Valeria mima il gesto con la mano.
Io ridacchio ‘Cioè dovrei farmi una sega prima di scopare?’
. ‘Secondo me si. Saresti più tranquillo e non rischieresti di sfondarmi la figlia. Non vorrei mica dovermi presentare al pronto soccorso per far curare una fica rotta’.
“Era così eccitante sentirle dire le parolaccie pensavo. E pensavo anche che sotto a quella gonna c’era la sua pelosa ficona al vento.
Ero eccitato. ‘Bhe ci penserò dissi’.
‘Pensaci adesso’ propose lei.
“Come scusa?’.
‘Se tra mezz’ora arriva Romy vuoi mica farmi credere che non lo farete…’.
‘In effetti la voglia c’è’ ammisi. ‘
“Allora forza… Fai una prova. Tanto si vede che lo hai già duro’.
‘Cioè dovrei andare in bagno a…?’.
‘Se preferisci fartela qui in salotto ti do un asciugamani’.
Mi stava provocando. Stava esagerando. Voleva sopraffarmi, sfidarmi…. E accettai la sfida.
“Ok grazie’ dissi e abbassata la zip ecco che il mio gigantesco uccello spuntò fuori. Presi a menarlo lentamente sapendo che lei guardava. ‘Prendimi l’asciugamani per favore’. Valeria per nulla imbarazzata sparì verso il bagno ma era certo che aveva ben guardato il mio uccellone duro. Quando tornò ero lì a muovermi la mano sul cazzo e le sorridevo. Mi diede l’asciugamani poggiandomelo su una gamba.
Nel frattempo i pantaloni erano calati a terra e me ne stavo tranquillo nudo dalla vita in giù. ‘Certo che è davvero grosso, mai visto uno così’.
‘Grazie’ annuivo e segavo io.
“Ce la fai a sborrare o ti serve qualcosa… Ho dei giornaletti porno se serve…’.
‘Li leggi tu?’ chiesi.
‘Ogni tanto…’ annuì lei.
‘Comunque non serve. Basterebbe che ti sedessi a tavola a gambe larghe come l’altro giorno…’.
‘A porcellone quindi guardavi?’.
“Tu mostravi e io guardavo’ risi mentre l’uccello mi si irrigidiva ancora di più. ‘Comunque posso fare di meglio’ disse Valeria e davanti ai miei occhi increduli si slacciò la gonna e la lasciò cadere a terra. Con indosso solo calze nere autoreggenti e senza mutande era davvero una gran troia. Mi fissò il cazzo, io le fissavo la fica. SPRUZZZZ! ‘Wow che sborrata’.
‘Si ho visto -disse lei- però dovevi centrare l’asciugamani non il pavimento.
“Scusa’ dissi io.
‘Fa nulla’ disse e preso l’asciugamani si chinò sul pavimento a pulire. Il fatto che non indossasse la gonna pareva ininfluente. Così chinata pareva a pecorina. Il suo culo proprio di fronte a me, la sua fica pelosa lì a provocarmi, il mio uccello ancora al vento. Me lo ritrovai duro senza accorgemene e siccome avevo fatto trenta decisi di fare trentuno…
‘Hey’ guaì Valeria mentre la mia cappella ancora sporca di sperma le si poggiava sul sedere. ‘Questo non faceva parte dei patti’ disse.
‘Lascia stare i patti sono arrapato’ e spinsi quel tanto che bastava per fargli sentire la cappella sulle labbra della vulva. ‘Dai che ne hai voglia dillo…’. Lei non lo disse ma arcuò il culo all’indietro e spinse per farselo entrare dentro.
Meglio di qualunque risposta verbale …
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