Uno di famiglia.
di
pennabianca.
genere
incesti
Mi chiamo Corrado, ho 61 anni e sono da sei mesi in pensione. Sono alto un po' oltre la media, spalle larghe e fisico asciutto, occhi scuri e capelli completamente bianchi. Da nove anni, son vedovo e mio figlio e mia nuora insistono affinché vada a vivere con loro. Abitano in una grande città, mentre io abito in un piccolo sobborgo, dove ci si conosce un po' tutti. Ho lavorato tanti anni nel pubblico impiego, ho conosciuto tante persone e mi sono anche goduto la vita sotto il profilo sessuale, perché madre natura mi ha regalato un bel gioiello, proporzionato al mio aspetto fisico, e abbondantemente sopra la norma, specie in circonferenza. Simone e Cinzia mi hanno comunicato che tra qualche mese diventerò nonno, è così, alla fine, ho accettato di trasferirmi da loro. Abitano in un bel condominio, dove, di recente, sono stati fatti molti lavori di ristrutturazione ed anche il loro appartamento ha subito delle sostanziali modifiche. All'origine erano due appartamenti situati entrambi sullo stesso pianerottolo, ma, loro li hanno unificati, e così, alla fine, hanno ricavato una magnifica zona giorno, con tanto di terrazzo ed una bella zona notte, con due camere matrimoniali, con tanto di bagno privato e due camerette, con servizio più piccolo al centro. I genitori di Cinzia abitano nello stesso condominio e suo padre Giacomo ha più o meno la mia stessa età, mentre Teresa, la madre, è una splendida donna di 55 anni, portati benissimo. Cinzia è una ragazza simpaticissima, allegra e solare, con un bel seno di una terza misura tonda e piena, un bel culetto prominente e le cosce non troppo lunghe, ma certamente belle e tornite. Ha 32 anni ed ha conosciuto mio figlio quando è venuto a studiare in questa città; oggi Simone, che ha la sua stessa età, è un architetto e lavora presso uno studio dove progettano tante di quelle cose, che nemmeno son riuscito a capire quante sono. A volte deve assentarsi da casa per lavoro e, in quei casi, Cinzia si reca a mangiare presso i genitori, ma, da quando sono anch'io presente in casa, preferisce consumare i suoi pasti con me. Lavora in un bel negozio di abbigliamento, situato proprio dall'altro lato della strada dove abitiamo ed ha una sorella, più giovane, Stefania, che ha 27 anni ed è fidanzata con Marco, che ha un anno più di lei. Sono una coppia molto simpatica e, spesso, vengono a far visita a Cinzia; quando ciò avviene, li lascio quasi sempre soli, ma, da ultimo, mi hanno coinvolto in un loro progetto. Hanno acquistato una splendida casa, appena fuori città, posta su una bella collina, da cui si gode un ottimo panorama e la stanno facendo ristrutturare; però, essendo entrambi impegnati con il loro lavori, lui in banca e lei dipendente della Regione, non hanno molto tempo per seguire i lavori, così mi hanno chiesto di seguire la conduzione dei lavori. Li ho ringraziati della fiducia accordatami e, ogni giorno, mi reco presso il cantiere per controllare che tutto sia fatto nel migliore dei modi e, quando c'è un problema, generalmente chiamo lei, perché Marco è quasi sempre irraggiungibile. Questo continuo interagire tra noi, ha creato una certa confidenza e, qualche volta, quando lei esce dal lavoro ed ha il pomeriggio libero, mi raggiunge in cantiere; ben presto mi son accorto che a Stefania piace molto provocare; ogni volta che viene in cantiere, indossa delle minigonne piuttosto corte, tacchi alti, e non posso far a meno di notare che gli operai la guardano con desiderio; sento anche i loro commenti, più o meno velati, anche se, in fondo penso che, con il solo pensiero, ciascuno di loro, l'ha già ingravidata almeno una decina di volte. La cosa curiosa è che lei li ignora completamente, mentre sembra pendere esclusivamente dalle mie labbra, soprattutto in fatto di consigli inerenti ai lavori a farsi. Non prende mai una decisione, se non mi ha consultato, e anche Marco accetta volentieri ciò che noi due abbiamo deciso. Più di una volta, le ho detto di consultarsi con il fidanzato, ma la sua risposta è stata molto semplice: ciò che decidiamo io e te, va sempre bene! Ovviamente una fighetta così, non mi lascia insensibile, ed ho anche notato che a lei piace molto se affondo lo sguardo tra le sue cosce o nelle sue vertiginose scollature, di proposito messe ben in mostra. Col procedere dei lavori, ogni decisione, anche la più banale, deve avere il mio assenso e, a volte, anche scherzando, come quando ebbe a chiedermi come posizionare il letto della nuova camera matrimoniale. In quel momento eravamo da soli, il cantiere era appena fermo, perché gli operai se ne erano andati e lei mi ha chiesto, entrando in quella che sarebbe stata la loro camera, in quale verso sarebbe stato meglio posizionare il letto.
«Che pensi, Corrado? È meglio metterlo da questo lato ed avere il sole che, attraverso la finestra, ci colpisce dal lato sinistro, oppure al rovescio e perdere l'alba, ma avere maggior luce soffusa?»
Mentre parlava, si era messa davanti alla finestra non ancora chiusa ed il sole ha illuminato alla perfezione la sua gonna di cotone bianco, molto sottile, da cui traspariva benissimo la sua fighetta, nuda o, forse, ricoperta da un perizoma davvero molto sottile.
«Dipende da voi! Se vi piace svegliarvi ed avere il sole in faccia, puoi metterlo da questo lato. Se invece volete più intimità e, magari, appena al risveglio giocare un po' tra voi, sarà meglio posizionarlo dall'altro lato, così la luce del sole non vi infastidisce.»
Mi ha guardato in maniera molto seria.
«Se fossi tu nel letto con me, dove preferiresti trovarti?»
Mi sono messo a ridere e, per un attimo, non le ho risposto, ma lei non si è trattenuta dal ripetermi la domanda.
«Allora? Dove ti piacerebbe stare nel letto con me?»
Mi son avvicinato a lei perché già avevo il membro duro nei pantaloni.
«Vuoi veramente una risposta onesta? Potrebbe non piacerti?»
Mi ha guardato con un'aria maliziosa ed ha annuito semplicemente.
«Se avessi nel letto una splendida femmina come te, vorrei che il sole illuminasse il tuo corpo, per renderlo ancor più splendente e seducente! Sei bellissima e, in ogni caso, non avresti tempo per pensare al sole, ma sicuramente ti troveresti impegnata in tante altre cose!»
Ho visto che la mia risposta le è piaciuta, perché ha sorriso maliziosamente ed è venuta verso di me.
«Immaginavo che fossi un porcello e ti sono grata per il sincero consiglio e, poi, chissà... magari quando tutto questo è finito…»
Ci siamo guardati per un lungo istante negli occhi ed ho pensato che non si sarebbe trattenuta dal baciarmi o avesse preferito esser baciata, ma ho deciso di restare semplicemente fermo, ed aspettare una sua mossa, per beneficiare del vantaggio psicologico. Circa un mese dopo, o poco più, la casa era completata e stavamo sistemando proprio i mobili della sua camera da letto. Gli operai che la stavano montando, guardavano Stefania che, con una minigonna veramente mozzafiato, li stava provocando e c'è stato un momento in cui ho pensato che l'avrebbero sbattuta sul letto e provato la tenuta del materasso. A fine giornata, quando la maggior parte dei mobili erano stati sistemati, tranne qualche piccolo dettaglio, è arrivato anche Marco e tutti e tre ci siamo trovati a girare per casa e controllare che tutto fosse a posto. Ho avuto l'impressione che abbiano di proposito lasciato per ultima la camera da letto e, quando tutti e tre siamo entrati, Marco ha guardato Stefania e poi me.
«Dunque è così che avete scelto di mettere il letto?»
Stefania si è avvicinata a lui, lo ha abbracciato e, dopo avergli dato un bacio, si è girata verso di me.
«Corrado mi ha detto che, quando all'alba il sole illuminerà questo letto, il mio corpo sarà ancora più splendente e la cosa mi è piaciuta molto; non vedo l'ora di provar quanto ciò possa esser importante.»
Io ho semplicemente sorriso e ho visto che entrambi si son guardati dritti negli occhi. Nessuno ha aggiunto altro e ce ne siamo andati. Un mese dopo, si son trasferiti nella nuova casa ed abbiamo fatto una bella festicciola, con tanto di barbecue. Era già giugno inoltrato, Cinzia era prossima a partorire e, seduti sotto il portico, ci siamo gustati della buonissima carne alla brace; poi, d'un tratto, Teresa si è rivolta alle figlie.
«Ragazze mie, state rendendo i vostri genitori infinitamente felici e, soprattutto, fieri di voi. Cinzia tra poco diventerà mamma e noi diventeremo nonni e spero che presto anche voi, Stefania e Marco, decidiate di convolare a nozze.»
Stefania mi ha guardato dritta negli occhi, poi ha sollevato il calice ed ha risposto alle parole della madre.
«Mamma, non aver fretta! Abbiamo appena finito di mettere a posto questa casa e credo che, un matrimonio subito e magari un figlio, sarà tutto un po' troppo affrettato.»
Anche Marco era dello stesso avviso e, durante il pomeriggio, mentre stavamo mettendo un po' d'ordine tra le cose, Teresa si è avvicinata a me.
«Mi ha detto Stefania che sei stato di grande aiuto nella realizzazione di questo progetto. Mia figlia conta molto su di te ed anche Cinzia ti tiene in grande considerazione, spero che, in qualche modo, continuerai ad aiutar le mie figlie, perché sono molto favorevole a questa cosa.»
L'ho guardata e mi son reso conto che, probabilmente, dietro le sue parole, c'era dell'altro, che nessuno di noi due ha voluto precisare. Una ventina di giorni dopo, è nato Luca, mio nipote, e tutti quanti siamo andati dalla puerpera; una volta che abbiamo potuto constatare che tutto era andato bene e mamma e bambino godevano di ottima salute, nel tornare a casa, Cinzia e Marco, mi hanno invitato a cena a casa loro. Abbiamo convenuto che sarei andato due giorni dopo, durante il fine settimana, e quando il sabato sera mi son presentato nella loro dimora, sono stato accolto in maniera veramente calorosa. Ad aprire la porta è venuto Marco e, appena entrato, mi ha poggiato una mano sulla spalla, con fare piuttosto confidenziale.
«Finalmente sei arrivato! Stefania è quasi nel pallone nell'attesa che tu arrivassi!»
L'ho guardato senza capire, ma lui non ha aggiunto altro; siamo arrivati nel salone ed ho visto che avevano apparecchiato sotto la veranda, perché era più fresco. Quando son uscito in veranda, attraverso la finestra della cucina, ho visto Stefania e, devo ammettere che mi ha lasciato senza fiato. Indossava una semplice mini gonna bianca di lino, assolutamente trasparente e talmente sottile, che faceva notare il rosa della pelle delle sue magnifiche chiappe. Davanti, un triangolino di stoffa bianca, faceva intendere che indossava un perizoma molto sottile e minimale, perché il filo che lo teneva su, era sparito nel solco delle natiche. Una camicetta bianca, anche questa molto sottile, copriva i suoi seni ma non riusciva a far altrettanto ai suoi capezzoli duri, che premevano contro la stoffa della camicia, tenuta chiusa solo da un bottone ed il suo splendido décolleté era in bella vista. Ai piedi calzava dei sandali a zeppa, che le inarcavano il suo splendido culetto; devo ammettere che, a quella vista, il mio membro ha avuto un sussulto, gonfiandosi immediatamente nei pantaloni. Ha appoggiato il piatto che aveva in mano ed è venuta verso di me; mi ha lanciato le braccia al collo.
«Finalmente sei arrivato! Spero che la cena che ho preparato sia di tuo gusto, perché ci tengo molto al tuo parere!»
Ero veramente lusingato e contento per tanto interesse e subito ci siamo messi seduti: il posto di lei era accanto al mio e, quando si è messa seduta, ho visto che la gonna è stata di proposito fatta scorrere in alto e bastava poco per vedere il bianco della stoffa dello striminzito perizoma, che copriva a malapena la sua fica. Abbiamo consumato una cena veramente ottima, cucinata bene e tutto cotto a perfezione e, quando siamo arrivati al dolce, è stato proprio Marco che è andato a prenderlo, mentre lei mi ha guardato dritto negli occhi.
«Grazie di cuore! Se siamo qui, questa sera, è perché tu hai seguito tutti i nostri lavori in maniera impeccabile; noi ci siamo fidati di te, perché ti consideriamo uno di famiglia.»
Non ho neanche avuto il tempo di rispondere, che è arrivato Marco con il dolce e, mentre lo stavamo mangiando, d'un tratto, lei ha preso un po' di panna sulla punta del cucchiaino e poi, guardandomi negli occhi, l'ha portata alle labbra, ha tirato fuori la punta della lingua, e l'ha raccolta. Un gesto volutamente erotico e provocatorio, che ha subito provocato una battuta da parte di Marco.
«Amore, questa sera sei sconvolgente! Se non ti amassi alla follia, direi che stai cercando di provocare! Spero che quel qualcuno, alla fine, accetti la tua provocazione!»
Lei si è girata verso di me e mi ha sorriso. Ha infilato il cucchiaino in bocca e lo ha veramente succhiato, come se stesse facendo un pompino. Io ho sorriso, e poi ho risposto a Marco.
«Mi fa piacere di godere della vostra fiducia, ma, forse, sarebbe meglio, amico mio, che consigli alla tua fidanzata di far attenzione a chi rivolge le sue provocazioni, perché, a volte, "a giocare con il fuoco, ci si scotta"!»
Stefania si è alzata in piedi ed ha allungato una mano verso di lui, che l'ha afferrata e l'altra verso di me.
«Venite con me, perché voglio verificare una cosa.»
Siamo entrati direttamente in camera da letto e lei si è girata verso di me.
«Vorrei verificare su questo letto, quel discorso della luce del sole che entra e illumina il mio corpo. Per farlo c'è solo una cosa da fare: dormire questa sera insieme a te, in questo letto!»
Per un attimo, mi son girato verso Marco, che si è messo a ridere ed ha iniziato a spogliarsi. Anche Stefania ha iniziato a spogliarmi e, dopo avermi tolto la camicia, ha abbassato i pantaloni quasi di fretta ed è rimasta, per un lungo istante, a fissare il mio membro, appena nascosto sotto la stoffa degli slip.
«Ma... Marco, guarda! Guarda che…»
Lui si è girato e si è avvicinato alla sua ragazza; si è abbassato davanti a lei e, in quel momento, lei mi ha tirato giù gli slip, fino alle caviglie, trovandosi davanti alla faccia il mio membro ben rigido e grosso. Anche lui è rimasto sbalordito.
«Hai ragione, amore, è proprio un bel cazzone! Avevi ragione tu, è proprio una meraviglia!»
Stefania lo ha impugnato con entrambe le mani ed ha preso a leccare la punta sotto lo sguardo attento di Marco, che non perdeva un movimento della bocca della fidanzata. Dopo aver giocato un po' con la punta, Stefania ha iniziato a lubrificare per bene tutta l'asta, scorrendo ripetutamente la bocca avanti e indietro e si è divertita a leccare, con la punta della lingua, ogni venatura, ogni piega del mio membro, accarezzando con una mano le mie palle. Quando si è abbassata e ne ha presa una in bocca, un istante dopo ho avvertito un calore sulla punta del mio membro e, abbassato lo sguardo, ho visto che Marco non aveva resistito alla tentazione ed ora era la sua bocca e la sua lingua a lavorarmi il cazzo, con la stessa intensità di quella profusa da Stefania. Una pompa a due lingue fatta bene, mi ha proprio mandato in tilt; mi ha fatto diventare il membro non solo più grosso, ma anche decisamente più duro. Non sono nuovo a questi giochi, ma non mi sarei aspettato un simile comportamento da parte loro e, in ogni caso, in quel momento la cosa era per me assolutamente irrilevante! Dopo aver assaporato bene le loro lingue, ho spinto Stefania sul letto, e mi son sdraiato tra le sue cosce; ho preso a leccare il nettare che sgorgava da quella fonte di piacere, mentre Marco ha continuato a lavorarmi il cazzo, proprio per volere di Stefania.
«Amore, fa in modo che questo bel membro resti ben pronto e duro! Me lo voglio gustare tutto, fino in fondo!»
Mentre mi sbrodolava in faccia un orgasmo, per averglielo provocato succhiando con forza il clitoride e, con due dita piantate nella fica, la masturbavo senza ritegno, lui ha continuato a leccare e spompinare il mio cazzo; poi, d'un tratto, è stato proprio lui a decretare il momento in cui avrei dovuto chiavare la sua fidanzata.
«Amore, lui è pronto! Da come stai godendo, penso che anche tu non vedi l'ora di farti trombare! Dai, Corrado, fammi vedere come scopi la mia futura moglie!»
Mi son allungato su di lei, le ho sollevato le gambe ed ho appoggiato il membro allo spacco della sua fighetta, che già bruciava e grondava di nettare. Mi son girato verso di lui, che mi ha guardato senza capire.
«Allora? Te la devo scopare la tua fidanzata, sì o no? Dimmelo: vuoi che ti renda "cornuto"?»
Gli occhi di Stefania hanno preso a brillare, mentre lui è rimasto un attimo indeciso e, allora lei lo ha veramente sconvolto.
«Cazzo, hai sentito! Questo sì che è un vero Bull! Diglielo che mi deve scopare! Diglielo che ti deve mettere un palco di corna come quelle di un cervo a primavera!»
Al sentire quelle sue parole, Marco si è ripreso, mi ha guardato e subito mi ha chiesto di procedere.
«Oh, sì, scusami! Ti prego scopa la mia fidanzata! Dai, Corrado, falla godere e fammi diventare cornuto! Sono mesi che aspettiamo questo momento!»
Ho spinto lentamente il mio membro dentro di lei ed ho visto che ha spalancato la bocca; quando son arrivato in fondo ed ho sbattuto contro la cervice, lei ha abbassato un attimo gli occhi ed è rimasta sorpresa nel constatare che non ero ancora entrato del tutto.
«Amore, me lo sento tutto dentro, ma guarda... ce n'è ancora un pezzo rimasto fuori! Mi sento piena e, nello stesso tempo, aperta come se mi stesse sverginando nuovamente! È enorme!»
Marco si stava tenendo il cazzo in mano e se lo segava lentamente; si è avvicinato e mi ha guardato.
«Ma... io credevo che tu potevi... Voglio dire: tutto non c'entra?»
Mi sono messo a ridere e li ho tranquillizzati.
«Ragazzo, rilassati e tu, magnifica sgualdrina, comincia a godere e vedrai che, alla fine, il mio membro sarà entrato tutto dentro di te.»
Ho preso a pomparla ad un ritmo ben cadenzato, con colpi molto forti e, ogni tanto, ruotavo il bacino, facendola urlare di piacere.
«Guarda Marco come mi dilata tutta! Ogni volta che muove il bacino mi sembra che mi stia allargando sempre più la figa! Marco, ora è tutto dentro! Me lo ha messo tutto dentro e mi sta sfondando: oddio, Marco, godo ancora!»
Ha avuto un nuovo orgasmo, poi un altro ancora e, a quel punto, l’ho afferrata e l'ho messa sopra di me, impalata sul mio membro. Ha cominciato a godere di nuovo; lui si è messo in piedi e le ha messo il suo cazzo in bocca, ma è durato pochissimo, perché appena lei ha stretto le labbra intorno alla cappella, lui è venuto subito.
«Cazzo, amore, sto sborrando! Questa cosa mi fa impazzire!»
Stefania ha ingoiato al volo la sua sborrata, poi ha continuato a cavalcare il mio membro e, dopo esser venuta ancora altre due volte, l'ho sbattuta di lato ed ho preso a scoparla sempre più forte; quando ho sentito che ero prossimo all'orgasmo, gliel'ho detto:
«Dai, Stefania, godi ancora, che voglio venire. Ti voglio coprire gli sborra!»
Prima che lei avesse tempo di replicare, è stato proprio lui a rispondere.
«No, la devi riempire tutta; schizza dentro di lei; riempi questa troia della mia fidanzata; non te ne uscire!»
Ho guardato Stefania, che mi ha sorriso e poi ha sollevato una gamba; l'ha messa proprio dietro di me, a ribadire il fatto che non dovevo assolutamente uscire da dentro di lei, ma riempire la sua vagina con la mia crema. L'ho sbattuto ancora un po' e, mentre urlava per il sopraggiungere di un nuovo orgasmo, ho cominciato a scaricarmi dentro di lei, con bordate di sborra che l'hanno fatta godere ancora. Siamo rimasti diversi minuti abbracciati, poi, quando mi son tirato fuori, dalla sua fica, ben dilatata, colava della crema bianca e Marco, che era inginocchiato vicino a noi, prima si è preso il mio cazzo in bocca e poi ha preso a leccar e pulirlo tutto; dopo di che si è rivolto verso di lei e si è messo a leccare anche la sua fica. Stefania godeva da matti per tutto questo.
«Guarda, Corrado! Vedi come ho addestrato bene questo cornuto? A lui piace molto pulire tutto, dopo che sono stata chiavata! Con un cornuto così, penso che avrò cazzi a profusione e lui sarà sempre pronto a pulire!»
Dopo qualche minuto che lui aveva compiuto il suo dovere, Stefania è andata in bagno e lui mi ha ringraziato.
«Ti sono tanto grato per tutto questo! Corrado, sei una persona davvero fantastica! Il tuo cazzone, poi, è qualcosa che mancava a Stefania! Ha già scopato con altri due o tre maschi, ma nessuno di essi era ben dotato, come lo sei tu. Credo che, anzi spero che, vorrai diventare una presenza fissa nel nostro letto. Io adoro vederla godere con altri maschi, ma come ha goduto con te oggi, non l'avevo mai vista!»
Quando è tornata dal bagno, si è sdraiata in mezzo a noi due e continuando a tenere il mio cazzo in mano e segarlo lentamente, mi ha ringraziato anche lei.
«Ci sei piaciuto subito, dal primo istante, che ti abbiamo conosciuto. Come ti ha già detto lui, ho fatto sesso con altri maschi, ma nessuno mi ha fatto mai godere come te oggi. Corrado, noi ti consideriamo una persona di famiglia molto speciale e, a partire da oggi, quando vorrai questo letto sarà sempre disponibile ad ospitarti.»
Così è cominciata la mia avventura con loro. Si sono sposati dopo tre mesi e mi hanno portato in viaggio di nozze con loro. Sono stato io che l'ho scopata la prima volta da signora, e sempre io, nell'occasione, ho provveduto a darle una bella ripassata al culetto, che, seppur aperto, necessitava di una maggiore dilatazione. Due mesi dopo il matrimonio, Stefania ha annunciato che era incinta e, mentre stavamo festeggiando a casa loro, Teresa si è avvicinata e mi ha ringraziato.
«Sapevo di poter contare su di te! Sapere che mia figlia Stefania è incinta, mi riempie di gioia; quindi, grazie.»
Ho finto di non capire, ma lei ha sorriso e si è messa a parlare un po' più sottovoce con me.
«Corrado, non dir niente! Una madre certe cose le capisce e, se poi, in un certo qual senso, anche lei è un po' troietta, si rende subito conto quando una figlia è interessata ad un altro maschio; son felice che mia figlia ti ospiti nel suo letto, insieme a suo marito. Tranquillo non voglio assolutamente giudicare niente o nessuno, ma vorrei dirti che tra qualche mese, quando non potrà più ospitarti lei nel suo letto, se per caso... voglio dire, uno si abitua ad un certo ritmo, considerarmi sempre a tua disposizione.»
L'ho guardata sorridendo e le ho chiesto come mai tanta fiducia. La sua risposta è stata di una semplicità unica e chiara: "perché sei uno di famiglia!"
Una ventina di giorni dopo, mi son scopato anche Teresa e, due o tre volte, anche insieme a Stefania, che incitava la madre a farmi godere. Ha partorito anche lei un bel maschietto e gli hanno messo nome Fabio; ora siamo in prossimità delle feste di Natale, tutti riuniti a casa dei neogenitori e, mentre tutti si spupazzano i pargoli, io sto aiutando le tre donne in cucina; d'un tratto, Cinzia mi si avvicina e mi sussurra una cosa all'orecchio.
«Adesso, sono rimasta solo io! Adoro tuo figlio, ma anch'io ho diritto di assaggiare il piacere dalla fonte! Tanto, sei uno di famiglia, e così resta tutto al suo interno.
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