Tua
di
Serena Rossi
genere
etero
Vuoi fare l'amore con me. Non solo desiderarmi, ma avermi con una lentezza che mi farà impazzire. Inizi con gli occhi, che accarezzano ogni parte, ogni curva del mio corpo nella penombra della stanza. Sono sdraiata sulla schiena, la mia pelle liscia e calda, vedi già i miei capezzoli indurirsi sotto il tuo sguardo intenso.
Ti avvicini lentamente, senza ancora toccarmi. Il tuo respiro caldo mi sfiora la pelle, provocandomi brividi lungo le braccia, il collo, lo stomaco. Vuoi che io senta la tua presenza ancor prima che le tue dita mi sfiorino. Il mio corpo già reagisce, un leggero inarcamento della schiena, un invito silenzioso che assaporerai.
Le tue labbra sfiorano prima la mia pelle sul collo, appena sopra la clavicola. Lasci che la tua lingua tracci un lento percorso fino alla mia spalla, assaporando il gusto salato del mio sudore che sale. Le mie mani si stringono sulle lenzuola, le dita aggrappate al tessuto come se fosse l'unica cosa in grado di ancorarmi alla realtà mentre esplori il mio corpo.
Scendi più in basso, le tue labbra sfiorano i miei seni ma senza mai raggiungere i capezzoli. Vuoi che io ti implori questo contatto diretto. La tua mano sinistra accarezza dolcemente il mio fianco mentre la destra esplora l'interno delle mie cosce, evitando con cura il centro ardente del mio desiderio. Inizio a gemere, piccoli gemiti soffocati che ti eccitano ancora di più.
"Fai l'amore con me adesso", sussurro, ma tu scuoti lentamente la testa contro la mia pelle. Non ancora. Vuoi che ogni cellula del mio corpo urli il tuo nome prima che tu mi dia ciò che desidero.
Le tue dita trovano il mio centro caldo, scivolando facilmente nella mia abbondante lubrificazione. Mi penetri lentamente, prima un dito, poi due, mentre la tua bocca cattura un capezzolo turgido. Il mio corpo si inarca sotto di te, un grido mi sfugge dalle labbra. Mi guardi perdermi nel piacere, con gli occhi chiusi e la testa reclinata all'indietro.
Ti posizioni tra le mie cosce, il tuo pene duro premuto contro la mia entrata ma non ancora penetrante. Vuoi che io senta ogni centimetro di te, che mi preparo a questo momento finale. Le tue mani mi stringono i fianchi, impedendo qualsiasi movimento che possa affrettare ciò che hai costruito con tanta cura.
«Guardami», mi ordini dolcemente. I miei occhi si aprono, brillando di desiderio e frustrazione. Vedi quanto lo desideri, quanto ne ho bisogno. Lentamente, cominci a penetrarmi, millimetro dopo millimetro, assaporando ogni istante della mia reazione. Il mio corpo si adatta a te, aprendosi come un fiore che sboccia al sole.
Il ritmo inizia lentamente, quasi dolorosamente. Ogni spinta è deliberata, calcolata per massimizzare il contatto, per stimolare ogni nervo del mio corpo. Le mie gambe si avvolgono intorno alla tua vita, tirandoti più in profondità, ma tu continui a controllare il tempo, rifiutandoti di cedere alla frenesia che minaccia di travolgerci.
Senti la tensione crescere dentro di te, quel calore familiare che parte dal basso ventre e si diffonde in tutto il corpo. Anche io sento questo cambiamento, i miei movimenti si fanno più disperati, più urgenti. Le mie unghie ti graffiano la schiena, il dolore si mescola al piacere creando una sensazione quasi insopportabile.
"Ci sono quasi", mormoro contro il tuo collo, e sono proprio quelle parole a spingerti oltre il limite. Ti allontani bruscamente, il tuo sesso che pulsa contro la mia pelle ardente. Il primo getto mi investe il ventre, caldo e abbondante, seguito da molti altri mentre il tuo corpo trema per l'intensità dell'orgasmo.
Ma non ti fermi qui. Le tue dita continuano la loro danza sul mio sesso, trovando il mio clitoride ipersensibile. Grido il tuo nome, il mio corpo si contorce sotto di te mentre l'orgasmo mi travolge. Mi stringi mentre ondate di piacere mi inondano, la tua bocca sulla mia, assaporando le mie grida di soddisfazione.
Quando mi lascio cadere sulle lenzuola, esausta ma appagata, ti sdrai accanto a me, le tue dita che tracciano disegni sulla mia pelle umida. Sono quasi al culmine del piacere, lo senti dal modo in cui il mio corpo reagisce ancora a ogni tua carezza. La notte non era ancora finita…
Ti avvicini lentamente, senza ancora toccarmi. Il tuo respiro caldo mi sfiora la pelle, provocandomi brividi lungo le braccia, il collo, lo stomaco. Vuoi che io senta la tua presenza ancor prima che le tue dita mi sfiorino. Il mio corpo già reagisce, un leggero inarcamento della schiena, un invito silenzioso che assaporerai.
Le tue labbra sfiorano prima la mia pelle sul collo, appena sopra la clavicola. Lasci che la tua lingua tracci un lento percorso fino alla mia spalla, assaporando il gusto salato del mio sudore che sale. Le mie mani si stringono sulle lenzuola, le dita aggrappate al tessuto come se fosse l'unica cosa in grado di ancorarmi alla realtà mentre esplori il mio corpo.
Scendi più in basso, le tue labbra sfiorano i miei seni ma senza mai raggiungere i capezzoli. Vuoi che io ti implori questo contatto diretto. La tua mano sinistra accarezza dolcemente il mio fianco mentre la destra esplora l'interno delle mie cosce, evitando con cura il centro ardente del mio desiderio. Inizio a gemere, piccoli gemiti soffocati che ti eccitano ancora di più.
"Fai l'amore con me adesso", sussurro, ma tu scuoti lentamente la testa contro la mia pelle. Non ancora. Vuoi che ogni cellula del mio corpo urli il tuo nome prima che tu mi dia ciò che desidero.
Le tue dita trovano il mio centro caldo, scivolando facilmente nella mia abbondante lubrificazione. Mi penetri lentamente, prima un dito, poi due, mentre la tua bocca cattura un capezzolo turgido. Il mio corpo si inarca sotto di te, un grido mi sfugge dalle labbra. Mi guardi perdermi nel piacere, con gli occhi chiusi e la testa reclinata all'indietro.
Ti posizioni tra le mie cosce, il tuo pene duro premuto contro la mia entrata ma non ancora penetrante. Vuoi che io senta ogni centimetro di te, che mi preparo a questo momento finale. Le tue mani mi stringono i fianchi, impedendo qualsiasi movimento che possa affrettare ciò che hai costruito con tanta cura.
«Guardami», mi ordini dolcemente. I miei occhi si aprono, brillando di desiderio e frustrazione. Vedi quanto lo desideri, quanto ne ho bisogno. Lentamente, cominci a penetrarmi, millimetro dopo millimetro, assaporando ogni istante della mia reazione. Il mio corpo si adatta a te, aprendosi come un fiore che sboccia al sole.
Il ritmo inizia lentamente, quasi dolorosamente. Ogni spinta è deliberata, calcolata per massimizzare il contatto, per stimolare ogni nervo del mio corpo. Le mie gambe si avvolgono intorno alla tua vita, tirandoti più in profondità, ma tu continui a controllare il tempo, rifiutandoti di cedere alla frenesia che minaccia di travolgerci.
Senti la tensione crescere dentro di te, quel calore familiare che parte dal basso ventre e si diffonde in tutto il corpo. Anche io sento questo cambiamento, i miei movimenti si fanno più disperati, più urgenti. Le mie unghie ti graffiano la schiena, il dolore si mescola al piacere creando una sensazione quasi insopportabile.
"Ci sono quasi", mormoro contro il tuo collo, e sono proprio quelle parole a spingerti oltre il limite. Ti allontani bruscamente, il tuo sesso che pulsa contro la mia pelle ardente. Il primo getto mi investe il ventre, caldo e abbondante, seguito da molti altri mentre il tuo corpo trema per l'intensità dell'orgasmo.
Ma non ti fermi qui. Le tue dita continuano la loro danza sul mio sesso, trovando il mio clitoride ipersensibile. Grido il tuo nome, il mio corpo si contorce sotto di te mentre l'orgasmo mi travolge. Mi stringi mentre ondate di piacere mi inondano, la tua bocca sulla mia, assaporando le mie grida di soddisfazione.
Quando mi lascio cadere sulle lenzuola, esausta ma appagata, ti sdrai accanto a me, le tue dita che tracciano disegni sulla mia pelle umida. Sono quasi al culmine del piacere, lo senti dal modo in cui il mio corpo reagisce ancora a ogni tua carezza. La notte non era ancora finita…
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