La mia prima esperienza - La scommessa 1

di
genere
etero

La proposta di Mario era intrigante, sia perchè la figlia è molto figa e quindi me la sarei scopata volentieri, sia perchè lui mi avrebbe pagata bene.
Dalle info del padre, lei non era fidanzata, ma neppure aveva la percezione che avesse già fatto lesbo. E ovviamente la mia Dani non le sarebbe dispiaciuto se mi sarei fatta un’altra.



Essendo della stessa città frequentavamo più o meno gli stessi locali; la vidi la prima volta il weekend successivo la vidi in discoteca così l’occasione e dopo averla incontrata le offrii un drink. Quella sera doveva essere solo per approcciarla, ed non è stato così difficile anche se aveva sempre qualche ragazzo che le ronzava attorno più o meno apertamente.


Ci incontrammo anche la settimana successiva, ma dovevo essere più decisa, tanto tra lesbiche si può! Non nascondo il timore di fare qualche cazzata, ma era intrigante la situazione in cui mi ero cacciata.
Io ero vestita con dei stivaletti con il tacco neri, una mini argentata e una maglia con le maniche fino a metà braccio, nera semitrasparente dove di vedeva il mio reggiseno nero. Trucco deciso, ma non pesante. Lei invece, un vestito marroncino, con le spalline a filo, che scendono a formare il reggiseno e poi si apre lasciandole la pancia scoperta, si richiude con un anello in vita, scende fino alle gambe, ma con un bello spacco fino a metà coscia. Poi dei bei tacchi neri.

Chiara aveva appena finito di ballare con un ragazzo e… mi avvicino io, ci salutiamo con entusiasmo e iniziamo a ballare, volontariamente ci sto molto vicino e i nostri corpi si toccano. Le tocco il culo e lei ricambia, non resisto, la mia bocca si avvicina alla sua e la bacio. Lei presa alla sprovvista si ritrae. Dovevo rimediare così per scusarmi le offro un drink e ci mettiamo su un divanetto. Le chiedo scusa per prima.
“Non me lo aspettavo” ammette lei.
“Io mi sono lasciata troppo andare” e ci ridiamo sopra e visto la sua reazione rincaro “con una figa come te non mi sono trattenuta”
“Sei lesbica?” mi chiede stupita.
“Ti piacerebbe se lo fossi?” chiedo in modo provocante appoggiandole una mano sulla gamba.
“Era la prima volta che mi capitava un bacio del genere” il suo tono era neutro.
“A me piace la figa giovane e il cazzo maturo - dico ridendo, salendo lentamente con la mano - e a te?”
“Io il cazzo di coetanei, con una ragazza non ci sono mai stata. La tua è una scelta esotica”
“Ha un senso, se vuoi in un’altra occasione ti racconterò - mi avvicino e la mia mano arriva all’inguine, in piccolo tremito la scuote - tu cosa ne pensi del lesbo?”
Nel suo sguardo disinibito dall’alcol c’era una luce: “Non saprei” la mia mano le raggiunge la fighetta leggermente umida.
Mi avvicino e le sussurro all’orecchio: “Mi piacerebbe proprio baciarti ora”
Lei mi guarda e chiude gli occhi, appoggio le labbra sulle sue, sono morbide, apriamo la bocca insieme e le lingue si incrociano. Bacia veramente bene, più il bacio si allungava più lei si scioglieva.
Ci guardiamo e ridiamo. “Chiara avrei una voglia di scoparti…”
“Anch’io ho voglia di scopare”
“Tu vuoi un cazzo ora, si vede dalla tua espressione”
“eh” dice ridendo.
“Cosa ne pensi di quel ragazzo che ci sta guardando da mezz’ora?”
“Carino…” non fa a tempo a finire che mi alzo, lo prendo per mano e lo faccio sedere di fianco a lei, prendo una sua mano e gliela metto tra le gambe. Non fa a tempo a dire qualcosa che lui la stava già baciando.
Lui mi lancia uno sguardo appuntito ed indecifrabile. Mi avvicino ai due e le dico: “Divertiti e poi fammi sapere” lei mi da un bacio sulla guancia.

Se avete qualche commento ve ne sarei grata
di
scritto il
2025-11-30
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