Mi scopa il vicino maturo.

di
genere
corna

Mi chiamo Irene, ho 26 anni, mora, occhi verdi, labbra carnose e capelli neri lunghi e ricci, alta, fisico snello, bel seno di una vera terza misura, sedere magnifico, alto, sodo, tondo e liscio, gambe lunghe e ben tornite. Abito in una villetta sul mare e convivo da tre anni con Luca, il mio ragazzo; tra di noi vi è un bel rapporto. Con Luca ho raggiunto una splendida intesa, sia sotto l'aspetto del sentimento, sia sotto quello del sesso, perché, prima di lui, avevo avuto solo delle sporadiche avventure, a volte durate non più di una notte, durante le quali mi ero fatta solo sbattere per appagare il mio bisogno di godere. Luca è stato sempre un amante molto premuroso, munito anche di un fallo di una certa consistenza, che sa usare alla grande; fino ad oggi, ero convinta di esser appagata e soddisfatta in ogni modo. Tutte queste mie convinzioni sono andate a farsi benedire, quando mi son accorta che, nella villetta accanto alla mia, è venuto ad abitare un uomo sulla cinquantina, di bell'aspetto, capelli brizzolati, occhi scuri, fisico molto prestante; quella sua presenza ha stravolto completamente la mia vita. Da sempre, nell'intimità della mia casa, sono abituata a girare molto discinta, a volte mezza nuda; non ho mai badato a tener chiuse le finestre o le serrande. Una mattina lo incontro in giardino, intanto potare un cespuglio di rose; mi accenna un saluto con la mano ed un sorriso; noto che è un maschio dall'aspetto ben curato e scambio con lui qualche parola di cortesia. Mentre mi avvicino alla staccionata che divide le nostre proprietà, mi rendo conto che il suo sguardo fisso sul mio corpo e la sua voce calda e sensuale, mi crea dei brividi, mi fa svolazzare le farfalle nello stomaco e, immancabilmente, le mie mutandine si inumidiscono all'istante. È la prima volta che mi capita una cosa del genere e devo ammettere che mi sconvolge moltissimo. La sera, al tramonto, noto che, per effetto del sole che batte sulle vetrate della mia casa, lui può avere una visione totale di ogni locale della casa; noto, con un certo disappunto, che mi sta osservando e mi rendo conto che deve essersi goduto parecchio lo spettacolo di me in giro per casa, in abbigliamento più che discinto, per non dire nuda. Il pensiero di esser stata ammirata da lui, mi sconvolge e mi rendo conto che la cosa mi eccita al punto da farmi bagnare. I miei capezzoli son diventati durissimi e, dopo un attimo di riflessione, prendo atto che, sapere di esser oggetto di osservazione da uno sconosciuto, mentre giro per casa mezza nuda, mi eccita davvero tanto. Mi ritrovo a riflettere non poco su questa nuova situazione, cui cerco di resistere a motivo del fatto che non ritengo giusto il mio comportamento nei confronti di Luca, gran bravo ragazzo come già detto, che mi ama e mi scopa ed asseconda ogni mio desiderio. La mia coscienza è decisamente sconvolta dalle pulsioni sessuali che avverto nei confronti del vicino, ma poi penso che, in fondo, è solo un gioco innocente, fatto di un minimo di provocazione, che, tutto sommato, non fa altro che aumentare la mia autostima. Ormai decisa a provocarlo, decido che a sera, al tramonto, cioè nel momento in cui avrà una completa visione della mia casa illuminata dal sole, mi farò vedere da lui vestita in maniera molto sexy, provocante, con una minigonna bianca molto corta e, sotto, assolutamente priva di intimo. Ovviamente fingo di ignorare di esser guardata e cerco di avere un comportamento quanto più normale possibile. Poi entro in camera da letto e, muovendomi sempre in maniera quanto più possibile naturale, mi spoglio lentamente; prendo atto che i miei capezzoli sono duri come il ferro per l'eccitazione che sto provando e mi sposto in casa sculettando, come farebbe una troia da strada, immaginando che questo spettacolo lo farà di sicuro impazzire. Nuda, mi reco in bagno. Apro l'acqua della doccia e capisco di esser ad un livello di eccitazione travolgente. Questo gioco di esibizionismo mi sta mandando in tilt, mi piace sapere che lui mi sta guardando e la cosa mi provoca delle contrazioni vaginali talmente forti da spingermi ad accarezzare la mia micetta e raggiungere velocemente un orgasmo. Vengo in una maniera tale che le gambe quasi non mi reggono; mi ritrovo inginocchiata, all'interno della doccia, mentre il mio corpo è scosso da un orgasmo devastante. E' bastato chiudere gli occhi e pensare a lui che mi sta guardando, probabilmente si starà anche segando per me; tutto questo mi ha fatto raggiungere un livello di eccitazione tale come non avevo mai provato prima. Esco dalla doccia e mi guardo nello specchio; vedo il mio viso ancora sfatto dal piacere e mi rimprovero pesantemente.
“Irene, sei una stupida, oltreché troia! Stai facendo la zoccola davanti ad uno sconosciuto!”
Ma i miei sensi di colpa durano pochissimo. Sapere di esser osservata, mi eccita davvero tantissimo, così torno in camera ancora nuda e, prendendo a spalmare il corpo di crema emolliente, mi accarezzo lentamente davanti alla finestra; lo faccio sui miei seni, di cui stuzzico i capezzoli e poi, lentamente, inizio a vestirmi, indossando della conturbante lingerie e poi calze autoreggenti, una minigonna, scarpe col tacco molto alto, come se dovessi uscire per un appuntamento; invece sto facendo ogni cosa solo per lui e questo mi provoca ancora un orgasmo che non riesco a dissimulare; è il momento in cui mi rendo conto che lui non può non aver visto. Vergognosa, chiudo di colpo la serranda, quasi a voler interrompere questo legame mentale ed erotico, che si era creato tra me e lui. Ora, però, lo desidero con tutta me stessa; lo voglio, ma, in qualche modo, non voglio esser io a fare il primo passo; spero nella possibilità che lui sia più intraprendente. Nei giorni seguenti, ripeto più volte questo gioco e noto anche che lui si è munito di un binocolo, a mezzo del quale sicuramente può osservare nel dettaglio ogni mia singola mossa; ogni volta, quel gioco finisce con orgasmi violentissimi, che mi lasciano stravolta e, nello stesso tempo, mi sento appagata, perché mi son esibita per lui e sono anche certa che lui abbia goduto con me. Ogni sera, scopo con Luca con maggior eccitazione e vigore; mi accorgo che lui ha capito che c'è qualcosa che me la provoca in particolare, ma non può immaginare di cosa si tratti; naturalmente ne è contento e, quando mi chiede il motivo di tutta quella mia voglia, io, in maniera sfrontata e fedifraga, gli rispondo che è per lui, che lo desidero e voglio godermelo sempre di più. La realtà è ben diversa. Mentre Luca mi scopa, immagino di esser montata dall'altro, di esser sotto quel maschio che ora è diventato parte della mia vita, del mio desiderio, della voglia di sentirmi troia e sua. L'occasione si presenta in maniera inaspettata quando Luca mi telefona dicendo che, per un impegno di lavoro, non potrà rientrare a casa, fino alla sera successiva; allora decido di esser far la troia per l'altro e spronarlo a fare qualcosa, che ci porti a vivere assieme la nostra passione. Indosso una magnifica guêpière, calze velate sottilissime, sorrette da un reggicalze quasi invisibile, scarpe dal tacco 12 sottilissimo, ed un piccolo reggiseno a balconcino, che innalza ancor più le mie mammelle, facendole apparire ancor più grosse, evidenziando i miei capezzoli, che sembrano chiodi durissimi. Copro le mie labbra con un rossetto che mi rende molto troia e poi sculetto, avanti/indietro, davanti alla finestra, rivolgendomi verso di lui e, d'un tratto, mi rendo conto che lui non è al suo posto, non mi sta guardando e, mentre avverto dentro di me il morso della delusione, sento bussare alla porta. Molto sorpresa, indosso velocemente un accappatoio, perché non aspettavo nessuno, e… quando apro la porta, mi trovo davanti il maschio oggetto del mio desiderio; per poco non perdo l'equilibrio e cado per terra per la forte emozione; le gambe mi tremano in maniera incredibile. Entra, chiude la porta dietro di sé e, con le sue braccia forti, mi stringe al suo corpo; poi, senza dir niente, la sua bocca si incolla alla mia e la sua lingua entra di prepotenza tra le mie labbra, viene a cercare la mia, con cui inizia una danza erotica, come chi ha aspettato anche troppo per farlo. Limoniamo quasi con furia, mentre le sue mani mi spogliano in maniera frenetica, lasciando cadere l'accappatoio ai miei piedi; poi mi sbatte con forza contro la parete, accanto alla porta e, solo al contatto, ho un orgasmo istantaneo. È talmente forte il desiderio che ho di lui, che son venuta appena mi ha toccato. Porta una mano tra le mie cosce e mi trova già fradicia, poi, mentre mi sta ancora baciando, si apre i pantaloni; anche se non vedo il suo membro, lo sento duro e grosso, che, senza alcuna ulteriore esitazione, si fa strada tra le mucose della mia fighetta; vi penetra dentro in maniera dura, decisa, forte, possente. Lo sento rigido e grosso, decisamente oltre ogni misura da me mai accolta; mi trafigge il corpo e mi sbatte contro il muro, quasi a volermi inchiodare alla parete. Mi abbandono alla sua virile irruenza ed inizio a godere un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità. Mi sento trafitta da questo membro ben rigido, che mi sta facendo impazzire con i suoi colpi forti, decisi, molto profondi; sento che le pareti della mia vagina si sono subito adeguate a questa dimensione diversa dal solito e godo sotto i colpi di un maschio che mi sta scopando in piedi, contro una parete, come se avesse tra le mani una vera troia, perché è così che, in questo momento, mi sento. Imperterrito, continua a sbattermi per diversi minuti; quasi non mi rendo conto, quando mi prende per i fianchi, mi sposta e mi fa inginocchiare sul divano, voltata di spalle, per riprendere a martellare il mio corpo con rinnovato vigore. Ora sento i suoi colpi ancora più violenti e profondi; quel grosso membro mi sbatte duramente contro la cervice e, tra dolore e piacere, mi provoca una serie di orgasmi incredibili, mai provati prima. Spingo il mio corpo indietro, andando incontro al suo membro, per rendere manifesta la mia partecipazione alla scopata; dentro di me, non provo nessun rimorso nei confronti di Luca e questo un po' mi sorprende. Non riuscivo a capacitarmi di come potessi permettere che uno sconosciuto mi scopasse senza un minimo di ritegno, quasi dimenticando l'affetto che provavo per Luca, però non potevo, nel contempo, non capire che la risposta a quelle mie elucubrazioni perveniva dalla libidine o lussuria che, fino a quel momento, avevo coltivato nei confronti di quel maschio semi sconosciuto: in quel momento il mio corpo urlava, vibrava e si scuoteva sotto colpi che, per giorni, avevo solo immaginato di poter provare; si trattava di sensazioni a me sconosciute ed orgasmi talmente intensi, che mi rendevano addirittura incapace a reggermi in ginocchio; ricevevo colpi così potenti, da spostare il divano fin sotto la parete. Mi abbandonai alla sua forza e, ancora una volta, raggiunsi un altro orgasmo tanto violento, da farmi quasi svenire. Mi rendo anche conto che questo maschio maturo, che avrà di sicuro il doppio della mia età, mi sta scopando da oltre una ventina di minuti, senza mai fermarsi ed il suo cazzo, ancora ben piantato dentro di me, mi sta devastando la mente a colpi di orgasmi senza fine. Infine si ferma, si sfila, mi fa sdraiare e mi dice di allargare le gambe; subito dopo sento le labbra della mia vagina bruciare, come non mi era mai successo, dato il vigore tenuto e lo sfregamento prodotto da quel membro, che ancora sembrava non voler proprio cedere. Mi afferra le tette, mi strizza con forza i capezzoli e questo misto di dolore/piacere, unito al martellare del suo membro dentro la mia vagina, mi provoca una ulteriore ondata di piacere. Poi mi guarda e mi rendo conto che è prossimo a venire; allora sorrido e annuisco, sollevo le gambe e le posiziono dietro di lui, facendogli capire che voglio accoglierlo completamente dentro di me. Lui sorride in maniera quasi maliziosa, poi insiste a sbattermi ancora con colpi più forti e ravvicinati, fino a che sento un caldo fiotto di sperma, che mi riempie. E' una colata di calore, che, come lava incandescente, riempie la mia vagina; contraggo i muscoli quasi a volerlo spremere il più possibile, convinta che ormai sia finito lì. Lo vedo sorridere, mentre scivola fuori dal mio corpo e poi, con un movimento semplice, mi fa scivolare in ginocchio per terra, con il petto appoggiato al divano, le gambe leggermente divaricate ed il culo in alto; è quello il momento in cui avverto che quel grosso membro, sebbene abbia appena sborrato e senza manifestare alcun cedimento, punta il mio culetto; con due spinte decise, lo sento penetrare dentro. Entra con decisione, con forza, dimostrando di esser un vero toro da monta. Me lo spinge in profondità e si rende conto che ho inarcato la schiena, un po' per il dolore provato ed un po' per reggere la spinta; così frena un po' e mi lascia il tempo di adeguare i muscoli anali, alle sue dimensioni; poi allunga entrambe le mani e, mentre una è appoggiata alla mia spalla sinistra, l'altra afferra i miei capelli e li usa come briglie; mi monta quasi fossi una cavalla e lui il mio stupendo stallone. Mi sfonda il culo con estrema maestria ed il dolore iniziale diventa subito piacere, ancor più forte ed intenso. Avevo già provato il piacere del rapporto anale, ma sentire un maschio così possente e deciso che mi spacca il culo e mi sbatte con forza le palle contro le labbra gonfie e tumefatte della vagina, è qualcosa che mi eccita ancora di più. Mi rilasso e mi concentro sui miei muscoli anali, stringendoli e rilassandoli in modo da provocare una valida stimolazione a quel membro che mi sta veramente devastando sia nel corpo che nell'anima. Ancora una volta mi scopa per bene ed a lungo, mi fa godere altre volte e poi, improvvisamente, resta immobile ed una nuova colata di lava incandescente, riempie e scalda il mio intestino. Mi giro verso di lui, che mi prende la testa tra le mani, solleva leggermente il mio corpo e, mentre il suo membro inizia a sgonfiarsi e scivolar fuori, per un attimo i nostri occhi si incrociano e, di nuovo, le nostre bocche si uniscono in un bacio violento, intenso e appassionato, con cui ci siamo detti tutto quello che c'era da dire. Mario, questo è il suo nome, è rimasto per tre mesi in questo appartamento accanto al mio e, durante quel periodo, sono stata sua diverse altre volte. Mi ha scopato in tutti i modi possibili. Mi ha fatto provare emozioni fortissime ed ho continuato ad esibirmi per lui, per tutto il tempo della sua permanenza; quando se n'è andato, già dal mese dopo, ho avvertito un gran vuoto, subito colmato dal fatto di aver scoperto di essere incinta e, quando l’ho detto a Luca, lui ha sorriso ed ha detto: adesso è il caso che ci sposiamo. Ho messo al mondo un bellissimo maschietto, che ho voluto chiamare Mario ed ora che torna l'estate, guardo con insistenza quelle finestre chiuse dell'appartamento accanto, con la speranza che, prima o poi, due occhi meravigliosi ed un maschio stupendo come lui, torni ad ammirare il mio corpo.

scritto il
2026-04-20
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