Me la faccio con tre neri

di
genere
incesti

Non avevo mai fatto né immaginato niente di più porco con mamma. Ed è successo al mattino, queste cose succedono di notte al buio.
Laprima settimana di vacanza era stata uno strazio, mamma era caduta nella paranoia più nera, s'era depressa e si sentiva in colpa per essersi mollata con quel coglione di Marco. Per me era inconcepibile, invece di ballare sui tavoli e ubriacarsi tutte le sera s'era chiusa in una tristezza profonda e c'era poco da fare quando era così. La conoscevo bene, dopo ogni uomo le sembrava sbagliata tutta la sua vita e si faceva mille menate per aver fatto la puttana di professione fino a pochi anni prima.
E poi era successa un'altra 'tragedia', Paola l'amica che aveva affittato il bungalow con lei era dovuta tornare di corsa a casa col marito perché il suocero era finito in ospedale. Boh, non capivo, avevamo il bungalow tutto per noi e due camere separate, che tragedia era?
La casetta di legno era in pineta, dieci minuti dalla spiaggia ma in un bel posticino tranquillo e sul terrazzino sopra il tetto potevo prendere il sole nudo. Per il resto, dopo la Spagna, la riviera era deprimente. Età media trentacinque anni ma solo perché metà erano under quindici e l'altra metà over sessanta. Una noia mortale.
L'unica mia distrazione era un bel paparino con moccioso e mogliettina incinta che tentava di mettere incinta anche me.
Lo fissavo in spiaggia di nascosto dietro gli occhiali da sole, un bel maschio sportivo, si vedeva lontano un miglio che era in pressione, il porco spiava ogni costumino che passava. È stato facilissimo, l'ho fissato a lungo al bar della spiaggia mentre mi rigiravo tra le dita una bustina durex. M'ero messo anche i calzoncini tagliati sotto le chiappe che in Spagna era come urlare lo voglio in culo. Mi ha seguito e me lo ha picchiato nel capanno degli attrezzi, uno stupro volontario che ha gasato entrambi. Roba da ripetere.
Ci davamo appuntamento al pomeriggio, quando la mogliettina incinta riposa al fresco col moccioso.
Mamma mi aiutava, distraeva il proprietario di bar e spiaggia facendo la zoccola tette gonfie. Era questione di pochi minuti, il paparino scappava via subito, io aspettavo due minuti prima di uscire e andavo da mamma per portarla via dal bavoso. Ma quella vigliacca mi ha tirato uno scherzo, apro e mi becco davanti il tizio incazzato: mi rispinge dentro il capanno, chiude e per punizione mi becco un cazzo di sessant'anni. Ne sono sicuro, mi ha inculato pensando a mamma.
Ma poi ho avuto libero accesso al capanno per tutta la vacanza e il bel paparino non ha mai saputo che dopo passava il porco per il pedaggio.
Mamma in bikini faceva voltare le teste, credevano che fosse mia sorella e lei rideva sussurrandomi che forse era meno proibito se eravamo soltanto fratello e sorella. Ma rideva poco, era sempre giù.
In camera o terrazza mi tirava pompini pensosi come se lo facesse solo per me.

Ma una mattina m'ha svegliato urlando.
'Svegliati pelandrone, andiamo a correre.'
'Ma che cazzo? Che ore sono.'
'Le sei e mezza, alzati, dobbiamo correre!' E tutta una serie di cazzate tipo che aveva deciso di star bene, che voleva prendersi cura di sé stessa, che se lo meritava... insomma, s'era ripresa e io ero contento anche se non avevo una cazzo di voglia di correre in spiaggia a spaventare i gabbiani.
Era in tenuta da cheerleader, top e leggings mezza coscia tiratissimi che le aprivano chiappe e figa. Uno schianto di atleta che te la immagini in un solo sport. E io dovevo venire a torso nudo. Boh!
Mi corre davanti e sul vialettoappena fuori passiamo davanti a tre ragazzi di colore che le guardano il culo. Si ferma saltellando sui piedi, mi aspetta.
'Ma li hai visti?'
'Mammaaa, ti prego!'
La scema torna indietro e ci ripassa davanti. I tizi si danno di gomito, ridono coi denti bianchissimi. Due sono da sogno erotico per un frocetto come me, canottiera e spalle tornite. Mi vergogno come un ladro, io non mi muovo, non ci ripasso davanti.
Le fischiano, mamma va da loro come se le avessero chiesto un indirizzo. È già tra loro, fianco in fuori che chiacchiera e ride, uno le offre una sigaretta, se la fa accendere e butta il fumo di lato con le tette ben gonfie. Recita come con il bavoso, ma così è peggio che nuda.
Muoio. Voglio scappare.
Mi chiama. 'Lucaaa, vieni!'
Okay mi avvicino.
La sento che dice: 'No, non è mio nipote, è solo un... amico.' E mi bacia sulle labbra.
Credo di essere l'unico col cazzo moscio.
'Che ne dici, vuoi venire a prendere un caffè?' Sceglie Habib, il più animale dei tre, un vero negro da sesso sui trent'anni, stupro nella savana garantito.
Gli altri due la guardano come se gli avesse tagliato il cazzo. Sono più giovani, giovani promesse di sesso da letto. A mamma spiace per loro, 'Okay, vi offro un caffè, ma aspettate un poco, è per i vicini, non sta bene che vedano che mi porto a casa quattro ragazzi.' Ha contato anche me.
Habib se la sta già stringendo mani sul culo.
'Mmmm, ma senti cos'hai! Aspetta!... Luc, passa dal sentiero dietro... Ehi, fermo! Non qui.' Ha una mano nera sotto il top.
Faccio il giro largo dietro le casette con gli altri due. Non ci credono che sono il toyboy di quella figa cagna affamata di cazzi.
'Ce lo devi avere grosso, amico.' Ciro mi tocca l'uccello per valutare.
'Insomma.' Dice, non vuole ammetterlo ma ho una bella bestia anche da moscia.
Ricambio.
Ciro ha una terza gamba, fa paura cos'ha duro tra le gambe. Sorride soddisfatto, mi piace, rido, tocco anche Youssu, che ha un normale cazzone negro. Non stacco la mano, li voglio.
'Ahah, lo sapevo.' Ciro mi palpa il culo. 'A noi vanno bene tutti i buchi.'

Entriamo in silenzio. Mamma è sul divanetto con Habib tra le cosce.
Chiama gli altri due, ha gli occhi lucidi, è già persa. Ciuccia Youssu e quando si trova in bocca la cappella di Ciro si spaventa e non la molla più.
Questione di minuti, Habib se la sbatte per bene e poi vuole farle succhiare anche il suo. Mamma con in bocca il cazzo di Habib si mette a pecorina per Ciro, ma interrompe il pompino e inarca indietro il collo quando la apre quel cazzone. Dieci secondi di estasi e poi ciuccia disperata tutti i cazzi in giro, con più fame di prima. In fica ci fanno un giro tutti, anche Habib vuole provarsela a pecora. E io per la prima volta mi scopo mamma che nel casino non se ne accorge nemmeno.
Youssu decide che si può ben di più, lo sfila e lo spinge di potenza nel culo. Mamma si gode a morte un'inculata selvaggia fino alla sborrata finale e non fa in tempo a riprendersi che le parte l'orgasmo con in culo il cazzo di Habib, il suo negro preferito. Un orgasmo interminabile che dura ancora cancora quando le schizzo in culo io.
Si risveglia solo quanto Ciro tenta di aprirle il culo. Scappa in camera, sul comodo materasso. Cuscino tra i denti e culo in alto le sparisce tra le chiappe quella verga epica. Nemmeno Ciro ci crede che se la prende tutta. Gli altri sono esterrefatti, non le danno nemmeno le cappelle da ciucciare. Io ho pensieri confusi e parecchio froci. Inculate così le ho viste solo nei porno.
I vicini ora sanno, mamma ulula da cagna.
Momento di relax, mamma rottainculo ansima. La consolo mamma, le bacio il buchetto e succhio quattro carichi di sborra. Li amo, prima Yuossu e poi Habib me lo fanno sentire in culo mentre succhio il culo di mamma. Il gioco li prende, fanno il giro nel mio culo e mamma scoppia a ridere quando mi prendo l'estintore di Ciro. È bellissima col volto sudata, ma io mi concentro sul magacazzo che mi apre, riempie e devasta e non ululo come lei.

Mamma fa un salto in bagno, torna coi capelli bagnati e sono doppie e triple tutta mattina, Non hanno un cazzo da fare questi tre, se la prendono comoda, riposano i cazzi mentre i compari ficcano me e mamma, come capita, per loro hanno una fica, due bocche e due culetti.
Se ne sono andati.
Mamma e io siamo un campo di battaglia. Estenuati ci lecchiamo sborra.
Non si parla di mangiare. Io prendo il sole in terrazza, è piacevolissimo starci col culo rotto.
E mi dimentico di passare dal bel paparino.
scritto il
2026-03-25
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