La prima volta con bel maschio maturo.

di
genere
gay

Mi chiamo Paolo, ho 26 anni, sono alto, biondo occhi chiari, il fisico molto esile, ho un bel culetto alto e tondo, delle belle cosce lunghe e sono completamente depilato, perché da più di dieci anni sono gay. Sto facendo una cura per farmi crescere il seno e già posso vantare una prima misura abbondante. Mi piace il cazzo e lo prendo ogni volta che posso; da circa due mesi, ho anche un maschio fisso, che mi viene a montare regolarmente, due o tre volte a settimana. È un over 50, molto dotato che, quando arriva, vuole trovarmi già con i tacchi alti, le autoreggenti ed un bel cuneo nel culo, in modo che, quando mi infila il suo bel cazzone tutto dentro, scivola velocemente, senza problemi. Mi piace scopare con lui, perché è un maschio molto resistente, un vero porco, che mi infila il suo membro in bocca e me lo spinge fin giù in gola, in maniera un po' rude e decisa, ma questa cosa mi piace tantissimo, perché adoro esser usato come una puttana. A volte, quando è molto eccitato, mi sborra in bocca e mi fa ingoiare una notevole dose di crema prelibata, che adoro sentire in bocca e in gola. Come ho detto, sono gay da una decina di anni, anche se, solto in questi ultimi due, ho abbandonato ogni remora e mi sono rivelato al mondo, mentre prima lo facevo in maniera nascosta e sempre con il timore d'esser scoperto. Tutto è cominciato quando avevo 16 anni. Già da qualche anno, mi ero accorto che il mio corpo era leggermente diverso da quello dei miei compagni. Più esile, per niente virile, abbastanza magrolino e, in più, avevo potuto constatare che il mio membro era decisamente piccolo. Oggi, ho 26 anni, ed ho un membro che, nella massima erezione, arriva a malapena ad una decina di centimetri. Naturalmente questa cosa non mi disturba per niente, perché è più facile nasconderlo nelle mutande. Come già detto, mi son accorto di essere leggermente diverso dagli altri, di guardare le donne cercando di imitare come si vestivano, si muovevano e si mostravano agli altri; questo era per me qualcosa di estremamente piacevole. La scoperta del sesso e di quanto mi piacesse il cazzo è avvenuta in maniera del tutto casuale. Già dall'età di dieci anni, i miei genitori durante il periodo estivo, essendo impegnati nel lavoro, mi spedivano in montagna a casa dei nonni. La cosa non mi dispiaceva per niente, perché era un bel posto e poi, a poca distanza da casa dei nonni, c'era un torrente dove, in qualche punto, si poteva fare tranquillamente il bagno, perché c'erano delle grosse vasche, non troppo profonde e, comunque, era bello sentire il fresco dell'acqua, durante la calura estiva. Nel mio quindicesimo anno, ho conosciuto Lorenzo, un ragazzo mio coetaneo che, d'estate, veniva a sua volta in montagna dai suoi nonni, perché sua madre era separata e d'estate lavorava in un albergo al mare. Il primo anno ci siamo visti poco, perché spesso veniva suo padre e lo portava qualche giorno con lui, ma l'anno dopo, sono stato proprio invitato al suo sedicesimo compleanno, mentre il mio era avvenuto due giorni prima. In quell'occasione ho conosciuto i suoi nonni e, in particolare, mi ha colpito Giovanni, un amico di suo nonno, un uomo tipicamente montanaro, alto, forte, con braccia e gambe robuste: ho visto che mi ha guardato più di una volta e questa cosa mi ha alquanto intrigato. Ricordo che quella sera, a letto, ho pensato tante volte a lui, su cui ho costruito le mie prime fantasie erotiche: pensavo a quanto sarebbe stato bello poter stare tra le sue braccia. Naturalmente la mia timidezza non mi permetteva di esprimermi, ma due giorni dopo, il mio amico Lorenzo mi dice che ha fatto una piccola scoperta.
«Ieri mio nonno mi ha mandato nel capanno di Giovanni a prendere un cesto di vimini ove riporre alcune cose e, quando sono entrato, ho cominciato a cercarlo perché non lo trovavo ed ho scoperto, in un angolo, un giornalino pornografico. C'erano tante belle immagini di donne nude ed anche uomini e, subito, il mio pisello è diventato durissimo. Se teniamo d'occhio Giovanni e vediamo che va nei campi, potremmo anche andare a dare un'occhiata.»
Naturalmente gli ho assicurato la totale riservatezza e lui, il giorno dopo, mi ha chiamato e mi ha detto che Giovanni e suo nonno erano già andati nei campi e, così, siamo andati nel capanno e, una volta entrati, lui è arrivato fino in fondo ad una specie di bancone di legno, ha spostato due casse vuote e nascosto dietro un pezzo di legno, c'era questo giornale dal titolo “Le ore”. Abbiamo iniziato a sfogliarlo e sono rimasto affascinato da quello che vedevo. C'erano donne che prendevano in bocca membri di uomini, altre immagini dove si vedevano uomini che glielo infilavano sia nel culo che nella vagina e, poi, tutti schizzavano in bocca o in faccia a queste donne. Immediatamente è venuto il cazzo duro ad entrambi; Lorenzo mi ha chiesto se mi facevo le seghe ed io, un po' riluttante, gli ho detto che solo raramente mi capitava di farlo, lui invece mi ha detto che lo faceva sempre più spesso e quando vedeva queste immagini, il suo cazzo diventava duro come il ferro. Mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto farlo insieme e così abbiamo abbassato i pantaloni ed ho visto che il suo membro era di gran lunga superiore al mio, ma, in ogni caso, abbiamo iniziato a farci una sega. Ad un tratto mi ha chiesto se mi fosse piaciuto fare a cambio, cioè io segar lui e lui me. Mi sembrava qualcosa di veramente bello, una cosa che sognavo già da un po' e così ho accettato volentieri. Ha afferrato il mio membro ed ha preso a segarlo velocemente, la stessa cosa ho fatto io con il suo. Ero così eccitato che son venuto poco dopo nella sua mano ed ho visto lui che ha portato la mano alla bocca e l’ha leccata.
«Mi piace, hai un buon sapore; ti andrebbe di fare come questa donna della foto che lo prende in bocca?»
Ero un po' indeciso, ma lui mi ha appoggiato una mano sulla spalla e mi ha spinto in basso; così ho preso il suo pisello in bocca e lui ha iniziato a muoversi avanti/indietro, mentre io restavo fermo e, d'un tratto, ha emesso un grido e subito dopo mi sono sentito riempire la bocca di crema calda. Mi è piaciuta subito e l'ho ingoiata; lui mi ha guardato un po' stupito. Ci siamo messi a ridere e poi, riposto il giornalino siamo andati al fiume a fare il bagno. Mentre eravamo nell'acqua, abbiamo preso a giocare tra di noi e, d'un tratto, lui si è appoggiato dietro di me ed ho sentito il suo membro duro premere contro le mie chiappe nude. Fingeva di scoparmi, come avevamo visto fare nei giornaletti.
«Adesso ti scopo, puttana! Ti scopo e poi ti sborro in bocca!»
Ci siamo messi a ridere e poi, sempre nudi, ci siamo asciugati al sole per un po', senza sapere che Giovanni ci aveva osservato in silenzio da dietro alcune piante. Il giorno dopo, sono andato insieme a mio nonno e mia nonna in città, perché dovevano far delle compere e la sera siamo rimasti a cena a casa dei miei genitori; poiché si era fatto tardi, loro hanno dormito a casa e siamo ritornati in montagna il giorno dopo. Quando son arrivato, sono andato a cercare Lorenzo, ma non l'ho trovato e così mi son messo a cercarlo; ho immaginato che fosse di nuovo nel capanno di Giovanni. Mi son avvicinato silenziosamente ed ho visto che la porta era semplicemente accostata; sono entrato silenziosamente e mi sono avvicinato; ho visto che Lorenzo era inginocchiato davanti a Giovanni, che però mi voltava le spalle, e vedevo che lui si muoveva avanti/indietro senza però riuscire a capire cosa stesse facendo. Li ho guardati per un po' in silenzio ed ho sentito Giovanni che gemeva.
«uhm… come sei bravo! Vedo che ti piace tenere il cazzo in bocca! Bravo, continua così!»
Curioso di poter vedere meglio, mi son spostato e allora sono riuscito a vedere Lorenzo che stava facendo un bel pompino a Giovanni. Ho visto il suo membro grosso e duro, che entrava/usciva dalla bocca di Lorenzo e mi è venuto subito il cazzo duro; nello stesso tempo, muovevo le labbra come se fossi al posto del mio amico, immaginando di star a succhiare quella splendida mazza grossa e dura. Ero così preso dal mimare quella scena, che non mi sono accorto di un barattolo posto su un ripiano vicino a me, che è caduto facendo rumore; subito Giovanni si è girato ed io son rimasto pietrificato nel vedermi scoperto. Si è avvicinato, mi ha preso per un braccio e mi ha portato accanto a Lorenzo.
«Ecco qua anche l'altra puttanella! Vi ho visto l'altro ieri al torrente ed ho capito che siete due troiette! Inginocchiati e prendimelo in bocca»
Ero intimidito e, nello stesso tempo, eccitato; così mi son inginocchiato e subito mi son trovato in bocca quello splendido membro grosso e duro; lui mi ha messo una mano sulla testa ed ha cominciato a dettare il ritmo della pompa. Me lo spingeva bene in gola, poi, allorché avevo dei conati di vomito, lui lo tirava fuori e lo infilava nella bocca di Lorenzo. Ben presto la mia gola si è adeguata a quel membro e così ho iniziato a pomparlo bene; lui è rimasto molto soddisfatto.
«Vedi, Lorenzo, come è bravo il tuo amico! Ha imparato subito a succhiare il cazzo!»
Lo ha tolto dalla mia bocca e lo ha infilato in quella del mio amico, mentre mi ordinava di abbassarmi e leccare le sue palle, cosa che mi ha fatto emozionare. Mi piaceva sentirle in bocca, perché erano grosse come uova d’oca, gonfie e piene e, d'un tratto, ha fatto abbassare i pantaloni a Lorenzo e lo ha fatto piegare; mi ha detto di continuare a succhiare il suo cazzo, mentre metteva un dito in culo al mio amico; ho visto che lui, all'inizio, ha stretto le chiappe, ma Giovanni gli ha dato una forte sculacciata e gli ha ordinato di rimanere rilassato, senza irrigidirsi. Nonostante questo, Lorenzo continuava a stringere il culo e così Giovanni mi ha fatto mettere nella sua stessa posizione e, quando mi ha infilato un dito nel culo, per un attimo anch'io mi son irrigidito, ma poi mi son rilassato ed ho subito sentito piacere nel sentirlo muovere quel dito avanti/indietro. Per me non era la prima volta, perché già da un bel po' mi divertivo con la spazzola di mia madre, che aveva una forma alquanto simile ad un piccolo membro, molto scivoloso, ed io mi divertivo a farlo scorrere avanti/indietro nel culo; questa cosa mi procurava una sensazione bellissima, la stessa che stavo provando ora nel sentire il suo dito penetrare il mio culo. Mi ha lubrificato bene il culo con della saliva, poi ha fatto mettere Lorenzo in ginocchio, davanti a me, e mi ha fatto inginocchiare davanti a lui; mi ha ordinato di prendere il suo membro in bocca e di succhiarlo. Ho preso il membro del mio amico in bocca e lui si è posizionato dietro di me; ho sentito la punta del suo membro premere contro il mio buchetto. In un primo istante, ho stretto le chiappe, ma lui mi ha detto di restar rilassato, che mi sarebbe piaciuto subito. La cosa che mi ha stupito è stato che, anche Lorenzo me lo ha confermato.
«Ha ragione lui: resta rilassato, e vedrai che ti piace; a me lo ha fatto ieri sera questo servizio.»
Ho sentito quel grosso palo che forzava contro il mio buchetto, poi, con una spinta decisa è entrato in maniera alquanto violenta; ho emesso un grido, ma avevo il cazzo di Lorenzo in bocca e così è risultato alquanto soffocato. Lui è rimasto immobile, fermo dentro di me ed ha appoggiato una mano sulla mia testa; mi ha ordinato di succhiare il cazzo di Lorenzo. Mi son messo a pompare il membro del mio amico, mentre lui, lentamente, continuava a spingere, fin quando non mi ha penetrato fin in fondo. Mi sentivo come squarciato, ma, nello stesso tempo, provavo una sensazione incredibile, molto diversa da quella che avevo provato con il manico della spazzola. Ha preso a muoversi avanti e indietro lentamente, poi, sempre con più decisione, ho cominciato a provar piacere, per cui succhiavo con più vigore il cazzo di Lorenzo, che mi ha sborrato in bocca.
«Paolo, sto sborrando! Me lo stai succhiando con forza!»
È venuto, ma il suo cazzo è rimasto duro, ed io ho continuato a succhiarlo, mentre Giovanni ora mi pompava il culo in maniera quasi violenta. Il mio membro era come rimpicciolito, ma, nello stesso tempo, percepivo il piacere scorrere nel mio corpo. Lui se n'è accorto ed ha sorriso contento.
«Vedi, Lorenzo, che anche il tuo amico è una puttanella come te? Vi farò diventare le mie due troiette!»
Godevo così tanto che, d'un tratto, mi son accorto d'esser venuto senza neanche toccarmi e, poco dopo, ho sentito un'ondata di calore riempire il mio intestino, mentre Giovanni mi dava dei colpi ancor più violenti.
«Che meraviglia sborrare dentro un culo stretto come il tuo! Sei proprio una gran puttanella!»
Quando lo ha tirato fuori, mi ha fatto spostare di lato e lo ha infilato tutto in bocca a Lorenzo che, all'inizio, non voleva, ma poi ha iniziato a pulirlo ed a leccarlo; quel cazzo, intanto, è rimasto molto duro, così Giovanni ha inculato anche lui. Nelle due settimane a seguire, ci scopava entrambi una volta al giorno, poi Lorenzo è andato in vacanza con suo padre e, per tutto il mese di agosto, io sono stato la sua troia: lui mi ha insegnato a goder bene e mi ha trasformato per davvero in una puttana. Con lui son diventato bravissimo a succhiare il cazzo e ad ingoiarlo tutto, ma soprattutto ho imparato a prenderlo per bene nel culo. Nei due anni successivi, sono tornato ogni estate in montagna ed abbiamo fatto tante escursioni insieme, che poi erano più una scusa per dormire in qualche rifugio, dove lui mi montava e mi faceva godere come una vacca. L'ultimo anno, addirittura, ci siamo trovati una sera in un rifugio in alta quota e, poiché fuori imperversava un forte temporale, all'interno c'erano, insieme a me e Giovanni, altre tre persone, tre alpinisti stranieri; lui mi ha fatto scopare anche da loro ed è stata quella la mia definitiva trasformazione in gay. Durante i cinque anni di università, mi son fatto chiavare solo da maschi maturi e, ogni tanto, andavo a trovare lui in montagna, per farmi dare una buona ripassata; l'ultima volta che l'ho visto, l’ho aspettato in un posto vestito da donna e quando mi ha visto, i suoi occhi hanno brillato di gioia; poi mi ha scopato per una notte intera, sborrando ben tre volte. Con lui è stata la prima volta in senso assoluto e, da allora, ogni volta che ne ho l'occasione, mi faccio sfondare il culo specie se il proprietario del cazzo è un bel maschio maturo.

scritto il
2026-05-01
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