Mammina infermiera
di
Spidey93
genere
incesti
Sono figlio unico di madre puttana.
Lo dico col massimo rispetto, per me le puttane sono donne eccezionali. Non ho papà, mamma mi ha avuto che era molto giovane e non mi ha mai fatto mancare nulla. Ho cambiato molte città prima del liceo, mamma si portava il lavoro a casa, non era un segreto, spesso ero dalle sue amiche. Ora ha una profumeria.
L'aveva appena aperta quando una cretina mi è uscita da destra senza guardare. Ho evitato per miracolo il muso ma ho perso il controllo e lo scooter s'è fatto in scivolata dieci metri d'asfalto. Cazzo, l'ho raddrizzato subito, il mio Sh125 aveva la fiancata rossa tutta rigata. Ero disperato e incazzatissimo con la stronza ma due mi dicono di mettermi giù.
Ho sangue sulla mano, mi guardo, sono tutto stracciato. La maglietta è a pezzi, l'ho pagata una follia, è una Guru con la margherita fighissima.
Ambulanza e pronto soccorso.
Lastre, non ho nulla di rotto. Inizia il dottore e poi continuano due infermiere a pulirmi le ferite, mi sono gramato tutto, una è più bella e giovane di mamma. Dicono che non è nulla, mi rimarrà solo qualche segno sul ginocchio e sul palmo destro. Sulla mano la ferita è piuttosto profonda. Mi lavano e disinfettano con cura, io sono teso, fa male o forse è solo un'impressione. Quella carina mi tranquillizza, dice che mi è andata bene, tornerò carino come prima. Il ginocchio mi pulsa e mi sembra di avere una noce di cocco. Mi è passato lo spavento. Ridono, sono nudo col cazzo ritto. Non mi si ammoscia nemmeno per la vergogna. Mentre una mi fascia la mano destra, quella carina me lo sposta con due dita per ripulirmi le palle che sono l'unica roba che non ho battuto.
Mamma è già arrivata, l'ho vista dieci secondi, più spaventata di me, sta aspettando fuori.
Si scambiano un'occhiata, una tira bene la tenda e fa da palo e quella con gli occhi neri mi dà succhioni da svenire. Whoww.
E tocca all'altra. Tre belle ciucciate da idrovora e mi finisce con una sega frenetica. Schizzo a due metri che ridono come sceme. Puliscono un giro, io sono scarico e in pace col mondo, la carina dice che per qualche giorno dovrò usare la sinistra. Per un attimo stava per darmi il numero, ci ha ripensato in tempo.
Mi faccio sei ore con mamma in una camera senza finestre con uno intubato. Mamma si è ripresa ma è nervosa. Alla fine prende in mano la situazione, ha le palle, il professore sembra uno scolaretto con lei, le spiega tutto per benino, ne avrò per due o tre giorni, non è nulla, ma devono tenermi in osservazione, posso aver battuto il capo.
'Ma se aveva il casco!'
Cazzo, il professore le sta guardando tette e culo.
Mamma gli concede altre due ore. Okay, consente il dottore e poi chiacchierano simpatici come a un aperitivo. Si allontanano fuori di tre passi. Lo so, mamma gli dà il numero.
Non m'incazzo, mamma è favolosa, qui rischiavamo di farci tre giorni.
Boh, mi prepara una minestrina a luglio e mi chiede centomila volte se fa male, se sono comodo, se ho bisogno di qualcosa. No, no e no! E non voglio stare a letto, ci ho già fatto tutto il giorno in barella.
Ma quando vado a dormire è un casino, il ginocchio fa un male del cazzo, una mano è fasciata a mummia e l'altra mi brucia piena di graffi. Mi deve a aiutare lei, non riesco quasi ad abbassarmi i boxer. Me lo tiene mentre piscio in bagno.
Mi risveglio di notte, mi fan male tutte le ossa, sono sudato.
Sento il profumo di mamma, è entrata per vedere come sto. È un ombra nel buio.
'Mi hai fatto spaventare, sai?'
Mi carezza il viso, un bacetto leggero.
'Ora devi pensare solo a guarire.'
Non dico nulla e aspetto.
La mano s'infila sotto l'elastico, me lo carezza ferma, senza muoversi, e mi viene duro con calma. Aspetta anche lei, mi tira in giù i boxer e aspetta stringendomelo alla base, il polso poggiato sui coglioni. Mi viene duro da paura, sento le vene gonfiarsi, lo sento grosso e potente, ma non me lo tocco.
Poi al buio i suoi capelli mi solleticano il ventre. Mi contraggo per l'eccitazione. La lingua si arrotola sulla cappella e poi le labbra scorrono bagnate sull'asta fino alle palle. Mi sega alla base con tre dita e succhia peggio dell'infermiera. Mamma mi fa impazzire, mi tremano le cosce, spingo su, in alto e mi si chiude il buchetto tanto sono teso.
Mi trattengo, resisto, mi contraggo ma mi fa male tutto, il ginocchio mi pulsa e mi sembra di aver preso legnate anche sulla schiena. Mi rilasso e mi libero in una sborrata super che mi fa gemere.
So che sta sorridendo ma non la vedo. Strofina il viso contro palle e cazzo e poi lingua e baci mi ripuliscono.
'Cerca di dormire.'
'Grazie mamma.'
Lo dico col massimo rispetto, per me le puttane sono donne eccezionali. Non ho papà, mamma mi ha avuto che era molto giovane e non mi ha mai fatto mancare nulla. Ho cambiato molte città prima del liceo, mamma si portava il lavoro a casa, non era un segreto, spesso ero dalle sue amiche. Ora ha una profumeria.
L'aveva appena aperta quando una cretina mi è uscita da destra senza guardare. Ho evitato per miracolo il muso ma ho perso il controllo e lo scooter s'è fatto in scivolata dieci metri d'asfalto. Cazzo, l'ho raddrizzato subito, il mio Sh125 aveva la fiancata rossa tutta rigata. Ero disperato e incazzatissimo con la stronza ma due mi dicono di mettermi giù.
Ho sangue sulla mano, mi guardo, sono tutto stracciato. La maglietta è a pezzi, l'ho pagata una follia, è una Guru con la margherita fighissima.
Ambulanza e pronto soccorso.
Lastre, non ho nulla di rotto. Inizia il dottore e poi continuano due infermiere a pulirmi le ferite, mi sono gramato tutto, una è più bella e giovane di mamma. Dicono che non è nulla, mi rimarrà solo qualche segno sul ginocchio e sul palmo destro. Sulla mano la ferita è piuttosto profonda. Mi lavano e disinfettano con cura, io sono teso, fa male o forse è solo un'impressione. Quella carina mi tranquillizza, dice che mi è andata bene, tornerò carino come prima. Il ginocchio mi pulsa e mi sembra di avere una noce di cocco. Mi è passato lo spavento. Ridono, sono nudo col cazzo ritto. Non mi si ammoscia nemmeno per la vergogna. Mentre una mi fascia la mano destra, quella carina me lo sposta con due dita per ripulirmi le palle che sono l'unica roba che non ho battuto.
Mamma è già arrivata, l'ho vista dieci secondi, più spaventata di me, sta aspettando fuori.
Si scambiano un'occhiata, una tira bene la tenda e fa da palo e quella con gli occhi neri mi dà succhioni da svenire. Whoww.
E tocca all'altra. Tre belle ciucciate da idrovora e mi finisce con una sega frenetica. Schizzo a due metri che ridono come sceme. Puliscono un giro, io sono scarico e in pace col mondo, la carina dice che per qualche giorno dovrò usare la sinistra. Per un attimo stava per darmi il numero, ci ha ripensato in tempo.
Mi faccio sei ore con mamma in una camera senza finestre con uno intubato. Mamma si è ripresa ma è nervosa. Alla fine prende in mano la situazione, ha le palle, il professore sembra uno scolaretto con lei, le spiega tutto per benino, ne avrò per due o tre giorni, non è nulla, ma devono tenermi in osservazione, posso aver battuto il capo.
'Ma se aveva il casco!'
Cazzo, il professore le sta guardando tette e culo.
Mamma gli concede altre due ore. Okay, consente il dottore e poi chiacchierano simpatici come a un aperitivo. Si allontanano fuori di tre passi. Lo so, mamma gli dà il numero.
Non m'incazzo, mamma è favolosa, qui rischiavamo di farci tre giorni.
Boh, mi prepara una minestrina a luglio e mi chiede centomila volte se fa male, se sono comodo, se ho bisogno di qualcosa. No, no e no! E non voglio stare a letto, ci ho già fatto tutto il giorno in barella.
Ma quando vado a dormire è un casino, il ginocchio fa un male del cazzo, una mano è fasciata a mummia e l'altra mi brucia piena di graffi. Mi deve a aiutare lei, non riesco quasi ad abbassarmi i boxer. Me lo tiene mentre piscio in bagno.
Mi risveglio di notte, mi fan male tutte le ossa, sono sudato.
Sento il profumo di mamma, è entrata per vedere come sto. È un ombra nel buio.
'Mi hai fatto spaventare, sai?'
Mi carezza il viso, un bacetto leggero.
'Ora devi pensare solo a guarire.'
Non dico nulla e aspetto.
La mano s'infila sotto l'elastico, me lo carezza ferma, senza muoversi, e mi viene duro con calma. Aspetta anche lei, mi tira in giù i boxer e aspetta stringendomelo alla base, il polso poggiato sui coglioni. Mi viene duro da paura, sento le vene gonfiarsi, lo sento grosso e potente, ma non me lo tocco.
Poi al buio i suoi capelli mi solleticano il ventre. Mi contraggo per l'eccitazione. La lingua si arrotola sulla cappella e poi le labbra scorrono bagnate sull'asta fino alle palle. Mi sega alla base con tre dita e succhia peggio dell'infermiera. Mamma mi fa impazzire, mi tremano le cosce, spingo su, in alto e mi si chiude il buchetto tanto sono teso.
Mi trattengo, resisto, mi contraggo ma mi fa male tutto, il ginocchio mi pulsa e mi sembra di aver preso legnate anche sulla schiena. Mi rilasso e mi libero in una sborrata super che mi fa gemere.
So che sta sorridendo ma non la vedo. Strofina il viso contro palle e cazzo e poi lingua e baci mi ripuliscono.
'Cerca di dormire.'
'Grazie mamma.'
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