Cosa sono diventata?

di
genere
esibizionismo

Cosa sono diventata?

Mi chiamo Elisabetta ho 34 anni, convivo da 9 anni con il padre di mio figlio che il prossimo settembre andrà a scuola, ormai sono una milf, ma sono sempre stata molto bella.
Bellezza che non nascondo è stata un vantaggio nella vita, però mi ha causato anche notevoli problemi, ho subito avance anche pesanti, da ragazzina mi sono dovuta licenziare da un’azienda gestita da un porco.
Prima di questo non avevo mai scritto racconti erotici, invece mi piaceva leggerne, era stata una collega nel precedente lavoro che mi ha fatto conoscere alcuni siti come erotici racconti.
Le mie fantasie sono soprattutto legate all’esibizionismo, almeno credevo, ho scoperto poi che mi attizza anche subire dell’attenzioni morbose, una dominazione soft, soprattutto celebrare, mi piace l’uomo grande, grosso e forte, ahimè il classico stronzo.
Il mio compagno è molto bello, curatissimo, biondo, occhi azzurri, 1,75 longilineo, ma sicuramente non un macho, ha dei tratti molto dolci, è sensibile, rispettoso e delicato, sono sempre stata innamorata di lui.
Dopo tanti anni e un figlio, il rapporto viaggia su alti e bassi, ma quello che vi voglio confessare non è lui il protagonista.
Quello che mi domando è “ma cosa sono diventata?”
Ma partiamo dall’inizio, ho un centro benessere in franchising, un mutuo forse troppo alto, il covid poi mi ha messo in una posizione di sofferenza con le due banche che utilizzavo.
Tre anni fa ero disperata, non dormivo più la notte, ero vicina al fallimento, poi un giorno il vice direttore di una delle due banche, mi convocò in ufficio, dicendomi: “ se l’altra banca ti fa rientrare, fallisci, io, a livello personale, potrei aiutarti ad uscire da questa situazione di merda”
Avevo davanti un omone di oltre 1,90 molto oltre i 100 kg, di circa 50 anni, con la barba incolta, la sua unica cosa bella, non certo un adone, ma una forte personalità, aveva anche quel non so di viscido, che mi accendeva quel campanellino di allarme che noi donne abbiamo super sviluppato.
Era arrivato in filiale da un annetto, e mi guardava non più degli altri uomini, sicuramente era etero, ma non avrei detto così porco.
Io gli risposi: “come potrebbe aiutarmi?”
Aveva già pianificato tutto: “Ho studiato la tua situazione, ti serve un socio che immetta liquidità, che offra garanzie ad una delle due banche e liquidi l’altra, così sei con i pantaloni abbassati ed il culo fuori dalla finestra”
La battuta rese molto l’idea e non mi piacque per niente, ancora meno il complimento successivo.
“e se permetti con un culo così, è molto rischioso”.
Ne parlai con il mio compagno, e 15 giorni dopo Mario era diventato mio socio al 50%.
Nel giro di due mesi, aveva chiuso il conto dall’altra banca, fatto ottenere un finanziamento di 100.000€ dalla sua.
Un lunedì si ed uno no, facevamo riunione solo io e lui a centro chiuso, dopo aver risolto la parte finanziaria, mi disse che dovevamo iniziare ad incassare di più, dal nulla mi disse: “me lo fai un massaggio?”
Dopo l’imbarazzo iniziale, lo portai in cabina, misi a scaldare l’asciugamano, gli indicai la doccia e gli misi lo slippino di carta da uomo sul lettino, io mi andai a mettere il camice ed essendo in pantaloni, se li avessi tenuti li avrei macchiati con l’olio, sotto il camice ero in biancheria intima, solitamente invece avevo una sottoveste bianca.
I massaggi maschili ne avevo fatti, ma cercavo di evitarli, se capitavano li facevo fare alle due dipendenti.
All’inizio si gustò il massaggio, ma girandosi davanti, non potei non notare che ce l’aveva barzotto, lo copri subito con l’asciugamano.
Ero già rossa, ma diventai paonazza quando mi disse: “Elisabetta il cliente va coccolato, deve ritornare, deve spendere, devi dire alle ragazze di essere più intraprendenti”
Io: “in che senso?” ma avevo capito benissimo.
Mario: “l’interno coscia va lavorato di più” “e quando si rizza, dovete trovare il modo, senza farvene accorgere che lo fate apposta, di toccarglielo, con il gomito, con il braccio, meglio ancora con le tette”
Mario: “prova”
Senza fiatare esegui toccandogli la cappella con i gomiti prima, con il dorso del braccio poi.
Mario: “adesso massagia l’interno coscia fino a toccare le palle”
Ero a dieci centimetri dal suo pisello che ormai aveva alzato l’elastico della mutandina di carta.
Mario: “adesso mentre mi massaggi le palle, voglio sentire il capezzolo duro, questo naturalmente è solo per me, al cliente normale basta un paio di sfioramenti”
Stavo pensando se mandarlo a quel paese, ma i capezzoli erano duri davvero, il reggiseno non era imbottito, si vedevano chiaramente.
Mario: “da domani sotto il camice tutte tre solo perizoma”
Cazzo lo stavo facendo gli strusciavo il capezzolo destro sul pisello.
Mi sono rialzata, tutta rossa: “Cazzo Mario, abbiamo esagerato, come faccio a dirgli di toccare gli uccelli dei clienti”
Mario imperturbabile: “semplice gli dici la verità il centro va male, bisogna tirarlo su, altrimenti sei costretta a licenziarle, ma tu devi dare l’esempio”
Adesso ti faccio vedere, sono un massaggiatore tantra diplomato sai.
Forza tutta nuda sul lettino.
Io: “ma? Ma? che vergogna, mi posso mettere lo slip di carta”
Mario: “se preferisci”
Ero combattuta, l’idea di avere addosso le sue manone da una parte mi impauriva, dall’altra ero in stato di eccitazione, credo più dovuto dalla sicurezza e dai modi rudi di fare.
Era pure bravo, ma era una gigantesca palpata, sulle tette ci sarà stato un quarto d’ora, lo vedevo solo a mezzo busto, ma quando mi veniva dietro la testa, mi faceva sentire la sua erezione, non avevamo un camice della sua misura, era ancora con lo slippino di carta che sembrava un fazzoletto vista la mole.
Poi mi ha fatto le aperture partendo a mani incrociate, e andando lentamente ad allargare le braccia, fermandosi sulle tette e alle caviglie per le due laterali, a quella centrale fermandosi proprio sulla passera la prima volta sopra lo slippino di carta, poi direttamente a pelle, facendomi sentire un calore che involontariamente mi ha fatto aprire le gambe.
Gli ho preso il braccio cercandolo di toglierlo di li, e sentendomi indifesa quanto era possente.
Mario: “Elisabetta non ti facevo così bigotta, con il lavoro che fai, la prossima volta ti farò il massaggio della Yoni, sarà meraviglioso vedrai”
Poi rivestendoci, continuammo la riunione come se nulla fosse, io non riuscivo a non pensare che mi aveva toccato la fica ed io il pisello, mi aveva massaggiato il seno con tanto di brillatura di capezzoli.
Il giorno dopo concordammo che fosse Mario a dare le direttive a Lucia e Monica, gli disse che l’unico modo per tenerle tutte e due, sarebbe stato aumentare i servizi soprattutto massaggi.
Ero rossissima quando ci disse, che dovevamo stare con solo gli slip sotto il camice, Lucia e Monica mi guardarono come per capire chi comandava tra noi due.
Lucia aveva 29 anni conviveva ed era molto smaliziata, avendo una seconda spesso era senza reggiseno, mentre Monica ne aveva solo 25, ma essendo un po’ sovrappeso aveva una quinta di seno.
Tre giorni dopo Monica rassegnò le dimissioni dicendo che non se la sentiva, mentre Lucia per tirarmi su mi disse: “Elisabetta io qui con te mi trovo bene, in fondo aumentare un po’ la clientela maschile mica mi dispiace sai, però ho bisogno di un ritocchino allo stipendio”
Mario fece venire una brasiliana, Gabriela, mulatta, 1,78 con un culo dieci centimetri oltre le cosce, inizialmente due giorni a settimana, lei praticava anche i massaggi tantra, totalmente in nudità.
Ci insegnò a fare il massaggio lingam, 20 minuti di carezze all’apparato riproduttivo maschile, naturalmente Mario era il nostro modello, prima io e poi Lucia, imparammo rapidamente.
Con Gabriela facevamo 50 e 50, tra lei e lo studio, con Lucia invece che era dipendente, concordammo il 30% come bonus extra.
Rispondendo spesso lei al telefono, i giorni che non c’era Gabriela, si metteva i massaggi lingam per lei, gli piaceva proprio. Infatti mi confessò che il potere di dare piacere ad uno sconosciuto sdraiato sul lettino la eccitava più del sesso.
Quando ne aveva prenotati due o massimo tre al giorno mi chiedeva se volevo farli io, ma i miei no, prima decisi, stavano diventando sempre più flebili.
Intando Mario mi aveva fatto il massaggio della yoni, che altro non era che il massaggio alla passera, avevo cercato di resistere ma avevo avuto due orgasmi di cui il secondo lunghissimo con anche il mio primo squirt della vita, allora non sapevo nemmeno che si chiamasse così.
Una volta che Lucia prese l’influenza la sostituii io con tre massaggi lingam, la sera violentai il mio compagno e da quel pomeriggio cerco di farne uno solo al giorno.
Dopo sei mesi dalla vendita del 50% del centro, gli incassi non erano mai stati così alti, Lucia integrava il suo stipendio con mille euro di bonus al mese, io e Mario eravamo diventati intimi, non amanti ma molto intimi, ci davamo piacere ma senza penetrazione, prima solo con le mani e poi integrammo anche bocca e lingua, eravami dei massaggiamici.
Anche il rapporto con il mio compagno incredibilmente era migliorato, ero più calda, più disponibile, più predisposta a dargli piacere.
I problemi economici stanno al sesso come lo zucchero all’amaro, ero come un circolo vizioso, più guadagnavo, più ero stimolata a dare piacere ai clienti e a Mario, più volevo la mia parte di piacere.
Mi rendo conto che è difficile da spiegare, gli uomini sono molto più abituati di noi, ad avere diversi tipi di piacere, il sesso, sesso anale, sesso orale in coppia e la masturbazione in solitaria, noi donne molto meno, anche se ci masturbiamo il piacere non è libero come per loro, abbiamo la possibilità di godere in continuità, ma sono pochissime le donne che ci riescono.
Prima di Mario non avevo mai goduto con il sesso orale praticato su di me, non avevo mai avuto due o più orgasmi in sequenza, non avevo mai squirtato, non avevo mai goduto con gadget, credo che assaporare i piaceri del sesso senza amore, migliori anche il sesso fatto con amore.
Per commenti: Betta90 presso amicosegreto@tuta.com
scritto il
2026-01-01
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