Maria: Mamma e figlio (1)

di
genere
incesti

Il caldo estivo della montagna era ancora più soffocante di quello della pianura, un'afa densa che faceva appiccicare la pelle ai mobili di legno della baita. Maria non cercava refrigerio; cercava il fuoco che solo il dazio di Luca sapeva darle.

Nella penombra della camera, con le finestre spalancate sui boschi immobili, Maria iniziò a spogliarsi. Non c’era la luce del camino, ma quella cruda e dorata di un tramonto estivo che filtrava dalle persiane socchiuse. Quando sfilò la maglietta, i suoi seni saltarono fuori, lucidi di un velo di sudore che li rendeva ancora più spettacolari. Luca, dal divano, sentiva l’odore del corpo di Maria mischiarsi alla resina dei pini: un profumo che sapeva di "lavoro fatto bene".

Senza smettere di fissarlo, Maria si voltò. Con la grazia di una fiera, si mise a pecora sul bordo del letto, inarcando la schiena fino a far schioccare le vertebre. Mostrò il suo "culo da vacca" in tutta la sua prepotenza, le natiche ambrate dal sole estivo che sembravano vibrare per l'attesa. Era un invito che non ammetteva repliche, un comando silenzioso emesso dalla Regina di Arcavacata.

Luca la raggiunse in un istante, la pelle contro la pelle in un attrito reso viscido dal calore. La penetrazione fu ritmata dal frinire ossessivo delle cicale fuori dalla finestra. Ogni colpo di Luca faceva gemere le assi del pavimento; Maria artigliava le lenzuola di lino, le gambe spalancate per accogliere ogni centimetro di quel dazio montano. Lo squirt di Maria bagnò il materasso, un'esplosione di umori che evaporava nell'aria calda della stanza.

Al culmine dell'atto, Luca la sollevò per il mento, obbligandola a inginocchiarsi davanti a lui. Seguendo la liturgia del suo "regalo" preferito, liberò il saldo finale. Fu una doccia densa, caldissima e abbondante, resa ancora più fluida dal calore dell'estate. Il seme le imbrattò il volto, le colò sui seni splendenti e le appannò la vista. Maria sorrise tra le macchie di bianco, godendo di quel marchio che brillava sotto l'ultima luce del sole.

Maria restò immobile, sentendo il seme asciugarsi rapidamente sulla pelle bollente.
scritto il
2026-03-12
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