Il mattino ha l'oro in bocca

di
genere
etero

Addormentato, giaceva distrattamente sulla pelle rosata della sua coscia, calda e accogliente sotto il prepuzio aperto, in attesa di essere svegliato. Scivolando lentamente, il tessuto setoso rivelò millimetro per millimetro la pelle di quell'appendice raggomitolata, piccole dita giocose vagavano e inciampavano con ambigua goffaggine, quei palpeggiamenti impertinenti risvegliavano lentamente la piccola creatura.
Il gonfiore incontrollabile, inesorabilmente scandito da questi movimenti avanti e indietro, sale languidamente lungo la coscia, il pene emerge sotto le carezze suggestive. Imperturbabile, occhi chiusi, lascia scorrere il sangue, abbandonando il suo membro in omaggio. Le curve si stringono, il collo rivela una protuberanza scintillante, un mignolo gioca e allarga questa perla splendente che erompe dal glande...

Questa lingua tesa e umida, che scorre tra le vene gonfie, striscia lungo l'asta, lecca, senza lasciare dubbi sulla sua fame. Lasciando orgogliosamente l'ascissa, pronta a suonare la tromba. Le sue gambe si aprono, liberando i testicoli, immediatamente afferrati, sentiti e afferrati, la finzione non è più possibile, ora è eccitato. Queste dita, premendo e opprimendo, afferrano il pene, muovendosi avanti e indietro con intensità implacabile. Già arrossata da questa eccitazione, la carezza palmare si intensifica, il prepuzio ora completamente ripiegato, stringendo un glande scintillante, piangendo piccole, scivolose lacrime di gioia.
Poi arriva l'improvvisa, vorace e curiosa bocca di velluto, attratta da questo bastoncino di zucchero colorato pronto per essere divorato. In uno spasmo soffocato, con le dita impigliate nelle lenzuola, è appena stato inghiottito tra due labbra tenaci e striscianti che avanzano e si ritraggono, lasciando una scia umida. La suzione vigorosa e incontrollata porta la tensione al culmine, poi quella lingua, assaporando le prugne calde, risalendo fino al piccolo canyon sotto il glande, provoca uno spasmo deliziosamente insopportabile. Quelle labbra si aprono, abbracciando il diametro crescente della cupola febbrile, poi si stringono, inghiottendo fino alla base del pene. L'incessante danza ritmica prende il volo in un sonoro "Gluuup", rilasciando a ogni "Gluuup" un'ondata che inonda le sue dita mentre lo masturbano.
Questa danza dolce e frenetica lo conduce inesorabilmente alla lenta agonia dell'estasi. Sull'orlo del burnout , la tensione estrema riempie il suo sesso di una fiammata infernale, la combustione interna cede il passo a spasmi che fanno impazzire la donna avida. La diavolessa gioca con ardore sfrenato. L'ascesa incessante e contenuta si libera, esplosiva, calda, tra le sue labbra, in un solco soffocato. Lentamente placandosi, gli spasmi persistono in quella bocca, orgogliosi della sua potenza.

Eccola lì, sveglia, che si diverte, sbavando sulle sue labbra sorridenti...
scritto il
2026-03-06
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