Al cinema e a scuola

di
genere
gay

Sono diventato marchettaro senza pensarci.
Ero carino, un bel twink liscio e snello e spmpinavo da sempre, che qualcuno mi volesse per rose mi faceva sentire fico. Il primo è stato in un centro sportivo dove passavo i pomeriggi con gli amici, un quarantenne mi ha notato e mi sono fatto dare un passaggio in auto.
Poi con le chat di incontri ho fatto sul serio. Spesso accendevo senza desiderio solo per vedere chi c'era e lasciavo che mi facessero la corte e mi dicessero porcate. Mi eccitava e divertiva e se erano appena passabili finivo a ciucciare cazzi e prenderlo in culo per qualche rosa.
Ma piaceva anche il mio uccello e questo era un problema. A volte lo davo da ciucciare ma mai o poi mai ficcavo maturi. Mi rimaneva moscio.
Avevo però un tizio fisso, Franco, forse cinquant'anni, fisico grosso e peloso ma pulito e attento. Gli piaceva toccarmi e segarmelo. In auto me lo massaggiava da moscio, senza tirarmelo fuori, per lui era il massimo palpare un bel maschietto, mi alzava la maglia e toccava. Ci sapeva fare e erano belle seghe. Quando non resisteva mi dava qualche ciucciata, gli piaceva toccarmi i coglioni. Gli sborravo in mano e poi me la spalmava in faccia e me la faceva leccare. Si segava da solo, non lo toccavo nemmeno e non gli interessava il culo, aspettavo a bocca aperta che schizzasse.
Un tipo ben strano con le sue fisse. Lo facevamo in auto ma la sua eccitazione più grande era potermi incontrare per strada e toccare di nascosto, mi metteva la mano tra le gambe. Io non ero eccitato, ce l'avevo molle sotto la tuta morbida, mi veniva duro dopo.
Ci davamo appuntamento in un parchetto. Si sedeva vicino a me su una panchina e mi palpava pesante fra le gambe quando non passava nessuno. Ci infilava la mano, gli piaceva farmelo venire duro ma se mi rimaneva moscio era anche meglio per lui. Mi massaggia i boxer prendendomi in mano uccello e coglioni insieme e con la punta delle dita me li faceva vibrare. Poi si andava in auto e se non ci vedevano per strada mi toccava ancora. Anche il culo, dapeva che così mi si induriva. Mi ha portato anche al cinema, spettacolo pomeridiano, la prima fila dietro tutti, a destra. Mi sono rivisto due tempi dello Hobbit con la sua mano nei pantaloni. Una palla assurda, ero eccitato strano, puttana col cazzo, ho sborrato più volte nella sua mano, Legolas mi aiutava a eccitarmi.
In quegli anni ho incontrato molti tipi strani, il più cringe è stato un professore.
'Fai con maturi?' Scrive.
'Dipende.'
Mi manda una foto buia, per fortuna non seduto sul cesso. Comunque si vede un bel cazzotto cicciotto in mano.
'Sì.' Rispondo.
'Io do lezioni di latino e greco.'
'Scusa amico???!!!'
'Insegnante e allievo per gioco.'
'Che gioco? io cosa dovrei fare?'
'Posso essere esplicito?'
'Certo amico.'
'Prenderlo in culo dal professore.'
Adesso si ragionava! Controllo il suo profilo, dice di avere cinquantasei anni, 178x90kg, solo attivo e le solite cazzate su discrezione e pulizia. Il nickname doveva dirmi tutto: TiberiusDux.

Abita non troppo lontano. Lo chiamo. mi fa aspettare in strada, sicuramente spia dalle finestra se sono veramente io. Ovviamente il numero è quello di fronte, mi dice cosa suonare, ascensore terzo piano. Mi apre, è un tipo massiccio, no barba, occhi grigii, è in giacca e cravatta. Guarda l'orologio, 'Sei in ritardo', mi dice e mi fa entrare. S'è messo un profumo che non distinguo.
E, cazzo, mi porta nel suo studio, una grossa scrivania intarsiata col pianale di cuoio e di fronte un banco da scuola. 'Siediti.'
Disagio puro! Sono tornato al liceo dopo essermene appena scappato. C'è anche notes e bic.
'Prendi appunti.' Comincia a girare per lo studio leggendo e traducendo Svetonio. Questo è scemo. Mi racconta di Tiberio a Capri e dei suoi schiavetti. Adesso ci siamo! Imparo davvero qualcosa e prendo appunti, i puttanelli romani si chiamavano spintriae, come i gettoni di rame dei postriboli. I lupanari per legionari e plebaglia erano pieni di schiavetti che usavano come femminucce, ma se uno schiavetto aveva la sfortuna di essere bello come me poteba finisre sull'isola di Tiberio.
Scopro che Tiberio era un imperatore rincoglionito e sadico. Il mio professore si sofferma solo sugli aspetti meno degenerati del rincoglionito ma si capisce che gli invidia la possibilità di avere tutti i ragazzi che vuole da ogni angolo dell'impero. E mi racconta dei cinedi nell'antica Roma, i ballerini effeminati che diventavano giovani amanti di vecchi senatori. Insomma, un mondo di merda.
È piacevole ascoltarlo, sa catturare l'attenzione e conosce un sacco di aneddoti piccantini. Mentre mi gira intorno mi carezza i capelli e la spalla, mi massaggia il collo e mi dice che se voglio posso toccarmi sotto il banco e, cazzo, mi rendo conto che è duro!
Un paio di volte mi si sbottona di fianco e me lo mette in bocca mentre legge in latino e quel cazzotto mi piace proprio, lo succhio senza mani, girando la testa a destra, dice che sono un bravo allievo e se lo rimette nei pantaloni. Sono davvero un bravo scolaro, non lo interrompo e lo seguo con attenzione.
Finita la lezioncina si siede alla cattedra. Finge di guardare il registro, è proprio tutto scemo!, e chiama me. Mi alzo e vado all'interrogazione, di fianco alla cattedra. Sono in tuta nike, mai stato così eccitato in un'interrogazione. Mi fa soffrire a lungo scrutandomi.
'No, così non va proprio bene e non voglio sentire scuse. Non hai portato la traduzione che ti avevo dato per compito, mi spiace, sei come tutti gli altri, meriti una punizione. Mettiti in posizione.'
È la prima volta ma capisco che mi devo mettere a squadra appoggiato alla scrivania.
Tira indietro la poltrona e ha già il cazzo fuori. Dal cassetto prende i durex e si veste il cazzotto, fatica un po', è stretto e il cazzotto piuttosto largo. Si alza con un lungo righello in mano.
No, così no. Gli faccio capire con gli occhi.
'Tranquillo, non ho intenzione di... solo per gioco.'
Lascio fare, ma sono pronto a scappare appena fa lo stronzo.
Col righello mi fa cenno di abbassare i pantaloni. Abbasso la tuta e poi i boxer alle ginocchia. Okay, è una cazzata ridicola ma mi eccito a mille che quasi quasi un paio di bacchettate sul culo le vorrei proprio. Ma lui è di parola, mi sfiora soltanto, me lo fa scorrere per farmi sentire il righello, me lo picchietta sulle chiappe e mi manda in ansia quando mi fa ballonzolare delicatamente i coglioni con leggere bottarelle da sotto.
Non resisto più, mi palpa il culo con la mano nello spacco delle natiche. 'Okay okay!!
Cazzo se brucia. Me le merito tutte. Trattengo i gemiti e mi godo le chiappe in fiamme, mi vibrano le cosce mentre aspetto quella dopo. Mi frusta il culetto che mi sento uno scolaretto col prof che teme. E cazzo se ci va pesante, sento il sibilo, le peggiori mi arrivano dal basso e mi fanno ballare le chiappe. Mi lacrimano gli occhi. 'Basta di prego.'
Sono cagna allo stato liquido e quando affonda il cazzotto in culo m'aggrappo al ripiano e godo come uno schiavetto di Roma.
Cazzo, ci da dentro, mi scopa scassandomi culo e schiena, mi tiene per i fianchi e mi lavora in culo che spero che suoni la campanella. Mi fa male, batto con l'uccello contro il bordo, gli dico di fermarsi, mi tiro indietro venti centimetri, mi chiede se sono comodo e riprende la cavalcata. Ora me la godo tutta e cazzo in culo non penso più alla campanella, non dico nemmeno porcate per farlo venire, voglio essere il suo studente modello e pi greco mezzi mi becco tutta la mia giusta punizione.

Gli lascio dieci secondi per ammirare il culo a strisce e mi tiro su boxer e tuta.
È tornato in sé, non è più il professore di latino, mi chiede se mi sono divertito e mi fa complimenti, sono stato bravissimo e vorrebbe vedermi ancora. Mi lascia cinquanta rose, una vera miseria, i boxer mi bruciano sul culo.
Ci penso, gli dico e me ne vado.
Ci devo ragionare sopra, mai fatto roba del genere e non mi funziona il cervello quando ho il buco spanato e le vertebre lombari dolenti.

Appena a casa mi contorco davanti allo specchio per vedere come mi ha fatto il culo. Brucia ancora un poco, non ci sono grossi segni. Mi sego furioso pensando agli schiavetti di Tiberio.
Mi scrive la sera stessa. Mi si riscalda il culo quando vedo il suo messaggio.
'Ciao, tutto bene? Sei stato meraviglioso.'
'Ok prof. Dimmi quando puoi.'
scritto il
2026-03-20
1 7 4
visite
4
voti
valutazione
7.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Una vacanza lontana

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.