PET - Sul taxi

di
genere
dominazione

Capo ha portato tutti a cena fuori, è una cosa che accade di rado e solo per alcune occasioni particolari: ultimamente abbiamo lavorato molto e con un certo tasso di stress, ma sembra che questo periodo caotico sia passato e ha organizzato questa cosa.
Il giorno prima della cena avevo ricevuto precise istruzioni: sarei dovuta arrivare in taxi e sotto i miei abiti avrei dovuto indossare dell'intimo di pizzo.
Arrivo quindi in questo bel ristorante in taxi come mi ha chiesto. Trovo già qualche collega seduto al tavolo e mi accomodo insieme a loro. Capo arriva poco dopo, fa il giro del tavolo per salutare tutti i presenti e infine si siede proprio di fronte a me, il tavolo è abbastanza ampio e rotondo, ed io sento il suo sguardo addosso per tutta la durata della cena. Io indosso un completo nero: un pantalone dal taglio maschile e una giacca doppio petto che rimane ampiamente scollata e che decido di indossare senza sottogiacca. Le scarpe sono delle décolleté lucide nere con tacco a stiletto altissimo. Il make up è carico sugli occhi, ma molto minimal sul resto del viso.
Per tutta la sera evito di guardarlo, evito di parlare con lui e mi limito a parlare con i colleghi accanto a me. Mi sento osservata, studiata da lui.
Finita la cena usciamo tutti insieme mentre Capo si occupa di parlare con il proprietario del ristorante. Lo aspettiamo tutti fuori sul marciapiede per salutare e poi a piccoli gruppi ci separiamo. Io mi avvio da sola, percorro circa un centinaio di metri per raggiungere l'area di sosta dei taxi, salgo su un mezzo, mi siedo sul sedile posteriore dal lato del guidatore e chiedo di fare il giro dell' isolato per recuperare una persona. Il tassista è abbastanza giovane, sulla trentina, taciturno, si limita ad annuire e si mette in marcia. Capo arriva in pochi minuti, apre la mia portiera, saluta solo il tassista e sale facendomi scivolare dall'altro lato del sedile. Chiede al tassista di partire dando l'indirizzo della cassetta. Quando la macchina è ripartita, Capo si gira a guardarmi e si avvicina. Io cerco di sfuggirgli ma questo sedile è troppo corto e mi ritrovo appoggiata alla portiera con lui addosso, mi bacia la scollatura e il collo senza dirmi una parola. Con le mani mi tocca le cosce, mi sbottona la giacca. Tento di oppormi ma non resisto, chiudo gli occhi inebriata da lui e in un attimo mi dimentico che non siamo soli, mi dimentico che siamo su una macchina in movimento. Con la mia mano cerco il suo cazzo sui pantaloni, sotto il tessuto sento la sua eccitazione e lo stringo. Quando sento la macchina fermarsi, torno alla realtà, siamo arrivati. La mia giacca ormai completamente sbottonata la tengo chiusa con le mani senza abbottonarla. Capo paga la corsa, scendiamo, io rimango dietro di lui mentre lui apre il portone. Mi giro verso il taxi, che non è ancora ripartito, e vedo il tassista toccarsi il cazzo da sopra i pantaloni, facendo lo stesso gesto che io ho fatto poco fa con Capo. Entro nel palazzo e seguo Capo. Appena entriamo in casetta inizio a spogliarmi, finalmente posso togliere queste scarpe. Capo mi osserva e mi ferma mentre sto per togliere l'intimo "rimetti anche le scarpe" mi dice lui mentre si sfila la giacca e la cravatta. Abbandona le sue scarpe e le calze ed io lo seguo.
L'intimo è in pizzo come da sue istruzioni: ho deciso di indossare un reggiseno a balconcino molto scollato ed un perizoma minimal con laccetti laterali. Ho ancora addosso le scarpe, il rumore dei tacchi scandisce ogni mio passo mentre seguo il Capo verso il divano. Lui si siede ed io istintivamente mi inginocchio davanti a lui, subito gli slaccio i pantaloni, leccandomi le labbra. Lui mi lascia fare osservandomi, si sbottona la camicia. Finalmente il suo cazzo libero, inizio a baciarlo per tutta la lunghezza. Arrivo alla punta e apro la bocca. Mi godo ogni millimetro dentro la mia bocca. Le mie labbra lo avvolgono delicatamente, la mia lingua lo assapora senza tregua. Le mie mani sulle palle dure, piene. Non resisto e scendo a leccarle mentre una mano si dedica al suo cazzo. Si alza in piedi, io non smetto un secondo. È sopra di me e mi domina guardandomi, non servono le parole. Capo è potente, sento la sua forza e il suo dominio, subisco il suo carisma, lo temo e lo desidero. Io so cosa vuole, so come lo vuole e so come farlo: questa è la mia parte, la mia peculiarità. Mi trovo inginocchiata davanti a lui, in intimo, le mie caviglie incrociate, ho gli occhi chiusi, indosso queste scarpe bellissime e scomodissime, mentre ora con la lingua di fuori parto delle sue palle e percorro lentamente la sua pelle sottile e sensibile fino alla punta del suo cazzo. Quando arrivo in cima apro gli occhi guardando il suo viso. I suoi occhi sono fissi su di me. Per un lunghissimo secondo mi allontano di pochi centimetri e rimango con la bocca aperta, lui si muove in avanti ed eccolo di nuovo a riempire la mia bocca. Spinge delicatamente, sa fin dove può arrivare, conosce bene la mia bocca. Io muovo il mio collo e la testa, il resto del mio corpo è fermo ma il movimento che faccio è fluido, continuo, regolare. So cosa vuole che faccia, so come vuole che lo faccia: è la mia peculiarità. La sua dominazione mi nutre, mi coinvolge. Mi eccita, mi ossessiona. Sono qui per questo. Ora vuole venire, lo sento. Aumento il ritmo, succhio con più forza, lecco con maggiore velocità. E lui non resiste, non può farlo. Mi tiene ferma ed esce dalla mia bocca. Mi viene sul viso, guardandomi.
scritto il
2026-04-09
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