Mammina mi consuma
di
Spidey93
genere
incesti
Mamma mi salta al collo. Ride con le lacrime agli occhi, sono tre settimane che non mi vede, mai stati tanto senza vederci. Dice che sono bellissimo, mi guarda abbronzato come un marocchino e poi mi stringe ancora, mi annusa, sai ancora di mare mi dice e mi dà una leccatina di punta al collo. Ride come una scemetta innamorata di suo figlio e mi scarruffa i capelli.
'È ora di tagliarli, ma ti si sono schiariti, sei bellissimo così.'
Mi spinge indietro. 'Ma sei dimagrito, guardati, non mangiavi?''
Col dito mi tira in giù la pelle e mi fissa nell'occhio. Scoppia in una bellissima risata. 'Ti sei consumato figlio mio! Vieni, avrai fame.''
Così è stato il mio ritorno dalla vacanza in Spagna, per chi gli interessasse l'ho raccontata in 'camping friendly'.
Mamma allora non aveva quarant'anni, mi ha avuto giovanissima ed era una bellissima donna. Aveva già la profumeria con Paola, da anni non faceva più la escort. Carlo però mi giurava d'essersi fatto mia mamma quella primavera, per cinquecento euro, un'ora motel figa e culo. Carlo ha un cazzo che mi fa lacrimare, non volevo crederci ma quella sera ho voluto un pompino in cameretta e ho sborrato da paura, ho pisciato sborra da farla tossire. Occhi chiusi forte la pensavo cazzone in culo.
Era in camicetta e mutandine, come sta sempre in casa in estate. Mamma ha un bel culo, Carlo dice che ho preso da lei.
Ha buttato tutto in lavatrice e ha aspettato che mi spogliassi nudo per lavare anche maglietta e calzoncini da bagno. Non avevo mutande, in tre settimane mai messe.
Intanto, mentre le raccontavo dove ero stato, mi ha fatto due hamburger con patate al forno scongelate. Avevo una cazzo di fame davvero. Sono le undici di mattina, mangio con lei seduta di fronte e racconto quel che posso. Con mamma potrei anche raccontare tutto ma poi mi rompe le palle, ogni volta mi chiederebbe se sono stato attento, se ho usato il coso.
Le racconto il meno possibile, alla fine sono cazzi miei in tutti i sensi. Non le dico certo che l'ultima notte è stata qui in albergo con due romani e accenno appena ai due fratelli spagnoli e agli amici cecoslovacchi ad Avignone. Invece le racconto molto di Lena, fingo che la storia è durata tutta la vaacanza e non le racconto che Lena era innamorata di me e fidanzata di tutti.
Ma mamma capisce tutto.
Sorride triste. Ha gli occhi lucidi.
'Che hai?'
'Niente niente.' Si alza e mi va dietro.
'Paola mi aspetta, dovevo già essere da lei, ho rimandato per vederti, ma adesso non ho più voglia di andarci.'
'Ma sei scema? Sono le tue uniche vacanze!'
'No, ci vado solo se vieni anche tu.'
Paola è la sua migliore amica, lei e il suo compagno hanno affittato una casa al mare insieme a mamma e Marco. Marco è coglione e stronzo, non so come mamma possa stare con lui. Per fortuna non abita con noi.
'No, mamma lo sai.' Sa che io e Marco non possiamo stare nella stessa casa.
'Marco non c'è, con lui ho chiuso.'
Allora è tutta un'altra storia! Ma non le chiedo cosa è successo tra loro due, ho un dubbio.
'Ma hanno posto?'
'Due camere, dormi con me. O ti vergogni di dormire ancora nel lettone con mamma?'
É in piedi alle mie spalle, io seduto con ancora mezzo hamburger. Mi fa il solletico da stronza e mi sussurra all'orecchio.
'Sai che tuo padre è spagnolo?'
'Ehhh?'
'È stato tanto tempo fa, in Spagna, la mia più bella vacanza.'
'Chi era? Perchè vi siete lasciati?'
Mi stringe alle spalle, sento i suoi seni schiacciati sulla schiena. 'Mi hai fatto piangere, sai? Quando mi hai raccontato della tua Lena, mi si è risvegliato tutto dentro.'
'Mi spiace mamma, non..'.
Mi fa il solletico maledetta. 'Sei un bugiardo, Luca, non mi hai detto tutto... ecco, io allora ero come la tua Lena. Posso dirti solo che tuo padre è spagnolo, non chi è!'
Sto male, penso a mamma in una tenda, vent'anni fa come Lena. Ce la scopavamo anche in quatto.
Ho il cazzo duro e mamma mi dà i pizzicotti ovunque, tento di alzarmi e lei mi spinge steso sul tavolino, faccio appena in tempo a spostare il piatto. Mi palpa il culo, spinge le dita. 'Guarda che io non voglio essere nonna a quarant'anni, non sarai tornato incinta anche tu.' Ride da scema.
Io non rido, mi infila due dita e e le fa ballare. 'Ohi ohi, sei stato un gran porcellino, Luca! Senti che roba, i tuoi amici hanno fatto una bella vacanza con te, ma li capisco, hai un sederino da favola.'
Mamma è tutta scema.
Mi allarga bene le chiappe, a due mani, e c'infila il viso. Mi svengono le ginocchia, mi abbandono sul tavolo e mi godo la lingua in culo. E penso a Lena, mi succhiava la sborra dal culo.
'Sì, mamma, vengo al mare con te.'
E sborro sulla tovaglietta.
'È ora di tagliarli, ma ti si sono schiariti, sei bellissimo così.'
Mi spinge indietro. 'Ma sei dimagrito, guardati, non mangiavi?''
Col dito mi tira in giù la pelle e mi fissa nell'occhio. Scoppia in una bellissima risata. 'Ti sei consumato figlio mio! Vieni, avrai fame.''
Così è stato il mio ritorno dalla vacanza in Spagna, per chi gli interessasse l'ho raccontata in 'camping friendly'.
Mamma allora non aveva quarant'anni, mi ha avuto giovanissima ed era una bellissima donna. Aveva già la profumeria con Paola, da anni non faceva più la escort. Carlo però mi giurava d'essersi fatto mia mamma quella primavera, per cinquecento euro, un'ora motel figa e culo. Carlo ha un cazzo che mi fa lacrimare, non volevo crederci ma quella sera ho voluto un pompino in cameretta e ho sborrato da paura, ho pisciato sborra da farla tossire. Occhi chiusi forte la pensavo cazzone in culo.
Era in camicetta e mutandine, come sta sempre in casa in estate. Mamma ha un bel culo, Carlo dice che ho preso da lei.
Ha buttato tutto in lavatrice e ha aspettato che mi spogliassi nudo per lavare anche maglietta e calzoncini da bagno. Non avevo mutande, in tre settimane mai messe.
Intanto, mentre le raccontavo dove ero stato, mi ha fatto due hamburger con patate al forno scongelate. Avevo una cazzo di fame davvero. Sono le undici di mattina, mangio con lei seduta di fronte e racconto quel che posso. Con mamma potrei anche raccontare tutto ma poi mi rompe le palle, ogni volta mi chiederebbe se sono stato attento, se ho usato il coso.
Le racconto il meno possibile, alla fine sono cazzi miei in tutti i sensi. Non le dico certo che l'ultima notte è stata qui in albergo con due romani e accenno appena ai due fratelli spagnoli e agli amici cecoslovacchi ad Avignone. Invece le racconto molto di Lena, fingo che la storia è durata tutta la vaacanza e non le racconto che Lena era innamorata di me e fidanzata di tutti.
Ma mamma capisce tutto.
Sorride triste. Ha gli occhi lucidi.
'Che hai?'
'Niente niente.' Si alza e mi va dietro.
'Paola mi aspetta, dovevo già essere da lei, ho rimandato per vederti, ma adesso non ho più voglia di andarci.'
'Ma sei scema? Sono le tue uniche vacanze!'
'No, ci vado solo se vieni anche tu.'
Paola è la sua migliore amica, lei e il suo compagno hanno affittato una casa al mare insieme a mamma e Marco. Marco è coglione e stronzo, non so come mamma possa stare con lui. Per fortuna non abita con noi.
'No, mamma lo sai.' Sa che io e Marco non possiamo stare nella stessa casa.
'Marco non c'è, con lui ho chiuso.'
Allora è tutta un'altra storia! Ma non le chiedo cosa è successo tra loro due, ho un dubbio.
'Ma hanno posto?'
'Due camere, dormi con me. O ti vergogni di dormire ancora nel lettone con mamma?'
É in piedi alle mie spalle, io seduto con ancora mezzo hamburger. Mi fa il solletico da stronza e mi sussurra all'orecchio.
'Sai che tuo padre è spagnolo?'
'Ehhh?'
'È stato tanto tempo fa, in Spagna, la mia più bella vacanza.'
'Chi era? Perchè vi siete lasciati?'
Mi stringe alle spalle, sento i suoi seni schiacciati sulla schiena. 'Mi hai fatto piangere, sai? Quando mi hai raccontato della tua Lena, mi si è risvegliato tutto dentro.'
'Mi spiace mamma, non..'.
Mi fa il solletico maledetta. 'Sei un bugiardo, Luca, non mi hai detto tutto... ecco, io allora ero come la tua Lena. Posso dirti solo che tuo padre è spagnolo, non chi è!'
Sto male, penso a mamma in una tenda, vent'anni fa come Lena. Ce la scopavamo anche in quatto.
Ho il cazzo duro e mamma mi dà i pizzicotti ovunque, tento di alzarmi e lei mi spinge steso sul tavolino, faccio appena in tempo a spostare il piatto. Mi palpa il culo, spinge le dita. 'Guarda che io non voglio essere nonna a quarant'anni, non sarai tornato incinta anche tu.' Ride da scema.
Io non rido, mi infila due dita e e le fa ballare. 'Ohi ohi, sei stato un gran porcellino, Luca! Senti che roba, i tuoi amici hanno fatto una bella vacanza con te, ma li capisco, hai un sederino da favola.'
Mamma è tutta scema.
Mi allarga bene le chiappe, a due mani, e c'infila il viso. Mi svengono le ginocchia, mi abbandono sul tavolo e mi godo la lingua in culo. E penso a Lena, mi succhiava la sborra dal culo.
'Sì, mamma, vengo al mare con te.'
E sborro sulla tovaglietta.
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