Il mio primo toy
di
Martina08
genere
confessioni
Mi chiamo Martina, ho diciotto anni appena compiuti e frequento l'ultimo anno del liceo delle scienze umane. Se dovessi descrivermi con una sola parola, direi sicuramente "timida". Sono sempre stata quella ragazza un po' ingenua, che arrossisce per un complimento di troppo e che preferisce perdersi dietro le lenti dei suoi occhiali dalla montatura sottile piuttosto che stare al centro dell'attenzione. Prima di uscire di casa, oggi pomeriggio, mi sono guardata a lungo allo specchio della mia camera. Ho i capelli castani, lunghissimi e lisci, che mi ricadono pesanti lungo la schiena fino a sfiorare la vita. Il mio viso è punteggiato da una costellazione di leggere lentigini sul naso e sulle guance, che incorniciano due occhi verdi, grandi e un po' guardinghi. Nonostante la mia insicurezza, so di avere un bell'aspetto, pulito e armonioso. Sotto la maglietta vecchia e sbiadita con la stampa di Stitch, il mio seno è sodo, rotondo e dalle proporzioni perfette, con capezzoli rosa e sensibili che reagiscono subito al minimo sbalzo di temperatura. Più giù, le mie gambe sono snelle e slanciate, e i leggings neri, infilati con un po' di fatica, fasciano un sedere decisamente bello e sodo, modellato da anni di danza e camminate. Ma la parte più intima di me, quella che fino a oggi avevo esplorato solo superficialmente nei miei sogni, è la mia figa: una fessura stretta, rosa e delicata, protetta da labbra morbide e lense, ancora quasi del tutto glabre e incredibilmente sensibili al minimo tocco.
Oggi, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di fare qualcosa di audace. Ho sempre desiderato comprare un sex toy, in particolare uno di quegli ovetti vibranti di cui si sente tanto parlare sui forum o tra i sussurri delle ragazze più grandi a scuola. Vivendo ancora con i miei genitori, l'idea mi terrorizzava, ma il desiderio ha avuto la meglio sulla paura. Mi sono preparata di corsa, indossando quei leggings neri attillatissimi che mettevano in risalto le mie forme, una maglietta vecchia con sopra Stitch e le mie Nike Air Force 1 bianche, infilate rigorosamente senza calzini. Ho preso lo zaino in spalla per nascondere il bottino e ho messo in tasca la bellezza di 50 euro, divisi precisamente in due banconote da 20 e una da 10.
Il tragitto verso il sexy shop del centro è stato un calvario di ansia. Arrivata davanti alla vetrina oscurata, il cuore ha iniziato a battermi contro le costole a un ritmo forsennato. Mi vergognavo da morire. Per ben tre volte mi sono avvicinata alla maniglia, per poi fare marcia indietro fingendo di guardare il telefono, con il viso che andava a fuoco. Alla fine, stringendo i pugni, ho spinto la porta e sono entrata. L'interno era caldo, profumato e fortunatamente quasi vuoto. Dietro il bancone c'era un commesso, un uomo sulla trentina con una barba scura molto curata e uno sguardo gentile. Mi ha chiesto con totale naturalezza se potesse aiutarmi a cercare qualcosa. In quel momento sono diventata rossa come un pomodoro e ho iniziato a balbettare, sistemandomi nervosamente gli occhiali sul naso. Gli ho detto che stavo cercando un regalo per la mia ragazza, che voleva provare qualcosa di nuovo, magari un ovetto di quelli vibranti. Ho inventato quella bugia su due piedi, sperando che reggesse il mio imbarazzo. Il commesso non ha fatto una piega, ha sorriso e mi ha mostrato una confezione elegante, spiegandomi che era perfetto per iniziare perché aveva diverse velocità ed era molto discreto, al costo di 30 euro. Poi, con professionalità, ha aggiunto che mi consigliava di abbinarci un lubrificante della Durex a base acquosa di circa 10 euro, fondamentale per non avere fastidi. Ho annuito freneticamente, ho tirato fuori le banconote consegnandogli i due pezzi da venti euro e ho infilato l'ovetto e il tubetto di gel nello zaino alla velocità della luce. Sono uscita dal negozio con il cuore in gola e le guance che scottavano.
Durante la camminata verso casa, l'adrenalina ha iniziato a trasformarsi in pura eccitazione. Sentivo l'attrito dei leggings attillati contro la mia vulva a ogni passo e le scarpe senza calzini che facevano sudare leggermente i piedi, aumentando quella sensazione di calore diffuso. A un certo punto, camminando in un vicolo isolato, ho infilato una mano nella tasca dei leggings, premendo le dita contro il cavo dei pantaloni, proprio dove si trovava la mia figa. Era bagnata. Il tessuto interno dei leggings era decisamente umido, intriso del liquido vischioso e caldo che il mio stesso corpo stava producendo per l'eccitazione e la paura di essere scoperta. Una volta a casa, ho salutato i miei con un filo di voce, sono volata in camera mia e ho girato la chiave nella toppa. Finalmente sola. Il cuore batteva ancora forte, ma stavolta per la voglia irrefrenabile di provarlo.
Mi sono sfilata lo zaino e mi sono sdraiata sul letto. Con le mani che tremavano per l'impazienza, mi sono sfilata le Nike bianche e ho fatto scivolare giù i leggings neri insieme alle mutandine, lasciando le mie gambe snelle completamente nude e spalancate. Prima di toccare il gioco, ho voluto usare le dita. Ho portato la mano destra tra le gambe, scoprendo che le mie labbra rosa erano completamente aperte, gonfie di sangue e caldissime. Ho fatto scivolare il dito medio sulla clitoride, quel piccolo bottone di carne nascosto sotto il cappuccio, e un brivido elettrico mi ha fatto inarcare la schiena sul materasso. Il dito era già lucido del mio stesso umore. L'ho spinto lentamente verso il basso, separando le labbra interne e accarezzando l'ingresso stretto della mia vagina. Ho infilato la punta del dito dentro di me: le pareti vaginali erano strette, accoglienti e stringevano il mio dito in un abbraccio umido e bollente.
Ho cacciato un piccolo gemito, poi ho preso la scatola dell'ovetto. È un proiettile di silicone rosa, liscio, collegato a un piccolo telecomando con il filo. Ho svitato il tappo del lubrificante Durex, ne ho versato una generosa quantità fredda sulle dita e l'ho spalmato generosamente sulla clitoride e tutto intorno all'apertura della mia figa, bagnandola completamente. Poi ho ricoperto anche l'ovetto, che è diventato lucido e scivoloso. Ho premuto il pulsante d'accensione e l'ovetto ha iniziato a ronzare con una vibrazione sorda.
Ho avvicinato la punta vibrante alla mia clitoride. Non appena il silicone in movimento ha sfiorato la pelle, ho fatto quasi uno scatto sul letto. La sensazione era di un'intensità spaventosa: un solletico elettrico, acuto, che ha mandato il mio cervello in totale cortocircuito. Ho iniziato a muovere l'ovetto in piccoli cerchi concentrici sopra la clitoride bagnata dal gel. Il rumore del liquido che sfrigolava sotto la pressione della vibrazione mi eccitava da morire. Le mie lentigini sono diventate calde, la vista mi si è annebbiata dietro gli occhiali. Sentivo il mio seno sollevarsi ritmicamente e i capezzoli turgidi che sfregavano contro la maglietta di Stitch. Il piacere continuava ad accumularsi, facendomi contrarre il sedere sodo sul lenzuolo.
Volevo di più. Volevo sentire quel battito dentro di me. Ho aumentato di una tacca la velocità dell'ovetto e l'ho posizionato all'imboccatura della mia figa. Spingendo le linee delle ginocchia ancora più verso l'esterno, ho premuto delicatamente l'ovetto all'interno. Grazie al lubrificante, la punta è scivolata dentro con facilità, ma non appena il corpo del toy ha superato l'anello d'ingresso della vagina, la sensazione è cambiata drasticamente. La mia figa stretta ha avvolto completamente l'ovetto vibrante. Sentivo una pienezza totale, profonda e carnale. La vibrazione non era più un solletico superficiale, ma un'eco potente che faceva sussultare le pareti interne della mia vagina. Ho iniziato a muoverlo dentro e fuori, tenendolo saldamente per il filo. A ogni spinta profonda, l'ovetto massaggiava la parete anteriore, facendomi emettere gemiti incontrollati che soffocavo contro il cuscino per non farmi sentire dai miei genitori. Ero completamente sopraffatta. La combinazione del dondolio interno, del calore del lubrificante e del pensiero di quello che stavo facendo mi ha portata al limite. Ho premuto l'ovetto a fondo all'interno della mia figa bagnata e, contemporaneamente, con l'altra mano ho iniziato a strofinare forte la clitoride esterna. Il mio intero bacino ha iniziato a tremare. Le pareti della mia vagina hanno iniziato a contrarsi violentemente, stringendo l'ovetto in una morsa ritmica mentre venivo per la prima volta, liberando un'ondata di calore immenso che ha inzuppato le lenzuola sotto di me, lasciandomi sfinita, con il respiro corto e gli occhi spalancati nel vuoto della mia stanza.
Oggi, per la prima volta nella mia vita, ho deciso di fare qualcosa di audace. Ho sempre desiderato comprare un sex toy, in particolare uno di quegli ovetti vibranti di cui si sente tanto parlare sui forum o tra i sussurri delle ragazze più grandi a scuola. Vivendo ancora con i miei genitori, l'idea mi terrorizzava, ma il desiderio ha avuto la meglio sulla paura. Mi sono preparata di corsa, indossando quei leggings neri attillatissimi che mettevano in risalto le mie forme, una maglietta vecchia con sopra Stitch e le mie Nike Air Force 1 bianche, infilate rigorosamente senza calzini. Ho preso lo zaino in spalla per nascondere il bottino e ho messo in tasca la bellezza di 50 euro, divisi precisamente in due banconote da 20 e una da 10.
Il tragitto verso il sexy shop del centro è stato un calvario di ansia. Arrivata davanti alla vetrina oscurata, il cuore ha iniziato a battermi contro le costole a un ritmo forsennato. Mi vergognavo da morire. Per ben tre volte mi sono avvicinata alla maniglia, per poi fare marcia indietro fingendo di guardare il telefono, con il viso che andava a fuoco. Alla fine, stringendo i pugni, ho spinto la porta e sono entrata. L'interno era caldo, profumato e fortunatamente quasi vuoto. Dietro il bancone c'era un commesso, un uomo sulla trentina con una barba scura molto curata e uno sguardo gentile. Mi ha chiesto con totale naturalezza se potesse aiutarmi a cercare qualcosa. In quel momento sono diventata rossa come un pomodoro e ho iniziato a balbettare, sistemandomi nervosamente gli occhiali sul naso. Gli ho detto che stavo cercando un regalo per la mia ragazza, che voleva provare qualcosa di nuovo, magari un ovetto di quelli vibranti. Ho inventato quella bugia su due piedi, sperando che reggesse il mio imbarazzo. Il commesso non ha fatto una piega, ha sorriso e mi ha mostrato una confezione elegante, spiegandomi che era perfetto per iniziare perché aveva diverse velocità ed era molto discreto, al costo di 30 euro. Poi, con professionalità, ha aggiunto che mi consigliava di abbinarci un lubrificante della Durex a base acquosa di circa 10 euro, fondamentale per non avere fastidi. Ho annuito freneticamente, ho tirato fuori le banconote consegnandogli i due pezzi da venti euro e ho infilato l'ovetto e il tubetto di gel nello zaino alla velocità della luce. Sono uscita dal negozio con il cuore in gola e le guance che scottavano.
Durante la camminata verso casa, l'adrenalina ha iniziato a trasformarsi in pura eccitazione. Sentivo l'attrito dei leggings attillati contro la mia vulva a ogni passo e le scarpe senza calzini che facevano sudare leggermente i piedi, aumentando quella sensazione di calore diffuso. A un certo punto, camminando in un vicolo isolato, ho infilato una mano nella tasca dei leggings, premendo le dita contro il cavo dei pantaloni, proprio dove si trovava la mia figa. Era bagnata. Il tessuto interno dei leggings era decisamente umido, intriso del liquido vischioso e caldo che il mio stesso corpo stava producendo per l'eccitazione e la paura di essere scoperta. Una volta a casa, ho salutato i miei con un filo di voce, sono volata in camera mia e ho girato la chiave nella toppa. Finalmente sola. Il cuore batteva ancora forte, ma stavolta per la voglia irrefrenabile di provarlo.
Mi sono sfilata lo zaino e mi sono sdraiata sul letto. Con le mani che tremavano per l'impazienza, mi sono sfilata le Nike bianche e ho fatto scivolare giù i leggings neri insieme alle mutandine, lasciando le mie gambe snelle completamente nude e spalancate. Prima di toccare il gioco, ho voluto usare le dita. Ho portato la mano destra tra le gambe, scoprendo che le mie labbra rosa erano completamente aperte, gonfie di sangue e caldissime. Ho fatto scivolare il dito medio sulla clitoride, quel piccolo bottone di carne nascosto sotto il cappuccio, e un brivido elettrico mi ha fatto inarcare la schiena sul materasso. Il dito era già lucido del mio stesso umore. L'ho spinto lentamente verso il basso, separando le labbra interne e accarezzando l'ingresso stretto della mia vagina. Ho infilato la punta del dito dentro di me: le pareti vaginali erano strette, accoglienti e stringevano il mio dito in un abbraccio umido e bollente.
Ho cacciato un piccolo gemito, poi ho preso la scatola dell'ovetto. È un proiettile di silicone rosa, liscio, collegato a un piccolo telecomando con il filo. Ho svitato il tappo del lubrificante Durex, ne ho versato una generosa quantità fredda sulle dita e l'ho spalmato generosamente sulla clitoride e tutto intorno all'apertura della mia figa, bagnandola completamente. Poi ho ricoperto anche l'ovetto, che è diventato lucido e scivoloso. Ho premuto il pulsante d'accensione e l'ovetto ha iniziato a ronzare con una vibrazione sorda.
Ho avvicinato la punta vibrante alla mia clitoride. Non appena il silicone in movimento ha sfiorato la pelle, ho fatto quasi uno scatto sul letto. La sensazione era di un'intensità spaventosa: un solletico elettrico, acuto, che ha mandato il mio cervello in totale cortocircuito. Ho iniziato a muovere l'ovetto in piccoli cerchi concentrici sopra la clitoride bagnata dal gel. Il rumore del liquido che sfrigolava sotto la pressione della vibrazione mi eccitava da morire. Le mie lentigini sono diventate calde, la vista mi si è annebbiata dietro gli occhiali. Sentivo il mio seno sollevarsi ritmicamente e i capezzoli turgidi che sfregavano contro la maglietta di Stitch. Il piacere continuava ad accumularsi, facendomi contrarre il sedere sodo sul lenzuolo.
Volevo di più. Volevo sentire quel battito dentro di me. Ho aumentato di una tacca la velocità dell'ovetto e l'ho posizionato all'imboccatura della mia figa. Spingendo le linee delle ginocchia ancora più verso l'esterno, ho premuto delicatamente l'ovetto all'interno. Grazie al lubrificante, la punta è scivolata dentro con facilità, ma non appena il corpo del toy ha superato l'anello d'ingresso della vagina, la sensazione è cambiata drasticamente. La mia figa stretta ha avvolto completamente l'ovetto vibrante. Sentivo una pienezza totale, profonda e carnale. La vibrazione non era più un solletico superficiale, ma un'eco potente che faceva sussultare le pareti interne della mia vagina. Ho iniziato a muoverlo dentro e fuori, tenendolo saldamente per il filo. A ogni spinta profonda, l'ovetto massaggiava la parete anteriore, facendomi emettere gemiti incontrollati che soffocavo contro il cuscino per non farmi sentire dai miei genitori. Ero completamente sopraffatta. La combinazione del dondolio interno, del calore del lubrificante e del pensiero di quello che stavo facendo mi ha portata al limite. Ho premuto l'ovetto a fondo all'interno della mia figa bagnata e, contemporaneamente, con l'altra mano ho iniziato a strofinare forte la clitoride esterna. Il mio intero bacino ha iniziato a tremare. Le pareti della mia vagina hanno iniziato a contrarsi violentemente, stringendo l'ovetto in una morsa ritmica mentre venivo per la prima volta, liberando un'ondata di calore immenso che ha inzuppato le lenzuola sotto di me, lasciandomi sfinita, con il respiro corto e gli occhi spalancati nel vuoto della mia stanza.
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Commenti dei lettori al racconto erotico