Carlotta, finalmente non più vergine

di
genere
etero

Seguito di Carlotta la verginella.
Ciao a tutti, sono Daniele, Carlotta poco prima dei sui diciannove anni mi aveva chiesto se gli avessi tolto la verginità, il suo ragazzino non ci riusciva.
Dopo la terza settimana di ripetizioni, aveva confessato cosa voleva da me, e da quella lezione non usciva da casa via senza aver goduto e avermi fatto godere.
Fu un mesetto veramente simpatico, avevo una piccola lolita infoiata che non vedeva l’ora di giocare con il mio cazzo, una volta la feci godere strusciando la fica sulla mia coscia.
Poi finalmente l’accontentai, era a gambe aperte sopra di me, impugnava il cazzo e se lo doveva strusciare tra le labbra, accarezzandosi con la cappella sia il clitoride che l’imene.
Quando mi chiese “posso?”
La presi per le chiappe e feci cenno di si con la testa, non fu delicata, talmente era il desiderio di togliersi quel cruccio, che ci salto sopra alzando i piedini da terra per la differenza di altezza.

L’urlo che fece, fu più di sorpresa che di dolore, iniziò a sorridere, era finalmente riuscita a perdere la verginità, poi mordendosi il labbro inferiore, sospirava e si leccava il labbro superiore.
Fece solo un paio di goccioline di sangue, e venne tre volte prima che gli dicessi di togliersi, ero senza preservativo, mettere incinta una ventenne non era assolutamente nei miei piani.
Anche dopo le fine delle ripetizioni, almeno un paio di volte al mese, la scopavo per bene, come diceva lei, aveva iniziato a scopare anche con il ragazzino, ma nonostante l’età era poco prestante.
Aveva imparato a chiedermi le cose mentre mi leccava, la natura femminile quando scopre il potere del sesso, e adoravo questa cosa, mi faceva veramente ridere.
Mi chiese se la portavo al mare in moto, io l’accontentavo, ma facendogli fare cose di cui si vergognava, tipo mettersi in topless.
All’andata la feci mettere in minigonna e prima di montare sulla moto, mi fece consegnare lo slip del costume già indossato, masturbandola mentre viaggiavamo.
Gli insegnai tutto quello che sapevo sul sesso, anche qualche porcata, di cui si vergognava da matti, ma obbediva e gli piaceva un sacco superare i propri limiti.
C’era un piazzale frequentato da coppiette e di conseguenza anche da guardoni, diventava rossa come un peperone quando la portavo li a farmi pompini a pecora sul sedile passeggero mostrandosi a sconosciuti.
Continua.............
Per commenti e suggerimenti: amicosegreto@tuta.com
scritto il
2026-01-18
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